La Tafelmusik o musica da tavola

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Telemann ritratto da Ludwig Michael Schneider 

di Massimo Montella *

Ha origini francesi Musique de Table, ma è più conosciuta nella versione tedesca come Tafelmusik e Georg Philipp Telemann fu uno dei maggiori esponenti. La musica si struttura in una overture, un quartetto, un concerto, un trio, un brano solistico e un finale nella medesima tonalità. Poteva essere ascoltata stando comodamente seduti a tavola coi commensali. Telemann nacque a Magdeburgo il 14 marzo 1681 da padre pastore della chiesa luterana e da madre figlia di un pastore. Il fratello, anche lui, intraprese la vita ecclesiastica. Fortunatamente il nostro Georg scelse di essere musicista non con poche difficoltà, in quanto orfano di padre all’età di quattro anni. La madre gl’impartì un’istruzione completa e tentò in tutti i modi di soffocare il talento musicale del giovane. Gli affidò un precettore che eluse le enormi capacità musicali del ragazzo, fedele all’impegno preso con la madre, fece in modo che continuasse lo studio al famoso Gimnasyum di Hildesheim.

Il rettore coltivò la bravura e le potenzialità di Georg, facendogli studiare clavicembalo, organo, violino, flauto e una specie di clarinetto (chalumeau). Gli commissionò una messa in musica del poema Singende Geographie  (cantando geografia) unica opera giovanile a noi pervenuta. Da qui entrò in contatto con teatri e istituzioni importanti dove si prediligeva lo stile italiano come quello di Caldara, Corelli, Steffani. Ormai pronto partì per l’università di Lipsia,  facoltà di giurisprudenza, ma  non senza gettare “tutte le sue cose musicali” come voleva sua madre. Mentre si recava nella città di Lipsia deviò per Halle per incontrare il famoso musicista Georg Frederich Handel, più vecchio di lui di solo quattro anni e nacque così un’amicizia che durò cinquant’anni. La madre premeva però perché lui continuasse giurisprudenza e lui fedele a tale impegno s’iscrisse in università. Alloggiò in un appartamento dove dal vicino “sentivo continuamente musica d’ogni genere, che sebbene molto peggiore della mia, m’indusse di nuovo in tentazione”. Fu grazie al suo compagno di stanza che scoprì una composizione e che gli chiese di eseguirla nella Thomaskirchen,  dove c’era il borgomastro che nell’ascoltarlo rimase così colpito che lo pregò di comporre qualcosa ogni 15 giorni, che Georg Philipp potè respingere il contributo allo studio che la madre regolarmente gli inviava. Lei capì benedicendolo che quella era la sua strada. Fondò un Collegium musicum  con altri studenti  e musicisti, mise in scena opere sue,  si esibì come cantante ed assunse la carica di direttore dell’opera e di organista alla Neue Kirche.

