Crisi capitalistica di sovrapproduzione Eterodirezione dei movimenti Ristrutturazione del sistema e Nuovo ordine mondiale.

«Avremo un governo mondiale, che vi piaccia o no.

La sola questione che si pone è di sapere se questo
governo mondiale sarà stabilito col consenso o con la forza»
.
James Warburg

(discorso fatto da uno dei massimi banchieri del mondo al Senato USA, il 17 febbraio 1950)


di Andrea Montella


Sulle rivolte nel Nordafrica e in Medio Oriente si ha l’impressione che quei presunti dittatori e presidenti di democrazie non allineate sono ormai considerati un sottoprodotto delle politiche imperialiste delle borghesie europee e statunitensi e che oggi non servono più.

In riunioni ristrette dei veri centri decisionali del capitalismo mondiale – Bilderberg, Trilateral, Aspen – si è deciso che lì è ora che arrivi il “cambiamento”.

Ma perché ora? Per raccapezzarci dobbiamo fare mente locale sullo stato in cui si trova il capitalismo a livello globale, una crisi di sovrapproduzione congiunta ad una crisi finanziaria di proporzioni spaventose.

In Occidente la macchina produttiva è inceppata, a causa della legge fondamentale del capitale, il profitto, estorto grazie alla mercificazione dell’uomo. Esseri umani che iniquamente pagati con salari e stipendi non sono in grado di assorbire l’enorme quantità di merci prodotte dalla fabbrica mondiale capitalistica. Una contraddizione che le soluzioni delle scuole economiche reazionarie dei vari Paesi occidentali, incentrate sull’allargamento del debito dei cittadini e degli Stati, non hanno fatto altro che peggiorare.

Ma la frenesia mercantile non si può arrestare. Il gioco creato con la prima rivoluzione borghese nell’Inghilterra di Oliver Cromwell nasconde un segreto. In questa partita pazzesca, chiamata competizione, che massacra il genere umano nel fisico e nello spirito, deve uscire un solo vincitore, un gruppo economico che incarni un potere più vasto di quello sognato da re ed imperatori del passato e da tutti i dittatori o presidenti di finte democrazie, come quella degli Stati Uniti d’America.

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Barack Obama giura sulla Bibbia, dimostrazione che gli Usa sono una teocrazia

Il sistema imperialista sin qui conosciuto, il modello anglo-americano se vuole sopravvivere alle malsane logiche della concorrenza, deve assolutamente trovare nuovi mercati e congiuntamente controllare le principali fonti energetiche del pianeta per impedire ai Paesi emergenti come Cina, India e Brasile, ma anche all’Europa egemonizzata da Francia e Germania, di mettere in discussione la loro egemonia.

Lo scontro è senza esclusione di colpi, ma tutto interno alle dinamiche della classe capitalista. Tutte le altre classi sono in balia di queste logiche a causa della loro incapacità progettuale. Hanno introiettato l’ideologia capitalista e passo dopo passo sono stati sospinti, grazie alla propaganda martellante dei media capitalisti, che oggi raggiunge ogni parte del pianeta, ad essere solo massa di manovra per un modello di società consumistica e per i conseguenti modelli politici autoritari di importazione occidentale, o sospinti verso la falsa democrazia federalista, maggioritaria e presidenzialista. Dove il potere è concentrato tutto nelle rapaci mani dei capitalisti.

Queste ragioni sono alla base degli sconvolgimenti in Medio Oriente e nel Nord Africa.

Ma chi ha dato il la a queste rivolte?

Il sorridente presidente Barack Obama durante la fulminea visita fatta a luglio del 2009, in piena crisi economica, nel Ghana, una repubblica presidenziale su modello anglosassone. Dove ha “proposto” questo Stato come modello per tutta l’area africana. “Il Ghana è uno straordinario modello positivo per L’Africa”, è un “paese che sfida gli stereotipi di un continente straziato da conflitti, colpi di stato e crisi”. Ed ha proseguito: “Il viaggio in Ghana è in parte motivato dal fatto che ha una democrazia funzionante, un presidente che è serio nella riduzione della corruzione e ha visto una significativa crescita economica”.

