Dens dŏlens 271 – Ignoranti e presuntuosi

di MOWA

Quante volte, negli ultimi tempi, ci si è imbattuti in atteggiamenti di insofferenza verso persone che arrivano da altri paesi senza riflettere, purtroppo, sui motivi che li hanno portati a fuggire dal luogo dove sono nati?

Quante volte abbiamo ascoltato farneticazioni da parte di politici (sia nelle istituzioni che di partito, farneticazioni che diventano, poi, luoghi comuni in bocca alle persone semplici) che si attribuiscono una “purezza” di provenienza geografica senza sapere cosa sia successo qualche secolo fa?

Il caso (o i casi più clamorosi) è da attribuirsi ad una schiera di politici che si sono inventati di sana pianta un luogo inesistente, la Padania; l’attuale leader di costoro (non ancora caduto in disgrazia come il predecessore Umberto Bossi), originario di Milano, si inalbera con chi gli contesta la “purezza” milanese dimostrando in questo modo di non sapere che, proprio Milano (il cui nome originario era Mediolanum ovvero, probabilmente, “località in mezzo alla pianura”) è stato crocevia di popolazioni che vi si sono insediate occupandola (dai galli insubrii ai romani, dagli ostrogoti ai burgundi… sino agli austriaci e abbreviamo perché la lista sarebbe lunghissima) e dando vita, anche, all’attuale città.

Milano, per i “puristi” non fu l’unica città in cui si insediarono “stranieri” perché abbiamo l’esempio di altri luoghi, come Livorno, che beneficiò dell’esperienza degli ebrei Sefarditi, provenienti dalla Spagna, per ampliare il porto, Ferrara degli Estensi dove vennero accolti, invece, i moriscos (denominazione spagnola dei sudditi musulmani). Questi ultimi, durante e dopo la reconquista dei regni cristiani di Spagna, nonostante avessero stretto dei patti che dovevano garantire loro il libero esercizio del culto, furono presto soggetti a una sistematica persecuzione e, dopo sanguinose rivolte (1609) furono espulsi dalla Spagna e trovarono asilo a Roma, Napoli e in Toscana.

Gli esempi di migrazione, con o senza persecuzioni, nel mondo sono infinite e, sicuramente, inarrestabili perché sono il frutto malsano di conquiste o di spartizioni di territori con le relative risorse tra chi si sente più forte e più spietato. Vi sono molti esempi, anticamente in Germania si insediarono i Romani tra i Condrusi, gli Eburoni ecc., in Francia diminuita la quota di immigrati provenienti da paesi dell’Unione Europea, soprattutto da Portogallo, Italia e Spagna, è aumentata la percentuale dei Maghrebini o, ancora, in Polonia, alla foce della Vistola comparvero popolazioni germaniche – Goti e Gepidi – che, poi, tra il 2° e il 3° sec. d.C. si trasferirono verso il Mar Nero; durante il 5° e il 6° sec. nella Polonia nord-orientale si stabilirono popolazioni baltiche – Lituani, Prussiani, Iatvingi, Masuriani ecc. -, mentre nei secoli successivi nel territorio fra la Vistola e l’Elba si insediarono i Polani, i Pomerani, i Polabi – o slavi elbani -; nella Slesia – dall’alta Vistola sino all’Oder – gli Slesiani… Non sono mai rientrati, invece, in questa tragica logica coloro i quali vogliono uno scambio consapevole tra popoli che vivono sullo stesso suolo.

Una logica, dunque, di collaborazione tra le genti dei vari paesi come affermato da coloro che hanno cercato di rimettere in discussione alcuni principi errati spacciati dalla borghesia e dai poteri forti partendo da studi e analisi marxiste e che si possono riassumere nella massima: Proletari di tutto il mondo unitevi”.

 

Dens dŏlens 271 – Ignoranti e presuntuosiultima modifica: 2017-07-29T05:14:48+00:00da iskra2010
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