Il Circolo PRC “A.. Tognetti” ai compagni: alcuni contributi per capire la dittatura della borghesia ed altro…Trasversali bipartisan. E con molto potere

  • Cari compagni avvicinandoci al congresso del Partito della Rifondazione Comunista, previsto per l’autunno, credo sia giusto che ci si arrivi con un’ampia discussione tra tutti i compagni per avere una formulazione di tesi congressuali che tocchino argomenti strategici e di programma realmente capaci di mettere in discussione l’egemonia e il potere economico capitalistico.

Come compagni del circolo PRC “A. Tognetti” di Pisa abbiamo pensato di inviarvi alcuni argomenti di discussione e contributi che noi riteniamo non più eludibili se vogliamo ricostruire un vero Partito comunista che si pone, come avanguardia del proletariato e la pone a tutta la classe proletaria, la questione del potere nelle società a capitalismo avanzato.

La pace: valore universale positivo dei comunisti ed elemento strutturale della società non competitiva comunista. 
Il ruolo dei comunisti come reali portatori di politiche di pace nella Rivoluzione bolscevica e nella prima guerra mondiale imperialista; il ruolo dei comunisti contro le trame capitaliste e la loro propaggine nazifascista nella seconda. 
Analisi strutture (massoneria e suoi derivati) che garantiscono l’operatività alla dittatura internazionale della borghesia e il ruolo di queste strutture nella gestione dello Stato.
Ruolo dei media privati e pubblici nell’era della dittatura democratico borghese globale. 
La libertà di espressione nella società borghese e in quella comunista.
Il sistema elettorale maggioritario metodo di votazione creato per rafforzare la dittatura democratico borghese. 
Cos’è la dittatura democratica del proletariato?
Quale Costituzione vogliamo in Italia e in Europa?
Dove è finito l’antifascismo in Europa?
La giustizia nei sistemi borghesi.
Quale sistema giudiziario in una società comunista? 
Analisi sull’espansione del capitalismo.
L’ONU a che serve? E’ una struttura democratica?
La rinascita dell’Internazionale un vezzo dei comunisti o una necessità? 
La lotta internazionale dei proletari e la questione europea.
Di chi è la Banca centrale europea?
La direzione operaia della produzione.
Produzione di alta qualità, ad alto contenuto scientifico e tecnico per tutti, per combattere il consumismo borghese e i danni ambientali. 
Il superamento del lavoro salariato, della circolazione monetaria. L’ora di lavoro donata alla società unico parametro per avere beni e servizi.

Questi sono alcuni temi che stiamo affrontando.
Vi invio alcuni contributi utilizzati negli incontri del nostro circolo che sono stati ritenuti utili per capire come funziona concretamente la dittatura democratica della borghesia e quali strutture utilizza.
Se avete del materiale da mandarci su questi temi vi ringraziamo anticipatamente.
Saluti comunisti
Andrea Montella

 

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Trasversali bipartisan. E con molto potere

 di Paola Baiocchi e Andrea Montella*

 

“Primario obiettivo ed indispensabile presupposto dell’operazione è la costituzione di un club (di natura rotariana per l’eterogeneità dei componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori e magistrati, nonché pochissimi e selezionati uomini politici, che non superi il numero di trenta o quaranta unità (…) tali da costituire un vero e proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere dell’attuazione del Piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e straniere che lo vorranno appoggiare. Importante è stabilire subito un collegamento valido con la massoneria internazionale”.

Obiettivo 3 del Piano di rinascita democratica della P2

 

Aspen Institute. Aldus Club. Arel.

Cosa hanno in comune questi circoli di “liberi pensatori”: dibattono di economia, storia, diritto. E qualche volta propongono riforme. Che piacciono solo a loro.

 

Lo spettacolo delle elezioni presidenziali americane ci ha abituato a vedere i candidati circondati da uno stuolo di consulenti che provengono dai più influenti pensatoi – i think tank – ma anche lobbisti e spin doctors. Nel luccichio di democrazia che circonda l’evento, descritto con termini guerreschi come scontro o sfida, sfugge che i due candidati appartengono spesso alle stesse organizzazioni, per esempio sia Kerry che Bush alla Skull and Bones, la potente loggia massonica nata all’interno dell’università di Yale. Ma in molti altri casi di presidenziali il vincitore e lo sconfitto appartengono al Council on Foreign Relations (CFR), centro di potere creato nel 1921 dalla famiglia Rockefeller: è stato così per Stevenson ed Eisenhower; John F. Kennedy, Nixon, poi ancora i candidati non eletti Humphrey e McGovern.

