Think Tanks

 

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http://iskra.myblog.it/archive/2010/12/06/la-dittatura-capitalistica-uomini-e-apparati-che-controllano.html

di Paola Baiocchi, Andrea Montella

 

Italianieuropei

E’ una Fondazione di cultura politica, nata nel 1998 su iniziativa di un gruppo di personalità della politica e dell’economia per contribuire alla selezione delle nuove classi dirigenti nel campo della politica, dell’impresa, dell’amministrazione pubblica e della cultura. Ha sede a Roma nel Palazzo Borghese in via dell’Arancio.

Attraverso un’attività di fund raising sull’esempio delle più importanti fondazioni europee e dei think tanks statunitensi, la Fondazione Italianieuropei si è posta l’obiettivo di giungere ad un patrimonio costitutivo di 2,5 milioni di euro.

La Fondazione diffonde le proprie attività attraverso il bimestrale Italianieuropei e via internet; il quotidiano il Riformista è una delle sue casse di risonanza.

Presidente: Massimo D’Alema. Presidente del Comitato Scientifico: Giuliano Amato. Vicepresidente: Alfredo Reichlin. Direttore scientifico: Pier Carlo Padoan. Direttore per le relazioni esterne e istituzionali: Gianni Cuperlo. Direttore amministrazione e finanza: Andrea Péruzy

Consiglio di Amministrazione: Massimo D’Alema, Giuliano Amato, Silvano Andriani, Ivano Barberini, Antonio Landolfi, Luigi Manconi, Andrea Manzella, Alfio Marchini, Alfredo Reichlin, Giorgio Ruffolo, Ersilia Salvato, Giuseppe Vacca, Vincenzo Visco, Rodolfo Zich

Comitato Scientifico: Laura Balbo, Augusto Barbera, Mirella Barraco, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Luciano Cafagna, Luciano Canfora, Sabino Cassese, Marco Causi, Franca Chiaromonte, Biagio De Giovanni, Gabriele De Rosa, Luciano Gallino, Emanuele Galossi, Miriam Mafai, Mauro Magatti, Enrico Menduni, Pietro Marcenaro, Marcello Messori, Antonio Missiroli, Giorgio Napolitano, Gian Giacomo Nardozzi, Massimo Paci, Fiorella Padoa Schioppa, Pier Carlo Padoan, Leonardo Paggi, Alessandro Pizzorno, Silvio Pons, Giuliano Procacci, Andrea Ranieri, Nicola Rossi, Mariuccia Salvati, Giulio Sapelli, Chiara Saraceno, Gennaro Sasso, Salvatore Settis, Domenico Siniscalco, Giuseppe Tamburrano, Salvatore Veca, Gianfranco Viesti, Maurizio Viroli, Vincenzo Visco.

Il patrimonio

Soci benemeriti: hanno versato una quota di 25 mila euro e sono, tra gli altri, Guidalberto Guidi, Gianni Agnelli (sino alla sua scomparsa), Francesco Micheli, Vittorio Merloni, Claudio Cavazza, Carlo De Benedetti, Gianfranco Dioguardi e Paolo Marzotto insieme ad aziende quali Pirelli, Gruppo Marchini, Philip Morris, Glaxo Wellcome, Pharmacia & UpJohn, Lega delle Cooperative, ABB ed Ericcson.

 

Il Circolo

Non si sa nulla sui soci fondatori e i finanziatori; è noto solo che l’ideatore è Marcello Dell’Utri. Un circolo dove l’omertà regna sovrana.

Il Circolo viene fondato nel novembre del 1999, la sua sede è in via Marina a Milano.

Dell’Utri ne ha fatto una presentazione nella capitale il 12 dicembre 2001 all’Hotel Excelsior di via Veneto lo stesso frequentato in passato dal capo della P2 Licio Gelli. Quel giorno erano presenti: Giancarlo Cimoli, il senatore di An Gustavo Selva, Umberto Galia, Gigi Bisignani, Maria Giovanna Elmi e Anna La Rosa, della Rai

Il Circolo si presenta come un centro di cultura apartitico, ma non apolitico, perché si definisce l’anima culturale del centro-destra.

Lo scopo del Circolo è quello tipico di un think tank: creare un’identità di valori comuni.

I mezzi principali con cui si prefigge di raggiungere questo scopo sono l’organizzazione di convegni, tavole rotonde e dibattiti, oltre a una serie di corsi di formazione con la partecipazione di esponenti politici, manager d’azienda e personaggi del mondo della cultura. Non si trovano iniziative fatte da loro.

 

Centro Pio Manzù

Il Pio Manzù è un think tank tra i più importanti che si occupa delle strutture geo-politiche ed ambientali; è organo delle Nazioni Unite ed ha sede a Verucchio, Forlì. Il Centro ha attività di promozione e coordinamento di attività di studio e formazione sulle sinergie che emergono tra le decisioni macro-economiche e l’evolversi delle compatibilità socio-politiche internazionali.

Il Centro e’ stato fondato nel 1969 da un gruppo di studiosi che operavano in campo socio-urbanistico. E’ collegato con nuclei di ricerca e progettazione sociale di Milano, Londra, Francoforte e Darmstadt.

Il Manzù si caratterizza per lo studio delle interazioni tra lo sviluppo tecnologico-industriale e la ricaduta di questo nell’ambiente umano e culturale, con una ruolo di supporto allo sviluppo industriale sia nazionale che internazionale. Il Manzù propone alle imprese ricerche di mercato con una specializzazione sugli aspetti comportamentali e sociali. Elabora progetti di formazione per la gestione e lo sviluppo di strumenti di cooperazione internazionale, transfer e commercio estero. Prepara rapporti di previsione sull’evoluzione di scenari globali o settoriali. Approfondisce tematiche socio-urbanistiche e progettazione dell’ambiente. Su questi temi impegna il ramificato reticolo di collegamenti scientifici che gli permette di accedere alle più prestigiose e specializzate sedi scientifiche europee e nord americane. Ogni anno organizza a Rimini delle giornate di studio dai titoli molto evocativi, come “La memoria dei Principi, da Camelot a Metropolis: itinerario nelle mutazioni geo-politiche dei poteri nazionali” del 1992. L’edizione di quest’anno si svolgerà dal 27 al 29 ottobre e ha come titolo “La vita in bilico. Suspense del mondo: uomo e natura innanzi la virtualità, sviluppo equilibrato, comune causa della responsabilità”. Sotto l’Alto patronato della presidenza della Repubblica italiana, con l’apporto scientifico di Nazioni unite e Unione europea. Sterminato l’elenco dei promotori e dei partner: Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Fondazione San Marino, regione Emilia Romagna, Cbr, Segreteria di Stato Repubblica di San Marino, Comune e Provincia di Rimini, Eni, Enel, Lottomatica, Banca Intesa, Riminifiera, Boehringer Ingelheim, Tosinvest, Camera di Commercio Rimini, Confindustria, Opus Proclama, Coopsette, Condor, Valpharma International, Matunencoop, Rai, il Riformista, La Stampa, il Secolo XIX, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Libero.