 Fu il 1703 l’anno in cui Handel si trasferì da Halle ad Amburgo e la distanza, limitò molto a Telemann le visite prima frequenti. A Sorau il conte von Promnitz mantenne una corte principesca in stile francese e costituì una cappella musicale alla cui direzione volle nel 1704 Telemann che accettò e costruì una nuova forma di cantata che anche Bach utilizzò nelle sue composizioni. Viaggiando con il conte, anche a Cracovia,  assimilò i caratteri ritmici polacchi ed ebbe l’idea geniale dell’utilizzo nelle sue composizioni di strumenti inconsueti come un violino legato alla vita con una cinghia intonato una quinta superiore ed una specie di cornamusa (chiamato il “caprone polacco”) ed altri ancora, “vestiti d’un abito italiano, con alternanza di adagi e di allegri”. Tuttavia stanco d’intrighi e con le pressioni di una probabile guerra alle porte  lasciò Sorau per la corte ducale di Eisenach. Il duca ascoltandolo eseguire una cantata nella chiesa di S.Giorgio rimase affascinato e gli affidò la costituzione di una “cappella alla francese” con il doppio incarico di Kappelmeister e d’ingaggiare cantori e strumentisti per esecuzioni impegnate. Collaborò con il poeta J.F. Helbig e qui a Eisenach patria di Johann Sebastian Bach che ebbe modo di conoscere, strinse un’ amicizia a tal punto da tenere a battesimo il giorno 8 marzo del 1714  il figlio Carl Philipp Emanuel, che un giorno gli succederà ad Amburgo.   Si sposò nel 1709, ma la moglie nel partorire una figlia morì nel 1710. Stanco di Eisenach decise di accettare diversi incarichi e il posto di maestro di cappella nella chiesa degli Scalzi di Francoforte, città in cui si trasferì.  Nel 1714 sposò la figlia di un funzionario della città, ottenendo la cittadinanza e gli diede 7 figli e 2 figlie, ma solo 5 maschi ed 1 femmina rimasero in vita. La vita coniugale fu alquanto tormentata e la moglie lo abbandonò derubandolo di una somma che secondo calcoli fatti da alcuni musicologi ammonterebbe a circa 300 mila Euro odierni. Veramente sfortunato con le donne e per risistemare le proprie finanze dovette comporre e lavorare con una fecondità infaticabile. Fondò anche a Francoforte un Collegium musicum ed anche qui un trionfo di successi che gli permisero di stampare le sue opere e questa fu un’ulteriore fonte di reddito. Nel 1719 lasciò Francoforte per Dresda per le nozze dell’arciduchessa d’Austria con Federico Augusto II dove ebbe modo di ritrovare il suo amico Handel, di ascoltare le musiche di Lotti, il maestro di Galuppi e d’incontrare il virtuoso violinista Pisendel, colui che organizzò l’imbroglio a Veracini, che divenne poi suo amico. Dopo Francoforte, nel 1721, si spostò ad Amburgo, città stato, accettando la prestigiosa e faticosa posizione di Kantor.

Gestì cinque chiese,  dovette produrre due cantate in una settimana, ogni anno una nuova passione e altre richieste e commissioni supplementari da casa e dall’estero. Paragonato a Bach che compose 5 passioni, di Telemann se ne contano almeno 46; se dei cicli festivi di Kirchenmusiken  Bach ne compose 5, Telemann 31. Handel avrebbe scherzosamente riferito che Telemann “potrebbe scrivere un pezzo di chiesa in otto parti con la stessa velocità con cui un altro avrebbe scritto una lettera”. Viste  le necessità finanziarie sempre crescenti  si candidò a Lipsia per il posto di Thomaskantor dopo la morte di Kuhnau e Lipsia lo avrebbe preferito a Bach, candidatosi pure lui, saltando le normali procedure, pur di averlo per sé, conoscendo le doti del musicista. Nella contesa il senato di Amburgo, pur di non perdere un tale talento, si affrettò ad aumentare la retribuzione del nostro Telemann, che mantenne fede al suo impegno compositivo. Nel 1726 studiò un nuovo metodo di stampa inglese e si perfezionò a tal punto che Handel volle pubblicare una quarantina di opere. Nell’autunno del 1737 fu a Parigi, ospite di suoi sottoscrittori di opere e vi rimase fino al maggio del 1738. Il soggiorno si rivelò un vero trionfo, tanto che si tenne un bis del salmo “Deus judidum tuum” musicato sul posto nel palazzo di Tuileries. Tornò ad Amburgo ridusse la sua opera di compositore non consegnando quasi più musiche ai suoi editori e nel 1750 il nipote segnò, sotto dettatura, delle correzioni sulle partiture del nostro Telemann che cominciava ad accusare problemi di scarsa mobilità delle gambe e crescente debolezza della vista.

Georg Philipp Telemann chiuse gli occhi per sempre il 25 giugno del 1767 e gli atti ci riportano che il funerale costò 21 marchi e che il trasporto funebre era composto da 2 tiri a due. Venne sepolto nel cimitero del convento di S.Giovanni che venne poi spianato e la sua salma dispersa. A tutt’oggi là dove esisteva il cimitero oggi sorge il nuovo municipio di Amburgo.

Su YouTube® cercate il “Concerto in re maggiore per tromba archi e basso continuo” e scoprirete con sorpresa che è stato utilizzato da Fabrizio De Andrè nella “ canzone dell’amore perduto”.

 

*Consigliere di Ecopolis

La Tafelmusik o musica da tavolaultima modifica: 2011-11-20T10:00:00+00:00da iskra2010
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