L’Italia come al solito segue e si adegua. Elezioni presidenziali del 2006: tra i papabili ci sono Gianni Letta (che piace anche alla maggioranza), Giorgio Napolitano e Giuliano Amato. Tutti e tre dell’Aspen Institute. Dopo l’elezione a Napolitano arrivano i complimenti degli ex presidenti Ciampi e Cossiga, anche loro membri Aspen. Ma cosa è questo istituto che dichiara con la sua attività di “favorire lo sviluppo di una leadership illuminata” usando come “metodo il confronto e il dibattito a porte chiuse”?

Dal cucuzzolo della montagna

Le origini dell’Aspen sono americane: l’ex cittadina mineraria del Colorado, riqualificata come centro sciistico e culturale per iniziativa di un gruppo di industriali di Chicago, diventa dal 1949 sede di incontri e di formazione ad altissimo livello grazie al ruolo di Robert M. Hutchins, alto dignitario della massoneria britannica, presidente dell’Università Rockefeller di Chicago e del filosofo Mortimer J. Adler, entrambe nel board della Ford Foundation, storico think tank conservatore.

Scopo dell’Aspen Institute for Humanistic Studies è quello di cooptare personalità del mondo politico e industriale per formarle in senso tecnocratico, riuscendo nel contempo a far nascere una rete che connette su scala internazionale le classi dirigenti dei vari Paesi.

Attualmente ha sede a Washington e filiali a Berlino (aperta nel 1974 in piena guerra fredda), Lione, Tokio, New Dehli; in Italia l’Aspen è sbarcata nel 1984. Attualmente ha una sede a Milano e una a Roma, in piazza SS. Apostoli 49; curiosamente il quartier generale dell’Unione è al 55 della stessa centralissima piazza romana, a pochi passi da Camera, Senato e Quirinale.

Sono stati presidenti Aspen Italia Francesco Cossiga, Gianni De Michelis, Giuliano Amato, Carlo Scognamiglio; attualmente lo presiede Giulio Tremonti, uomo del Bilderberg, ed Enrico Letta, della Trilateral, è vicepresidente. Sono aspeniani Mario Draghi di Bankitalia e Bruno Tabacci, dell’Udc.

Nell’attuale Comitato esecutivo si trovano imprenditori come John Elkann, Cesare Romiti, Francesco Caltagirone, Luigi Abete, mescolati a politici della maggioranza e dell’opposizione da Tommaso Padoa Schioppa e Romano Prodi, a Domenico Siniscalco e Giuliano Urbani (vedi tabella). Ben rappresentati anche i giornalisti con Lucia Annunziata, Paolo Mieli e Mario Pirani. Accanto ai banchieri Corrado Passera e Cesare Geronzi c’è anche il presidente Mediaset Fedele Confalonieri.

Uno spaccato dell’Italia a sovranità limitata, in cui il nuovo e il vecchio ministro dell’economia discutono serenamente, come in una grande famiglia allargata, in cui ci si confronta all’interno della stessa ideologia.

Trasversali per formazione

La trasversalità è una delle regole dei think tank: così Umberto Eco, anche lui nel Comitato esecutivo Aspen, è allo stesso tempo presidente dell’Aldus Club, circolo molto esclusivo di bibliofili a pochi passi da Mediobanca, frequentato dal meglio degli opposti estremismi nelle persone di Marcello Dell’Utri, Oliviero Diliberto, Giulio Andreotti e Gianni Cervetti.

Il trilaspeniano Enrico Letta è l’incarnazione della trasversalità: partecipa a tutti gli eventi dei think tank storici come i seminari Ambrosetti e dirige l’Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) il pensatoio cattolico liberale fondato negli anni Settanta da Umberto Agnelli e Nino Andreatta. Sotto la sua direzione l’Arel è attivissima: con il banchiere Alessandro Profumo, anche lui Trilateral, ha dato vita al trimestrale internazionale East (Europe and Asia strategies); ha prodotto uno studio per conto di Alenia aeronautica sull’effetto moltiplicatore degli investimenti in ricerca militare. Un progetto Arel è servito all’ex ministro degli esteri Frattini come base per la proposta di riforma del Consiglio di sicurezza Onu.