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Barack Obama, mano sul cuore, tipico saluto massonico in visita nel Ghana

Un Paese doppiamente interessante, perché dotato di un modello politico funzionale alla borghesia africana, come quello statunitense e che oltre, ad essere ricco di cacao e oro giallo, aveva appena scoperto di possedere una nuova ricchezza: l’oro nero.

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Trivella petrolifera nel Ghana

Nello stesso periodo le ricerche di gas al largo delle coste tra Israele e il Libano avevano dato buoni risultati: un giacimento di dimensioni gigantesche, 450 miliardi di metri cubi, dal nome evocante il mitico mostro marino Leviatan, e di un altro, denominato Tamar, sono a quanto pare tali da far ipotizzare che un giorno non lontano sarà il gas israeliano a soddisfare la sete di energia dell’Europa.

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Mappa dei giacimenti di gas e petrolio tra Israele e Libano



Dopo la dichiarazione del presidente Obama sono chiare le esigenze Usa: controllo globale delle fonti energetiche, rimozione dei dittatori ormai fuori gioco, aumento dei consumi nell’area Africana e del Medio Oriente, attraverso la costruzione di sistemi politici “democratici” che introducano il consumismo come sistema valoriale e di condizionamento sociale.

Il tutto in un’ottica di espansione egemonica a contrasto dell’avanzata, in quelle aree, delle borghesie asiatiche e in particolare cinesi.

 


petrodollari

Per realizzare questo programma ecco che le multinazionali occidentali cominciano la loro politica di aggressione a questi Paesi determinando con la speculazione forti aumenti dei prezzi dei cereali, che in realtà molto povere significano fame certa.

I regimi di queste aree piuttosto che calmierare i prezzi e combattere la speculazione lasciano fare alle logiche speculative e mercantili che peggiorano ulteriormente le condizioni delle loro popolazioni.

Nonostante che in alcuni paesi, come l’Egitto, ci sia stata una crescita notevole del prodotto interno lordo (Pil), la politica governativa è stata fortemente sperequata e diseguale a vantaggio solo della borghesia parassitaria legata al presidente in carica. Parallelamente alle speculazioni sulle materie prime, aumentava in modo vertiginoso la corruzione, accompagnata da una politica repressiva e antidemocratica. Ragion per cui alle elezioni politiche si manifestavano percentuali altissime di astensionismo.

Su questa miscela esplosiva si sono innestate alcune strutture, come Otpor/Canvas (Center for Applied Non-Violent Action and Strategies), con sede a Belgrado. Legato ai servizi segreti Usa tramite il National Endowment for Democracy

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L’ex presidente Usa, George Bush, tiene un discorso al National Endowment for Democracy (NED)

e allo speculatore finanziario George Soros,

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George Soros

Otpor (Resistenza) fa riferimento alle teorie del ricercatore sociale di Harvard, Gene Sharp, di come fare un golpe utilizzando la non violenza, elaborate e applicate dall’ex colonnello Robert L. Helvey, membro dell’International Republican Institute, che le ha così sintetizzate: “La lotta strategica non violenta mira a impadronirsi del potere politico o ad impedire ad altri di farlo. Non ha niente a che vedere con il pacifismo o con convinzioni morali o religiose”.

 

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Gene Sharp il politologo Usa e guru di Otpor

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Robert L. Helvey l’ex colonnello Usa membro dell’International Republican Institute

Le azioni di questi movimenti falsamente spontanei sono state già applicate nella ex Jugoslavia contro Milosevic, nell’Ucraina con la “rivoluzione arancione”, nella Georgia con la “rivoluzione rosa”, in Iran con la “rivoluzione verde” e oggi stanno operando anche in Bielorussia e in altri cinquanta Paesi.

