Una vittoria della lotta di classe in Francia

Foto: Manifestazione contro l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

 

 

Si è conclusa con una vittoria delle classi subalterne la battaglia contro la costruzione dell’aeroporto di Notre-Dame des-Landes che durava da 50 anni. Questa vittoria dimostra che la partecipazione diretta dei cittadini che si riappropriano delle vicende che riguardano la loro vita, rimette in moto la democrazia, nei fatti evidenzia i limiti del sistema elettorale maggioritario e i finti referendum “ popolari” della classe dominante.

É  anche una vittoria del buon senso che evita una costruzione su un terreno non stabile, che nel tempo avrebbe prodotto indebitamento pubblico per la continua richiesta di manutenzione.

Per ottenere una vittoria del genere occorre il radicamento sul territorio e la costruzione di una organizzazione strutturata; questa è una lotta nata su un obiettivo concreto ma parziale, il problema che hanno tutti i proletari d’Europa è quello di avere dei partiti comunisti che difendano gli interessi complessivi del proletariato, che sono il superamento dello sfruttamento capitalistico e la costruzione di una società realmente egualitaria in senso socialista e comunista.

 

L’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes non si farà. Vittoria écolo

Anna Maria Merlo

L’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes a sud di Nantes non verrà costruito. Il governo rinuncia, dopo 50 anni di polemiche. Lo ha annunciato ieri il primo ministro, Edouard Philippe: «Constato oggi che non ci sono le condizioni per portare a buon fine la costruzione dell’aeroporto».

Al posto ci saranno interventi per ampliare l’attuale aeroporto di Nantes, costruito negli anni ’30. Le terre umide dove avrebbe dovuto nascere la nuova struttura «ritroveranno la loro vocazione agricola».

GLI ECOLOGISTI ESULTANO. I politici locali, di destra ma anche di sinistra, protestano e denunciano «una negazione di democrazia», perché nel 2016 c’era stato un referendum locale, vinto al 55% dal Sì all’aeroporto, oltre a 178 sentenze giudiziarie, in seguito a ricorsi, tutte favorevoli alla costruzione.

Macron è accusato di essersi rimangiato l’impegno preso in campagna elettorale. Nicolas Hulot, ministro dell’Ambiente, ottiene una importante vittoria. Mentre Edouard Philippe ammette: «Nessuna soluzione è buona», dopo 50 anni di braccio di ferro.

Ma il primo ministro ha giustificato la scelta anche da un punto di vista politico: per 50 anni la situazione è rimasta bloccata, anche noi «avremmo potuto fare come tutti gli altri» e rimandare sine die la decisione.

Oggi, la soluzione è «ragionevole e di pacificazione, in un contesto locale teso». Philippe ha sottolineato che si tratta di «una decisione eccezionale in un contesto eccezionale», che non anticipa una politica generale di abbandono di altri grandi progetti, anch’essi oggetto di contestazione.

Per l’eurodeputato Verde José Bové, si tratta della «vittoria del buon senso contro un progetto che appartiene al passato».

Per il partito di Macron, Lrm, è stata «una decisione difficile e responsabile». Il presidente dell’Assemblée nationale, François de Rugy (che viene dall’ecologia), «prende atto con soddisfazione» della soluzione. Il movimento fondato dal candidato socialista alle presidenziali, Benoît Hamon, Génération.s, «si rallegra».

A destra, i Républicains sono indignati, parlano di «capitolazione di fronte alla violenza», di «rinuncia dello stato, che abbassa i pantaloni», affermano che «la presidenza Macron si è affossata nel fango di Notre-Dame-des-Landes».

La sindaca di Nantes, la socialista Johanna Rolland, ha sottolineato «la mancanza di democrazia, un brutto colpo per la regione del Grande Ovest, per noi è un tradimento, lo stato dice: il vostro voto non conta, è un indebolimento dello stato di diritto». (continua)

Una vittoria della lotta di classe in Franciaultima modifica: 2018-01-21T05:34:41+00:00da iskra2010
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