Napolitano PD Coop Rosse e Comunione e Liberazione

Napolitano l’anticomunista nel Pci, l’antiberlingueriano, l’uomo dei convegni con l’Autonomia padovana di Toni Negri, la mente della svolta della Bolognina, il politico a capo della corrente migliorista finanziata da Berlusconi, il più craxiano del Pci, il presidente che sprona il governo per rendere più efficaci le aggressioni imperialiste è diventato il papa “laico” di Comunione e Liberazione, l’organizzazione che tramite Franco Troiano organizzò la finta scuola di lingue Hyperion targata BR ma nei fatti centrale eversiva dei poteri atlantici e struttura di infiltrazione nei movimenti negli anni Settanta. Operazione che aveva lo scopo di estremizzarli in funzione anticomunista i giovani di quella generosa generazione.
Napolitano ieri da CL per da la linea e per rifinire quel lavoro che ha trasformato tutti i partiti oggi presenti in Parlamento in soggetti, corrotti, eterodiretti e ovviamente liberal-democristiani.
Saluti comunisti
Andrea Montella

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21 agosto 2011

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/21/cl-benedice-con-napolitano-la-svolta-trasversale-per-il-dopo-b/152672/

Cl benedice con Napolitano
la svolta trasversale per il dopo Berlusconi

 

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La parola d’ordine del meeting di Rimini è trasversalità. Lo si capisce dagli ospiti che oltre al Capo dello Stato inaugureranno la kermesse: Lupi del Pdl e Letta del Pd. E Formigoni, lo storico leader che scalda i motori per il post B, avrà un ruolo defilato in modo da non destare troppi sospetti
 
L’anno scorso il copione fu il solito: parata di politici, imprenditori e manager a caccia di un titolo di giornale con qualche frase storica e soprattutto del caldo applauso dei giovani di Comunione e Liberazione. Il presidente delle Assicurazioni Generali Cesare Geronzi si lasciò trasportare dall’ottimismo: “L’impegno del governo è valso a evitare impatti straordinari della crisi finanziaria globale”. Parole al vento. L’impegno del governo Berlusconi non è riuscito neppure a salvarlo dalla defenestrazione dalle Generali. Il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne, si mostrò ancora più fiducioso, dichiarando chiusa la fase “della lotta fra capitale e lavoro e fra padroni e operai”.

In dodici mesi è cambiato tutto. Oggi pomeriggio il Meeting di Rimini sarà inaugurato con una certa solennità dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il cui discorso sui giovani e l’Europa è preannunciato come importante e “denso”. Accanto a lui prenderanno la parola un esponente del Pdl di provenienza ciellina, Maurizio Lupi, e uno del Pd, Enrico Letta. Una perfetta trinità: i vertici di Cl chiedono la benedizione del loro appuntamento annuale al presidente ex comunista che Silvio Berlusconi ha da tempo individuato come il più insidioso contraltare al suo potere declinante; e gli affiancano due politici, sì cattolicissimi, ma simmetricamente provenienti da maggioranza e opposizione.

La simbologia inaugurale si riverbera su tutto il programma fino a sabato 27 agosto. La parola d’ordine è trasversalità. Si dialoga con tutti. Non ci sarà Berlusconi, in passato protagonista di toccanti incontri con i giovani di Cl, ma anche lo storico leader del movimento, il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, che scalda i motori per il dopo B., si farà vedere solo come moderatore di un dibattito marginale. I ciellini si sentono sempre più forti. Puntano al milione di presenze tra gli stand di Rimini, dove mettono in campo un esercito di quattromila volontari. Se fossero un partito sarebbero il più forte “partito di massa” italiano. Una ragione di più per muoversi in modo assai felpato. Guai a dare l’idea di essere il comitatone elettorale del Formigoni che verrà, dunque.

