USA. Sistema elettorale e istituzionale ed election day impossibile

IMG_3665+logoMOWA.jpg foto MOWA

da Angelo Ruggeri

Il congegno elettorale e istituzionale americano

Election Day USA. Niente affatto

Molti lo credono ma non è vero che il 6 novembre è il giorno delle elezioni USA, anche per colpa degli organi i dis-informazione di massa nazionale e internazionale che non spiegano perché negli USA la Costituzione, stesa nel 1787, ha stabilito che le nomine, del Presidente, in secondo grado ogni 4 anni; della Camera, unico ramo legislativo statuale, del governo centrale dello Stato, che abbia un rapporto diretto col popolo, eletto in primo grado direttamente dagli elettori, ogni due anni; del Senato di secondo grado, in carica per 6 anni; della Corte Suprema nominata a vita in quarto grado, siano differenziate tra loro nel tempo e nella durata e frazionate al loro interno, come il ricambio di 1/3 ogni due anni del Senato.

Il legislativo statale centralizzato e governo dello Stato federale centralistico ripartito in tre rami, di cui solo la Camera dei rappresentanti viene eletta direttamente dal popolo, mentre gli altri due rami – senato e presidente – vengono selezionati senza alcun legame diretto con il popolo.

Perché negli USA gli organi elettivi e le assemblee di primo, secondo e terzo grado sono state costituzionalmente previste in modo tale da non permettere di essere eletti tutti in un c.d. Election Day?

Per un gioco di deleghe congegnato, congegnato dai 55 delegati che, nel 1787, in un albergo di Filadelfia, si riunirono per 6 mesi in “sedute segrete”, a porte chiuse, e senza averne il mandato scrissero la Costituzione degli Stati Uniti autoproclamandosi Convenzione costituzionale.

Il mandato era solo di sottoporre a revisione gli “Articoli di convenzione”, cioè la costituzione vigente derivata dalla Dichiarazione di indipendenza e dalla Rivoluzione anticoloniale: dove si sanciva che ogni stato eleggeva i suoi legislatori con potere di governare lo stato da parte di questa assemblea legislativa (cioè un governo del Parlamentare), rispetto a cui il Congresso nazionale non doveva interferire né diventare un altro Parlamento: non doveva comandare ma, al massimo, solo chiedere. In tal modo garantendo la sovranità popolare negli stati e degli stati e la sovranità dei loro Parlamenti.

Invece, tenendo segrete le riunioni, i 55 delegati (di cui non uno rappresentava la classe degli operai o dei piccoli agricoltori: tutti erano mercanti, speculatori, banchieri che prestavano ad interesse, detentori di obbligazioni, proprietari di schiavi) scrissero per intero una nuova Costituzione. Erano divisi su molte cose. Ma su un punto erano tutti d’accordo: il popolo (cioè chi possedeva poco o nulla ) “non doveva avere troppo potere”.

Ma come assicurarsene?

Con il LEGISLATIVO STATALE CENTRALIZZATO, rompendo l’unità della sovranità popolare rispetto ai centralizzati tre rami del centralistico governo dello Stato federale; differenziando, appunto, la loro durata in carica e frazionando nel tempo la loro nomina; e con la sola Camera dei rappresentanti eletta direttamente dal popolo.

Il SENATO, NOMINATO in SECONDO GRADO dai legislatori dei vari stati (come in Italia si vorrebbe fare abolendo il Senato eletto dal popolo e col c. d. “senato delle regioni”, per tornare all’ottocentesco “bicameralismo” – Camera Alta e Camera Bassa – e una ottocentesca Assemblea dei notabili eletti in secondo grado, procedendo indietro rispetto all’attuale “monocameralismo” di due Camere uguali ma entrambe direttamente elette dal popolo, invece che, semmai, in vanti verso il “monocameralismo” di una sola Camera e non già due Camere di cui una non eletta, con compiti diversificati in tal modo spezzando l’unità della sovranità e della volontà popolare);

Il PRESIDENTE – candidato e scelto nelle “primarie” dai “grandi elettori” del suo schieramento – NOMINATO in STERZO GRADO dai “grandi elettori” dei vari stati;

La CORTE SUPREMA, NOMINATA e designata a vita in QUARTO GRADO dal Presidente che è NOMINATO in TERZO GRADO da elettori che sono stati scelti in SECONDO GRADO dai legislatori dei vari stati che sono stati eletti dal popolo che è il PRIMO GRADO.

Con tanti gradi e gradini istituzionali di lontananza dal popolo, il pericolo che il popolo riesca ad imporre il proprio controllo è già sicuramente ridotto al minimo.

Ma per esserne assolutamente certi l’autonominatasi Convenzione Costituzionale di Filadelfia ha stabilito nella Costituzione che:

1) ognuno dei tre rami del governo (Camera, Senato, Presidente) ha poteri di “controllo ed EQUILIBRIO” (affinché, se mai capitasse che sotto la pressione di qualche agitazione popolare uno dei tre si squilibri a favore dei ceti bassi e popolari, verrebbe bloccato dagli altri;

2) per ciascuno dei tre rami la scelta dei responsabili avviene in tempi e momenti diversi. Quindi :

Congresso composto da Camera e Senato:

la Camera dei rappresentanti, eletta direttamente dal popolo per DUE ANNI;

il Senato, indirettamente eletto e nominato per SEI ANNI ma ULTERIOREMENTE FRAZIONANDO LA SUA ELEZIONE NOMINA DI UN TERZO OGNI DUE ANNI:

Presidente

comandante in capo”, eletto ancor più indirettamente per 4 anni

Corte Suprema

designata in maniera sempre più indiretta, A VITA.

