In difesa del Parlamento – Dal sito Il Lavoratore

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IN DIFESA DEL PARLAMENTO

da Angelo Ruggeri

Il Capo dello Stato rappresentante dell’”unità nazionale”, nell’ultima sua “esternazione” ha perorato la causa di un accordo parlamentare – concordato al Senato in Commissione, ma tradito in Assemblea – per la revisione costituzionale della “forma di governo”, sollecitando a respingere il “semi-presidenzialismo” e il Senato “federale” pattuiti tra Pdl e Lega Nord, a favore della – a suo dire – meno “radicale” intesa tra Pdl, Udc e Pd che, addirittura, negli ambienti di maggioranza viene etichettato come “riformetta

Va, però, richiamata l’attenzione sul fatto che tale intesa contiene, a sua volta, elementi di “radicalità antiparlamentare”, a cominciare dalla grancassa demagogica che accompagna il primo punto già votato dal Senato e concernente il numero dei deputati, ridotto da 630 a 508, in nome di una pseudo-risposta alla cosiddetta “antipolitica”, che lamenta con ben altri argomenti l’eccesso di spesa per l’attività politico-parlamentare.

Perciò, a tacere delle ragioni che insidiano il Parlamento con il potenziamento del Presidente del Consiglio e le limitazioni di autonomia dei gruppi parlamentari delegittimati a sfiduciare il governo se non in grado preventivamente di raggiungere un nuovo accordo contro il governo in carica (la cosiddetta “sfiducia costruttiva”), urge far sapere all’opinione pubblica che la riduzione del numero dei parlamentari punta a ben più gravi obiettivi di lesa democrazia, e quindi della politica.

Risulta, infatti, che nella storia istituzionale italiana, nei momenti più delicati della sua crisi, patrocinatori di un numero evidentemente “magico” di 400 deputati sono stati, in ordine cronologico:

  1. la legge 17 maggio 1928, tre anni dopo l’istituzione del “capo del governo” (“premierato”) e la relativa dittatura fascista;

  2. il progetto di revisione costituzionale della Commissione “bicamerale” D’Alema (art. 85, primo comma)

  3. il progetto di legge di revisione costituzionale Berlusconi-Bossi in numero di 518 (art. 58, secondo comma)

Ora, poiché il referendum popolare nel 2006 ha bocciato tale ultima ipotesi che coincide con quella adottata testé dal Senato, è singolare che tutti i fanatici referendaristi tacciano sull’inutilità di tale voto e che si nasconda il vero obiettivo intrinseco alla riduzione del numero dei parlamentari: obiettivo coincidente con la riduzione della funzione legislativa della Camere, a cui il Governo può imporre come “priorità” all’ordine del giorno della Camera il disegno di legge indicato dall’esecutivo, fino al punto di consentire al Governo di chiedere alla scadenza del termine che il testo proposto sia approvato “senza emendamenti”.

Né basta, perché contro il bicameralismo “eguale”, si affaccia il progetto di bloccare il ruolo del Senato che solo su proposta di una percentuale dei suoi membri, potrebbe evitare l’approvazione implicita, cioè senza discussione del progetto trasmesso dalla Camera alla scadenza di 15 giorni.

Si può trovare il modo di discutere una manomissione così grave?

E’ ammissibile una deriva di tipo autoritario, mentre si parla (come se potesse avere senso in tale contesto) di “democrazia partecipativa”? 

Milano 2 luglio 2012-07-02

 CENTRO STUDIIL LAVORATORE”


 

Preoccupati e allarmati, chiediamo per favore e quanto piu é possibile la vostra attenzione e interessamento  anche come redazione e siti, rispetto ad una manomissione cosi grave come quella che si sta attuando contro il ruolo e la funzione del Parlamento di cui diamo cenno e riassumiamo brevemente qui di seguito e che vorrebbe essere utile ad una informazione e, dandone pubblicazione o notizia, per un inizio di riflessione e di dibattito minimo, sin qui mancanti.

Ringraziamo per l’attenzione.

p.  Centro studi Il Lavoratore (A. Ruggeri)


 

 

In difesa del Parlamento – Dal sito Il Lavoratoreultima modifica: 2012-07-02T20:00:00+00:00da iskra2010
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Un pensiero su “In difesa del Parlamento – Dal sito Il Lavoratore

  1. Ruggeri scrive: Anche sul “Sito “il proporzionale integrale” e sul Blog ISKRA, ripreso dal sito Il Lavoratore http://utenti.lycos.it/illavoratore sotto la sezione e il collegamento “Società e Istituzioni” (e poi Democrazia sociale – Rapporti politici) dove si trovano anche i riferimenti ai libri del Lavoratore (pubblicati col contributo della CGIL regionale Lombardia) sul terreno strettamente politico: “Conflitti di classe e riforme istituzionali – Dall’abbattimento della proporzionale al rafforzamento dell’esecutivo?”; sul terreno economico-sociale-politico: “L’ideologia, la politica e l’economia dei “forti” e l’antitesi federalista al potere dal basso. Leghe e leghismo”; e sugli sviluppi del capitalismo: “Il Capitalismo contemporaneo e rapporti internazionali nel nuovo secolo”.

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