Seminario su: La massoneria il vero e unico partito chiesa della borghesia

Il giorno 28 u.s., a Milano, si è tenuto il primo lavoro seminariale dell’anno per la formazione dei quadri politici delle Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I. (Milano, Pisa, Grosseto…), con tema all’ordine del giorno: La massoneria il vero e unico partito chiesa della borghesia.

Giornata intensa e di alto livello qualitativo (come affermato da diversi presenti), che proponiamo in versione video a tutti coloro che non hanno potuto presenziare e, in calce, la relazione introduttiva e suggerimenti per, ulteriori, approfondimenti.

Lo staff di iskrae.eu

 

Andrea Monti, Domenico MarinoAndrea Montella

(video che trovate in Non solo logge)

Paola Baiocchi, Andrea Montella

Riccardo Mandelli storico-saggista della I^ Guerra Mondiale-del fascismo e della massoneria, Luigi Grimaldi saggista, giornalista d’inchiesta de Le Iene

Gianluca Ardolino, Leonardo Cribio, Andrea Monti, Gino Di Maro, Riccardo Mandelli, Andrea Montella

 

La massoneria il vero e unico partito chiesa della borghesia

di Andrea e Walter Montella

Questo saggio è stato scritto per tentare di spiegare come mai il Manifesto del partito comunista di Marx-Engels inizi con queste parole: “Uno spettro s’aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi”. Dove viene evidenziato che: “Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate…”.

Le potenze che si sono alleate sono quelle che fanno riferimento alla proprietà privata e che sono interne, già in quei tempi, all’organizzazione messa a tutela di quella concezione socio-politica: la massoneria. Nella massoneria siedono i fautori e i teorici della proprietà privata in tutte le sue declinazioni, per questo Marx-Engels citano le rappresentanze statuali e politiche di tali società: dai residui di quella feudale, lo zar, e Metternich e poliziotti tedeschi; a quella borghese capitalista in espansione e nati dalla rivoluzione francese come Guizot e le formazioni politiche radicali di stampo liberale.

Dopo questa breve premessa, speriamo che lo scritto vi sia di aiuto per il vostro lavoro sociale e politico. Ma anche per capire perché il nostro lavoro per il Comunismo non può essere separato dalla lotta contro il vero e unico partito della borghesia: la massoneria, lo strumento che realizza, con la sua infiltrazione nello Stato, nei partiti, nei movimenti, nelle religioni, nei media, ecc. la dittatura del capitale. Non comprendere questo ne va della nostra autonomia politica e ideologica.

Per queste ragioni dobbiamo dare le gambe, se siamo comunisti coerenti, a quello che il segretario del P.C.I. Togliatti voleva raggiungere contro la massoneria inserendo nella Costituzione l’articolo 18 che impedisce, se applicato, alla massoborghesia di nuocere al processo programmatico verso il Socialismo-Comunismo contenuto nella nostra Carta.

Dopo questa breve premessa procediamo…

Spesso sentiamo parlare di “poteri forti” e ad essi colleghiamo un’organizzazione dal nome evocante antiche professioni: la massoneria.

Possiamo dire che nel nostro bagaglio culturale e conoscitivo, sia situata con precisione la nascita, di questa organizzazione e gli scopi che si prefigge? Se sia una religione? Se sia un partito politico? Un’organizzazione filantropica o quant’altro? Ma soprattutto sappiamo dove sono le sue sedi, nelle varie città del nostro Paese? Visto che si organizza in logge, specie di sezioni per militanti di partito.

Se non ci sono risposte affermative alle domande precedenti, credo sia giunto il momento di iniziare un percorso storico e politico per comprendere, spero nel modo più approfondito, cosa sia questa organizzazione e quanta influenza eserciti su tutti noi.

 

LA NASCITA

Le origini più antiche della massoneria sono strettamente connesse con le corporazioni di mestiere. Dai Collegia Artificum dell’antica Roma, ai Maestri Comacini del Medioevo, alle Accademie del Rinascimento.

Secondo alcuni studiosi, la più nota di queste corporazioni, la Fratellanza dei Comacini, famosi costruttori considerati i diffusori dello stile romanico, avrebbe tramandato ai frammassoni l’arte di edificare e, al tempo stesso, il vincolo della fraternità.

La riforma del vecchio associazionismo massonico inizia il suo cammino tra il XVI e il XVII secolo, per arrivare alla forma moderna nel XVIII secolo.

Il Cinquecento e il Seicento sono secoli di grandi modificazioni geopolitiche, sociali e scientifiche dove la centralità del nostro Paese e della cristianità viene messa in discussione e, come sosteneva Galileo Galilei nelle pagine iniziali del “Dialogo dei Massimi Sistemi” (1630), le scienze e i commerci italiani correvano il pericolo di essere oscurati dai rivali del Nord.

Una previsione che si rivela esatta. Infatti nella seconda metà del 1600 il centro di gravità del mondo civile si è ormai spostato dall’Italia, all’Europa del Nord, perché le rotte commerciali internazionali sono mutate in seguito alla scoperta dell’America e al suo sfruttamento economico.

