PURCIOPPO A VIA FANI ABBIAMO UN GROSSO PROBBLEMA: IL CIÀFFICO – dice Johnny Stecchino. Eh, sì, il ciàffico…. E la polvere… quanta polvere nei miei sandali…

SATTA PERSICHETTI MIELI BIANCONI ARMENI INFELISI (LA DITTA DEL PESCE PALLA) E UN AUTISTA DELLA DOMENICA

Se i soci Satta Persichetti & C sono una cosa, Satta Persichetti & C + Infelisi sono un’altra cosa. Per vedere quante auto ci sono in via Fani e di chi sono, infatti, quattr’occhi non bastano. Ci vuole un altro socio, possibilmente un Ceco (e l’aiuto in 3D della Scientifica con gli occhiali stereoscopici).

Con Infelisi socio della Ditta del Pesce Palla, altro che patenti nautiche! Qui si può aprire una Scuola Guida che fa le pratiche per Auto Che Non Ci Sono, che cancella targhe di Auto Che Ci Sono, che cela killer Che Non Esistono ma Ci Sono e si nascondono sia dietro le Auto Che Ci Sono che dietro quelle Che Non Ci Sono. Questa Scuola Guida non è di grande aiuto solo ai Pescatori, come è noto, ma anche ai Commissari, ai Lettori e ai Telespettatori. Grazie al supporto della Scientifica, dotata di occhiali rossi e blu come al cinema, la Ditta insegna come fare per sollevare tanta polvere lungo la strada per Pomezia. Ordine di servizio: portarsi sull’Aurelia fino ai confini della tenenza, spingersi a Mostacciano, oltrepassare Castel di Decima, presentarsi alla sede centrale del PRA e chiedere un Estratto Cronologico della targa della Austin Morris che ostacola l’auto di Moro. Per una missione così impegnativa è meglio essere in due: l’appuntato La Volpe e la guardia semplice Arrivo Fra Un Po’, che fa anche da autista. Se non c’è traffico occorre almeno un’ora per andare e, sbrigata la pratica, altrettanto per tornare. È vero che basterebbero dieci minuti, traffico o non traffico, per scendere al primo sportello della Motorizzazione a chiedere la visura, ma La Volpe e Arrivo Fra Un Po’ non sono mica Infelisi, che ci dà fastidio il traffico e non ama verbalizzare: a loro piace sia viaggiare che fare i verbali. Scopriranno che l’auto esisteva, lo riferiranno ai superiori, che faranno una relazione alla Ispettrice Tintisona, che riferirà alla Commissione Moro: l’auto esisteva e, nonostante le fotografie che la mostrano chiaramente, c’è davvero in via Fani il 16 marzo, a differenza di altre che, nonostante siano visibili nelle foto, sono Auto Che Non Ci Sono, e quindi non interessano a Infelisi. Strano socio, questo magistrato Fuori Pista che calpesta i bossoli, camminando in via Fani fra le Auto Che Non Ci Sono insieme al cugino Riccardo, della Digos, scortato dal dottor Pandiscia della Scientifica, che attraversa scientificamente la scena del crimine con gli occhiali da sole, nonostante sia nuvoloso e minacci di piovere. Forse gli occhiali scuri gli servono per non vedere le Auto Che Non Ci Sono, e che non interessano nemmeno il Fuori Strada Infelisi.

A Infelisi per la verità non interessano né le moto né le auto né le foto delle auto. Per essere sinceri fino in fondo, non gli interessano nemmeno le foto delle persone, tanto è vero che quelle fatte dal carrozziere Nucci, che mostrano qualche ‘ndranghetista, le perde. Le avevo messe qui!, dice, aprendo il frigo in cui ha messo i vermi per la pesca. Dove saranno finite? È evidente che non è un fotoamatore. Cosa gli interessa allora? Andare al mare, solo andare al mare. In pieno sequestro Moro, mentre tutti lo cercano e qui piove, lui è uccel di bosco: è andato in Calabria, a cercare il sole e una casa per le vacanze. Non poteva telefonare, scrivere, farsi mandare una foto? No, meglio toccare con mano. Non si sa mai, possono rifilarti la foto di una Casa Che Non C’è. Non sono mica tonto, io.

Verbali, verbali, sempre verbali! Uffa, con questi verbali!, pensa senz’altro Carlo De Stefano, Commissario Capo della Digos, nel restituire a Patrizio Bonanni la Austin Morris che il fiduciario dei Servizi ha messo proprio all’incrocio, al posto del furgone del fioraio Spiriticchio, al quale le BR hanno squarciato la sera del 15 marzo tutte e quattro le gomme. La sua allergia per i verbali lo porta a sbagliare la collocazione della macchina, che è trenta metri più giù, a scambiare la destra con la sinistra (la destra è quella con cui si mangia), a tacere la rottura dei vetri di destra (da dove un killer spara al maresciallo Leonardi), a dare una residenza di Bonanni che non è quella giusta. Ma è grazie a quest’allergia che fa carriera e poi diventa anche sottosegretario all’Interno – mica perché tarocca i verbali per conto dei Servizi, ma perché è una persona che non disturba: non vede, non parla, non sente. È educato e intelligente. Ne farà, di strada. Non sono mica tonto, io.

