Il Grillo di Genova o il pifferaio di Hamelin

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di Andrea Montella

Come potrete notare qui sotto, Beppe Grillo, uno dei massimi esponenti della rivoluzione conservatrice, levatrice di ogni antipolitica, ha una grandissima visibilità sui media del capitalismo nostrano.

Da Anno Zero di Michele Santoro ai vari telegiornali Rai e Mediaset sino a giungere a Sky, La7 e ai maggiori quotidiani, tutti a pompare il nuovo fenomeno della politica italiana. Ma per quale ragione i media padronali e di Stato berlusconiano stanno investendo tante energie su Beppe Grillo?

Semplice la risposta. Gli italiani già con le passate elezioni avevano dimostrato una forte disaffezione nei confronti delle forze politiche, espressioni del gioco tra i capitalisti della P1/PD e della P2/PDL e dei loro vari lacché, quindi non sono andati a votare.

Oggi il partito del non voto è il più grande del nostro Paese, grazie all’introduzione del sistema elettorale maggioritario, che ci ha privato della scelta dei candidati.

Attualmente circola tra le classi subalterne una miscela esplosiva di rabbia, per gli effetti sociali prodotti dalla crisi economica, mista a qualunquismo, determinato dal fatto concreto di avere nel nostro Paese, nel Parlamento e nella società solo partiti e movimenti di destra, con piccolissime variazioni e docili propagatori della cultura d’impresa.

Ma i padroni del vapore, che non sono stupidi come le moltitudini senza identità di classe, sanno che devono impedire, a causa della crisi, il compattamento del proletariato, combattendo sul fronte culturale il marxismo e a livello organizzativo la nascita dello strumento utile alla lotta, il Partito Comunista.

A questo scopo hanno costruito diversi pifferai di Hamelin e tra questi Beppe Grillo.

Come negli anni Settanta costruirono il pifferaio Dario Fo, l’ex repubblichino amico e collaboratore in varie iniziative teatrali e mediatiche di Giorgio Albertazzi, il criminale fucilatore di partigiani, mai pentito. A Dario Fo i padroni fecero avere il premio Nobel per aver diffuso culture radical-borghesi estreme, utili alla strategia della tensione.

Mai nessun comunista ha voluto un premio simile, sapendo bene a quale scopo mediatico serviva.

Come sapeva bene Jean Paul Sartre quando rifiutò il premio Nobel: “Se avessi accettato il Nobel – anche se a Stoccolma avessi fatto un discorso insolente, il che sarebbe assurdo – sarei stato recuperato… La funzione dello scrittore è di far sì che nessuno possa ignorare il mondo o possa dirsi innocente”.

La volontà di Jean Paul Sartre era quella di non mischiarsi con una logica che lui stesso combatteva, senza compromessi né false mediazioni, perché il ruolo dell’intellettuale va ben oltre la scrittura di libri: conoscere è agire, è prendere posizione.

L’utilità delle armi di distrazione di massa come Fo e Grillo, consiste nel convogliare il dissenso verso più avanzate forme d’indottrinamento reazionario: le moltitudini ignoranti stanno passivamente col naso all’insù, a sentire i disastri sociali ed ambientali provocati dal sistema, come davanti al balcone di Mussolini, ma senza ricevere la soluzione al problema.

Il culmine della beffa, l’abile comico di Genova, l’ottiene facendo pagare anche il biglietto a queste masse visceralmente e giustamente incazzate contro i politici ed i partiti, ma che “distratte” non individuano l’elemento strutturale del sistema che li dirige e controlla, il capitalismo.

A supporto di quanto appena detto allego una serie di fatti riportati su internet e su alcuni libri. Disegnerò i punti di contatto e gli interessi economici e politici che muovono il comico genovese.

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L’editore di Beppe Grillo è la Casaleggio Associati, società di Milano, il cui pioniere è un certo Gianroberto Casaleggio, che è riuscito nell’intento di convertire Grillo ad internet. La Casaleggio Associati, gestisce non solo l’immagine del Grillo, ma anche il sito di Antonio Di Pietro. L’azienda è nata con lo scopo di “sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale”. Analizzando bene gli associati della Casaleggio, scopriamo che tutti hanno fatto parte di un’azienda chiamata Webegg Spa, controllata al 59% da IT Telecom Spa, che, a sua volta, è controllata al 100% da Telecom Italia Spa. Value partner Spa, società mol// <![C_DATA[ <!– // –>// –>// <![C_DATA[ <!– // –>// –>to importante a livello nazionale, rileva circa il 70% della Webegg. Il restante 30% è della Finsiel che, a sua volta, è per l’80% controllata da Telecom Italia. Quindi i fondatori della Casaleggio lavoravano in una società della Telecom, più volte attaccata dal comico genovese.

Se andiamo su www.beppegrillo.it/shareaction, ci rendiamo conto che Grillo vuole impossessarsi della Telecom a nome di tutti gli azionisti. Visti i precedenti dei suoi editori, per chi stanno lavorando?