Il Mediterraneo ha cessato di essere ciò che il suo nome implica – il centro del mondo – questo è adesso a Nord, ai margini dell’Atlantico. E la diversificazione dei commerci porta al mutamento della concezione politica: non però in Italia e nel Mediterraneo dove si sviluppa una forte reazione.

Nuove idee religiose e nuovi principi politici si vanno imponendo nelle nazioni marinare dell’Europa settentrionale.

Inoltre fioriscono tutta una serie di movimenti settari, dediti alle più svariate pratiche: dall’astrologia, all’alchimia, alla magia, alla cabala. Tra essi troviamo i seguaci del riformatore svizzero Ulrich Zwingl; poi i Giansenisti, seguaci della dottrina di Cornelius Jansen conosciuto come Giansenio, vescovo d’Ypres che affermava che l’uomo era un essere corrotto e quindi destinato a fare il male; gli Hussiti, seguaci del teologo boemo Jan Hus, che mise in dubbio l’infallibilità del papa, per citarne solo alcune.

Tutti questi movimenti erano accomunati dall’avversione verso la religione cattolica e il sistema di potere politico che rappresentava. Con le loro “originali” teorie e le loro pratiche tentavano di metterne in discussione sia il primato religioso sia quello politico.

 

I Rosa-Croce

Croce sormontata da una rosa, incisione dal Summum Bonum di Robert Fludd (1629), che riporta la scritta in latino «Dat Rosa Mel Apibus», uno dei motti ermetici dei Rosacroce, che significa «la rosa dà il miele alle api»

Proprio una di queste sette, i Rosa-Croce, avrà un ruolo importante nella riforma dell’antica massoneria. L’ordine dei Rosa-Croce, secondo la leggenda è tracciato in tre documenti, la Fama Fraternitatis (1614), la Confessio Fraternitatis (1615) e Le Nozze Alchemiche di Christian Rosenkreuz (1616), quest’ultimo generalmente attribuito al teologo Johann Valentin Andreae.

In questi scritti si narra di Christian Rosenkreuz, personaggio immaginario ispirato alla figura di sir Francis Bacon,

e dei suoi viaggi intrapresi in Medio Oriente per approfondire le proprie conoscenze sul mondo dell’occulto, della mistica, della gnosi e, infine, del suo ritorno in Germania, dove avrebbe fondato l’Ordine nel 1407. L’attività dei Rosa-Croce in realtà si sviluppa dal XVII secolo, e la retrodatazione serve solo ad attribuirgli una legittimazione storico-mitologica, operazione uguale a quella fatta nel recente passato dai nazisti con gli ariani, e oggi dai leghisti con l’accostamento ai Celti e con l’invenzione della Padania.

I Rosa-Croce cominciano a costruire le logge rosacrociane e a diffondersi in Germania. A causa della guerra dei Trent’anni devono lasciare il Paese d’origine e iniziano a diffondersi in Europa, in particolar modo in Olanda e in Inghilterra.

La Germania di quel periodo era divisa sostanzialmente in due fazioni: quella protestante e quella cattolica. I primi anni della guerra videro l’occupazione del suolo tedesco da parte degli eserciti cattolici che repressero così duramente qualsiasi formazione protestante o ereticale da vederne quasi l’estinzione. Migliaia di profughi – fra cui i filosofi, gli scienziati e gli esoteristi che incarnavano l’”Illuminismo rosacrociano” – fuggirono nelle Fiandre e in Olanda e da lì si misero al sicuro in Inghilterra.

Per meglio sfuggire alle truppe cattoliche i rosacrociani e i protestanti creano le cosiddette “Unioni cristiane”. Queste Unioni, che costituivano una specie di sistema di logge, erano intese a serbare intatto il corpo della dottrina rosacrociana, che venne trasportata segretamente in salvo all’estero. Così i profughi tedeschi cominciarono ad arrivare in Inghilterra portando con loro sia le idee rosacrociane, che la struttura organizzativa delle Unioni cristiane.

Oltre alla guerra dei Trent’anni la diffusione delle concezioni rosacrociane è sicuramente dovuta all’opera del medico e cabalista Robert Fludd.

Robert Fludd nasce in Inghilterra nel 1574, è conosciuto come medico e filosofo ermetico-neoplatonico. Sicuramente fu uno dei principali pensatori esoterici del suo tempo. Fludd raggiunse cariche importanti nella società inglese tra cui il Collegio dei medici di Londra; tra i suoi amici vi era William Harwey, lo scopritore della circolazione del sangue. Ben visto dai re Giacomo I

e Carlo I,

che gli concessero rendite e terreni nel Suffolk, Fludd fece parte della commissione di studiosi per la traduzione della famosa Bibbia di re Giacomo.

Robert Fludd gioca un ruolo fondamentale soprattutto in quanto è Gran Maestro del Priorato di Sion,

potentissimo Ordine medievale che conferiva titoli ai sovrani, ma capace anche di chiedere loro atti di sottomissione. Secondo Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln autori de “Il santo Graal”, i Cavalieri Templari, nel 1114, sarebbero stati già attivi come braccio armato dell’Ordine di Sion, anche se la loro costituzione ufficiale verrà negoziata nel 1117 quando l’Ordine sarà ufficialmente creato da André di Montbard, zio di san Bernardo da Chiaravalle

e presunto membro dell’Ordine di Sion insieme a Hugo de Payns. L’Ordine di Sion avrebbe conservato la sua base in Terrasanta, nell’abbazia presso Gerusalemme.