Ma dato che “bisogna tirarli su fin da giovani” Enrico Letta ha anche appena fondato VeDrò, un suo think tank di under quaranta, che si sono incontrati per la prima volta lo scorso agosto, a Drò in Trentino.

D’altronde la formazione è fondamentale all’interno dell’Aspen, che ha una sezione Junior Fellows, dai 25 ai 39 anni, dalla quale si decade “se nel corso di due anni il JF non ha partecipato alle iniziative Aspen” con una formazione permanente che ormai nessuna scuola di partito effettua più.

Naturalmente Aspen edita una rivista, Aspenia, di cui direttore responsabile è Lucia Annunziata.

Per non lasciare nulla al caso Aspen è cofondatrice di una scuola, il Collegio di Milano che, inaugurato nel 2003, ha già ottenuto il riconoscimento d’eccellenza dal ministero dell’Istruzione, anche se non dà lauree, ma impartisce uno spirito di “cultura unica”: una vera e propria scuola quadri, dove le lezioni iniziano alle 18,30 perché gli studenti possano seguire gli studi nelle facoltà di appartenenza.

I loghi degli altri soci fondatori del Collegio occupano tre pagine del sito e sono, per citarne alcuni, le sette università di Milano, il Comune, la Regione, l’Aem spa, l’Atm, la Camera di Commercio, l’Assolombarda, Mediaset, Pirelli, la Bracco, la Ras e poi l’Unicredito, la Fondazione del Corriere della sera, insomma il gotha del potere in versione meneghina, più sponsor internazionali come Microsoft e Hewlett Packard (vedi tabella).

Louis Quagliata, proveniente dal Massuchusetts Institute of Technology (Mit) – il think tank americano collegato alla Trilateral – dirige il Collegio di Milano fin dalla sua nascita.

Alcuni corsi hanno titoli singolari come “L’arte di distruggere: storia di una bomba” tenuto dal fisico Alfio Lazzaro. Ma interessa anche “La storia del femminismo” con lezioni tenute da Lea Melandri. Nell’epoca del terrorismo globale definire l’effetto di una bomba “arte” è frutto di uno spirito un po’ macabro oppure, per dirla con le parole dell’Aspen Institute, vuol dire “sviluppare la capacità di anticipare i cambiamenti”?

Certamente il modo migliore per anticipare i cambiamenti è quello di determinarli. Nei seminari 2006 organizzati da Giovanna Launo e Marta Dassù (ex Cespi, consigliere scientifico della rivista Limes, think tank che a sua volta contiene parecchi aspeniani) sono stati dibattuti la maggioranza dei grandi temi discussi in Parlamento o i cambiamenti in corso in Italia: da welfare e sistema pensionistico, alla questione energetica, alla discussione sulla grande coalizione che estrometta i soggetti politici che rappresentano gli strati socialmente più deboli (vedi tabella).

Fino alle nuove imprese multimediali, come quella ipotizzabile dall’accordo Telecom-Murdoch.

Il seminario congiunto tra il Centro alti studi per la Difesa (CASD), il Centro militare di studi strategici (CeMiSS), l’Aspen e il Project for the New American Century (PNAC) dal titolo “La sfida della Cina all’Europa e agli Stati Uniti” che si è tenuto a Palazzo Salviati a Roma, il 4 marzo 2005, dà la misura della penetrazione dell’Aspen all’interno degli ambiti istituzionali, nazionali e internazionali. Il PNAC è il think tank dei più fanatici estremisti della destra americana, del calibro di Paul Wolfowitz ora a capo della Banca Mondiale, di Donald Rumsfeld, ministro della Difesa Usa. La dottrina della guerra preventiva, che ha portato all’invasione dell’Iraq, all’Afghanistan e alla preparazione dei piani di attacco all’Iran, è nata all’interno del PNAC e questo organismo  che ricorda la Spectre dei film di 007, non è certamente in linea con i valori della nostra Costituzione in materia di Difesa.

