Memoria attiva sulle elezioni… 5

Dopo quest’ennesimo efferato episodio maceratese, ci siamo chiesti se sia frutto di singole persone instabili psicologicamente, oppure, se non sia un meticoloso calcolo portato avanti da chi vorrebbe creare caos nel nostro paese. E, viste le esperienze precedenti in giro per il mondo di analoga portata, pur di creare instabilità, non meraviglierebbe più di tanto nel venire a sapere che dietro ci sia, anche in questo caso, un cinico calcolo di probabilità in tal direzione.

Un risorgente fenomeno aggressivo alla società civile da parte di oligarchi che, tempo addietro, furono capaci di rovinare intere generazioni con incredibili scenari europei e che, oggi, vorrebbero riproporre le stesse dinamiche della pre-stagione della strategia della tensione e, anche in quel caso, mutuata da altri periodi storici e, infatti, sostenevamo che

Nella storia di questo paese, purtroppo, ci sono state tappe negative che hanno portato a momenti di tensione sociale e di confusione politica…

…Le vicende che si sono succedute e che vanno dalle stragi con bombe, agli agguati a persone o cose, hanno avuto, sempre, come esito il contenimento delle prerogative democratiche e l’inasprimento della repressione contro le forze sane di quel paese fino (se necessario e, quindi, non escluso) alla soppressione fisica degli “ostacoli”… umani o meno.

Un paradigma politico che coinvolgerebbe il globo intero ed in particolar modo quei paesi che erano (sono o sono prossimi a diventarlo), satelliti di un imperialismo che ha prodotto progetti e mostri politici come affermato dall’avvocato penalista di nota esperienza, Gustavo Salle, dell’Uruguay che intervistato sui poteri forti dichiarava

Effettivamente le logge massoniche nel nostro paese hanno una storia di potere incommensurabile. Pertanto, niente di quanto accade a livello politico è estraneo al lavoro surrettizio, confidenziale, segreto, dietro le quinte, della massoneria. Questo ci porta ad una prima conclusione: indubbiamente la massoneria ha messo da parte i partiti tradizionali, che si dimostravano inefficaci nella loro tabella di marcia.

e parlando dei giovani sosteneva che

li hanno assuefatti con i media e i social, proiettandogli sempre la stessa registrazione. Così il Nuovo Ordine è riuscito attraverso la tecnotronica, quello che aveva anticipato Zbigniew Brzezinski, morto qualche mese fa. Perché questo è un miscuglio della sinistra e della destra, del fascismo e del marxismo – per questo motivo io lo chiamo bolsce-fascismo – e questo ci permette addirittura di fare delle elucubrazioni riguardo il passato, e di chiederci se questi gruppi non siano quelli che hanno finanziato precisamente le grandi rivoluzioni “di sinistra”. Per arrivare a questa sintesi. Perché stiamo parlando di un processo nettamente hegeliano: tesi, antitesi e sintesi; io credo che stiamo vivendo precisamente il processo di sintesi, che tutto quanto rientrava in una cospirazione.

Mostri, quindi – dicevamo – dietro, la probabile se non certa, educazione culturale di quel border line di Macerata, che sono stati capaci d’aver prodotto eredi che hanno organizzato due guerre mondiali e che hanno messo al potere Mussolini, Hitler e Franco. Sono, gli stessi mostri, che hanno fatto sganciare tre bombe atomiche su popolazioni civili: Hiroshima, Nagasaki nel 1945 e in Iraq nel 1991 e, molto altro ancora!

Una sorta di “ennesima presa per i fondelli del proletariato e delle classi subalterne da parte dei massocapitalisti che tramite i media diffondono culture nichiliste e senza speranza, ma per loro necessarie, per giungere alla soluzione dei veri problemi che hanno: la crisi di sovrapproduzione e l’eccesso di manodopera.”

