I documenti top secret sui legami con Gheddafi imbarazzano Cia e Mi6

 Che Gheddafi fosse legato alla Cia americana e all’Mi6 britannico, e che avesse fatto molti lavori sporchi per conto dei vertici dell’imperialismo non è cosa nuova. Basti ricordare la vera ragione per cui è stato fatto esplodere l’aereo della Pan Am sul cielo di Lockerbie in Scozia nel 1988, uccidendo 270 persone e tra le vittime c’era un diplomatico svedese presso le Nazioni Unite, Bernt Carlsson, che doveva assolutamente morire.

Perché? Perché Carlsson, che era stato uno stretto collaboratore di Olof Palme, il premier svedese ucciso “misteriosamente” con un colpo di pistola alle spalle, portava in una valigetta le carte sul coinvolgimento della P2 in un ben noto traffico di armi, probabile ragione dell’uccisione del premier.

Che lezione trarre da questi fatti?

Che servire i “vassalli” dell’imperialismo è un errore madornale e i popoli di quelle parti, come del resto quelli dell’Occidente, dovrebbero girare le ami contro chi manovra per farli scannare gli uni contro gli altri e impedire ai capitalisti di ingrassare dalla vendita delle armi, dalla distruzione delle città che poi dovranno essere ricostruite, indebitando il Paese. Ovviamente dal debito che scaturirà dalla politica dei nuovi governi filo-imperialisti, ma con la falsa democrazia all’americana, i capitalisti potranno estrarre il petrolio a costi bassissimi.

Una ragione in più per diventare comunisti.

Saluti comunisti

Andrea Montella

 

La Stampa it.jpg 

Esteri 

03/09/2011 – LA STORIA 

I documenti top secret sui legami

con Gheddafi imbarazzano Cia e Mi6

 The indipendent_ legami intelligence USA-GB e regime Tripoli.jpg

The Indipendent, uno dei quotidiani stranieri 
che ha svelato i legami tra l’intelligence 
di Usa e Gb con il regime di Tripoli

    


Gli 007 di Usa e Gran Bretagna avrebbero consegnato i sospetti
terroristi per farli interrogare dagli uomini del regime libico
L’occupazione del quartier generale dell’Agenzia libica per la Sicurezza Esterna e degli uffici dell’ex ministro degli Esteri lealista Moussa Koussa, ha portato al ritrovamento di documenti segreti e imbarazzanti per le agenzie di intelligence occidentale. I documenti sono stati scoperti da giornalisti e da Human Rights Watch: tre raccoglitori in inglese, uno con il logo della Cia, gli altri due con il simbolo dell’Mi6, e altri in lingua araba. Tali documenti, di cui scrivono il New York Times e il Wall Street Journal, andrebbero a dimostrare quanto fosse più estesa e profonda la cooperazione fra l’intelligence libica da una parte e la Cia e l’Mi6 dall’altra.

Le tre testate affermano che il materiale svela il modo in cui la Cia ha coinvolto Gheddafi nella sua controversa pratica della ’extraordinary rendition’ per il tramite del vice direttore dell’epoca nonché diretto responsabile della programma di rapimenti e detenzioni illegali di presunti terroristi : Steve Kappers. 

Steve Kappers, fu artefice nel 2003 della clamorosa rinuncia del Colonnello ai propri arsenali di distruzione di massa, a cominciare dalle armi nucleari e per di più – come emerge da un messaggio confidenziale inviato a Kussa, allora capo dell’intelligence – grazie ai rapporti che aveva instaurato con il regime seppe garantire alla Cia la «presenza permanente» a Tripoli. 

Per otto volte gli americani avrebbero inviato sospetti terroristi in Libia perché fossero interrogarti. Agenti della Cia, per ordine dell’allora presidente George W. Bush, arrivarono al punto di suggerire agli aguzzini le domande da porre ai detenuti. Inoltre dai documenti emerge che i servizi americani e britannici si spinsero fino a fornire al regime libico informazioni riservatissime su diversi dissidenti riparati all’estero: per esempio, nel 2004 l’Mi6 si affrettò a passare allo spionaggio di Tripoli la notizia della scarcerazione in Gran Bretagna di un militante dell’opposizione in esilio, tornato quindi in qualche modo vulnerabile.

Molti documenti sono infine dedicati alla storica visita nel Paese nord-africano che sette anni fa compì Tony Blair, allora primo ministro del Regno Unito: fu l’ufficio del premier laburista a chiedere che questi fosse accolto a Tripoli da Gheddafi in una tenda beduina, e non il contrario. Un anonimo agente dell’Mi6 scrisse a Kussa: «Al numero 10 di Downing Street sono ansiosi che il primo ministro incontri la Guida (unico titolo ufficialmente assunto da Gheddafi; ndr) nella sua tenda. Non so perchè gli inglesi siano così affascinati dalle tende. Il fatto nudo e crudo è che ai giornalisti piacerà moltissimo», scherzò il mittente. Il tutto fu organizzato da Kussa, il quale ricevette da allora numerose missive che si aprivano con «Ossequi dall’Mi6». Gli arrivò persino un biglietto d’auguri firmato da un alto dirigente del servizio di spionaggio britannico, il quale si siglò «Il vostro amico». 

Forse è per questo che, quando lo scorso marzo disertò, l’ex ministro degli Esteri di Gheddafi scappò proprio in Gran Bretagna da dove, un mese dopo, gli fu consentito ripartire alla volta del Qatar malgrado le accuse di gravi violazioni dei diritti umani pendenti a suo carico.

 

diario 21.jpg

23 Feb 2011 

Svezia – Gheddafi ordinò l´attentato di Lockerbie

Sarebbe stato Gheddafi in persona a ordinare l´attentato di Lockerbie. Lo rivela l´ex ministro della giustizia libico Mustafa Mohamed Abud Al Jeleil in un´intervista rilasciata al giornale svedese Expressen. 

L´attentato di Lockerbie, volo Pan Am 103, costò la vita a 270 persone, 189 erano cittadini americani e uno svedese, Bernt Carlsson, diplomatico alle Nazioni Unite.  L´inchiesta condotta congiuntamente da Scotland Yard e dall´Fbi concluse che l´attentato era stato programmato e attuato dai servizi segreti libici. Nel colloquio, con il giornalista dell´Expressen, Kassem Hamade, Mohamed Abud Al Jeleil afferma di avere la prova che Gheddafi personalmente abbia ordinato l´attentato e che dopo l´11 settembre il Colonnello, per non restare isolato, giocò la carta del risarcimento ai familiari delle vittime. Dopo l´attentato furono adottate pesanti sanzioni contro la Libia che fu costretta a consegnare i presunti responsabili materiali, uno dei quali, Abdelbaset Ali al-Megrahi, condannato da un tribunale scozzese al carcere a vita è stato rilasciato nel 2009 per motivi umanitari perché affetto da un cancro alla prostata. La decisione scozzese sollevò molte polemiche in Gran Bretagna e una forte critica da parte dell´Amministrazione americana. Il presidente Obama la definì ´un grave errore´.

091all Olof Palme Bernt Carlsson documenti valigetta omicidio Palme Lockerbie attentato P2 - 1.jpg

091all Olof Palme Bernt Carlsson documenti valigetta omicidio Palme Lockerbie attentato P2 - 2.jpg

091all Olof Palme Bernt Carlsson documenti valigetta omicidio Palme Lockerbie attentato P2 - 3.jpg

 

 

 

 

 

I documenti top secret sui legami con Gheddafi imbarazzano Cia e Mi6ultima modifica: 2011-09-12T00:10:00+02:00da iskra2010
Reposta per primo quest’articolo