Giunta esecutiva

Presidente: Lorenzo Cagnoni. Vicepresidente: Roberto Valducci. Segretario generale: Gerardo Filippo Dasi.

Comitato scientifico

Presidente: Mikhail Gorbaciov. Vicepresidente: Giandomenico Picco. Giuliano Amato, Claude Cheysson, Furio Colombo, Giuseppe De Rita, Alain De Vulpian, Gary Hart, Robert Hormats, Joseph LaPalombara, Guido Lucarelli, Edward N. Luttwak, Igor Man, Edgar Morin, John Naisbitt, Herbert Ohl, Raimon Panikkar, Carlo Rubbia, Vittorio Sgarbi, Giampaolo Sodano, Enzo Tiezzi, Alvin Toffler, Heidi Toffler, Victor Uckmar, Ahmed Zaki Yamani, Sergio Zavoli.

 

Magna Carta

È un potentissimo think tank molto ramificato, che riesce ad intervenire in molti settori, da quelli istituzionali a quelli legato al mondo universitario e del giornalismo. Ha una forte presenza di personaggi della destra cattolica ed ebraica.

Presidente d’Onore: Sen. Prof. Marcello Pera. Presidente: Prof. Gaetano Quagliariello. Direttore Generale: Dott. Sergio Corbello. Segretario Generale: Dott.sa Annalisa Battagliese.

Consiglio d’Amministrazione: Dott. Francesco Bellavista Caltagirone Dott. Enrico Luca Biagiotti, Ing. Giuseppe Calderisi, Dott. Luigi Capuano, Dott. Fabio Cerchiai, Dott. Bruno Colombo, Dott. Sergio Corbello, Prof. Raimondo Cubeddu, Dott. Edoardo Garrone, Dott. Peter Glidewell, Dott.sa Roberta Lacava, Ing. Gianfranco Librandi, Dott. Gioacchino Paolo Ligresti, Dott. Nicola Loccisano, Dott. Giancarlo Loquenzi, Dott. Gianmarco Moratti, Prof. Giuseppe Morbidelli, Dott.sa Gina Nieri, Ing. Roberto Saccone, Ing. Francesco Valli.

Revisore Contabile: Dott. Ignazio Carbone

Fondatori: Erg s.p.a., Fondiaria Sai s.p.a., Nuova Editoriale soc. coop. s.r.l., Siteba s.p.a., British American Tobacco Italia s.p.a., Mediaset s.p.a., Comipac s.p.a., Acqua Pia Antica Marcia s.p.a., Securfin Holdings s.p.a., Viaggi del Ventaglio s.p.a., Meliorbanca s.p.a., T.C.I. s.p.a.

Aderenti: Caronte Tourist s.p.a., Finmeccanica, Officine Mecc. Giovanni Cerutti s.p.a., Olimpia Splendid s.p.a., Rso s.p.a., Valtur s.p.a., Sky Link and Logistic Service Italy s.p.a.

Board Riforme e Garanzie:

Paolo Armaroli Docente di Diritto parlamentare e pubblico comparato Università di Genova

Beniamino Caravita di Toritto Docente di Istituzioni di diritto pubblico Università La Sapienza di Roma

Antonio Catricalà Consigliere di Stato Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

Ginevra Cerrina Feroni Docente di Diritto pubblico costituzionale italiano e comparato Università di Firenze

Achille Chiappetti Docente di Diritto amministrativo Università La Sapienza di Roma

Claudio Chiola Docente di Istituzioni di diritto pubblico Università La Sapienza di Roma

Giovanni de Cesare Consigliere di Stato Capo Ufficio Legislativo del Ministro per le Politiche Agricole

Giuseppe de Vergottini Docente di Diritto costituzionale Università di Bologna

Antonio Fiorella Docente di Diritto penale Terza Università di Roma

Tommaso Edoardo Frosini Docente di Diritto pubblico comparato Università di Sassari

Maurizio Griffo Docente di Storia delle dottrine politiche Università Federico II di Napoli

Carlo Guarnieri Docente di Sistema politico italiano Università di Bologna

Vincenzo Lippolis Docente di Diritto pubblico comparato Università Federico II di Napoli

Giorgio Lombardi Docente di Diritto pubblico comparato Università di Torino

Marco Mazzamuto Docente di Diritto amministrativo Università di Palermo

Roberto Nania Docente di Diritto costituzionale Università di Bologna

Massimo OcchienaDocente di Diritto amministrativo Università Bocconi di Milano

Giovanni Pitruzzella Docente di Diritto costituzionale Università di Palermo

Fabrizio Ramacci Docente di Diritto penale Università La Sapienza di Roma

Giuseppe Severini Consigliere di Stato

Adriano Soi Consigliere per la Programmazione strategica del Ministro dell’Interno

Giorgio Spangher Docente di Procedura penale Università La Sapienza di Roma

Mario Trapani Avvocato. Docente di Diritto penale Terza Università di Roma

Massimo Zaccheo Avvocato. Docente di Istituzioni di diritto privato Università La Sapienza di Roma

Nicolò Zanon Docente di Diritto costituzionale Università di Milano

Board Relazioni internazionali e Democrazia:

Elena Aga Rossi Docente di Storia contemporanea Università dell’Aquila

Magdi Allam Editorialista de Il Corriere della Sera

Pierluigi Barrotta Docente di Metodologia delle scienze sociali e di Istituzioni di epistemologia Università di Pisa