E per carità, nessun nemico. Con l’arcivescovo “amico” Angelo Scola hanno appena espugnato la diocesi di Milano dopo decenni di ininterrotto potere del cattolicesimo democratico “montiniano” (da Giovanni Battista Montini, poi Paolo VI, agli ultimi epigoni Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi). E, a sorpresa, quest’anno hanno invitato proprio Tettamanzi. Perché Comunione e Liberazione è anche una ramificata rete di potere che si muove nel sistema delle aziende. La Compagnia delle Opere celebra quest’anno il suo venticinquesimo anniversario con 34 mila imprese associate. La crisi economica fa male a tutti, e a queste imprese qualcuno deve pur pensare. Regolati i conti con la Lega Nord, a cui i ciellini proprio in Lombardia da tempo non fanno più vedere la palla, c’è la novità di Giuliano Pisapia al comune di Milano, dove si è dolorosamente (per Cl) chiuso un ventennio di giunte di centro-destra influenzate dagli allievi di don Giussani.

Nessun nemico, dunque. Trasversalismo prima di tutto, passando per la sordina alla politica e per l’esaltazione della “società civile”, che è poi il campo di gioco preferito di Cl. É su quel terreno che la Compagnia delle Opere coltiva da tempo la trasversalità con le coop rosse. A Rimini il numero uno della Lega Coop Giuliano Poletti e il presidente Pd della provincia di Roma Nicola Zingaretti intratterranno i giovani ciellini sull’imperdibile tema “Il lavoro come bene comune”.

Il convegno è organizzato con la collaborazione di Obiettivo Lavoro, società di lavoro interinale molto nota, anche se non tutti sanno che è nata dall’alleanza tra Compagnia delle Opere e Coop rosse. Una parentela incarnata dalla figura di Massimo Ferlini, esponente del Pci coinvolto e assolto nell’inchiesta Mani pulite, oggi vice presidente della stessa Compagnia delle Opere. Del resto non è un caso che l’incontro inaugurale con Napolitano sia organizzato con la collaborazione dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà, parola totem per il pensiero sociale cattolico attorno alla quale Cl raduna un plotone di politici di ogni schieramento. La trasversalità non guarda solo a sinistra. In un programma meno generoso del solito con i politici non mancherà la ribalta del sabato mattina per il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, beniamino dei giovani ciellini, nè quella per il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Il mondo di Cl guarda con moderata fiducia, ma acuta curiosità, al vagheggiare dei due attorno a un nuovo soggetto cattolico-moderato per il dopo Berlusconi. In fin dei conti l’idea di Cl resta quella di sempre: la religione e la sussidiarietà stanno meglio se a difenderle c’è la spada della politica.


http://www.ilfattoquotidiano.it/edizione-locale/emiliaromagna/

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18 agosto 2011
Come Comunione e liberazione è entrata (e comanda) nelle Coop rosse      

  Il meeting è diventata un’industria. Ma la potenza vera di Comunione e liberazione sta negli affari: un impero che negli anni ha raggiunto i 70 miliardi di euro, la metà in Lombardia e una buona fetta nelle coop dell’Emilia Romagna
 
 Mancano ormai pochi giorni all’inizio del ciellino “meeting per l’amicizia fra i popoli” di Rimini. La manifestazione costa 8 milioni 475 mila euro, di cui il 71 per cento coperto da sponsor e pubblicità, circa il 20 dai punti di ristoro del meeting, mentre il resto proviene dagli incassi degli spettacoli e dalle donazioni di privati.

Chiamatela “amicizia operativa” come ama definirla Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia e primo fra i Memores Domini di Cl, o se preferite “sussidiarietà dei favori”. Emma Bonino, vice-presidente del Senato usa invece la locuzione “parastatalizzazione del privato”. Vi starete sempre riferendo a quella rete di potere che è stata creata nei decenni da Comunione e liberazione e dalla Compagnia delle opere (CdO), il suo braccio finanziario, una rete di più di 34 mila imprese con un fatturato complessivo di almeno 70 miliardi di euro. Da tempo a questo sistema non sono estranei gli interessi delle cooperative emiliano-romagnole.

Valerio Federico, membro del comitato nazionale dei radicali italiani, nel suo scritto “La peste lombarda”, ha definito questa pratica di governo “lo strumento più efficace e rispondente agli obiettivi di CL di corporativizzazione e confessionalizzazione della società, a partire da quella lombarda, mediante la sistematica acquisizione e gestione del potere politico, religioso, economico, finanziario”.