Secondo i documenti del Priorato, il primo Gran Maestro sarebbe stato Jean de Gisors (1133-1220); l’ultimo Jean Cocteau (1889-1963).

Ma sempre secondo Baigent-Leigh e Lincoln ne “L’eredità messianica” il Priorato di Sion, in epoca più recente e da documenti in loro possesso, sarebbe stato retto da un triumvirato composto da Antonio Merzagora (fratello del più noto Cesare, iscritto alla loggia Giustizia e Libertà) con personaggi come Enrico Cuccia,

Gianni Cervetti,

Umberto Ortolani,

da Gaylord Freeman

e da Pierre Plantard de Saint Clair

e avrebbe visto tra i suoi 120 affiliati anche Giulio Andreotti.

La politica dei Rosa-Croce e il Collegio invisibile

La società iniziatica dei Rosa-Croce elabora una dottrina politico-religiosa, conosciuta solo da un ristretto direttorio, il Collegio invisibile, che ha come scopo prioritario quello di costruire le basi per un controllo totale di tutte le politiche applicate nelle varie nazioni, fondendo in un unico corpo il potere religioso e quello politico.

Possiamo dire che la dottrina dei Rosa-Croce ricorda molto le attuali teorie sul governo mondiale proposte, soprattutto, dall’establishment americano. Il termine usato per definire questo concetto rosacrociano è sinarchia; il termine deriva dal greco sun (assieme) e archè (comando).

Ma i Rosa-Croce sono anche i portatori di quelle eresie gnostiche all’interno delle tre principali religioni monoteiste, che arrivano fino ai giorni nostri nelle pseudoreligioni come la New Age, che rappresentano un loro strumento all’interno del quale queste teorie sono riproposte e veicolate. Eresie gnostiche che possiamo condensare nell’asserzione: l’uomo è Dio, figlio di Dio e non vi è altro Dio che l’uomo. Tanto che nella New Age Encyclopedia il concetto è esplicito: “Ogni persona è Dio…”.

La logica conseguenza di questa forma di pensiero è che se l’uomo è Dio qualsiasi cosa faccia è per realizzare il bene, perché Dio non può fare il male; questo modo di pensare, gravido di onnipotenza, è una delle basi culturali delle nuove classi dominanti.

Di fatto è attraverso questo principio di trasformazione del male in bene che la nuova classe dominante, conscia della propria egemonia, passa dalla critica del sistema sociale precedente alla giustificazione delle proprie nefandezze. Giustifica le sue guerre, organizza complotti su scala planetaria, pratica con i suoi servizi segreti i più orribili omicidi tentando di dimostrare che il crimine da lei praticato è un fatto positivo, democratico e civile, quindi carico di valori universali, divini, ai quali tutti devono passivamente aderire.

L’ascesa della masso-borghesia

Nel XV e XVI secolo, l’Inghilterra e l’Olanda, sono i Paesi più attivi sotto il profilo politico e sociale nel contrastare le politiche del papato e si avviano a diventare i nuovi astri della politica mondiale. Ed è proprio in quest’epoca che si presentano sulla scena della storia con tutto il loro peso politico e sociale i grandi banchieri e la borghesia manifatturiera. Con l’avanzare della borghesia inizia anche il declino delle forme politiche precedenti, le monarchie assolutistiche; nasce, nei nuovi soggetti politici, il bisogno di democrazia, meglio capace di rappresentarli.

E’ l’inizio da un lato dell’era delle rivoluzioni sociali, ma anche di nuove teorie politiche e di originali forme organizzative, tutte comunque all’insegna della continuazione del dominio sulle classi sottostanti. L’apogeo di tutto questo processo si ha con la rivoluzione americana e con quella francese.

Contemporaneamente prende forma anche un nuovo soggetto sociale, il proletariato, che verrà utilizzato dalla borghesia per i suoi fini politici ma che sarà in seguito portatore di istanze autonome, che nel XIX secolo e nei primi anni del XX raggiungerà la sua massima espressione, grazie al contributo teorico-politico e organizzativo di uomini come Karl Marx, Friedrich Engels e Lenin.

Tra il 1500 e il 1600, la lotta ideologica si fa sempre più serrata e il nascente capitalismo vede tra i suoi più originali e geniali assertori due figure di primo piano: Giovanni Calvino,

il riformatore religioso (nato a Noyon, Francia) che a Basilea, in Svizzera, organizzò il suo movimento che ebbe una rapida diffusione in Scozia, Olanda, Francia, nella Nuova Inghilterra, e nell’Africa del Sud e l’aristocratico inglese Francis Bacon, il Lord Cancelliere vissuto alla corte di Elisabetta I e Giacomo I.