Direttore Istituto Italiano di Cultura di Londra

Pialuisa Bianco Giornalista Direttore Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles

Margherita Boniver Sottosegretario di Stato Ministero Affari Esteri

Adriana Cerretelli Giornalista corrispondente da Bruxelles per “Il Sole 24 Ore”

Piero Craveri Docente di Storia contemporanea Preside della Facoltà di Lettere Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli

Renato Cristin Docente di Ermeneutica filosofica – Università di Trieste Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino

Fabio Grassi Orsini Docente di Storia contemporanea Preside della Facoltà di Scienze Politiche Università di Siena

Giorgio Israel Docente di Matematica Università La Sapienza di Roma

Gennaro Malgieri Consigliere di amministrazione Rai

Stefano Mannoni Docente di Storia delle costituzioni moderne Università di Firenze

Vittorio Mathieu Professore Emerito di Filosofia morale Università di Torino Socio nazionale Accademia dei Lincei

Maurizio Molinari Giornalista corrispondente da New York per “La Stampa”

Fiamma Nirenstein Giornalista corrispondente da Gerusalemme per “La Stampa”

Giovanni Orsina Docente di Storia contemporanea Università La Sapienza di Roma Direttore scientifico Fondazione Luigi Einaudi

Emanuele Ottolenghi Leone Ginzburg Research Fellow in Studi Israeliani Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies

Francesco Perfetti Docente di Storia contemporanea Università Luiss Guido Carli di Roma

Marco Taradash Giornalista

Victor Zaslavsky Docente di Sociologia politica Università Luiss Guido Carli di Roma

 

Board Ricerca e Innovazione:

Ezio Andreta Direttore presso la Direzione Generale Ricerca Commissione Europea, Bruxelles

Roberto Balzani Docente di Storia contemporanea Università di Bologna

Giampio Bracchi Docente di Sistemi informativi Politecnico di Milano Presidente della Fondazione Politecnico di Milano

Roberto Cingolani Docente di Fisica generale e Direttore NNL National Nanotechnology Laboratory Università di Lecce

Girolamo Cotroneo Docente di Storia della filosofia Università di Messina

Adriano De Maio Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia Docente di Economia e gestione dell’innovazione aziendale Università Luiss Guido Carli di Roma

Roberto De Mattei Docente Storia moderna Università Cassino Subcommissario del Cnr

Andrea di Porto Docente di Istituzioni di diritto romano Docente di Economia e gestione dell’innovazione aziendale Università La Sapienza di Roma

Giacomo Elias Presidente INVALSI Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione

Marcello Foschini

Rettore Università Luiss Guido Carli di Roma

Simone Fubini Presidente Solving International Projecta

Lorenza Lei Dirigente Rai

Francesco P. Luiso Docente di Diritto processuale civile Università di Pisa Presidente della Fondazione Lucchese per l’Alta Formazione e la Ricerca

Mauro Moretti Docente di Storia contemporanea Università per Stranieri di Siena

Antonio Paolucci Sovrintendente per il Polo Museale Fiorentino

Guido Pescosolido Docente di Storia moderna Preside della Facoltà di Lettere e filosofia Università La Sapienza di Roma

Antonio Pilati Componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

Claudio Roveda Docente di Ingegneria economico-gestionale Politecnico di Milano Direttore scientifico Fondazione Rosselli

Fabio Roversi Monaco Docente di Diritto amministrativo Università di Bologna Presidente della Cassa di Risparmio di Bologna

Renato Ugo Docente di Chimica inorganica Università degli Studi di Milano Presidente AIRI Associazione Italiana Ricerca Industriale

Paolo Vigevano Capo Segreteria Tecnica del Ministro per l’innovazione e le tecnologie

 

Board Welfare e Mercato:

Alessandro Botto Consigliere di Stato

Renato Brunetta Docente di Economia del lavoro Università Tor Vergata di Roma Europarlamentare

Giuliano Cazzola Docente Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione di Roma Presidente del Collegio Sindacale Inps

Benedetto Della Vedova Economista

Alfonso Desiata Esperto del comparto assicurativo Vice Presidente Alleanza Assicurazioni, già Presidente ANIA

Elsa Fornero Docente di Economia politica Università di Torino Direttore CERP

Giampaolo Galli Economista Direttore Generale ANIA

Oscar Giannino Vice Direttore di Finanza & Mercati

Claudio Gianotti Direttore Generale Worldenergy SA

Fabrizio Guerrera Docente di Diritto commerciale Università di Messina

Giorgio La Malfa ex Ministro per le politiche comunitarie

Mauro Marè Docente di Scienza delle Finanze Università della Tuscia Presidente Mefop

Luciano Monti Docente di Politica regionale europea Università LUISS Guido Carli di Roma Direttore del Centro Internazionale di Ricerca per la Cooperazione Industriale

Fernando Napolitano Consigliere Enel

Angelo Pandolfo Docente di Diritto del lavoro e della previdenza sociale Università La Sapienza di Roma ex Commissario COVIP

Stefano Parisi Amministratore delegato di Fastweb

Raffaele Perna Capo di Gabinetto del Ministro della Funzione Pubblica

Roberto Pessi Docente di Diritto del lavoro Università Luiss Guido Carli di Roma

Beniamino Quintieri Docente di Economia politica Università Tor Vergata di Roma Presidente ICE

Salvatore Rebecchini Presidente Cassa Depositi e Prestiti SpA

Pasquale Sandulli Docente di Diritto del lavoro Università La Sapienza di Roma

Paolo Tosi Docente di Diritto del lavoro Università di Torino

 

Fondazione Fini

Una fondazione in fase costituente che seguirebbe come modello, per loro stessa ammissione, think tank come la Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema, l’Aei, l’Heritage Foundation dei repubblicani americani, del Centre for policy studies della Tatcher e della Faes di José Maria Aznar. Secondo Adolfo Urso a cui stato dato l’incarico di portare avanti il progetto, a partire dall’esperienza dell’Osservatorio parlamentare di cui è il punti di riferimento, questa fondazione “deve far emergere una nuova classe dirigente più appropriata alle nuove sfide culturali”.

