COME FARE ALLA DE GAULLE UN COLPO DI STATO TECNICO E PULITO.

da L’Occhio di Spartaco Rassegna di democrazia e socialismo

DEMOCRAZIA&COSTITUZIONE –

 

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Che in frangenti come quelli che attraversiamo si venga, finalmente, a scoprire l’importanza della “tecnica giuridica”, può essere di un qualche conforto, sopratutto se si considera l’uso perverso che ne vuole fare il centro-destra. E’ bene quindi precisare quali concetti di fondo si celino dietro alle “tecniche” del potere di revisione costituzionale e del potere esecutivo. A questo vuole contribuire questa nuova rubrica del costituzionalista Salvatore D’Albergo (Angelo R.)

di Salvatore D’Albergo

(1) COME FARE ALLA DE GAULLE UN COLPO DI STATO TECNICO E PULITO.

Quello che la cultura democratica dovrebbe chiarire per combattere efficacemente le posizioni di chi, come Miglio, è divenuto asse della strategia delle “riforme istituzionali”, è come mai egli possa persistere nel predicare “un uso illegale del potere legale”, senza trovare risposte pertinenti, diverse da quelle che pur giustamente si limitano a respingere la sua icastica e sprezzante invocazione, in stile “lumbard”, di uno “sbrego” alla Costituzione.

Per fare ciò non basta chiamare in causa i contrapposti concetti giuridici che riguardano lo stato democratico e lo stato autoritario, ma occorre collegarli con le vicende politiche della storia contemporanea. Allora si scoprirà che Miglio colloca le sue contestabili teorizzazioni, nel quadro delle vicende che caratterizzano il paradigma del “caso italiano” e del “caso francese” di cui egli fà tesoro, per la rilevanza fondamentale che esso riveste, come precedente che avevamo già avuto modo di denunciare su il lavoratore/oltre del dicembre 91. Ciò perché l’Italia e la Francia erano considerate dalla destra – ma anche dal centro – il punto debole ed oscuro del mondo occidentale, a causa della ben nota presenza dei due più forti partiti comunisti d’Europa.

Che cosa sostiene Miglio e che non si vuole controbattere per non scoprire i limiti strategici effettivi, sia del Pcf che del Pci-Pds? Miglio commisura le sue concezioni antidemocratiche sull’uso illegale del potere legale, al modo come ha operato De Gaulle in Francia per passare dalla IV alla V Repubblica. Un passaggio avvenuto – senza che la cultura democratica abbia opposto alcuna critica di fondo – mediante una cosiddetta legge costituzionale di “deroga transitoria” dell’art. 90 della Costituzione francese del 1946. Una deroga che, con la mistificatoria indicazione della “transitorietà”, è valsa a rompere la Costituzione Parlamentare della IV Repubblica e consegnare al Governo gollista, un potere che prima mai poteva esserci. Ora, la Costituzione della V Repubblica, elaborata con una procedura contraria a quella prevista dall’aggirato art. 90 della C. precedente, attribuisce il potere di revisione, anzitutto, al Presidente della Repubblica.

Miglio ha assunto, fin dal 1983, il precedente francese come base della sua proposta di passaggio alla “seconda repubblica”, criticando la procedura prevista dall’articolo 90 della appena nata C. francese del 46 – che si ispirava ai principi dell’art. 138 della nostra Costituzione attuale – come “macchinosa, troppo lenta e aleatoria”, mentre l’esigenza urgente era di un “radicale cambiamento che reclamava lo strumento usato da De Gaulle se si voleva – ha precisato testualmente e significativamente – “evitare un puro e semplice ‘colpo di stato”.

Non solo. A Miglio non interessa tanto giustificare l’uso illegale del potere legale in base ad una concezione “decisionista” del diritto ( per altro cara a certi marx-leninisti nostrani) , quanto sopratutto dare l’idea che tale posizione culturale, sarebbe addirittura più genuinamente rispettosa della volontà popolare. Questo dice, mirando a criticare il fatto che ha carattere secondario e solo eventuale il referendum previsto dall’art. 90 della C. francese del 46 e dall’art. 138 della tuttora vigente Costituzione italiana. Viene aiutato in questo da una certa cultura pseudo-marxista, secondo la quale la nostra “Costituzione formale”, sarebbe stata già travolta dalla “costituzione materiale” sin dal 18 aprile del 1948, o dalla data di entrata dell’ Italia nella NATO. Ciò Miglio dice, per puntare decisamente ad una soluzione di tipo “plebiscitario”, contando sulla connessione tra il potere di iniziativa (che è il potere vero, superiore a quello di ratifica) di revisione costituzionale del governo e la successiva convalida, a posteriori, del testo governativistico, tramite referendum: con l’effetto di fare credere così di “sanare” la rottura effettuata con la legge di “aggiramento” delle procedure previste dall’articolo 138 della nostra C., che in termini popolareschi, costituisce il cosiddetto “sbrego” invocato per ripetere in Italia il “colpo di stato” operato dal generale De Gaulle.

Queste cose vanno memorizzate perché, vedremo in seguito, sono state avvolte, da sinistra, in una nube fumogena per motivi politici di parte, sia per coprire il ruolo para-gollista svolto in materia dal Pcf, sia sopratutto per coprire il progressivo adattamento alla nuova Costituzione golpista di De Gaulle, operato dal Partito socialista francese e in particolare da Mitterand. Così che le stesse forme sofisticate del “semipresidenzialismo” francese, sono state prese come un esempio di varianti del “presidenzialismo”, per “non demonizzare il presidenzialismo”, come è stato detto dai ricercatori del Centro Riforma dello Stato, quando era presieduto da Pietro Ingrao.

(articolo del 1994)

COME FARE ALLA DE GAULLE UN COLPO DI STATO TECNICO E PULITO.ultima modifica: 2012-06-24T08:49:00+00:00da iskra2010
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