INVITO A PRANZO CON STRAGE

 

Indovina chi viene oggi a pranzo? Un altro nero? Tanti neri e tanti bianchi, e anche qualche rosso. Càpperi, quanta gente! Ma chi l’ha invitata? Lo zio Sam, il camerata Fritz e lo chef D’Amato. Come si permettono di invitare gente a pranzo a casa nostra? Eh, cara mia! Si autoinvitano anche oggi. Non per dire, ma anche stasera c’è un buffet al Senato. Il pranzo è servito, nascondi l’argenteria!

IL PRANZO È SERVITO! PIATTI PRINCIPALI DEL 16 MARZO: POLPETTE AVVELENATE E POLPETTONE, NERO DI SEPPIA E FRITTURA MISTA – REPLAY

Càpperi! deve aver esclamato alle 9 e poco più di mattina il colonnello Armando D’Ambrosio, aprendo la porta in pigiama. Chi è che rompe a quest’ora? Si presenta Camillo,

 

Dal film Piazza delle Cinque Lune

un po’ trafelato: Armando, gli dice, sono qui per l’invito a pranzo. Come, era oggi? Sì, non ti hanno avvertito? E qual è il piatto forte? Frittura mista.

Per la paranza allora devo chiamare il capitano di vascello Aliberti, che sta qui sul pianerottolo, lui viene dalla Marina militare e di fritture se ne intende. Ho il numero di telefono in rubrica: 344350. Ma chi è lo chef? È il vecchio D’Amato, quel furbacchione. Lavora per la Flotta Atlantica e scrive sull’Espresso una rubrica, Il Gambero Rosso. Allora ci mettiamo anche i gamberoni nel menù, un po’ di rosso ci sta bene. Ovvio, ma procediamo con ordine.

Come entrée io punterei sulla spuma di tonno, abbiamo un tot di tonni rimasti dall’ultima mattanza. Poi, sempre come antipasto, capesante alla Marcinkus e frattaglie dell’Atlantico, carpaccio di pescecane con olio esausto di volante e un cartoccio di street food: frittura mista di agenti sull’asfalto.

 

Chi è questo signore indicato dalle frecce che si muove tra gli inquirenti? Prima stava

nei piani alti di via Fani…

Ma se c’è tanta gente invitata a pranzo, ci vorranno degli aiuti. Magari può servire il generale Rosseti – sta qui, al piano di sopra. Ora lo chiamo: 982 332123. Se non è ancora impegnato a tenere la contabilità della P2, darà volentieri una mano. Posso sentire anche il colonnello Podda; anche lui sta qui. Adesso lo chiamo: 340042. Visto che lavora per Gladio, magari può suggerire ricette di Pesce Spada.

 

Siro Rosseti

Ci vogliono altri aiuti, c’è tanta gente a pranzo! Chiamiamo anche Fritz, lo chef tedesco: sa tutto su hamburger e crauti. Rauti? Sta qui accanto: 3497231. Lo so, ma non ho detto Rauti, ho detto crauti.

Ci vorrebbe comunque qualcun altro, gente esperta nella pesca in profondità. Non c’è problema, chiamo il colonnello Moscardi, che è un sub esperto. Ho il numero della Sede: 6784063. E se vogliamo un altro sub, c’è il capitano Casimirri, che è anche buon amico di Santovito. Lo chiamo in negozio, ha un’armeria con articoli di caccia e pesca a piazza San Giovanni Di Dio.

 

Alessio Casimirri

È invitato a pranzo anche il capitano Morucci? Certo, ed è di grande aiuto: fa da taxi agli altri invitati, e si occupa anche del catering.

 

Valerio Morucci a Casa Pound

Ma cos’è che puzza in questo modo insopportabile? È il garu, il pesce marcio crudo dei gladiatori romani. Aspetta, chiedo al bar se me lo mettono in frigo, insieme ai vermi. Fammi il piacere, chiama tu Tullio Olivetti. Se non ti risponde al 3452453 fai il 3452463: ha un duplex.

E un po’ di pesce di fiume, no? Anguille, gronghi, baffioni… Hai ragione, chiediamo l’aiuto di Domenico Pone. In Cassazione è specializzato nella pesca in acqua torbida, e sta qui dietro in via Madesimo, dove abita Barbaro: fai il numero 344286.

Barbaro non è quello che ha una ditta di caminetti? Sì, e fa un’ottima carne alla griglia. Vuoi chiamarlo a casa, 340655, o in ufficio, 3451176? A quest’ora forse è meglio a casa. Allora fai il numero. Chiedigli se vuol fare l’agnello a scottadito. La carne ce la mette il colonnello Pastore Stocchi, che sta dietro di lui, accanto al bar Olivetti. Lo trovi al numero 3452033. Ma tu, Camillo, hai sempre il solito numero di telefono? Sì, anche se non abito più qui in via Stresa, ho sempre il 3497820, come quando stavo qui sul tuo pianerottolo, al 117.