I FORUM E LE COMMISSIONI DI LAVORO

Forum delle Idee – 22 Settembre 2006

Forum della Solidarietà – 26 Settembre 2006

Forum dell´Impresa e del Lavoro – 29 Settembre 2006

Commissione per la “Forma di Partito”

Presiede: On. Silvano Moffa

Componenti: Sen. Giovanni Collino, On. Maurizio Gasparri, On. Alberto Giorgietti,

On. Donato Lamorte, On. Ignazio La Russa, On. Marco Martinelli, Sen. Altero Matteoli

On. Antonio Mazzocchi, On. Enzo Nespoli, On. Riccardo Pedrizzi, On. Mirko Tremaglia

Commissione per la “Codice di Comportamento Interno”

Presiede: On. Alfredo Mantovano

Componenti: On. Giorgia Meloni, On. Roberto Menia, Sen. Franco Pontone

On. Mirko Tremaglia

 

Fondazione Formiche di Follini

In fase di allestimento

 

Comunione e Liberazione e Compagnia delle Opere

Comunione e Liberazione nasce nel 1954 per opera di don Luigi Giussani, che prima aveva fatto nascere Gioventù Studentesca inserita nell’Azione Cattolica da cui si scinde nel 1968 per dar vita all’attuale Comunione e Liberazione (CL). Da allora la presenza di Cl è cresciuta passando dal mondo delle scuole e dell’università a tutti i campi, da quello religioso a quello imprenditoriale attraverso la Compagnia delle Opere (CdO) la sua lobby, nata nel 1986. La CdO spiritosamente si definisce associazione senza fini di lucro; ma scorrendo l’elenco delle 21mila imprese associate alla Compagnia che si occupano di tutto, dalla ristorazione, agli studi legali, passando per l’informatica, l’edilizia, sino a giungere alle agenzie di viaggi, al settore assicurativo e alle Polizie private, sembra impossibile che tutto il giro sia no profit.

Tra i suoi attivisti c’è Raffaello Fellah, presidente dell’Organizzazione mondiale degli ebrei di Libia, amico e consigliere di Giulio Andreotti e amministratore della Cascina, impresa che si occupa di mense scolastiche e ospedaliere, inquisita nel 1989 per irregolarità nelle gare d’appalto e cibo avariato. La CdO ha 32 sedi in Italia ed è presente in 38 Paesi del mondo con sedi o uffici di contatto profit e no profit.

Comunione e Liberazione è il think tank di uno strano mondo cattolico dove più che praticare la fede, si distribuiscono benefit. Di formazione anticomunista, al momento delle elezioni sceglie i suoi candidati all’interno delle forze di centro, che vanno dai Ds a Forza Italia, passando anche per An. Pecunia non olet e le cooperative della CdO si alleano con Lega Coop e Confcooperative per aprire gli sportelli di Obiettivo Lavoro.

In questi anni, la Compagnia delle Opere è stata il motore e Cl il luogo di elaborazione culturale di alcune battaglie civili condotte sotto lo slogan “Più società, meno Stato” con cui si intende che la CdO deve sussidiare lo Stato nel maggior numero di attività possibili, ma soprattutto nei settori scolastici, della sanità e dell’assistenza.

Cl rappresenta una sfaccettatura delle concezioni liberiste, che offrono un modello di società dove la precarietà del lavoro e sistemi assistenziali al ribasso sono la condizione non discutibile dei poveri del mondo.

 

CFP Centro Formazione Politica

Milano

I Docenti

 

Alberto ABRUZZESE, sociologia della comunicazione, Università La Sapienza, Roma.

Luciano BALBO, no profit e venture capital, economia nell’era della globalizzazione, Fondazione Oltre, Milano

Luca BELLOCCHIO, relazioni internazionali e geopolitica, Università degli Studi di Milano.

Giuseppe BERTA,storia contemporanea; Università Commerciale L. Bocconi, Milano.

Antonella BESUSSI, filosofia politica e etica Pubblica, Università degli Studi di Milano.

Aldo BONOMI, sociologia del territorio, Consorzio Aaster, Milano.

Carlo BORGOMEO, sviluppo del mezzogiorno, a.d. Bagnoli Futura s.p.a.

Patrizia BORSELLINO, filosofia del diritto e bioetica, Università degli tudi dell’Insubria

Massimo CACCIARI, estetica e forme del fare e età della globalizzazione, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Cristiano CODAGNONE, sistemi sociali comparati e e-government, Università degli Studi di Milano.

Alessandro COLOMBO, relazioni internazionali e studi strategici, Università degli Studi di Milano.

Guido DE MATTEIS, geografia economica, Politecnico di Torino.

Giuseppe DE RITA, sociologia, CENSIS, Roma.

Emilio D’ORAZIO, etica degli affari, Politeia, Milano.

Luciano FASANO, scienza politica e sistemi dei partiti, Università degli Studi di Milano.

 

Linda LANZILLOTTA, programmazione e controllo, Università Roma 3 e SPISA di Bologna;Dipartimento Innovazione e Sviluppo, Margherita; Glocus

Marco LEONARDI , economia politica, Università degli Studi di Milano.

Gad LERNER, pluralismo dell’informazione, La 7.

Bruno MANGHI, sociologia economica.

Alberto MARTINELLI, scienza politica e politica globale, Università degli Studi di Milano.

Stefano MENICHINI, opinionista politico e direttore di “Europa”

Roberto MORDACCI, filosofia morale e bioetica, Università Vita-Salute, San Raffaele, Milano.

Maurizio MORI, filosofia del diritto e bioetica, Università degli Studi di Torino e Politeia, Milano.

Paolo NATALE, metodologia della ricerca sociale, Università dgli Studi di Milano.

Salvatore NATOLI , filosofia teoretica, Università degli Studi di Milano Bicocca.

Vittorio Emanuele PARSI, relazioni internazionali e geopolitica, Università Cattolica del Sacro Cuore e ASERI, Milano.

Nicola PASINI, scienza politica e etica della pubblica amministrazione, Università degli Studi di Milano.

Mario RICCIARDI, filosofia politica e filosofia del diritto, Università degli Studi di Milano

Mario RODRIGUEZ, comunicazione pubblica, Università degli Studi di Padova.

Enzo RULLANI, strategie d’impresa e economia e gestione della conoscenza, Cà Foscari, Università degli Studi di Venezia.