In tal modo se capitasse che il popolo si agitasse e volesse leggi pericolose e, alla scadenza dei 2 anni, si rifiutasse di rieleggere i vecchi rappresentanti della Camera e 1/3 del Senato ed arrivasse ad eleggere dei candidati pericolosi, ci saranno sempre gli altri 2/3 del Senato e la Corte suprema, nominata A VITA, a vigilare e ad impedire che si approvassero a precipizio leggi “rischiose” per i ricchi possidenti di ogni vario genere.

Entrati in guerra per liberarsi di un “governo forte” il popolo gli USA si è ritrovato con un sistema di governo e di Stato federale ancor più centralistico e ancora più forte – e immodificabile – di quello che avevano inteso di liberarsene con la Rivoluzione anticoloniale. E la cosa non sorprende se si considera come la Costituzione sia nata, ed stata imposta e ha imposto lo Stato centrale federale.

Il fatto è che, storicamente, la Costituzione USA cominciò violando il patto costituzionale nato dalla Rivoluzione e vigente degli “Articoli di confederazione”.

E che storicamente la Rivoluzione americana produsse cambiamenti nella vita sociale che spaventarono i possidenti e che i paesi europei avrebbero conosciuto solo più tardi.

Questo diede agli Stati Uniti la reputazione di “paese libero”.

Anche se la rivoluzione fu presto tradita, tale reputazione sopravvisse – e almeno in parte sopravvive ancora – alimentata dal “fondamentalismo americano” (da cui origina lo stesso nome di ”fondamentalismo”, poi impropriamente esteso ad altri), che usa con ideologica arroganza “fondamentalista” la parola “democrazia” per coprire che nel suo attuale esito, nella realtà americana e dell’Occidente, essa racchiude il contrario di ciò che sia storicamente che etimologicamente esprime.

Il rivoluzionamento nella vita sociale spaventò tutti coloro che avevano denaro: fabbricanti, mercanti, speculatori, i prestatori di denaro a interesse, i detentori di obbligazioni governative, i possessori di schiavi.

Sicché tutti costoro, i ricchi, volevano un FORTE GOVERNO DI UN FORTE STATO CENTRALE, che proteggesse le loro proprietà e permettesse loro di accrescerle, in un clima di sicurezza favorevole a chi faceva affari;, in un clima di “stabilità”: quante volte sentiamo ancora oggi chiedere un governo stabile per garantire la “governabilità” dall’alto (di chi?) ed è in nome di ciò che si è abolita sia la rappresentanza democratica eletta sia la centralità delle Assemblee elettive, comunali, provinciali, regionali e del Parlamento, col primato del “capo” degli esecutivi e di questi sulle assemblee elette dal popolo.

Il generale Knox, ad es. , scrisse a George Washington una lettera nella quale gli parlava con preoccupazione delle idee dei seguaci di Shays (personaggio che credeva fosse vero quanto era stato scritto nella dichiarazione e di indipendenza a cui faceva riferimento e richiamava alla sua applicazione anche con le lotte sul territorio dei suoi seguaci, n.d.r.):

essi ritengono…che i beni degli Stati Uniti sono stati protetti dalla… Gran Bretagna con gli sforzi di tutti e che quindi dovevano essere comune proprietà di tutti” .

I ricchi cominciarono a sentire i brividi. Era necessario un forte governo centrale, e subito.

Non meraviglia,  quindi, che nel 1787 si tenne a Filadelfia la riunione dei delegati di cui sopra, che RITENNERO MEGLIO TENERE SEGRETI I LAVORI:  tanto che delegarono uno di loro a seguire sempre l’ormai vecchio Benjamin Franklin nelle cene e luoghi in cui veniva invitato, con il compito di fermare  il vecchio uomo, ogni qual volta gli scappasse di fare riferimento ai segreti delle riunioni. 

Steso in tal modo il testo della Costituzione, occorreva anche farlo approvare.

I poveri erano disorganizzati, dispersi nei distretti rurali, senza grandi nomi ne mezzi per la lotta. I ricchi erano organizzati, con nomi, denaro e più da guadagnare se la Costituzione passava. Ciò nonostante l’esito fu incerto. Passò. Grazie a scontri, violenze e manipolazioni di ogni genere”. E  violando gli accordi vigenti con gli Articoli di confederazione che per essere validificata imponevano che una nuova Costituzione fosse approvata da parte di tutti gli stati e non valida se anche uno solo non l’avesse approvata. Invece si raggirarono gli stati che votarono contro. E la Costituzione USA cominciò con la violazione di un patto costituzionale. Con un colpo di mano.

USA. Sistema elettorale e istituzionale ed election day impossibileultima modifica: 2012-12-16T08:10:00+00:00da iskra2010
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