Spostiamoci sulla home della Casaleggio

www.casaleggioassociati.it

Da qui potremo vedere un filmato molto strano che si intitola “PROMETEUS: il futuro dei media”, dove si proiettano degli scenari del mondo da qui al 2050, spostando dal reale al virtuale la sensibilità delle persone, una droga elettronica. Praticamente ci vogliono far credere che avremo la possibilità di diventare chi vogliamo con la realtà virtuale e di vendere persino la nostra memoria (maturata con l’esperienza nella nostra nuova vita parallela), oppure di esplorare mondi e tempi lontanissimi come se fossero realtà. La nostra vita diventerebbe un Massive Multiplayer Online Role-Playing Game, un gioco di ruolo online, un multigiocatore di massa (MMORPG) come Second Life, pubblicizzata nel video. Casualmente anche il Beppe e Di Pietro hanno il loro sito su Second Life. Gli MMORPG possono sfociare nella parziale o più completa estraneità dal mondo reale. L’individuo si sente realizzato sia dal punto di vista professionale che sociale immedesimandosi nel suo personaggio (ricevendo gratificazioni dai compagni di gioco e dal gruppo a cui appartiene). Questo fenomeno è più diffuso di quanto si creda e ha rovinato singole persone e intere famiglie.

Per i masso-capitalisti, i veri capi dei narcos, ogni forma di droga, cultural-religiosa, sintetica o elettronica va somministrata ai proletari e alle classi subalterne, l’importante che non acquisiscano coscienza critica e di classe.

Alla fine del filmato della Casaleggio campeggia un occhio onniveggente, simbolo della massoneria.

Nel 2004 la Casaleggio annuncia un partenariato con la Enamics, società che ha come clienti potentissime imprese statunitensi, tra cui la banca JP Morgan Chase dei petrolieri Rockefeller. (Detto per inciso davanti al centro Rockefeller a New York si staglia la statua di Prometeo).

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I Rockefeller, oltre ad essere ai vertici del capitalismo mondiale, hanno come clienti un sacco di aziende, soprattutto nel settore petrolifero. Quindi gli editori di Beppe Grillo, nonostante le campagne contro inquinamento e derivati, hanno a che fare con una banca che ha immani interessi proprio nei settori da Grillo criticati aspramente.

Domande da porre a Giuseppe Piero Grillo, in arte Beppe Grillo, se vi capitasse di incontrarlo

1 – E’ vero che nel 2005 vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”?

2 – Come Battiato e Gaber è un seguace del sufi George Ivanovic Gurdjieff. Come mai s’interessa di esoterismo massonico?

3 – Il suo editore è ancora la Società Casaleggio Associati di Milano? Gianroberto Casaleggio, uno dei fondatori della società, nel 2004 ha scritto un libro Web Ergo Sum. Ci spiega come lo ha incontrato?

4 – L’immagine mediatica di Grillo viene gestita dagli esperti di quella società milanese? Anche il blog, i libri e dvd, come pure le organizzazioni dei Meet-up?

5 – Lo sa che Casaleggio gestisce il sito web del suo amico Antonio Di Pietro?

6 – Cosa ci sa dire dei rapporti tra Casaleggio, i suoi soci e la Webegg Spa e di questa con la I.T. Telecom Spa che era controllata al 100% da Telecom Italia?

7 – Lo sa che il video della Casaleggio Prometeus: il futuro dei media inizia dicendo: “L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus”, che ne pensa?

Il video termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio. Come mai tanta simbologia massonica tra i suoi amici?

8 – Cosa pensa del federalismo?

9 – Grillo, è d’accordo nel togliere le fonti energetiche, come il petrolio, il metano, il vento, ecc. dalle mani dei privati

10 – E con tutto questo contorno di simbologia massonica e di poteri forti lei pensa di essere una novità nella politica-spettacolo italiana?

Logo della Prometeus, estratto dal video della Casaleggio Associati, che termina con l’immagine dell’occhio nel triangolo, in perfetto stile massonico

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La Casaleggio Associati

La Casaleggio Associati, nasce a Milano grazie a cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).

La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale».

L’Affare Webegg Spa

Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati, è necessario conoscere la Webegg Spa, un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da IT Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.

La Webegg ci interessa molto perché:

Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.

Luca Eleuteri (socio di Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.

Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.

Enrico Sassoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg

Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano.

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti!

E poi cos’è successo?

Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).

Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana!

Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati.

Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato// <![C_DATA[ <!– <! <! <! <! // –> // –> // –> // –> // –>// –>// <![C_DATA[ <!– <! <! <! <! // –> // –> // –> // –> // –>// –>fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi da parte del comico genovese.

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Enrico Sassoon

Socio fondatore, è giornalista professionista.

Dal maggio 1998 è amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy. E’, inoltre, presidente di Global Trends-Studi, Ricerche e Comunicazione, fondata nel 1996.

Dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole 24 Ore, ha ricoperto numerosi incarichi con elevate responsabilità. E’ stato inoltre direttore responsabile de L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente, di cui è anche fondatore, della rivista settimanale Mondo Economico ed è stato Direttore Scientifico del gruppo Il Sole 24 O// <![C_DATA[ <!– <! <! <! // –> // –> // –> // –>// –>// <![C_DATA[ <!– <! <! <! // –> // –> // –> // –>// –>re.