Pietro RUTELLI, psicologia dell’organizzazione, Università degli Studi di Cagliari

Roberta SALA, filosofia politica e bioetica, Università Vita-Salute, San Raffaele, Milano.

Michele SALVATI, economia politica, Università degli Studi di Milano.

Sergio SCALPELLI, direttore relazioni istituzionali Fastweb, Milano

Filippo SENSI, ufficio stampa DL Margherita, Roma

Maria Chiara TALLACCHINI, filosofia del diritto e bioetica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Sede di Piacenza

Marco TOSI, e-government e innovazione tecnologica, a.d. Iconmedialab di Milano.

 

 

Fondazione Ideazione

Fondazione Ideazione

Piazza Sant’Andrea della Valle, 6 – 00186 Roma

Tel. 06 6832110 – 06 6872777 Fax 06 68135134

www.ideazione.com

 

Presidente: Domenico Mennitti

Presidente del Comitato Scientifico: Vittorio Mathieu

Direttore generale: Antonio Palma

Segretario generale: Alessandro Campi

 

Soci fondatori: Domenico Mennitti, Alfonso Gallo, Gian Paolo Zeni, Antonio Palma, Vincenzo Manganaro, Diamante Menale, Domenico Di Paola, Rocco Spada.

 

Consiglio di Ammnistrazione: Domenico Mennitti, Alfonso Gallo, Gian Paolo Zeni, Antonio Palma, Vincenzo Manganaro, Carlo Mazzoni, Diamante Menale, Giuliano Pompa, Sergio Scalpelli, Rocco Spada.

 

Collegio dei revisori dei conti: Gerardo Pennasilico, Luciano Lanna, Francesco Tricarico, Roberto Furguglietta, Maria Zito.

 

Comitato scientifico: Vittorio Mathieu, Giorgio Albertazzi, Carlo Altomonte, Dario Antiseri, Maurizio Baravelli, Alain Besançon, Sergio Belardinelli, Maurizio Belpietro, Sergio Bertelli, Alessandro Bettini, Nicola Emilio Buccico, Luciano Caglioti, Alessandro Campi, Cinzia Caporale, Franco Cardini, Carlo Umberto Casciani, Beniamino Caravita di Toritto, Jean-Claude Casanova, Monica Centanni, Achille Chiappetti, Mario Cicala, Daniela Coli, Giuseppe Conte, Catello Cosenza, Stefano da Empoli, Paolo Del Debbio, Domenico Di Paola, Emmanuele Emanuele, Giuliano Ferrara, Francesco Forte, Marino Freschi, Francis Fukuyama, Paolo Guzzanti, Virgilio Ilari, Ludovico Incisa di Camerana, Lorenzo Infantino, Luciano Lanna, Ubaldo Livolsi, Massimo Lo Cicero, Hermann Lübbe, Piero Melograni, Pierluigi Mennitti, Aurelio Misiti, Natale Molari, Michael Novak, Giovanni Orsina, Antonio Pedone, Giuseppe Pennisi, Francesco Perfetti, Angelo Maria Petroni, Guido Pugliesi, Antonio Pilati, Folco Quilici, Eugenia Roccella, Carlo Rossella, Giuseppe Sacco, Carlo Maria Santoro, Antonio Tamburrino, Rosalba Tardito Amerio, Massimo Teodori, Elda Turco Bulgherini, Giorgio Viganò, Marcello Vittorini, Stefano Zecchi.

 

 

Astrid

Con questo nome da principessa è stato riassunta la sterminata denominazione di Associazione per gli Studi e le Ricerche sulla Riforma delle Istituzioni Democratiche e sull’innovazione nelle pubbliche amministrazioni.

Astrid è il think tank fondato nel 2001 da Franco Bassanini e Giuliano Amato, che edita ponderosi studi sull’ordinamento dello Stato e progetti di riforma, pubblicati in forma elettronica nel sito internet dell’Associazione e in tre collane di libri editi dagli editori Il Mulino e Passigli. L’intento di fornire materiali a sostegno della legislazione è evidente, ma non sono pubblici i nomi degli associati. Ha sede a Roma in corso Vittorio Emanuele II, 142.

www.astridonline.it

 

 

FONDAZIONE LIBERAL

Via della Panetteria 10, Roma

www.liberalfondazione.it

Presidente: Ferdinando Adornato

 

Comitato scientifico: Dario Antiseri, Mario Baldassarri, Luciano Barra Caracciolo, Luigi Marco Bassani, Giuseppe Bedeschi, Sergio Belardinelli, Paolo Blasi, Edoardo

Boncinelli, Luciano Caglioti, Mauro Canali, Franco Cardini, Giuliano Cazzola, Dino Cofrancesco, Renato Cristin, Raimondo Cubeddu, Massimo De Angelis, Ermanno De Francisco, Pier Paolo Donati, Luca Doninelli, Domenico Fisichella, Renzo Foa, Franco Frattini, Stefania Fuscagni, Jacques Garello, Emilio Gerelli, Oscar Giannino, André Glucksmann, Paolo Guzzanti, Hans Hermann Hoppe, Mauro Maldonato, Antonio Martino, Antonio Marzano, Piero Melograni, Alberto Mingardi, Giovanni Minoli, Pier Giuseppe Monateri, Roberto Mussapi, Fiamma Nirenstein, Ernst Nolte, Michele Nones, Michael Novak, Lorenzo Ornaghi, Piero Ostellino, Angelo Panebianco, Marcello Pera, Francesco Perfetti, Angelo Maria Petroni, Guglielmo Piombini, Luigi Radicati di Brozzolo, Renato A. Ricci, Sergio Ricossa, Claudio Risé, Sergio Romano, Giorgio Rumi, Luisa Santolini, Giovanni Sabbatucci, Rodolfo Sacco, Carlo Secchi, Giuseppe Severini, Vittorio Strada, Massimo Teodori, Luisa Todini, Giulio Tremonti, Giuliano Urbani, Francesco Valsecchi, Alessandro Vitale, Marcello Veneziani e Grazia Volo.

Il Coordinamento nazionale dei Club di liberal è composto da Franco Asquini, Marco Baglioni, Dario Brotto, Renzo Brugioni, Amalia De Angelis, Francesco Floris, Michele Iorio, Giancarlo Laurini, Salvatore Miccichè, Leri Pegolo, Giorgio Simeone, Adriano Teso, Sergio Trauner.

