Ancora sul testimone Angelo Niceta e su chi comanda veramente a Palermo e in Italia


Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

Carissime compagne e carissimi compagni
leggete con cura questa intervista al testimone antimafia Angelo Niceta su chi comanda realmente in Italia e in quale partito militano realmente e come hanno realizzato con le bombe del 1992-93 un golpe in Italia per conto delle forze che governano l’imperialismo.
Dovremmo quindi riflettere su una cosa assai semplice: se hanno fatto un golpe, come dice il Niceta, i partiti attuali sono interni ed espressione di quel golpe in quanto hanno collaborato alla sparizione dei partiti usciti dalla lotta antifascista e quindi su posizioni più radicali rispetto a quelli odierni.
Il progetto golpista si è materializzato oggi anche in Francia, dove i massocapitalisti hanno ottenuto, grazie al loro storico strumento, il terrorismo e all’uomo dei banchieri Rothschild, Emmanuel Macron, la sparizione dei partiti nati anche loro dalla lotta antifascista. Ha spostato Macron, con l’aiuto di Hollande, a destra l’asse politico della Francia.
Ma come potete ben notare sia in Francia che in Italia sono rimaste in piedi solo formazioni culturalmente nazi-fasciste e tutto l’asse politico dei due paesi si è spostato realmente a destra.
Chi ha guidato questo processo in tutta l’Europa?
Basta guardare davanti a quale struttura ha parlato Macron il giorno dell’investitura a presidente della Francia: la Piramide massonica del Louvre.
La dittatura dei massocapitalisti si palesa sempre di più. Ma la critica ad essa stenta a decollare. E il fascismo, in una forma più sofisticata e sorridente come una iena, è alle porte.
Unica alternativa un programma per la costruzione di un Partito Comunista Europeo capace di unificare il proletariato di tutto il continente per una politica di pace, di uscita dalla Nato, di chiusura delle basi Usa, di neutralità, di cooperazione con tutti i popoli, per il superamento della monetizzazione salariale capitalista, per l’orario di lavoro come parametro universale per acquisire beni e servizi, per l’autogestione delle fabbriche, per la nazionalizzazione della Bce e di tutte le banche, per una Costituzione Socialista-Comunista. Un programma per il potere, unica garanzia per noi proletari, di non pagare con la guerra la crisi di sovrapproduzione.

Saluti comunisti
Andrea Montella

 

Il testimone Angelo Niceta: ”Ecco chi comanda veramente a Palermo e in Italia”

[…]

E il ruolo di Forza Italia?
A mio avviso Dell’Utri era la mente, fu tra gli organizzatori della trattativa: nasce come trait d’union in una fase successiva. Berlusconi è stato usato solo come testa di legno. La trattativa è diventata un patto, non importa se c’era Berlusconi o un altro: è l’ingranaggio che funziona e certe volte alcuni pezzi devono essere riciclati perché altrimenti “fanno puzza”.

Ha mai sentito qualcuno della sua famiglia parlare delle stragi del ’92?
Non cose particolari e dirette nel merito. C’erano conoscenze.

Che correlazione vede tra le stragi e la trattativa?
Le stragi sono state il motivo scatenante, ciò che ha portato alla trattativa, a cominciare dall’omicidio Lima. I soggetti che materialmente le organizzarono non potevano essere autonomi e allo stesso tempo disporre di quella forza di fuoco. Nel ’93 c’è stato il colpo di Stato, poi “l’ingranaggio” è andato avanti ed oggi ha raggiunto la perfezione.

Secondo il pentito Vito Galatolo, Messina Denaro ha chiesto alle famiglie palermitane di assassinare Di Matteo. E Riina, la testa calda…
Rimane il capo, Cosa nostra ha delle regole. Riina ha dato l’ordine e l’ordine va eseguito. Messina Denaro è solo il facente funzioni, anche se con potere assoluto.