MOWA

 

Macerata, Forza Nuova: “Pieno sostegno a Luca Traini”. Salvini: “Immigrazione incontrollata porta a scontro sociale”

Mentre i leader di Fratelli d’Italia e Lega vedono in quanto accaduto le conseguenze delle politiche sbagliate del centrosinistra, lo scrittore Roberto Saviano dice: “Il leader del Carroccio è il mandante morale”

“Sarà politicamente scorretto, sarà sconveniente, in campagna elettorale nessuno farà un passo avanti, ma oggi noi ci schieriamo con Luca Traini“. Il messaggio che arriva da Forza Nuova è chiarissimo: pieno sostegno all’autore della sparatoria di Macerata, dove il 28enne ha sparato in strada ad alcuni immigrati, ferendone sei. Un sostegno non solo verbale, come spiegato in una nota. “Questo succede quando i cittadini si sentono soli e traditi, quando il popolo vive nel terrore e lo Stato pensa solo a reprimere i patrioti e a difendere gli interessi dell’immigrazione – hanno fatto sapere gli esponenti di estrema destra – Mettiamo a disposizione i nostri riferimenti per pagare le spese legali di Luca, a non farlo sentire solo e a non abbandonarlo”. Forza Nuova, poi, collega direttamente l’azione di Luca Traini all’omicidio della 18enne Pamela Mastropietro: “Già ci immaginiamo le condanne dell’ANPI, degli antifascisti vari e di chi serve la causa della sostituzione etnica – si legge nella nota – Già sentiamo lo sdegno dei palazzi e dei salotti tv. Noi invece – è la conclusione del comunicato – abbiamo nelle orecchie il pianto straziato della famiglia di Pamela e il grido di rabbia di un’Italia che vuole reagire e non morire d’immigrazione”.

Salvini e Meloni se la prendono con le politiche del centrosinistra – Quella di Forza Nuova è una voce fuori dal coro fino ad un certo punto. Perché se è vero che da destra nessuno sostiene apertamente il raid di Traini (un passato da candidato alle comunali con la Lega Nord e prima ancora vicino a Forza Nuova e Casa Pound, che però smentisce), è altrettanto vero che alle condanne si accompagnano dei distinguo assai significativi. Come quello di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. “Italia in piena emergenza sicurezza. Oggi una sparatoria, un gesto folle da criminali squilibrati, senza alcuna possibile giustificazione. Così si è ridotta l’Italia in mano alla sinistra” ha detto la candidata premier di Fdi, strumentalizzando la vicenda di cronaca per fini elettorali. “Chiediamo condanne esemplari e certezza della pena per chi attenta alla sicurezza dei cittadini” ha aggiunto Meloni, sottolineando che “è tempo che gli Italiani tornino a credere in uno Stato che garantisca loro sicurezza, ordine e legalità”. Non troppo diverso il parere di Matteo Salvini: “Non vedo l’ora di andare al governo per riportare sicurezza in tutta Italia, giustizia sociale, serenità. Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle”. Il segretario della Lega, tuttavia, dopo aver condannato gli spari ha inserito l’accaduto in un contesto politico, esattamente come fatto dalla Meloni: “È chiaro ed evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale – ha precisato il candidato premier – Quindi nei termini previsti dalla legge, con la certezza della pena conto di riportare sicurezza e tranquillità nelle nostre città”. Il leader della Lega, poi, ha aggiunto che “purtroppo violenza chiama violenza”. Poi la spiegazione: “La condanna e la certezza della pena sono alla base di ogni società civile, detto questo bisogna bloccare ulteriori arrivi”. Questo perché “al di là degli omicidi, quanti stupri, scippi, rapine, furti, violenze e aggressioni quotidiane sono fatte da clandestini che non dovrebbero essere in Italia?”.

Saviano: “Salvini è mandante morale di Traini” – Insomma: per Salvini e Meloni quanto accaduto a Macerata è l’effetto nonché la conseguenza delle politiche di accoglienza del centrosinistra. Non tutti, ovviamente, la pensano così. “Invito gli organi di informazione a definire i fatti di Macerata per quello che sono: un atto terroristico di matrice fascista. Ogni tentativo di edulcorare o rendere neutra la notizia è connivenza“: questo il parere di Roberto Saviano su Twitter. Lo scrittore, inoltre, non ha avuto dubbi nell’individuare il colpevole indiretto di quanto accaduto a Macerata: “Il mandante morale è Matteo Salvini – ha detto Saviano – Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro”. Non si è fatta attendere la risposta di Salvini: “La responsabilità morale di ogni episodio di violenza che accade in Italia è di quelli che l’hanno riempita di clandestini”.