Anche Cl alla sua maniera festeggia l’unità d’Italia. Il 21 agosto, giorno di apertura del meeting riminese, è previsto per le ore 17 un incontro dal titolo “150 anni di sussidiarietà”. Alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prenderanno la parola Enrico Letta, vicesegretario del Pd, Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei deputati, Giorgio Vittadini, presidente della fondazione per la sussidiarietà che si occupa dell’attività scientifica e di ricerca a supporto dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, nato nel 2003 per volontà dello stesso Lupi, di cui fa parte anche il ministro della giustizia Angelino Alfano.

Ai meeting di Rimini e della ciellina Rete Italia l’unico ospite fisso rappresentante l’opposizione è Enrico Letta, membro assieme a Pier Luigi Bersani e a Ermete Realacci dell’intergruppo per la sussidiarietà.

Come sottolinea Federico: “Vi è un trend in corso da anni che vede l’espansione della presenza della CdO nel centro sud, regioni “rosse” comprese e, parallelamente, la penetrazione delle cooperative rosse al Nord, Lombardia in primis”.

Non sarà un caso allora che un altro immancabile del meeting sia Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia dal 1988 e di Centrale Italiana (la centrale di marketing nata dall’alleanza tra Coop, Despar, Sigma e Il Gigante) dal 2005. Prima di ricoprire tali cariche Tassinari è stato dal 1975 al 1988 capo servizio amministrativo della Camst di Bologna e dal 2001 ha saltato solo un’edizione del meeting di Rimini.

Il libro “La lobby di Dio” del giornalista Ferruccio Pinotti  <http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/24/tutti-gli-interessi-della-lobby-di-dio-nel-virtuoso-sistema-sanitario-lombardo/83063/> raccoglie una dichiarazione illuminante di Tassinari, rilasciata all’edizione 2009 del meeting: “Le nostre cooperative e le imprese della CdO si muovono sulla base degli stessi valori. Stiamo creando un’unica grande realtà. Faremo grandi cose insieme”.

In questa direzione va anche l’operato del Ccc (consorzio cooperative costruzioni), quello del Civis di Bologna e del Cns (consorzio nazionale servizi), che si sono dati da fare per rappresentare le cooperative associate nel tentativo di aggiudicarsi le gare d’appalto lombarde.

Quanto siano stretti i rapporti tra le coop e la Compagnia delle opere lo evidenzia “La peste lombarda”: “Nel settore costruzioni -fronte rosso-  in Lombardia la fanno da padrone le cooperative Cmb di Carpi e Cmc di Ravenna, mentre in quello dei servizi Manutencoop” di Zola Predosa. CMB e le imprese vicine a CL si sono divise recentemente la torta più appetitosa, quella del nuovo ospedale Niguarda di Milano. CMB ha realizzato inoltre il nuovo ospedale di circolo di Varese (100 milioni di euro), gli headquarters milanesi di Pirelli e Sole24Ore (30 milioni), il nuovo teatro Dal Verme per la Provincia di Milano (7 milioni) e l’inceneritore Silla II a Milano (20 milioni, committente Amsa, di A2A)”, una delle aziende sponsor del ventitreesimo meeting di Rimini.

Non da meno è Manutencoop che “ha nel suo consiglio di gestione il ciellino Massimo Ferlini, numero due di CdO nazionale e capo di CdO Milano, ex Pci e oggi uomo ponte tra CdO e coop rosse. Il presidente della holding è Claudio Levorato con trascorsi tra Pci e Legacoop e il consiglio di sorveglianza è presieduto da Fabio Carpanelli, ex numero uno di CCC”.

“Infine –prosegue Federico in “La peste lombarda”- la rossa Cmc (cooperativa muratori e cementisti di Ravenna) ha vinto recentemente il bando di Fiera Milano, in mano agli uomini CL-CdO, per un importo pari a 165 milioni di euro per dei nuovi padiglioni fieristici del Portello, 3 bandi di Metropolitana Milanese” per un totale di 168,3 milioni “e un bando da Sea per dei lavori a Malpensa per 26 milioni. Il totale corrisponde a 359,3 milioni di euro”.

Napolitano PD Coop Rosse e Comunione e Liberazioneultima modifica: 2011-08-25T00:05:00+02:00da iskra2010
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