Da un lato Riina rimprovera Messina Denaro, perché “fa pali per prendere soldi ma non si interessa”, nemmeno di un nuovo progetto stragista. E la mafia, secondo lei, dal periodo delle grandi stragi a oggi è tornata ad essere forte?
Fortissima. Sono ben organizzati ed economicamente potenti. Perciò non interessa fare un colpo di Stato. Tutto per ora funziona bene, allora per quale motivo “fare bordello”? Sono messaggi nel caso in cui gli ingranaggi si rompano. Materialmente Messina Denaro temporeggia per fare in modo che tutto resti tranquillo, dato che la situazione è a loro favorevole.

Alcuni addetti ai lavori sostengono che la mafia, con altri soggetti esterni, potrebbe compiere un’eventuale strage o un colpo di Stato per evitare la discesa o la conquista del potere di nuove forze politiche oneste. Cosa ne pensa?
Potrebbe essere, se dovessero vincere, stanno guadagnando tempo.

Quindi se dovesse vincere un movimento nuovo, con soggetti nuovi…
Sarebbe complicato ricreare quell’atmosfera conviviale, e potrebbero esserci dei presupposti per tornare a quel progetto. In questa fase ci sono dei timori anche politici dati dal non sapere gli esiti delle prossime elezioni. Del 41 bis che non gliene frega più niente a nessuno, a Messina Denaro sta anche bene che Riina e le teste calde restino al 41 bis. Le teste calde restano in carcere e chi è saggio e si sa organizzare è fuori. La cosa che preme invece è la legge Rognoni-La Torre, Falcone lo sapeva e l’ha chiesta. Ciò che dà più fastidio sono le confische e i sequestri.

Se dovesse dare un giudizio sulla Palermo bene ed i suoi rapporti?
Altamente mafiosa. Tutti frequentano gli stessi circoli e ambienti, le medesime feste, a volte c’erano magistrati insieme ad imprenditori collusi. Prima il bianco e il nero trattavano, oggi la situazione è più grave: una vasta zona grigia che ha raggiunto l’apoteosi e collega tutti gli ingranaggi. E la mafia, tramite l’imprenditoria, la politica e i rispettivi collegamenti, premia chi fa parte dell’“ingranaggio grigio” o distrugge chi vuole romperlo.

Quindi la pistola si usa solo in extremis.
Non ce n’è bisogno, vengono convinti. O è così o sei morto economicamente e socialmente, come me.

Di che cifre dispone Cosa nostra?
Si parla di centinaia di miliardi di euro, per non parlare dei soldi neri del traffico di stupefacenti: il consumo è altissimo e passa tutto da Sicilia e Calabria. Consideriamo che solo la parte confiscata a Matteo Messina Denaro vale 5 miliardi di euro e li avrà rifatti l’indomani.

E la massoneria?

È il collante. Il filtro che nella Palermo imprenditoriale collega mafia, imprenditoria e istituzioni. Anche mio zio era massone, così come quasi tutti i professionisti legati alla sua famiglia. Si raccontava che lo fosse anche Matteo Messina Denaro, e collegamenti politici di cui ora non posso parlare. Senatori della Repubblica, legati a Messina Denaro e con dei processi in corso. Di questo ho già iniziato a parlare.

Questo è Angelo Niceta, un uomo per bene che ha deciso di raccontare ciò che sa. Solo da questi accenni si può capire che avrebbe molto da riferire e spiegare. Per ora lo hanno sentito solo Padova e Di Matteo, quest’ultimo però, dopo poco tempo non ha più potuto interrogarlo… il perché è la solita storia. Di Matteo può occuparsi solo del processo “trattativa” e delle indagini ad esso collegate e di inchieste non collegate a questioni mafiose tipo patenti contraffatte e similari…
Speriamo che presto la procura di Palermo si decida a chiamare Angelo Niceta per approfondire il marcio che si annida nella borghesia mafiosa, per raccogliere più informazioni possibili sul volto della vera mafia, quella per dirla con Scarpinato e Lodato, del “principe” e della sua corte di vassalli, valvassori e valvassini.

4 Maggio 2017

 

Ancora sul testimone Angelo Niceta e su chi comanda veramente a Palermo e in Italiaultima modifica: 2017-05-10T03:00:34+00:00da iskra2010
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