 

La Fondazione liberal è nata a Roma nel 1995 intorno al mensile liberal per iniziativa di Ferdinando Adornato che propose ad alcuni protagonisti del mondo culturale, economico ed istituzionale, di fondare un think-tank, un laboratorio culturale, con il proposito di favorire lo sviluppo dei valori etici e politici del pensiero liberale laico e cattolico e di far sì che essi, dall’uomo e dalla società, si trasmettano nella famiglia, nelle comunità locali, nel sistema produttivo, nelle istituzioni pubbliche e nelle organizzazioni internazionali. La Fondazione promuove incontri, dibattiti e conferenze. Tre sono gli appuntamenti annuali fissi: in primavera le giornate di Milano liberal dedicate alla riflessione sui grandi problemi dell’educazione, della formazione e della scuola in Italia e nel mondo; in settembre le giornate del pensiero filosofico a Trieste, con il premio liberal Trieste; in novembre a Venezia l’incontro inter- nazionale tra le fondazioni di orientamento liberale, sede di uno scambio di idee euro-americano.

 

E come no? Pensa a Ferdinando Adornato. Prima insegnava il marxismo leninismo, poi la democrazia progressista, poi la liberal-democrazia di sinistra, poi è diventato liberal nell’accezione americana, poi è diventato liberal nell’accezione europea e adesso è diventato liberale e basta. Mi lascia sconcertato che voglia insegnarle il liberalismo a me».

Ma l’evento è di quelli memorabili: è tornato dopo mesi di letargo, chiedendo scusa alle signore, Ferdinando Adornato. Ne dà il lieto annuncio il Giornale con una lunga intervista, dopo aver preavvertito la forza pubblica perchè transennasse le edicole. Se ieri mattina, acquistando il giornale, avete notato assembramenti presso il vostro chiosco di fiducia, niente paura: s’era già sparsa la voce dell’intervista di Nando e della notiziona ivi contenuta: «La Fondazione Liberal compie 10 anni». Roba forte. Resta da spiegare che cosa sia la Fondazione Liberal a chi (tutti, salvo Adornato) non lo sa: la Fondazione Liberal è uno dei tanti pseudonimi di questo Zelig della politica, che prima si faceva chiamare soltanto Liberal e prim’ancora Alleanza Democratica. Qualcuno gli aveva proposto un più sobrio «Nando», ma non c’è stato nulla da fare.

Essendo la Fondazione e Adornato la stessa cosa, lui deve fare tutto da solo. Gli farebbe comodo, ogni tanto, avere qualcuno che gli fa le pulizie, va a prendere i sigari, dà una spuntatina alla barba. Invece niente, deve farsi tutto lui. Scrive, si legge, si recensisce, si cita, si elogia, si fa persino gli auguri di compleanno. Come Mister Bean che s’infila il cartoncino di happy birthday sotto la porta di casa e poi, quando entra, si commuove per il gentile pensiero.

L’intervista, curata impietosamente da Luca Telese, comincia con questa frase lapidaria: «Loro (quelli di sinistra, ndr) sono ancora fermi e non ci hanno spiegato perchè hanno scambiato il male del secolo con il bene assoluto». Resta da capire perché l’abbia scambiato lui, visto che era comunista, dirigeva il giornale della Fgci e nel ’79 scriveva: «Non possiamo catalogare lo stalinismo sotto il termine generico di “dispotismo”… Il successo di un’azione storica che, partendo dalle condizioni della Russia zarista ha portato l’Urss al livello di secondo paese industrializzato, non è sottovalutabile né interpretabile come “propaganda”. La rivoluzione russa fu la prima nella storia del mondo a cercare di instaurare la giustizia sociale mediante controlli economici organizzati dall’azione politica… Sarebbe sciocco e improduttivo considerare l’azione di Lenin come frutto di una semplice ispirazione dittatoriale».

E il dissenso oltre cortina? Affari loro: «Non si tratta di lavorare dall’esterno, dall’Occidente per creare un’opposizione verso i paesi dell’Est… Si tratta di problemi che vanno risolti all’interno di quei paesi» (intervista ad Agnes Heller, Ed. Riuniti). Oggi dice che «Fassino, D’Alema e Veltroni non han fatto un’autentica revisione delle loro posizioni». Strano: i tre nel ’90 aderirono alla svolta Occhetto, mentre Nando Zelig stava con la mozione Bassolino-Asor Rosa e non ne voleva sapere di cambiar nome al Pci. Eppure si fa i complimenti da solo: «Io ho capito tutto 10 anni fa». Non sappiamo quale calendario usi, ma 10 anni fa doveva essere il marzo ’95. Bene, il 3 marzo ’95 tale Adornato, deputato Ds, dichiarava al Corriere: «Bossi è un guitto». Oggi sta al governo col guitto e implora la sinistra di «superare la demonizzazione di Berlusconi». Lui potrebbe darle una mano. Perché undici anni fa, almeno secondo il nostro calendario, il futuro inventore del terzismo tuonava: «Segni e La Malfa, con la loro neutralità fra destra e sinistra, consegnano l’Italia a Bossi e Berlusconi» (5-2-94); «Nessun partito della provvidenza potrà fare miracoli. Nemmeno Gesù Cristo riuscirebbe a farli. E Berlusconi, più che Gesù Cristo, mi sembra Lazzaro: un miracolato del vecchio sistema dei partiti» (Ansa, 28-2-94). Poi Lazzaro vinse le elezioni e Nando giurò: «Ci siamo presentati nei progressisti e restiamo nei progressisti: abbiamo perso, quindi staremo all’opposizione» (19-4-94). Opposizione dura perché, «l’Italia, se ha perso un imprenditore per guadagnare un politico politicante, non ha fatto un buon affare» (8-6-94).

Il Berlusca I durò poco e Nando s’imbarcò in Liberal con i soldi di Romiti, ovviamente buttati («circonvenzione di capace», la definì Gianni Agnelli). La rivista aveva più vicedirettori (nove) che lettori: la mamma del Riformista, con rispetto parlando. Ma Nando sorvola e racconta quell’avventura elettrizzante come un’epopea. «Fa in qualche modo impressione rileggere articoli del ’96»: ecco, impressione è la parola giusta.

