Elezioni democratiche in Francia?

Il sistema maggioritario, come si è visto anche nel paese della Marsigliese, mette in mostra tutti i suoi difetti in fatto di democrazia. Permette a una classe minoritaria, i massocapitalisti internazionali, di prendersi il potere politico in Francia e far pagare la crisi capitalista ai proletari di quel paese. Crea nelle classi subalterne una forte sfiducia che si è manifestata con una pronunciata astensione, siamo al 25,3% la più alta dal 1969, con un calo netto anche dei votanti rispetto al primo turno. La Francia ottiene nella sua storia elettorale, grazie al sistema massonico-maggioritario, il primato delle schede bianche e nulle, giunte al 12%.

Tutto questo accade a causa dei ritardi esistenti nel dibattito politico su quale democrazia hanno bisogno i proletari per poter esercitare un ruolo nella società. Per una classe sociale che è la maggioranza del paese il sistema elettorale più confacente perché realmente democratico è il proporzionale puro. Ed è compito dei comunisti, svelare la truffa elettorale contenuta nel maggioritario, che dagli Usa alla maggioranza dei paesi europei, sino alle più sperdute periferie dell’imperialismo e del Commonwealth britannico si continua a declinare come sistema democratico ma che in realtà garantisce ai massocapitalisti di esercitare con una parvenza democratica, la loro dittatura di classe, che passa attraverso il controllo di ogni funzione dello Stato e dei partiti-fratelli di loggia attraverso il vero ed unico partito-chiesa della borghesia: la massoneria.

Occorre lottare in ogni singolo paese contro il sistema maggioritario per far capire su quali fondamenta realmente democratiche si regge il Socialismo-Comunismo.

Per comprendere meglio la truffa del sistema elettorale massonico-maggioritario vi alleghiamo un saggio del 2011 del compagno Andrea Montella.

Saluti comunisti

Lo staff di iskrae.eu

Maggioritario, sbarramenti, primarie:
la democraCIA che piace tanto ai nostri capitalisti e politici

Andrea Montella

Che tipo di “democrazia” ha bisogno di espandere il sistema capitalistico oggi, nell’era della sua massima diffusione coincidente con la sua crisi di sovrapproduzione?

Una forma di democrazia che sia semplice gestione delle masse e garantisca ai capitalisti il massimo controllo politico della società, il perpetuarsi della sua dittatura di classe e soprattutto mantenga lubrificata la sua macchina economica.

Quale sistema garantisce meglio tutto ciò? Il modello liberale per eccellenza: il modello anglo-americano, che si esplica nel sistema elettorale maggioritario uninominale e bipolare (sponsorizzato in Italia dalla P2) che ha dei sottoprodotti come quello a doppio turno alla francese o con i vari sbarramenti.

Nel mistificatorio dibattito in corso sulle varie ipotesi di riforma elettorale viene nascosto, anche dal Prc e nel Prc, che sono solo due i sistemi che realmente si fronteggiano. L’uno per avallare in sede di elezioni parlamentari il predominio del “governo”, e l’altro per aprire alla centralità del Parlamento la praticabilità della sovranità popolare: il primo, storicamente affermatosi a suggello del potere del premier in Inghilterra nonché del presidente negli Usa, e il secondo affermatosi tra tante preclusioni in alcuni paesi dell’Europa continentale e particolarmente in Italia dopo il 1945 per la caduta del fascismo e della monarchia.

Attraverso il modello anglo-americano e le sue varianti la borghesia ha potuto garantire stabilità politica ai suoi disegni e infiltrare con il suo partito occulto, la massoneria e le sue affiliazioni più evolute – Bilderberg, Trilateral, Aspen – i vari partiti, i movimenti e lo Stato. Grazie a queste infiltrazioni le Costituzioni di quei Paesi non prevedono l’antifascismo, che è uno dei cardini della nostra Costituzione sociale che, non a caso, vieta le associazioni segrete.

Tecnicismi come le primarie, che si vogliono ora in Italia stabilizzare attraverso una legge (dopo esser state sdoganate dalla P1 rappresentata dal centrosinistra) consentono ai capitalisti di esercitare un perfetto controllo sui candidati: chi vieta a soggetti sociali organizzati nella massoneria di partecipare alle primarie dei due schieramenti? E quindi permettere all’insieme della borghesia di scegliere i candidati a lei più congeniali, come regolarmente accade nelle elezioni presidenziali statunitensi? (vedi la “sfida” Kerry – Bush, tutti e due iscritti alla potentissima loggia Skull & Bones).

