Sosteniamo i metalmeccanici tedeschi per la settimana di 28 ore…

Le richieste dei metalmeccanici tedeschi (3,9 milioni di lavoratori del settore), ovvero, la riduzione dell’orario settimanale a 28 ore e l’aumento del 6% del salario, ha molte implicazioni socio-politiche interessanti che andrebbero ragionate nelle fabbriche e, possibilmente, sostenute dagli altri lavoratori europei.

Il primo motivo è presto detto.

Perché andrebbe a mettere in discussione il Trattato di Maastricht così concepito e voluto dall’élite capitalistica, che accentua (anziché, annullare) la competitività nei rapporti tra sfruttati e contrasta, di fatto, la solidarietà di classe degli oppressi.

Infatti, il potente sindacato IG Metall chiedendo per i 3,9 milioni di lavoratori un aumento salariale del 6% è riuscito a dimostrare nei fatti, che l’analisi marxiana del plusvalore (“la parte del prodotto del lavoro –neovalore- che l’imprenditore/capitalista trattiene una volta remunerati i lavoratori salariati, e appare come eccedenza sul valore anticipato in impianti, strumenti, materie prime e salarî, costituendo la base dell’accumulazione capitalistica…“) non è una bubbola comunista ma una reale estorsione del proprio lavoro tanto da portare la federazione padronale, Gesamtmetall, alla disponibilità “offrendo“, come contropartita, il 2%.

Il secondo motivo per sostenere ed ampliare la lotta dei metalmeccanici tedeschi sarebbe quello che con le loro rivendicazioni avrebbe svelato il truffaldino piano economico liberista dei poteri forti (e sostenuto da politici compiacenti) nell’aver creato ad hoc per loro, le varie differenze del potere d’acquisto dell’€uro tra gli Stati dell’area europea, in aggiunta alla differenza di stipendio da una regione geografica all’altra.

Il terzo, ma non per questo meno importante, l’aver messo i piedi nel piatto degli affari della produzione anziché sviare il mondo del lavoro con sterili contrapposizioni dei partiti dalle soluzioni efficaci dei problemi per uscire dalla crisi di sovraproduzione determinato dalla logica capitalistica che produce guerre col solo fine del consolidamento dei poteri forti e l’indebitamento degli Stati con le banche private.

Infine, ci sarebbe da chiedere (come fase transitoria a miglior condizioni) ai vari Governi europei se non sia arrivato il momento di fissare dei paletti solidi sulla riduzione dell’orario di lavoro, sul modello tedesco, onde evitare il danno permanente alle future generazioni di implosione sociale e perseguire realmente gli evasori ed elusori delle tasse per arrivare, inevitabilmente, ad abbassarle.

Vi è, però, l’immediata necessità di evitare d’avere un’armata Brancaleone nei gangli del potere e dei partiti riconsegnando al Parlamento la giusta autorevolezza che gli compete, invece, di avere scadenti soggetti a livello di bar dello sport, dal quale discendono la qualità delle sue leggi… Ridando, subito, la legge sul sistema elettorale in sintonia con la Costituzione altrimenti, come oggi, non c’è nessun partito sul territorio che rappresenti gli interessi immediati e storici del proletariato, dove siamo costretti a dare l’indicazione di annullare la scheda scrivendo:

W IL P.C.I., W LA COSTITUZIONE, W LA RESISTENZA

Partiamo, da chi conosce il sudore e la fatica per rinnovare il futuro di questo ingiusto mondo pieno di ingiustizie sociali e culturali perché non è, assolutamente, vero che non vi sia più il sole dell’avvenire.

MOWA

Sosteniamo i metalmeccanici tedeschi per la settimana di 28 ore…ultima modifica: 2018-02-06T07:26:21+00:00da iskra2010
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