Bacon è stato sicuramente una delle menti più brillanti del suo tempo. E’ proprio lui a elaborare quella ideologia del progresso e della scienza applicata all’industria che ha dominato a lungo in Occidente. Profondo conoscitore della Bibbia il Lord Cancelliere intuisce e sviluppa una più moderna teoria del dominio, studiando il passo della Genesi dove si parla dei tre angeli diretti a Sodoma per conoscere lo stato di profonda depravazione della città e relazionare i fatti visti a Dio. Per Bacon il ruolo svolto da questi tre angeli, quello di veri e propri agenti segreti, si fa particolarmente interessante per le implicazioni politiche che ne scaturiscono.

E questo suo convincimento lo esplicita magistralmente nella Nuova Atlantide, dove descrive un’isola utopica, Bensalem (parola composta che in ebraico significa figlia di Salem; Salem è nella Bibbia l’equivalente simbolico di Gerusalemme). Bensalem è la terra felice dove il governo politico di forma monarchica, è coadiuvato da un Ordine di saggi, detto la Casa di Salomone, che si dedica allo studio e alle modificazioni della natura.

Bensalem è uno Stato ignoto a tutti gli altri, che sono invece lì ben conosciuti. Il segreto delle conoscenze di Bensalem, il saper tutto sugli altri restando a loro invisibili, è affidato a preti scienziati della Casa di Salomone, che si recano nel mondo in missione senza svelarsi, assumendo le caratteristiche delle genti tra cui si mescolano. I fratelli dell’Ordine non vogliono farsi conoscere dagli altri popoli, ma vogliono studiarli minutamente per carpire loro tutto ciò che può risultare utile.

Ma questo modo di procedere è il segreto della potenza; avere il massimo delle informazioni sugli altri e nel contempo fare in modo che gli altri non sappiano nulla di noi.

L’infiltrazione che si risolve in dominio è l’essenza della massoneria.

Francis Bacon è stato anche un grande teorico dei moderni servizi segreti e questo grazie alla conoscenza che aveva degli ordini religiosi, in particolare dei Gesuiti. Questo si evince dal suo scritto “Sui mezzi per arrestare e sottoporre a giudizio la grandezza della Spagna”; il manoscritto era il “Che fare?” per un’eventuale invasione del Perù e del Messico.

E’ proprio l’idea dei servizi segreti organizzati che lascia aperta la porta ad un’altra necessità per l’emergente borghesia inglese, quella di avere un Ordine religioso internazionale a propria disposizione.

La nuova classe dominante ha bisogno di darsi una struttura animata da forti motivazioni di tipo etico, ben sapendo che, in quanto protestante, non poteva creare un Ordine religioso di tipo tradizionale, come potevano essere appunto i Gesuiti, per evidente incompatibilità, i referenti ultimi dei gesuiti erano Dio e il Papa, mentre i referenti per gli anglicani erano (e sono) i monarchi. L’Ordine fu quindi la massoneria, che riproduceva al suo interno questo spostamento.

 

La massoneria moderna

L’ufficializzazione della massoneria, così come la conosciamo oggi, avviene il 24 giugno 1717: alcuni liberi muratori londinesi e scozzesi, appartenenti a quattro logge diverse, decisero di riunirsi collettivamente in una solenne assemblea. Appartenevano alla massoneria elementi della nascente borghesia e affiliati alle corporazioni artigiane: si trattava di membri di officine che erano soliti riunirsi in taverne dai nomi pittoreschi, come “L’oca e la graticola”, “Il Melo”, “La corona” e “Il bicchiere e le uve”. La riunione si tenne presso “L’oca e la graticola”.

In quella assemblea vennero prese una serie di decisioni importanti: la prima fu quella di fondersi con la Società alchimista dei Rosa-Croce, ottenendo da un lato i vantaggi economici che i rosacrociani portavano, grazie al loro stato sociale elevato in quanto nobili ed ecclesiastici e, dall’altro, introducendo nella massoneria le idee gnostiche di cui questi settari erano zelanti custodi.

La seconda fu di decidere, con votazione palese, l’elezione di un Gran Maestro, nella persona di Anthony Sayer.

La terza decisione dei convenuti, sancì la nascita della Grande Loggia d’Inghilterra,

avente la sovranità di “loggia madre del mondo”.

Da questo momento viene tolta autonomia alle singole logge e si stabilisce il ruolo universale della massoneria. Ma è anche l’inizio delle persecuzioni per tutte quelle organizzazioni, interne o vicine, che non ne riconoscono l’autorità.

I primi documenti ufficiali della massoneria appaiono un poco più tardi, nel 1723, ad opera del pastore presbiteriano James Anderson, che ne scrive la Costituzione e del rosacrociano Jean Théophile Désaguliers, allievo di Isacco Newton, vero organizzatore della massoneria speculativa. Quest’ultimo era membro della Royal Society,

associazione sorta a Londra per opera di alcuni rosacrociani; in essa confluirono uomini di scienza propensi all’esoterismo.

Désaguliers incarna il doppio volto scientifico e mistico dell’utopia baconiana: studio della natura fisica e studio della psicologia umana, studio sperimentale e utilitario, che non mira alla conoscenza come valore autonomo e autoappagante, ma alla modificazione e al dominio.