Grasso e Renzi: spirale di odio e violenza – Sulla stessa linea d’onda il centrosinistra. L’accusa a Salvini è sempre la stessa: strumentalizzare il fatto di cronaca per fini di propaganda elettorale. “Chi, come Salvini, strumentalizza fatti di cronaca e tragedie per scopi elettorali è tra i responsabili di questa spirale di odio e di violenza che dobbiamo fermare al più presto. Odio e violenza che oggi hanno rischiato di trasformarsi in una strage razziale. Il nostro paese ha già conosciuto il fascismo e le sue leggi razziali. Non possiamo più voltarci dall’altra parte, non possiamo più minimizzare” ha scritto su Facebook Pietro Grasso presidente del Senato e leader LeU. Anche Matteo Renzi ha scelto i social network per esprimere il suo parere: “Dopo i fatti di Macerata, vorrei fare un appello a tutti, ma proprio a tutti, alla calma e alla responsabilità. L’uomo che ha sparato, colpendo sei coetanei di colore, è una persona squallida e folle. Ma lo Stato è più forte di lui. Quell’uomo si è candidato con la Lega Nord e oggi ha sparato anche alla sede del Pd di Macerata: verrebbe facile tenere alta la polemica verso chi ogni giorno alimenta l’odio contro di noi. Ma sarebbe un errore: è tempo di calma e di responsabilità, davvero”. Laura Boldrini, invece, se la prende direttamente con Matteo Salvini: “Quanto accaduto oggi a Macerata dimostra che incitare all’odio e sdoganare il fascismo, come fa Salvini, ha delle conseguenze: può provocare azioni violente e trasforma le nostre città in un far west seminando panico tra i cittadini. Basta odio, Salvini chieda scusa per tutto quello che sta accadendo”.

Gentiloni: “Fermiamo questa spirale di odio”

Berlusconi: “Problema è sicurezza. Rischio scontro sociale” – Diversa l’analisi di Silvio Berlusconi. Per il leader di Forza Italia, infatti, “quanto è accaduto a Macerata sembra il gesto di uno squilibrato, che merita la più ferma condanna, ma che non può essere ricondotto a una lucida connotazione politica“. Per l’ex Cavaliere, invece, “questo drammatico episodio richiama però ancora una volta l’attenzione sul problema della sicurezza nelle città, anche perché è serio il rischio che gravi episodi di cronaca alimentino tensioni e scontri sociali fino a degenerare in folli esplosioni di violenza come quella di oggi”.

L’unica condanna netta? Quella di Casa Pound – Nel fiume di reazioni, tra distinguo e strumentalizzazioni, l’unica condanna netta per l’operato di Luca Traini arriva paradossalmente da Casa Pound. “Il gesto dello squilibrato che a Macerata ha aperto il fuoco sugli stranieri va condannato senza esitazioni, si tratta di un atto criminale per cui non ci sono giustificazioni”. Parola di Luca Iannone, presidente di CasaPound Italia, secondo cui “l’immigrazione incontrollata resta un problema grave, a cui tuttavia va data una risposta politica e nel quadro della legge. Invitiamo la sinistra a non strumentalizzare la vicenda di Macerata – ha detto – che peraltro nei giorni scorsi è stata teatro di una terribile tragedia legata proprio al mondo dell’immigrazione. Affermiamo altresì che il responsabile della sparatoria di Macerata non è tra i tesserati di CasaPound, come qualcuno ha affermato, e che il movimento si tutelerà legalmente contro ogni illazione in questo senso”.