 

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Il gruppo dirigente di Optor: Srđa Popović, Slobodan Điković, Slobodan Homen, Nanad Konstantinović, Dejan Ranđić, Ivan Andrić, Andreja Stamenković, Milja Jovanović, Srđan Milivojević, Jovan Ratković, Predrag Lečić, Vlada Pavlov, Stanko Lazendić, Miloš Gagić e Siniša Šikman

 

A queste strutture fanno riferimento il Movimento Giovanile 6 Aprile dell’egiziano Ahmed Maher, come riportato da Al Jazeera nel servizio The roots of Egypt’s pro democracy movement, e dal New York Times, che ha affermato che il Movimento Giovanile 6 Aprile alla guida delle proteste egiziane, si era preparato da almeno due anni. Come precedentemente aveva fatto Otpor nella Serbia di Milosevic.

Dall’autunno scorso Ahmed Maher e altri membri del 6 Aprile si formano sui testi del politologo Gene Sharp, tutti testi prodotti dall’Academy of Change del Qatar. Il collaboratore più stretto di Maher, l’egiziano Mohammed Adel, nello stesso periodo è andato in Serbia per un corso di “formazione” presso il Canvas (il centro per la lotta non violenta, di Otpor), diretto da Srda Popovic, uno dei leader della rivolta serba.

Quello che sta accadendo nei Paesi Nordafricani e del Medio Oriente è anche perfettamente in consonanza con quello che ha dichiarato Tremonti alla riunione dell’Aspen Institute a Istanbul, all’inizio di marzo, dove ha parlato di un’ondata di instabilità che “va dall’Atlantico alla Cina”: “arriverà anche in Asia la reazione contro un eccesso di ingiustizia”. Sempre secondo Tremonti, membro autorevole dell’Aspen, una delle strutture che operano per conto dei vertici del capitalismo mondiale: “la cifra e l’intensità dei cambiamenti in atto è molto forte. E questo può portare a problemi economici e instabilità, mentre noi dobbiamo operare per la stabilità. E può portare a problemi democratici in Europa, ho detto che c’è il rischio dell’estrema destra”.

Paolo Scaroni, Massimo D'Alema, Giulio Tremonti, Dmitrij Anatol'evič Medvedev e Pier Luigi Bersani all’Aspen Istitute.jpg

Paolo Scaroni, Massimo D’Alema, Giulio Tremonti, Dmitrij Anatol’evič Medvedev e Pier Luigi Bersani all’Aspen Istitute



Non è difficile ravvisare somiglianze fra le politiche di Otpor e dell’Aspen e il Field Manual del 18 marzo 1970: elaborato dal capo di Stato maggiore dell’esercito americano, generale William Westmoreland, il Field Manual è un documento classificato top secret intitolato Operazioni di stabilità e servizi segreti-sezioni speciali. Contiene la direttiva di “destabilizzare ai fini di stabilizzare”, e l’indicazione di come ricorrere a “operazioni speciali” per impedire l’accesso al governo del Partito comunista, utilizzando ”azioni violente o non violente, a seconda del caso”.

Se questo metodo di lotta ha funzionato negli anni Settanta in funzione anticomunista in Europa, perché non dovrebbe funzionare nell’Africa, nel Maghreb, in Medio Oriente nei primi anni del 2000?

Oggi come negli anni Settanta bisogna fare molta attenzione alle false bandiere e ai falsi simboli di progresso e democrazia.

Nell’era della massima espansione del capitalismo e della sua ragnatela mediatica, si evidenzia sempre meglio in cosa consista la dittatura della borghesia di cui parla Marx. Una dittatura che opera costantemente per impedire che si formi quel pensiero critico, ancorato alla realtà e capace di spiegare cosa sta realmente accadendo nei vari angoli del pianeta, che dia, quindi, autonomia politica alle classi subalterne e che sia la molla per la nascita di un movimento politico capace di costruire una società di eguali: il comunismo. Una società con un’economia senza profitto ma con tanto benessere.

Crisi capitalistica di sovrapproduzione Eterodirezione dei movimenti Ristrutturazione del sistema e Nuovo ordine mondiale.ultima modifica: 2011-04-14T00:33:00+02:00da iskra2010
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