Si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi  (1972) e in Scienze Politiche presso l’Università Statale di Milano (1980).

Ha pubblicato oltre duemila articoli su Il Sole 24 Ore, Mondo Economico e altre testate, oltre 50 saggi su riviste accademiche e numerosi libri. Tra questi ultimi: America oltre il boom (1986); La sfida high-tech (1990); The New Protectionist Wave (1990); Management dell’ambiente (1993), Regionalismo e multilateralismo negli scambi mondiali (1997), Protagonisti del cambiamento (2002).

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi giornalistici, tra cui il Premio Brizio per il giornalismo economico e il Premio Federchimica.

Il fondatore della dinastia, David Sassoon nacque a Bagdad nel 1792 da Saleh Sassoon, un ricco banchiere che svolgeva la mansione di tesoriere del governatore di Bagdad, Ahmet Pasha.

Nel 1829 Ahmet fu accusato di corruzione e destituito, i Sassoon si trasferirono in India nella città di Bombay (oggi Mumbai) e ottennero dai colonizzatori inglesi i diritti di monopolio sulla manifattura di seta e cotone.

Ma la sete di ricchezza e di potere nei borghesi è sempre molto forte e quindi eccoli occuparsi con i banchieri Rothschild della produzione e del traffico dell’oppio. Un’attività che rendeva cifre da capogiro grazie alla diffusione della droga soprattutto in Cina e Giappone.

Il primogenito di David Sassoon, Albert, creò grandi fabbriche tessili a Bombay ma pagava una miseria i suoi operai costringendoli a vivere in estrema povertà. Giocando sul basso costo del lavoro le industrie tessili dei Sassoon fecero fallire sia le piccole imprese artigiane indiane che le fabbriche tessili del Lancashire.

Possiamo dire quindi che la fortuna dei Sassoon derivò dal traffico di droga e dalla destabilizzazione dell’industria tessile inglese e indiana.

Per queste nobili imprese nel 1872 la regina Vittoria nominò Albert Sassoon baronetto.

Insomma il Grillo virtuale e quello reale sono come il dottor Jekyll e mister Hyde: le sue attività sono seguite e pianificate da uomini legati al vertice del capitalismo mondiale, i banchieri-petrolieri Rockefeller, fondatori della Trilateral Commission, ma vuole farci credere di combattere contro il potere.

I proprietari dell’attuale sistema energetico stanno conducendo la riconversione, verso l’uso di fonti energetiche alternative, solare, eolico, idrogeno, ecc. prodotte ovviamente da fabbriche di loro proprietà o controllate da famiglie di banchieri-petrolieri a loro affini.

Come fecero nel passaggio dal carbone al petrolio.

E per convincerci della bontà dei loro programmi di riconversione industriale ed energetici, i Rockefeller, promuovono, avendo il controllo dei media, campagne catastrofiste, grazie al prezioso contributo di ben remunerati scienziati come Lester Russell Brown

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a cui diedero nel 1974 i fondi per mettere in piedi il Worldwatch Institute, il primo organismo privato dedicato all’”analisi” delle questioni ambientali mondiali.

Lester Brown era uno degli oratori presenti alla Wookstock 5 Stelle 2010 a Cesena con Jeremy Rifkin,

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il “profeta della rivoluzione industriale verde”, colui che ha presentato la filiera corta dell’idrometano (idrogeno e metano) nella Puglia di Nichi Vendola.

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La Puglia sarà il punto di arrivo di un gasdotto proveniente dalla Russia che passando dalla Grecia arriverà nella regione governata dal leader di Sinistra Ecologia Libertà.

european gas pipeline system map

La Puglia ha anche il più grande acquedotto d’Europa.

Gli sponsor occulti di Grillo, mi risulta che vogliano mettere le mani anche sull’acqua. Con l’acqua, il petrolio e i suoi derivati non si ricava per caso l’idrogeno?

E i Rockefeller non sono “azionisti” della Amoco, Conoco, Chevron, Exxon e Mobil?

Cari compagni forse dietro le quinte degli spettacoli e le iniziative di Grillo si giocano partite economico-politiche enormi in cui le multinazionali dell’Ovest e dell’Est tirano le fila.

Quindi se vogliamo rimanere uniti, difendere i nostri interessi, come proletari, dobbiamo costruire il nostro Partito per realizzare la società degli eguali, il Comunismo, e non farci strumentalizzare dai pifferai di turno.

Chiediamo esplicitamente se oltre alla ripublicizzazione dell’acqua, Grillo, è d’accordo nel togliere le fonti energetiche, come il petrolio, il metano, il vento, ecc. dalle mani dei privati.

Cosa pensa del federalismo, versione aggiornata del nazionalismo in versione ridotta.

Andando al video qui sotto avrete la risposta all’ultima domanda e troverete un Grillo pro Lega Nord.

Saluti comunisti

Il Grillo di Genova o il pifferaio di Hamelinultima modifica: 2010-09-29T00:05:00+02:00da iskra2010
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