E i brigatisti sono invitatati a pranzo? Si capisce che abbiamo chiamato anche loro. Non potevamo mica lasciarli a casa: anzi, sono già qui che fremono. Per loro è una grande occasione mondana, quella di questa mattina.

C’è troppa gente invitata a pranzo. Forse è meglio chiedere a molti di loro di farsi consegnare le portate a domicilio. Ho sottomano un pischelletto di 12 anni, Vladimiro Satta; va bene a scuola e per arrotondare fa il pony express. Dagli un motorino e farà lui il servizio. Porta a porta (a proposito, chiama Vespa! fino a due anni fa stava qui al 109, sopra il bar: poi ha cambiato casa, ma il suo numero è sempre 3498659, ha la segreteria telefonica); porta a porta, dicevo, Vladimiro Satta porterà cabaret di cibarie a tutti gli invitati che consumano stando in casa.

Ma se Satta non li trova? Digli che li chiami, i numeri di telefono ce li abbiamo. Figurati se vede i numeri di telefono! Non vede le auto né le moto, figurati se vede gli invitati a pranzo e i loro recapiti!

Guglielmi ha ragione, sono stati invitati a pranzo davvero in tanti, e c’è un po’ di congestione in via Fani e dintorni alle nove di mattina. Confusione, indigestione di bossoli, presenza di boss, caos, rumore di elicotteri… Il commissario Esposito mette la sirena per andare a farsi una pizzetta qui vicino; Infelisi passeggia su e giù con suo cugino; Pandiscia – come tutti quelli della Digos e dei Servizi – ha gli occhiali neri, e non si capisce se è presente o se si è preso una piccola vacanza. Qualcuno è sia qua che là [ma su questo dono dell’ubiquità dovremo tornare]; altri danno i numeri [e anche sui numeri avremmo tante cose da dire]; ma il pranzo, comunque, è riuscito bene, grazie ai br di buona volontà che hanno dato una mano ai professionisti.

 

Infelisi passeggia con Pandiscia

QUARANT’ANNI DOPO, RICORDANDO IL 16 MARZO, GRANDE BUFFET AL SENATO. SI TRATTA DEI VERMI E DELLA MINESTRA ANCORA NEL FREEZER DEL BAR OLIVETTI, TIRATA FUORI PER L’OCCASIONE. CON L’AGGIUNTA DI UNO SPRUZZO DI BALSAMICO E UN PO’ DI POLVERONE, LA SI PUO’ ANCORA DARE A BERE. REPLAY

Il menu del buffet: Scoppio di Pesce Palla al Nero di Seppia con penne squallide ai calamaretti su vassoio di documenti (le penne sono quelle dei pennivendoli e dei ricercatori che intingono i loro pennini nei calamaretti dei banchini per scrivere i pensierini). Pesce veloce del mar Atlantico con purea di frottole lesse e polvere d’arena (l’arena è quella dei gladiatori). Pescetti dell’Adriatico alla Bon Homme (gentilmente forniti dalla Ditta Poggio delle Rose, che ha i suoi trabucchi nelle Marche). Trote rosse alla Ceca (suggerite da Infelisi dopo aver sentito Miceli) e trippa di cernia nera a pois (portata da Moscardi, dal mar Tirreno). Pescecane alla brace, vermi in umido e frattaglie d’agnello (a cura di Pastore Stocchi, Musumeci & C). Maiale con contorno di maiale della Decima MAS (a cura di Languasco e Moscardi). Dolce: un Tiramigiù. Vino da dessert: Lacrime di coccodrillo.

Quarant’anni dopo Satta fa ancora il pony express, ma ora è in pianta stabile. È cresciuto, ma non è migliorato: non riesce ancora a vedere bene i motorini, a leggere le targhe delle auto, a riconoscere le persone e i numeri di telefono. Insomma non vede, non sente, non parla. Peccato, un giovane così promettente! Con Mieli Lofoco Persichetti Armeni Colombo & C tira fuori dal freezer i vermi di quarant’anni fa e la minestra rifatta, per ripetere che il 16 marzo solo i brigatisti erano invitati a pranzo. Dopo quarant’anni è questo il solito menu.

Ci permettiamo un suggerimento: aggiungere alla frittura anche un po’ di Mozzarella in Carrozza. E un’avvertenza: mettere occhiali scuri per evitare gli Schizzi Negli Occhi.

(continua)

Le fonti di iskrae

INVITO A PRANZO CON STRAGEultima modifica: 2017-06-13T04:14:44+00:00da iskra2010
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