Quando la moderna massoneria fu creata, recò una risposta anche a pressanti esigenze di ordine interno; infatti una parte degli ambienti ecclesiastici che la organizzano, di tendenza moderata, occupano una posizione intermedia nel quadro del protestantesimo inglese, a cerniera tra l’Alta Chiesa e le sette puritane, di cui non condividono le posizioni politico-religiose, ma sentono vivamente il problema di garantire, da una parte, il nuovo assetto sociale capitalistico affermatosi con la “rivoluzione” condotta da Oliver Cromwell

contro Carlo I, e dall’altra di evitare i pericoli di una lacerazione interna.

Essi introducono una concezione filantropica del cristianesimo che attutisce le asprezze dell’interesse egoistico e ne offre insieme la legittimazione.

La massoneria, come Ordine religioso di nuovo tipo, propone una soluzione a tali problemi di coesione sociale, offrendo la vivente esemplificazione di un’etica capitalistica cristianizzata. Impiantata saldamente nella società e resa unitaria grazie a una versione lata, onnicapiente del cristianesimo, la Chiesa-Stato inglese avrebbe dovuto costituire il polo di riferimento del protestantesimo europeo e formare la forza d’urto contro la Chiesa di Roma e le monarchie cattoliche, in particolare quella francese, dopo la revoca dell’editto di Nantes.

L’editto di Nantes, del 13 aprile 1598, voluto da Enrico IV di Francia, che aveva consentito la pacificazione tra gli ugonotti e i cattolici, sancì la libertà religiosa per tutti i sudditi.

La sua revoca da parte di Luigi XIV nel 1685 a Fontainebleau, provocò di colpo  l’emigrazione di oltre trentamila calvinisti francesi.

Ma in questo periodo storico un’altra battaglia si deve svolgere a favore del nascente capitalismo, una battaglia di tipo teologico con enormi implicazioni pratiche: quella sul rapporto tra guadagno economico e salvezza dello spirito. In altre parole se si poteva servire allo stesso tempo Dio e mammona.

Il quesito viene risolto dal protestantesimo e dall’etica calvinista, che introduce l’idea della predestinazione, per cui ogni individuo è già salvo o dannato dall’origine.

Per Calvino la prova per sapere quale era il proprio destino era ottenere il successo nella vita pratica. Da qui la corsa ad emergere nella società, per ottenere la verifica concreta della propria salvezza.

La predestinazione si trasforma nella ricerca più spinta della propria caratterizzazione. Cosicché l’etica religiosa cattolica, che pone i valori fuori dalla vita materiale nel trascendente, ovvero, nell’al di là, si ribalta in un’etica terrestre dell’al di qua.

Quindi, secondo questo teologo-economista, lo scopo del capitalismo diventa religioso, l’accumulazione e il reinvestimento, di conseguenza, diventano dei fini in sé.

Con la formulazione di questi principi, la divisione del lavoro diviene uno strumento indispensabile, perché valorizza l’imprenditività, ma nel contempo legittima anche la diseguaglianza e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che vi sono insite. Si ottiene però un disastroso risultato: quello di distruggere il solidarismo cristiano e come conseguenza quello di promuovere la frantumazione settaria della Chiesa, spezzando l’etica della fratellanza universale, contrapponendovi un’etica individualistica o di gruppi ristretti che, come ulteriore conseguenza, portano la lotta tra i vari gruppi ai limiti estremi.

La competizione, la violenza, la repressione diventano, in quanto teologicamente giustificati, l’unico motore della storia.

Detta con parole più semplici sono stati divinizzati il denaro e la concorrenza.

E’ proprio tra il 1500 e il 1700, in perfetta sincronicità con la nascente massoneria, che nascono e si espandono le Borse, i templi dove viene officiata, dai moderni sacerdoti del capitalismo, la liturgia in onore del più potente degli dei: il denaro.

Ad Anversa, nel 1487 nasce la Borsa come oggi la conosciamo. La città fiamminga diventa la città più importante d’Europa.

Nel 1561 fu fondata la Borsa ad Amsterdam, che sostituì quella di Anversa come importanza.

A Londra, nella seconda metà del secolo XVI, Thomas Gresham, finanziere e consigliere della regina Elisabetta I, fonda nella City, il Royal Exchange che nel 1773 assume il nome attuale di Stock Exchange.

Nel 1685 venne fondata la Borsa di Berlino; nel 1699 quella di Basilea, nel 1762 quella di Vienna, nel 1792 quella di New York, meglio conosciuta come Wall Street, dal nome della strada in cui si trova.

Ma nel suo modo di procedere il nascente sistema capitalistico se da un lato, grazie ai sui teorici utopici, descriveva società paradisiache, nella realtà produceva le crisi, la frantumazione in mille rivoli di interessi contrastanti e conflitti continui. E sono queste lotte che rendono necessario un tipo di democrazia guidata capace di selezionare i propri capi. Nasce, quindi, il bisogno del capo carismatico capace di far superare rapidamente le difficoltà, di rompere gli impedimenti. E’ in questo periodo che nasce la figura moderna del dittatore, che dall’interno di un sistema parlamentare riesce ad accentrare il massimo dei poteri. Il primo caso fu quello di Oliver Cromwell, in Inghilterra, esponente della nascente borghesia che per primo fece tagliare la testa ad un re, Carlo I.

