Non facciamoci depistare dallo scontro fra P1 e P2

Comunisti Insieme per ----.jpgfoto MOWA

 Riceviamo e veicoliamo a tutti i compagni dell’area dei Comunisti ovunque collocati il contributo di Marco Fraceti segretario PRC Monza, direttore dell’Osservatorio antimafia di Monza e Brianza e autore del libro “Briangheta”, che vi consiglio di leggere. L’autore del contributo chiede che questo suo sforzo apra una discussione tra i compagni per giungere al prossimo congresso del PRC con le idee e la prassi giuste. Saluti comunisti

Andrea Montella

 

Non facciamoci depistare dallo scontro fra P1 e P2.  Stiamo ben piantati nelle lotte e costruiamo il soggetto politico della sinistra italiana, partendo dall’unità dei Comunisti anticapitalisti. Diamoci una speranza, torniamo a sognare ancora una rivoluzione, dolce, ma pur sempre una rivoluzione. 

In queste settimane, dopo le sberle delle elezioni amministrative e dei referendum, lo scontro tra poteri forti e malavitosi si è fatto più evidente. Il Paese reale annaspa, e questi signori ne fanno di cotte e di crude nel silenzio generale; o quantomeno secondo gli uomini della P1 (Scalfari, Napolitano, Draghi e altri) l’indignazione in Italia dovrebbe sfociare nello schierarsi con uno dei duellanti: la P1 appunto. Così con la polpetta avvelenata della finanziaria da 80 mld di euro, dei quali “solo” 20 avrebbero effetto sulla presente legislatura, chi governerà nella prossima legislatura potrà farlo solo prendendo acriticamente in carico il fardello imposto da FMI, BCE e Commissione Europea. Questo sembra essere il destino del “cambiamento” avviato dai ballottaggi e dai referendum: cambiare tutto per non cambiare niente. Lo scontro senza quartiere fra piunisti e piduisti appare fin troppo evidente. La Lega (al guinzaglio del pduista) chiede il taglio delle spese militari (?) e Napolitano gli si scaglia contro. Tremonti fa il monetarista di Aspen Istitute e i piduisti attraverso gli indagati della cosiddetta P4 (che è sempre la P2 mai dismessa) a caccia di info per fare insider sul Ministro delle Finanze. E via discorrendo su piccoli e grandi sgambetti che si stanno facendo tra PDL, legaioli e scilipotisti e irresponsabilisti. Con questo fetido odore di guano però questi signori riescono a far coprire il viso alla gente che viene allontanata da tutti gli elementi contenutistici di una manovra economica pesante per i lavoratori e per le loro famiglie. Gli enti locali e regionali sono pronti ad aumentare le tasse di fronte al taglio di altri 11 miliardi alla faccia del federalismo. P1 e P2 sono, a parole, pronti al taglio dei costi della politica ma riducendo il numero dei parlamentari e non i loro stipendi e le diarie; così facendo in realtà si riduce la democrazia e visto le prospettive è, secondo loro, opportuno cogliere al balzo i livori dell’antipolitica che si stanno diffondendo sui mancati tagli, per far porre de facto uno Stato più autoritario. In questo ginepraio/verminaio cosa dovrebbe fare la sinistra anticapitalista e comunista? In primo luogo smetterla di guardare i sondaggi; smetterla di dividersi sul politicismo di schieramento: alleanze o non. La prospettiva è che da questa devastante crisi, la classe ne può venire fuori massacrata e, piegata da un regime più autoritario affiderebbe al primo venditore di tappeti che passa. Nell’agone della battaglia politica disegnare dobbiamo usare donne/uomini e risorse per ridisegnare una nuova gestione dello Stato, dei beni comuni con una classe politica di volenterosi pronti a sacrificarsi per il bene generale del Paese. Le scelte sono presto fatte e nei documenti congressuali della FDS linee di tendenza qui ne elenco alcune:

  1. no all’accettazione del patto di stabilità nazionale ed europeo; non riconosciamo nessuna istituzione economica nazionale ed internazionale che non sia stata votata dal popolo italiano;
  2. Cancellazione del debito visto che non lo abbiamo provocato noi!! (vedi Islanda)
  3. nazionalizzazione di alcuni istituti di credito di interesse nazionale (no uscita da area euro) per immettere nel sistema economico (vedi Islanda) denaro fresco per ripresa economica che deve poggiare su un gigantesco piano industriale nazionale fatto di green economy, nazionalizzazione delle imprese che gestiscono i beni comuni come acqua, gas, luce e sistema sanitario ed educativo e culturale nazionali; industria navale e le società delle autostrade e delle ferrovie.
  4. Cancellando la Legge 30 vanno fatti investimenti verso gli enti locali e i ministeri per la stabilizzazione del personale precario.
  5. Istituzione del salario minimo e riattivazione degli uffici del collocamento per predisporre e formare lavoratori.
  6. Va modificata, in tempo di record, la legislazione sugli appalti introducendo non più le gare al ribasso ma alla massima convenienza per il pubblico con un ente nazionale che centralizza gli albi fornitori per i quali devono essere forniti non solo i certificati antimafia ma anche il DURC.
  7. Ovviamente tutte le infrastrutture inutili dalla TAV al PONTE sullo Stretto di Messina  e a quelle che le popolazioni ci segnaleranno dovranno essere cancellate e le risorse dirottate per la mobilità, locale e il trasferimento del trasporto dalla gomma al ferro.
  8. Tassazione delle rendite e dei patrimoni oltre un certo tetto 250.000/300.000 euro in su; tassa sulle transazioni di borsa e riduzione dell’IVA al 15% sui generi di prima necessità alimentari, sulla casa, sulla sanità e la scuola. Per il resto IVA al 25%.
  9. Tre aliquote IRPEF abbassando le due intermedie e alzando la terza estendendo le esenzioni ma con serie verifiche.
  10. Cancellazione delle cosiddette analisi di settore e costituzione di una grande agenzia di controllo nazionale (affiancata a quella delle entrate)  con soggetti formati per la verifica delle dichiarazioni dei redditi e alla caccia degli evasori fiscali nello stile dell’agenzia nazionale dei redditi americana; ovviamente pubblica e non privata come negli States.
  11. Riforma elettorale in senso proporzionale e Istituzione di una Commissione Parlamentare per l’ATTUAZIONE DELLA COSTITUZIONE.
  12. Defascistizzazione e demassonizzazione dei vertici delle forze armate e dei servizi segreti.  Istituzione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui fatti di Genova 2001; abolizione del SEGRETO DI STATO.
  13. Rogatorie internazionali e risarcimenti, per quegli stati che non consegnano i condannati per le Stragi fasciste e naziste e per le quali i tribunali italiani hanno emesso condanne definitive.
  14. potenziamento ed investimenti nel sistema del contrasto alla criminalità organizzata
  15. reintroduzione dei reati finanziari e loro inasprimento. Ad esempio falso in bilancio ed evasione fiscale devono diventare reati di rilievo penale.
  16. Direttori e manager di Stato con stipendi max tre volte lo stipendio medio di un operaio specializzato e dimezzamento dello stipendio/diaria di Parlamentare. Potenziamento dei servizi e dei benefit per l’attività parlamentare certificata.
  17. Massicci investimenti nel sistema della giustizia affrontando le annose questioni che ANM denuncia da anni e per umanizzare il sistema detentivo potenziando personale e retribuzione e operando con le onlus per rendere possibile la riabilitazione e il reinserimento di una parte della popolazione carceraria.
  18. Chiusura di tutti i centri di detenzione temporanei e non, e corsie preferenziali per gli immigrati che sono in transito per il paese. Incentivi a chi assume in regola lavoranti stagionali nell’agro alimentare. Con le associazioni di categoria e le OO.SS. contratto nazionale con minimi sindacali e investimenti per strutture di ospitalità per questi lavoratori. Le opportunità valgono sia per lavoratori immigrati che cittadini italiani.
  19. Potenziamento di tutte le strutture delle Procure Distrettuali Antimafia e della DNA e delle DDA
  20. Cancellazione della legge per la rivendita dei beni confiscati e sottrazione ai Prefetti delle prerogative e per effetto del Federalismo Regionale i soggetti di interfaccia dell’agenzia dovranno essere Regioni che coordinino, al loro volta,  Province e Comuni.
  21. Richiesta pecuniaria di danni a tutti quegli amministratori, ministri etc che sono stati condannati per corruzione arrivando alla confisca dei beni illecitamente accumulati. 

In questo quadro ci deve essere una gestione democratica della vita partecipata, nei luoghi di lavoro; tutti i sindacati devono avere il diritto alla rappresentanza e si pone il vincolo che qualsiasi accordo nazionale di qualunque livello deve essere sottoposto a referendum nelle fabbriche e negli uffici. Bisogna ricostruire la fiducia e il controllo dei lavoratori nei luoghi di lavoro in primo luogo negli apparati Stato. 

Queste idee però non possono crescere autonomamente, anche se in tutti questi settori ci sono proposte politiche ed economiche di rilievo, e dunque non bisogna inventarsi nulla di nuovo. Quello che serve e il soggetto politico che indirizzi e rappresenti questa volontà politica di rivoltare democraticamente questo Paese.  Se non siamo un soggetto politico del cambiamento dove andranno a finire gli sforzi di tutti? Tutti uniti dietro a Vendola contro Berlusconi? Un santa alleanza per poi farci risucchiare la spugna con la cicuta della fase uno: prima i sacrifici e poi i sacrifici  e poi i sacrifici? Abbiamo già dato. Basta!!! 

Per tanto siamo chiamati a scelte importanti, per certi versi difficili. In questi giorni dietro lo spauracchio della crisi, governo e “opposizioni”, stanno consumando il balletto del voto sulla manovra; solo che lo fanno coi nostri soldi e non con i loro.

Dobbiamo smarcarci alla svelta da questo tritacarne dicendo con chiarezza prima che cosa vogliamo per un accordo politico-elettorale e se questo qualcosa non ci viene dato andiamo avanti da soli.  Se la Lega Nord a destra è per la secessione noi a Sinistra dobbiamo essere quelli che vogliono la caduta del muro del capitalismo a livello globale.

Marco Fraceti, segretario PRC Monza 

Non facciamoci depistare dallo scontro fra P1 e P2ultima modifica: 2011-07-30T00:36:00+02:00da iskra2010
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