Tutto cominciò «il giorno in cui Galli della Loggia mi disse: “Scusa, Nando (lui si ostina a chiamarlo così, ndr), tu sei così lucido”…». Fu una folgorazione: “lucido” non gliel’aveva mai detto nessuno. Fu allora che cominciò a farsi lo shampoo col Sidol, e nacque Liberal. Poi passò dal lucido all’unto: «Berlusconi è una personalità decisiva nella storia d’Italia». Così, «da allora, non abbiamo cambiato le nostre idee, ma la nostra collocazione geopolitica sì». Ecco: parla al plurale perché si crede un continente. Quando si sposta lui, cambia la geopolitica. I sismografi vanno in tilt, si sconvolgono le maree, si moltiplicano le ondate migratorie (in senso opposto al suo). Non a caso l’intervista s’intitola modestamente «Abbiamo anticipato la svolta di Bush». Ecco perché Bush sta cambiando idea. Deve aver saputo che l’altra era di Adornato.

 

 

 

 

Oscar Fulvio Giannino (Torino, 1963) è un giornalista italiano.

Laureato in Giurisprudenza, Giannino inizialmente si dedica all’attività politica, ricoprendo vari incarichi all’interno del Partito Repubblicano Italiano: segretario della federazione giovanile (19841987), membro della direzione nazionale e portavoce del partito (19871994).

La carriera giornalistica inizia sul quotidiano del Pri, La Voce Rupubblicana, dove nel 1988 è caporedattore. Nel 1995 lavora a Liberal mensile, tre anni più tardi è vicedirettore della testata che nel frattempo è diventato settimanale.

Nel 1999 è responsabile economia al Foglio. Lascia il quotidiano in polemica con le posizioni cosiddette teocon di Giuliano Ferrara e si trasferisce al Riformista come vice del direttore Antonio Polito.

Dal 2005 è vicedirettore di Finanza&Mercati

 

 

Tratto da: Valori n° 43 ottobre 2006

 

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Chi l’ha deciso che Italiadecide?

 

Il 2 di luglio 2009 Italiadecide alla Camera presenterà il suo rapporto sulle infrastrutture al cospetto di Giorgio Napolitano, Capo dello Stato.

Italiadecide, associazione a-partisan, come la definisce il suo portavoce Luciano Violante, raccoglie personaggi pescati da tutte le formazioni politiche. Ma che non si pensi a un’organizzazione interclassista, sono tutti rigorosamente alto-borghesi: c’è Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Tremonti (presidente Aspen Institute Italia e membro del Bilderberg), Gianfranco Fini e Alessandro Campi (presidente della Fondazione di Fini FareFuturo); c’è l’immarcescibile Giuliano Amato (dell’Aspen Institute Italia e della Fondazione dalemiana Italianieuropei) con Roberto Calderoli; c’è Gianni Letta il Richelieu di Berlusconi (membro della P2). C’è il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, c’è Mauro Moretti amministratore delegato di Ferrovie Spa con Massimo Sarmi delle Poste; c’è Fulvio Conti dell’Enel, il molto discusso banchiere di Unicredit Alessandro Profumo; il vicedirettore generale dell’Ocse Piercarlo Padoan, Angelo Maria Petroni, segretario generale dell’Aspen Institute Italia e consigliere Rai.

L’associazione vanta anche la presenza del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, molti giuristi tra i quali Vincenzo Cerulli Irelli (socio promotore), il “sociologo” delle moltitudini Aldo Bonomi (l’uomo che diede il passaporto per espatriare in Svizzera al terrorista Gianfranco Bertoli. La fuga di Bertoli e il ruolo di Bonomi sono ricostruiti dalla sentenza del marzo 1980 del giudice Antonio Lombardi).

Infine (per garantire che non ci sia conflitto d’interesse?) c’è anche Antonio Catricalà, dell’Autorità garante della concorrenza.

 

Luciano Violante è una figura che ha segnato molte delle svolte revisioniste che nel nostro Paese hanno aperto nuovi varchi alle culture reazionarie, dalla Lega ai fascisti. Ricordiamo che nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera nel 1996, aveva sdoganato i repubblichini dicendo: «Dobbiamo capire i vinti di Salò». E gli effetti nefasti di quella apertura politica si è vista nella società con il diffondersi di aggressioni da parte degli eredi di quella cultura nei confronti dei soggetti più deboli e meno tutelati.

Sul Corriere della Sera del 23 giugno Violante ha presentato l’associazione dichiarando: «Intendiamo affrontare i temi chiave del futuro del Paese, partendo dalle difficoltà della decisione politica. Ci occupiamo del modo di decidere meglio e con rapidità e di eseguire tempestivamente le decisioni prese. Per questo è necessario un luogo ove i diversi mondi delle istituzioni, dell’economia, della finanza, del lavoro, dell’università possano comunicare tra loro intorno a temi concreti. Fino a quando resta la incomunicabilità tra questi mondi il Paese non esce dalle secche in cui si trova». Insomma una superloggia sopra al Parlamento, eletta da nessuno, ma che decide per tutti.

Eliminati i comunisti dal Parlamento – quelle forze cioè che hanno costruito la Costituzione antifascista sociale e democratica, e tutte le vittorie successive che ci stanno progressivamente togliendo come scuola, pensioni e sanità pubblica, diritti e stabilità del lavoro – il progetto che sta avanzando è un vero atto eversivo per ridurre gli spazi democratici, svuotando il Parlamento e i partiti di rappresentanza e di poteri decisionali. Affermando nei fatti un Partito unico che supera gli schieramenti di facciata e che aggregando gli interessi strategici della borghesia ne realizza la sua dittatura, quella di cui parla Marx. La borghesia accentrando e verticalizzando il potere decisionale dei partiti e delle istituzioni dello Stato, tenta di resistere, come classe, agli effetti della crisi, preparando nel contempo il terreno di coltura a possibili avventure reazionarie.

I metodi decisionisti di questo gruppo capeggiato da Violante fanno venire in mente le teorie di Samuel P. Huntington, l’ideologo dello scontro di civiltà, uno dei maggiori ispiratori della borghesia statunitense, che aveva elaborato nel 1975 un piano per conto della Trilateral e del Council on Foreign Relations (CFR) su come far arretrare la democrazia negli Usa e nel resto del mondo.