Nelle auto del caso Moro non bisogna mai disturbare il conducente: potrebbe aversene a male. Forse è per questo che anche Infelisi mostra così poco interesse per le auto presenti sulla scena del crimine. Qualcuno potrebbe risentirsene. E alla Commissione Moro che il 20 novembre 2014 vorrebbe sapere perché non ha fatto prendere le targhe delle auto, il Navigatore risponde: “Non abbiamo fatto le indagini perché non si potevano fare. C’erano decine di macchine lungo quella strada. Il traffico di Roma è quello che è”. Non sono mica tonto, io.

Forse quando è andato a cercare una casa per il mare in Calabria si è spinto poi fino a Catania, patria di Torrisi e di centinaia di Piduisti e di Cavalieri del Santo Sepolcro, tutti amici di Johnny Stecchino, e il mafioso che dall’aeroporto l’ha portato in città gli avrà detto: Purcioppo a Catania abbiamo un grosso probblema: il ciàffico.  Come a via Fani: un ciàffico incredibbile, lu jurnu e la notti. Cioppe auto, minghia!

Ma la Ditta del Pesce Palla può fare anche da Agenzia Tuttofare, proprio come la AutoCia, che rifornisce sia le Br che la Magliana e la Digos di documenti falsi, auto rubate e targhe clonate. Il problema è distribuire fra i soci le mansioni, a seconda delle attitudini e delle competenze. Satta, ad esempio, potrebbe essere lo chaffeur di Palazzo, tanto è educato. E ogni tanto potrebbe andare giù a cambiare il disco orario. Persichetti, se Morucci fa da autista, potrebbe fare da spartitraffico, tanto è esperto nello schivare le Auto Che Non Ci Sono e Quelle Che Ci Sono. Colombo, del manifesto, potrebbe imitare l’Autovelox, mentre pensa: Persi chi? Persi Chetti? Targa? Quale Targa? (niente udii); Foto? Quale foto? (niente vidi); Solamente BR ci furono (niente saccio). Non sono mica tonto, io.

Bianconi, ex BR, stipendiato come giornalista del Corriere della Sera, potrebbe volantinare giù all’incrocio i santini di San Vladimiro Satta, che ha debellato il complottismo dei fotografi. Scrive infatti sull’autorevole quotidiano Piduista:  

Acquisizioni parziali, ricostruzioni lacunose, errori, manipolazioni, invenzioni, sentito dire, correlazioni arbitrarie, affermazioni ipotetiche, false equazioni, hanno nutrito per decenni le precostituite tesi cospirative.

Sono i fotografi che cospirano, non i Servizi. Lo dice anche Persichetti, il serial killer, socio della Ditta Pesce Palla, che aveva già scritto su Liberazione nel 2003:

Accade così che gli esegeti della superstizione storiografica, gli alchimisti del complotto, i dietrologi di ogni natura e colore, esperti nell’arte di prevedere il passato, ne escano malconci.

Invece ne è uscita malconcia Liberazione, che si è affidata a questi pennivendoli del Pesce Palla, asfaltisti della verità, seppellita sotto metri di catrame. Ma perché affondare il coltello nella piaga? Se le auto Che Non Ci Sono hanno impressionato le foto, e le Auto Che Ci Sono sono scomparse all’orizzonte, è un miracolo! Di eventi soprannaturali ce ne sono tanti nel caso Moro. È evidente che una mano divina ha aiutato le BR in via Fani. Non sono mica tonto, io.

Rimane vacante il ruolo di cagnolino di peluche da mettere dietro, in un’Auto Che Non C’è, a fare din-don con la testina. Ma qui concorrono diversi ricercatori di Cosenza, dotati di appositi occhiali scuri, per far capire a chi capisce che hanno capito che non bisogna capire. Assunti da Piperno? Dalla ‘ndrangheta?  Direttamente dal Governo? L’importante è che confermino il Manuale dell’Automobilista di Persichetti, pirata della strada che dà lezioni di guida, specializzato negli Incroci Pericolosi, scrivendo (sempre su Liberazione e sempre su San Vladimiro):

Grazie ad un sistematico e meticoloso lavoro di analisi e verifica documentale, vengono affrontate tutte le questioni irrisolte nonché le diverse tesi cospirative con relative varianti. Dopo aver passato al setaccio la pista atlantica, quella dell’Est e quella israeliana, l’autore [Satta] conclude sulla decisione indipendente e sulla capacità autonoma delle Br nel rapire Moro.