Libri antichi e trasformazione politica

Come i libri antichi fanno status symbol, allo stesso modo appartenere o gestire un think tank, anche in Italia, è diventato irrinunciabile per tutti coloro che ambiscono a passare da una posizione di potere ad una di dominio, avvalendosi anche di una più facile gestione fiscale dei finanziamenti e, soprattutto, aggirando le regole della democrazia sostanziale, per trasformarla in democrazia formale.

Negli Stati Uniti i think tank sono stati determinanti per l’elezione di Reagan, e sono serviti per annullare la cultura democratica degli anni Sessanta; così la loro esportazione nel mondo e in Italia sta operando quella trasformazione culturale che sposta sempre più a destra i paradigmi politici ed economici, proponendo una commistione tra gli interessi corporativi delle imprese con quelli più generali delle nazioni.

 Think tank come l’Aspen funzionano da cinghia di trasmissione tra centri decisionali più potenti e più ristretti come il Bilderberg, il Council on Foreign Relations e la Trilateral con strutture a più forte connotazione locale come i circoli Rotary o i Lions e le innumerevoli fondazioni e centri studi che sono nati più recentemente (vedi tabella).

Questo meccanismo di trasmissione a “cascata” segna un profondo cambiamento nella politica italiana, con un progressivo annullamento del ruolo dei partiti, della loro capacità di elaborazione e di rappresentare la società; l’influenza dei think tank agisce come un virus all’interno degli organismi dove crea aggregazioni e trasforma i partiti in correnti lobbistiche, che impongono l’interesse privato come interesse generale.

Illuminante la reazione di Tremonti dopo un confronto organizzato dall’Aspen, nell’ottobre 2004, tra imprenditori, banchieri e politici in cui sono state stabilite le nuove regole per Bankitalia, prima della discussione in Parlamento: “I banchieri ormai ci considerano dei soldati che vengono a prendere ordini”.

Il problema che apre la diffusione di questo genere di organizzazioni non è risolvibile con leggi sulla trasparenza dei finanziamenti, perché gruppi strutturati in questo modo riescono a controllare l’economia, i mezzi di comunicazione, gli apparati istituzionali, fino a determinare quali politici far emergere, impedendo alla maggioranza della popolazione l’esercizio della democrazia.

Contro questa strategia bisogna saper contrapporre formazioni politiche, capaci di rappresentare concretamente gli interessi degli esclusi, che riportino la rappresentanza e la democrazia come fatto sostanziale.

 

Comitato esecutivo Aspen Institute Italia

Luigi Abete

Giuliano Amato

Lucia Annunziata

Francesco Caltagirone

Elio Catania

Giuseppe Cattaneo

Vittorio Colao

Fedele Confalonieri

Francesco Cossiga

Gianni De Michelis

Umberto Eco

John Elkann

Pietro Ferrero

Jean Paul Fitoussi

Franco Frattini

Cesare Geronzi

Piero Gnudi

Mario Greco

Gian Maria Gros-Pietro

Enrico Letta

Gianni Letta

Emma Marcegaglia

William Mayer

Paolo Mieli

Mario Monti

Tommaso Padoa Schioppa

Corrado Passera

Riccardo Perissich

Mario Pirani

Roberto Poli

Ennio Presutti

Romano Prodi

Gianfelice Rocca

Cesare Romiti

Paolo Savona

Carlo Scognamiglio

Domenico Siniscalco

Lucio Stanca

Giulio Tremonti

Giuliano Urbani

Giacomo Vaciago

* da Valori mensile di economia sociale e finanza etica – ottobre 2006 

ad integrazione dell’articolo: http://iskra.myblog.it/archive/2010/11/30/think-tanks.html

inoltre

http://iskra.myblog.it/archive/2010/11/30/lobby-usa.html 

http://iskra.myblog.it/archive/2010/12/13/lobby-bruxelles.html 

http://iskra.myblog.it/archive/2010/12/06/la-dittatura-capitalistica-uomini-e-apparati-che-controllano.html

http://iskra.myblog.it/archive/2010/07/10/locusta-la-mutazione-genetica-del-capitalismo.html 

 

 

Il Circolo PRC “A.. Tognetti” ai compagni: alcuni contributi per capire la dittatura della borghesia ed altro…Trasversali bipartisan. E con molto potereultima modifica: 2011-06-08T01:56:00+02:00da iskra2010
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