Con il maggioritario le classi subalterne non hanno la possibilità di esprimere, partendo dal territorio, i propri candidati che sono, invece, scelti dall’alto da segreterie di partiti che hanno accettato il primato dell’impresa. Con il maggioritario si personalizza la politica, la si rende individualista e si accentua il processo di delega facendo credere alle classi subalterne che esiste l’uomo della provvidenza, in grado di risolvere tutto.

In questo modo si destruttura la verità storica e scientifica che ha abbondantemente dimostrato che la politica e la storia la fanno le classi organizzate e che i singoli individui che emergono sono il prodotto di quelle forze.

Lo scopo di questa destrutturazione culturale delle classi subalterne serve alla borghesia per impedire che in esse si faccia strada la comprensione dell’esatto funzionamento politico della società, e si smascheri in particolare la tecnica dell’eterodirezione della politica, utile a non far percepire che le classi che si fronteggiano realmente sono due, i capitalisti e il proletariato.

Se il sistema fosse trasparente sarebbero solo due partiti a contendersi il potere: la massoneria, che è l’avanguardia occulta, selezionata e organizzata nel centralismo burocratico: ordini dall’alto verso il basso di una minoranza, l’élite della borghesia. E il Partito Comunista l’avanguardia organizzata palese del proletariato, con il centralismo democratico: indicazioni dalla maggioranza degli iscritti/militanti, che sono il vertice del partito, verso organismi dirigenti che dibattono ed eseguono la volontà della maggioranza, essendo il Partito Comunista l’espressione della classe maggioritaria sul nostro pianeta (il 97 per cento della popolazione).

Ma l’attuale arretratezza di analisi su come è strutturata la classe avversa e la conseguente scarsa autonomia dei comunisti si traduce nella mancanza di un Partito Comunista, anche nella sua dimensione internazionale, in una congiuntura dove l’internazionalismo è più necessario che in passato, per cui il proletariato non riesce ad esercitare quell’egemonia politico culturale che gli consentirebbe di comunicare questo dualismo della realtà sociale. In politica, come nel sistema mediatico, non è l’abbondanza di canali televisivi che determina l’esistenza della libertà di informazione, se il padrone dei media è uno solo. Più partiti, ma che si muovono solo negli interessi della borghesia, sono un’illusione ottica mentre, di fatto, esiste una dittatura di classe.

Con lo sviluppo di una serie di tecniche e tecnologie della comunicazione, il capitalismo può esercitare delle forme di dittatura diverse da quelle militari, più soffici e poco percettibili dalla popolazione, che attuano però una guerra  psicologica per l’egemonia in tutta la società, utile nel destrutturare il proletariato, grazie al controllo totale dei media, dove operano giornalisti e intellettuali embedded, con l’avallo di politici e sindacalisti affiliati.

Occorre quindi lanciare una lotta contro questo sistema elettorale truffaldino, introdotto in Italia negli anni Novanta grazie ai liberali di Segni e al PDS di Occhetto, ampliato poi con la riforma del Titolo V della Costituzione – che dà a sindaci e presidenti di Province e Regioni poteri decisionali abnormi svilendo il ruolo delle assemblee elettive – e peggiorato con la riforma Calderoli, detta “Porcellum” che concede l’assurdo premio di maggioranza, che vanifica il principio costituzionale di eguaglianza tra i cittadini al momento del voto.

La proposta referendaria, di Stefano Passigli, Enzo Cheli, Gianni Ferrara, Tullio De Mauro, Giovanni Sartori, che ha raccolto anche il sostegno di Umberto Eco, Claudio Abbado, Renzo Piano, è una falsa proposta di ripristino del proporzionale perché prevede uno sbarramento. Bisogna tornare al proporzionale puro, senza correttivi o sbarramenti, riprendendo l’impianto della Costituzione del 1948 per evitare i gravissimi rischi di un parlamentarismo ottocentesco, introdotti con riforme che l’intero blocco di governo e di finta opposizione propongono come moderne e di ”aggiornamento” della Costituzione. Da parte nostra non è possibile pensare di far nascere il Partito Comunista senza che sia il primo attore di questa battaglia di rilancio della Costituzione, facendo propri i valori dei partigiani e dei costituenti che sono stati l’egualitarismo, l’antifascismo, e la possibilità delle classi subalterne di arrivare alla direzione dello Stato e dell’economia.

La questione dell’incostituzionalità della legge elettorale deve arrivare al giudizio della Corte Costituzionale, avviando i processi sui risultati delle elezioni amministrative nei Comuni al di sotto dei 15mila abitanti dove il maggioritario a turno unico ha escluso milioni di cittadini di essere rappresentati, nonostante le considerevoli percentuali raggiunte da molte liste.

 

Pisa, 28 giugno 2011

Elezioni democratiche in Francia?ultima modifica: 2017-05-09T00:35:52+00:00da iskra2010
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