Insomma, i Brutti e Poveri hanno fatto tutto da soli, aiutati dal buon Dio. Chi ha fede non ha difficoltà a vedere nel blitz di via Fani la mano divina: mentre alcuni solisti portano a spasso i mitra che si inceppano, perdono i baffi, un bottone da carabiniere e due borse che restano sull’asfalto, l’Arcangelo Michele spara 49 colpi ammazzando cinque persone, gli Angeli del Signore bloccano le 10 vie di accesso al quartiere, la Madonna del Quadrivio alterna la sacra paletta al mitra, e San Pietro in moto rumoreggia con la marmitta, mentre un Apostolo benedice i testimoni con confetti calibro nove. Qua e là ci sono i Pastorelli del Presepe, e l’orologio di Guglielmi che si ferma (cucù! sono le nove, è l’ora di pranzo) come quello di Giosuè (fermati, sole!). Mentre Satta e Persichetti sfornano con il sacro ciclostile patacche da due soldi, su dettatura dello Spirito Santo, e Mieli verbalizza le balle di Morucci e Cavedon, arrivano altri soci della Pesce Palla, nei ruoli del Bue e dell’Asinello: sono i giornalisti co.co.dè del Corriere-Stampa-Sera-Repubblica-24Ore-QN. Non sono mica tonto, io!

Non potevo mica prendere tutti i numeri di targa. Il traffico di Roma è quello che è”- dice Infelisi, il Ceco – che non vede le auto Che Ci Sono ma il 16 marzo vede due pistole mitragliatrici Che Non Ci Sono, una Nagant e una Tokarev, segno evidente, dice il Fuori Giri, al quale dev’essere apparsa la Madonna di Częstochowa, che Moro è prigioniero nell’ambasciata cecoslovacca e dietro c’è il Che Ghe Bé. Per questo rivenditore di Bronzine Fuse è meglio distribuire veline e polveroni che prendere nota delle targhe delle auto: porta male. Non sono mica tonto, io. Chi vuole un po’ di polvere?

Il povero colonnello Varisco, che vuol fare indagini su una Renault R4 rossa come quella in cui hanno messo il corpo di Aldo Moro, avete visto che fine ha fatto?! Il 16 marzo chiede urgentemente ai CC di fare indagini su una Renault R4 rossa coinvolta nel blitz di via Fani; mesi dopo una fonte “attendibile”, Vasco Bertini, parla di terroristi su una R4 rossa che ha partecipato all’agguato; durante il sequestro Moro una R4 rossa viene vista sulla spiaggia di Fregene; la mattina del 9 maggio alle 8 una R4 rossa è già ferma in via Caetani….  Quante sono, cari soci della Ditta Pesce Palla, le R4 in gioco? E chi le guida? Varisco se lo chiede, e muore. Vedete cosa succede a togliersi gli occhiali scuri?…

Ma sulla strada si può morire anche con gli occhiali. Suor Teresilla Barillà – che aveva il dono dell’ubiquità (è a Regina Coeli e a Rebibbia, a Paliano e a Torino, da Franceschini e da Curcio, da Morucci e da Cutolo, con Pazienza e Miceli, con Cavedon e Piccoli, da Cossiga e dal Padreterno, a portare pizzini, concludere accordi e scrivere testi…) – suor Teresilla alle tre di mattina del 23 ottobre 2005, in testa a un pellegrinaggio notturno alla Madonna del Divino Amore, viene stirata da una macchina guidata da un autista della domenica. È la mano del Signore.

Sarà per evitare i pericoli della strada (con tutto il traffico che c’è a Roma!) che la Ditta Pesce Palla si tiene lontana dalle targhe di via Fani, dalle auto e dai loro autisti: non si sa mai, potrebbero saltar fuori sorprese. Meglio dedicarsi ad attività più sicure. A proposito, Vladimiro, ti sei ricordato di cambiare il disco orario? E tu, Gianrico, hai chiamato il tassì? E tu, Mieli, vieni in Ditta con l’auto blu o ti mando Morucci? E tu, Guglielmi, ti sei travestito da Cofano?

Non vedendo le targhe, non vedendo le foto, non vedendo le auto, i Palloni Gonfiati con gli occhiali oscurati non vedono nemmeno le persone presenti. Pur di accreditare la Verità Ufficiale, che puzza di Olio Esausto, per sostenere che non c’era nessun altro oltre alle BR in via Fani nascondono o minimizzano la presenza di Bonanni e di Pone, di Pastore Stocchi e Rosseti, di Barbaro e consorte, di Moscardi e Languasco..

MA VOI COMPRERESTE DA COSTORO UN’AUTO USATA?

(continua)

Le fonti dello staff di iskrae

PURCIOPPO A VIA FANI ABBIAMO UN GROSSO PROBBLEMA: IL CIÀFFICO – dice Johnny Stecchino. Eh, sì, il ciàffico…. E la polvere… quanta polvere nei miei sandali…ultima modifica: 2017-06-01T04:15:47+00:00da iskra2010
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