 

 

L‘espansione

La massoneria si espande abbastanza rapidamente in tutto il mondo. Nasce nel 1728, nella disattenzione dei più, la Gran Loggia di Francia. In Spagna le prime logge si formano nel biennio 1727-28. Tra il 1732 e il 1733 templi massonici vengono eretti in America, in Italia, in India (a Calcutta), in Russia dove l’Ordine conosce un subitaneo, grande successo, grazie alla tradizionale propensione slava al misticismo, alle riunioni segrete e alle pratiche occulte in genere.

Possiamo quindi dire, senza incorrere in errore, che la nascita della massoneria moderna, con il segreto nucleo di utopismo che continua ad animarla, è strettamente connesso allo sviluppo e all’affermarsi del sistema capitalistico. La massoneria è la fucina in cui si elaborano, grazie ai suoi preti scienziati, tutti i progetti economici, politici ed ideologico-culturali, necessari alla conquista del potere e al suo mantenimento, da parte della borghesia, una classe minoritaria e fortemente elitaria.

La massoneria, grazie al segreto iniziatico e alla coercizione del giuramento riesce ad ottenere dai propri affiliati una forte disciplina interna utilissima nell’infiltrazione dei partiti, degli apparati statali, delle associazioni professionali e culturali, arrivando sino agli Ordini religiosi.

La forza della massoneria, come partito della borghesia che opera costantemente in clandestinità, lontana dalla vista dei “profani”, sta nella pratica di un linguaggio segreto, fatto di simboli, “toccamenti” e uso cabalistico dei numeri. Attraverso la sua simbologia la massoneria riesce a parlare al di sopra di tutte le contingenze storiche con un linguaggio unico ed universale, che presenta anche le caratteristiche dell’immutabilità. Infatti, una volta formulato il pensiero di base in simboli, esso viene trasmesso senza modifiche sostanziali. Questo linguaggio simbolico consente agli affiliati di poter entrare in un tempio in qualunque parte del mondo e partecipare ai lavori di loggia, anche se officiati da uomini appartenenti a culture diverse.

Il simbolismo è usato dalla massoneria abbondantemente all’interno del sistema mediatico per favorire la veicolazione ai “fratelli” dei progetti politici ed economici che i vertici dell’organizzazione hanno deciso di sostenere.

La carta moneta dell’imperialismo Usa è piena di simboli e numeri dal significato cabalistico.
E’ immediatamente visibile la piramide sormontata da un triangolo con al centro un occhio.
Rappresenta l’occhio che tutto vede del grande architetto dell’universo, il dio spione dei massoni.
Sotto quella piramide vi è la scritta “novus ordo seclorum” composta di 17 lettere; con la forma
contratta della parola latina seculorum. Il numero 17 è un numero importante per l’esoterismo
massonico.

Stella nel cerchio o Pentalfa massonico al suo interno si forma il pentagono. Per i massoni Usa, al governo da sempre di quel paese, è importante manifestare il loro potere anche nelle opere pubbliche di cui qui sotto abbiamo un esempio.

 

Strette di mano particolari dei massoni, fatte con lo scopo di far capire il grado raggiunto nella gerarchia massonica

Sembra un saluto comunista, quello fatto da Trump e Agnelli, ma non lo è. Questo è il comando all’unità dei massocapitalisti, il pugno chiuso, sostenuto dal braccio messo in posizione della squadra o livella massonica, simbolo del lavoro da svolgere.
I comunisti salutano con il pugno, che rappresenta l’unità dei proletari, la classe antagonista a quella dei padroni, sostenuto dal braccio posto in posizione verticale.

 

Paolo VI ultimo a destra, sul guanto ha il pentalfa massonico, simbolo identico alla stella nel cerchio delle BR. Immagini tratte dalla prima versione della Porta di bronzo della Basilica di San Pietro, ideata da Luciano Minguzzi – Osservatore Romano 25 settembre 1977. Nella biografia su Toni Negri trovate una documentata descrizione di chi fosse realmente Paolo VI.

 

Antonio Negri esoterico, con la mano evidenzia il numero 5 messo a base del Pentalfa massonico

 

I comunisti e la massoneria

I comunisti non hanno mai avuto incertezze che il reale ruolo svolto dalla massoneria nella società è quello di partito occulto, che porta avanti gli interessi strategici della borghesia. Già Marx nella seduta del 22 settembre 1871 della conferenza di Londra dell’Associazione internazionale dei lavoratori, afferma: “Nei Paesi in cui la regolare organizzazione dell’Associazione internazionale è resa temporaneamente impossibile a causa dell’interferenza del governo, l’Associazione e i suoi gruppi locali possono essere ricostituiti sotto qualsiasi altro nome, ma le società segrete nel senso proprio della parola sono formalmente proibite”. Marx poi prosegue nel ragionamento: “questo tipo di organizzazione è in contraddizione con lo sviluppo del movimento proletario, dato che queste associazioni (segrete), invece di educare i lavoratori, li assoggettano a leggi autoritarie e mistiche che ostacolano la loro autonomia e indirizzano la loro coscienza in una direzione sbagliata. Le società segrete violerebbero il carattere dell’Associazione internazionale dei lavoratori; di esse possono servirsi i carbonari; esse non servono gli interessi del movimento proletario”. L’intervento di Marx era indirizzato ai massoni Mazzini, Bakunin e al suo socio Neciaev per i loro metodi settari e terroristico-cospirativi.