Di Maio: “Silenzio, non strumentalizziamo” – Di Maio invece ha deciso di non schierarsi: “Lancio un appello a tutti i leader dei partiti su quello che è successo a Macerata: stiamo in silenzio e non facciamo campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi – ha detto il candidato premier del Movimento 5 Stelle – Ho visto già che è partita la querelle tra i partiti politici, con accuse reciproche. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia dei feriti di oggi sia della vittima di qualche giorno fa. Non è possibile che anche su una tragedia del genere si debba iniziare a fare la campagna elettorale”.

Lega divisa, Maroni: “Criminale fascistoide, non c’entra nulla con la nostra storia” – “Che orrore. Questo è un criminale fascistoide, non c’entra nulla con la gloriosa storia della nostra grande #LegaNord” ha scritto Maroni su Twitter. Un concetto, quello di distinguere la Lega di oggi da quella che fu, riproposto da Gianni Fava, rappresentante della minoranza nel Consiglio federale della Lega e assessore all’Agricoltura della Lombardia: “Questa deriva provoca in me un profondo senso di vergogna. Spero che gli attuali vertici prendano una posizione netta, non solo dissociandosi da questo schifoso episodio, ma ricollocando il movimento sui giusti binari e chiarendo una volta per tutte che un glorioso movimento come la Lega Nord non può diventare il ricettacolo di squilibrati estremisti lontano anni luce dai nostri valori fondanti. Resto in trepida attesa di un segnale inequivocabile”.

3 febbraio 2018

Macerata: chi è Luca Traini, il 28enne che ha sparato sugli immigrati. Candidato per la Lega Nord di Salvini nel 2017

 Alto circa 1,80 e rasato, è stato fermato dopo avere ferito almeno sei persone nei pressi del Monumento ai Caduti, dove ha fatto il saluto fascista. E’ incensurato ed era stato vicino a Forza Nuova e CasaPound. Il proprietario della palestra che frequentava: “Situazione famigliare disastrosa. Era considerato ‘border line’ dallo psichiatra”

Incensurato e di Macerata. Luca Traini, l’uomo che ha sparato a bordo di un’auto contro alcuni immigrati per le strade del capoluogo marchigiano e ha 28 anni. Negli anni scorsi, spiega Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys che ha frequentato fino a quando non è stato cacciato a ottobre, era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound. Nel 2017 è stato candidato per la Lega Nord alle comunali di Corridonia – comune di 15mila abitanti in provincia di Macerata – e la sua foto è ancora sulla pagina facebook del partito. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il “controllo degli extracomunitari“.

“Direi che da una decina d’anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono – ha aggiunto Clerico -, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?”.  Traini, prosegue, “era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato ‘border line’. Lui – continua Clerico – quasi era orgoglioso di questa definizione, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo – dice Clerico, che sostiene di conoscere Traini da una decina d’anni -. Aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n’era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato più di recente”.

Traini quindi “viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco. Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro. Clerico non sa dire se quanto fatto da Traini oggi sia legato alla vicenda di Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata a pezzi nel Maceratese, ma a legarlo al caso della giovane è Maria Letizia Marino, segretaria Lega della provincia di Macerata, che a Radio Capital ha detto: “Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. Si è comportato correttamente dal primo all’ultimo giorno che lo abbiamo visto. Sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela”.

Alto circa 1,80 e rasato, Luca Traini è stato fermato dopo avere ferito almeno sei persone nei pressi del Monumento ai Caduti. Lì  è sceso dall’auto, si è tolto la giacca e si è messo un tricolore sulle spalle. Secondo quanto riporta il Tgcom, dopo essere salito sui gradini del Monumento, si è girato verso la piazza e ha fatto il saluto fascista. Davanti ai carabinieri non ha opposto resistenza. A bordo dell’auto sono stati trovati una pistola Glock 4, una tuta mimetica, sul cruscotto piume bianche, appunti a penna e bottiglie d’acqua.

3 febbraio 2018

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Memoria attiva sulle elezioni… 5ultima modifica: 2018-02-03T23:16:44+00:00da iskra2010
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