Per Huntington le lotte degli anni ’60 erano il portato di un “eccesso di democrazia” che sovraccaricava il sistema politico di partecipazioni e rivendicazioni, bloccando i giochi di potere della classe egemone. Per uscire da quella situazione il consiglio di Huntington era di agire per far diminuire la partecipazione delle persone alla politica.

Come? Ridimensionando drasticamente i contenuti dell’istruzione superiore e subordinandola alle esigenze del mercato. Riformando la Costituzione degli Stati Uniti sulla libertà di stampa, asserendo che in circostanze speciali, non meglio specificate, è necessaria una censura preventiva di ciò che i giornali possono pubblicare e il diritto del governo di bloccare le informazioni alla fonte, consigliando alle associazioni professionali di categoria di limitare e selezionare l’accesso agli organi di stampa, in caso contrario ci sarebbe stato un intervento diretto del governo. Dalla gestione mediatica del caso Watergate fatta dall’élite dominante negli Usa, si innesta il processo di disaffezione verso la politica da parte del proletariato americano e della piccola borghesia.

La scoperta dei metodi usati in politica da Nixon non ha modificato le prassi dei successivi presidenti che ne hanno assunto la filosofia per cui i reati commessi da un capo di Stato, espressione di un’élite, non sono punibili. La storia ha così cominciato a marciare all’indietro, reintroducendo principi mutuati dall’assolutismo.

Non è forse quello che sta accadendo anche da noi?

Formule come questa di Italiadecide sono riconducibili alle pratiche tipiche della massoneria che crea quelle camere di discussione e di mediazione all’interno dei poteri forti come il Gruppo dei 17, il Bilderberg, la Trilateral, l’Aspen, i Rotary, i Lions, che nulla hanno a che vedere con la democrazia rappresentativa.

Questo modo di elaborare la politica in luoghi ristretti ed elitari, come la intende Italiadecide, è contenuto nel punto 3 del Piano di rinascita democratica di Licio Gelli: «Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’etereogenità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori, imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di 30 o 40 unità… Importante stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale».

Violante, in linea con Huntington e con la P2, propone che la parte più qualificata della borghesia eterodiriga la politica, e infatti afferma: «Un Paese moderno e democratico ha bisogno di élites, ripeto, di persone che per il livello delle esperienze fatte, o di quelle che stanno facendo o per le competenze acquisite nei campi più diversi sentono di avere una responsabilità nei confronti del Paese e del suo futuro. E intendono tener fede a questo dovere».

 

Intendere la politica e il governo delle cose così come Italiadecide è di inaudita violenza e prevede l’occupazione delle istituzioni dello Stato democratico per stravolgerlo a favore di gruppi ristretti, in netto contrasto con i valori con cui è nata la nostra Costituzione, che fa della partecipazione attiva dei cittadini uno degli elementi fondanti, di cui il voto con il sistema proporzionale era l’espressione più corretta.

Si presenta davanti a noi il problema dell’eterodirezione dei partiti da parte della borghesia tramite la sua organizzazione occulta, la massoneria. Questo bubbone è emerso in tutta la sua virulenza nella vicenda interna al PdCI tra Marco Rizzo e Oliviero Diliberto. Una discussione che non può essere lasciata cadere nella sinistra se vogliamo fare un salto di qualità a livello teorico, comprendendo meglio come funziona la società borghese e, a livello pratico, su come deve essere costruito un vero partito comunista e la ragione per cui è fondamentale, per contenere e neutralizzare queste infiltrazioni, l’utilizzo dello strumento del centralismo democratico.

Tra gli obiettivi immediati, come comunisti, abbiamo quello di riprenderci in toto la Costituzione, anche nelle parti che sono state modificate, riportandola all’impianto del 1948. Nella nostra Costituzione è di fatto costruito il nostro programma politico generale che ha tra i suoi obiettivi la lotta alle società segrete (articolo 18). La Costituzione racchiude l’idea di società che vogliamo costruire che è l’alimento necessario per rivitalizzare le classi subalterne e per sconfiggere – come diceva Gramsci – il “sovversivismo dall’alto delle classi dirigenti” che ha bisogno della “passivizzazione delle masse” e della “eterodirezione”.

 

 

Box: I nomi conosciuti di Italiadecide

Luciano Violante, ex presidente della Camera dal 1996 al 2001.

Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006 oggi senatore a vita.

Gianfranco Fini, presidente della Camera dal 2008

Alessandro Campi, presidente della Fondazione FareFuturo.

Giuliano Amato, dell’Aspen Institute Italia e della Fondazione Italianieuropei.

Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali Lega Nord per l’indipendenza della Padania, vice-presidente del Senato e Ministro per la Semplificazione Normativa.

Gianni Letta, dell’Aspen Institute Italia

Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, presidente Aspen Institute Italia e membro del Bilderberg

Altero Matteoli, ministro dei Trasporti

Mauro Moretti, Ad di Ferrovie Italia Spa

Massimo Sarmi, Ad di Poste Italiane

Fulvio Conti, Ad e Dg di Enel Spa

Alessandro Profumo, Ad del Gruppo Unicredit, Trilateral Commission

Pellegrino Capaldo, ex presidente Banco di Roma. All’inizio degli anni ’80 fu uno dei tre probiviri designati dalla Segreteria di Stato del Vaticano per dirimere la questione Banco Ambrosiano-IOR. Ex Dc, ora aderisce alla Rosa per l’Italia con Bruno Tabacci e Savino Pezzzotta.

Piercarlo Padoan, vicedirettore generale dell’Ocse

Angelo Maria Petroni, segretario generale dell’Aspen Italia e consigliere Rai.

Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia

Vincenzo Cerulli Irelli, giurista e socio promotore

Massimo Luciani, giurista

Nicolò Zanon, giurista

Paolo De Joanna, già segretario generale della presidenza del Consiglio, governo D’Alema

Aldo Bonomi di Aaster

Domenico Marchetta, consigliere di Stato

 

Articolo preparato per Liberazione il 28 giugno 2009. Uscito leggermente modificato il 2 luglio 2009

 

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