Con altrettanta determinazione i bolscevichi lottarono e imposero ad una sessione del IV Congresso dell’Internazionale comunista del 1922 quanto segue: “È assolutamente necessario che gli organi direttivi del partito rompano tutti i ponti che portano alla borghesia e quindi effettuino una netta rottura con la massoneria. L’abisso, che separa il proletariato dalla borghesia, deve venir portato a conoscenza del Partito comunista. Una parte degli elementi guida del partito (il riferimento è alla situazione francese) ha voluto provare a gettare oltre questo abisso dei ponti mascherati ed a servirsi delle logge massoniche. La massoneria è la più disonesta ed infame truffa per il proletariato da parte di una borghesia indirizzata verso posizioni radicali. Noi ci vediamo costretti a combatterla fino ai limiti estremi ”.

Antonio Gramsci, eletto al Parlamento nell’aprile del 1924 e incarcerato nel novembre del 1926, fece un solo intervento alla Camera, il 16 maggio 1925. Il suo discorso era incentrato sulla legge contro le società segrete, una legge che il fascismo voleva far credere fosse contro le organizzazioni massoniche, ma che in realtà serviva per impedire le riunioni palesi delle sezioni e delle cellule dei partiti operai. Nell’aula si creò un forte contrasto tra Gramsci e Benito Mussolini, a causa dell’analisi fatta dal leader comunista sull’intreccio tra borghesia e Risorgimento: Gramsci sostiene che la massoneria è stata il vero e più efficiente partito della borghesia capitalistica in Italia, mentre i nemici dello Stato unitario erano i clericali, che si appoggiavano sulla proprietà terriera e progettavano di organizzare un’armata agraria per combattere il movimento proletario, la cui nascita nell’ambito della democrazia liberale avevano previsto fin dal 1871. Il fascismo ha ripreso precisamente questo programma, poiché dinanzi alla impetuosa avanzata delle forze rivoluzionarie il mondo del capitale si è diviso in due schieramenti e quello rappresentato dalla massoneria – “quel determinato sistema politico massonico che esisteva in Italia, che ha avuto il suo massimo sviluppo nel giolittismo” – si è trovato in posizione perdente al confronto della urgente e drammatica necessità di arrestare e sconvolgere il movimento proletario. Da qui la lotta alla massoneria come lotta interna al capitalismo, tra la componente più reazionaria (agraria) e quella più “illuminata” e progressiva (urbana). Lo stesso Mussolini, che avrebbe preferito il fascismo urbano a quello agrario, era stato trascinato in questa direzione. Il carattere fratricida della lotta alla massoneria era quindi necessariamente temporaneo e strumentale, tendeva all’assorbimento delle forze di democrazia liberale nel sistema egemonizzato dal fascismo in funzione antiproletaria e perciò si poteva prevedere facilmente – concludeva Gramsci – che la lotta sarebbe terminata in un compromesso. “La massoneria è la piccola bandiera che serve per far passare la merce reazionaria antiproletaria! Non è la massoneria che vi importa! La massoneria diventerà un’ala del fascismo!”

Poi il contributo di Gramsci in materia lo si avrà anche dalla prigionia: nel quaderno 22, parte 2, si analizza lo sviluppo sotto il fascismo dei Rotary. Il rotarismo, per il dirigente comunista, rappresenta un superamento della massoneria ottocentesca, una massoneria senza i piccoli borghesi e senza la mentalità piccolo borghese. Si trattava dello sviluppo delle idee socio-economiche che portavano ad una ulteriore razionalizzazione del capitalismo, nell’epoca dell’espansione dell’americanismo e del sistema fordista. Sistema che aveva nelle multinazionali il suo motore, bisognoso quindi, per l’estensione dei mercati su scala planetaria, di una forte gerarchia e del conseguente accentramento dei poteri politici. E il fascismo, creatura della massoneria, ben si prestava a svolgere questo compito.

Le posizioni espresse in varie fasi storiche dal movimento comunista dimostrano in modo inequivocabile la distanza che li separa dalla massoneria e quindi dalla borghesia. E di essere in possesso di quella autonomia ideologica, politica e organizzativa che forma le basi su cui si costruisce la lotta politica per l’egemonia e la trasformazione della società. Società dove la trasparenza della politica e la libertà di associazione non sono in contrapposizione perché garantiti da un altro principio, l’egualitarismo.

Questi concetti i comunisti li trasferiranno nella nostra Costituzione, nell’articolo 18, che garantisce ai cittadini di associarsi liberamente ma nel contempo afferma con chiarezza che sono proibite le associazioni segrete.

Questa lotta per l’egemonia da parte dei comunisti non può essere disgiunta dalla lotta contro le modalità con cui la borghesia opera nella società: partiti palesi senza una reale democrazia interna, e soprattutto partiti occulti che hanno il compito di creare le condizioni dell’eterodirezione dei fenomeni politici.

Con l’estendersi del movimento comunista la borghesia ristruttura sia il sistema produttivo che il sistema del comando e la massoneria si articola in formazioni come i Rotary e i Lions che operano su scala più ristretta. E in strutture che operano su scala planetaria come il CFR (Council on Foreign Relation) americano, il RIIA (Royal Institute of International Affaire) britannico, il Bilderberg, la Trilateral Commission, l’Aspen Institute, che sinergicamente riescono ad imporre le loro scelte politiche su tutto il pianeta.

La loro forza deriva da diversi fattori: il controllo totale del tempo che gli discende dall’aver superato il bisogno economico, grazie al controllo dell’enorme quantità di plusvalore prodotto; avere il controllo tramite le banche della distribuzione della ricchezza; il controllo della scienza, dei media, della cultura in generale e delle religioni.

Infatti in quest’epoca la masso-borghesia è riuscita, tramite il sistema bancario-finanziario, ad egemonizzare le religioni, intervenendo con i suoi “preti-filosofi” sulle questioni etico-religiose, unificando i problemi terreni con quelli dell’al di là. A questo punto del nostro ragionamento dobbiamo porci alcune domande:

La nostra “democrazia” sorta col maggioritario è una democrazia formal-virtuale o sostanziale?

Nei sistemi parlamentari moderni-maggioritari, se si accettano queste strutture occulte, si è certi che chi è al governo di un Paese è automaticamente detentore dei poteri che gli hanno conferito gli elettori?

Il moderno proletariato per esercitare la sua egemonia di che tipo di democrazia ha bisogno?

È sufficientemente organizzato per combattere un sistema così articolato?

La borghesia possiamo batterla seguendola sul terreno della clandestinità o obbligandola a far uscire allo scoperto il suo partito occulto e la sua capacità mimetica?

Se leggiamo e applichiamo con cura il programma della nostra Costituzione, l’unica nei paesi occidentali che vieta le associazioni segrete, con l’articolo 18, forse riusciremo a risolvere i problemi posti dalle domande un po’ retoriche precedenti e a capire meglio cosa si intende per Socialismo e Comunismo di cui oggi abbiamo tanto bisogno.

 

BIBLIOGRAFIA

CRITICA DELL’ANARCHISMO Karl Marx e Friedrich Engels – Einaudi Editore

Marx-Engels-Lenin. Terrorismo e movimento operaio. Teti editore

QUADERNI DEL CARCERE Antonio Gramsci – Einaudi Editore

LA MASSONERIA Storia e iniziazione – Christian Jacq – Mursia

MASSONERIA UNIVERSALE – Dizionario – Luigi Troisi – Sugarco Edizioni

IL SANTO GRAAL – M. Baigent, R. Leigh, H. Lincoln – Oscar Saggi Mondadori

EREDITÁ MESSIANICA Dai primi cristiani al Priorato di Sion ai giorni nostri, i rapporti tra fede e potere – M. Baigent, R. Leigh, H. Lincoln – Marco Tropea Editore

IL TEMPIO E LA LOGGIA Origini e storia della massoneria – M. Baigent, R. Leigh – Newton Compton Editore

LA SIMBOLOGIA MASSONICA – Jules Boucher – Atanor

LE SETTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO – Max Weber – Biblioteca Universale Rizzoli

L’ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPITALISMO – Max Weber – Biblioteca Universale Rizzoli

LA NUOVA ATLANTIDE – Francesco Bacone – TEA

STORIA ESOTERICA D’ITALIA – Cecilia Gatto Trocchi – Piemme

 

Come Sezioni comuniste Gramsci Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I. suggeriamo, per ulteriori approfondimenti, la seguente bibliografia ragionata sulla massoneria:

Fratelli d’Italia di Ferruccio Pinotti, Bur

Voglio essere massone di Federico Mavì, Eurobook

Oltre la cupola di Francesco Forgione e Paolo Mondani, Rizzoli

Storia d’Italia volume 22 La Massoneria, Einaudi

Trame atlantiche di Sergio Flamigni, Kaos Edizioni

Le radici occulte del nazismo di Nicholas Goodrick Clarke, Sugarco Edizioni
Italia.

La massoneria al potere di Fabio Zanello, Castelvecchi

Al Casinò con Mussolini di Riccardo Mandelli, Lindau

Le case del destino di Romano Lupi e Riccardo Mandelli, Lindau

Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges di Gioele Magaldi, Chiarelettere

I fantastici 4 vs Lenin – Una missione della massoneria italiana nella Russia del 1917
di Riccardo Mandelli, Odoya

Seminario su: La massoneria il vero e unico partito chiesa della borghesiaultima modifica: 2018-01-30T19:44:17+00:00da iskra2010
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