11 settembre 2001 – Demolizione controllata

L’11 settembre 2001 è la data di dichiarazione di guerra del vertice dell’imperialismo a tutto il proletariato mondiale.

Da quel giorno in poi per i poveri della terra non c’è più stata pace. Da quel giorno i capitalisti hanno voluto, in diretta Tv, terrorizzare tutti noi facendoci capire che dalla crisi di sovrapproduzione e dagli effetti della speculazione finanziaria dovevamo lasciare sul terreno della lotta di classe, fatta dai padroni contro di noi, tutte le conquiste sociali ottenute grazie a decenni di lotte durissime.

Da quel momento in poi un solo modello di falsa democrazia e stato propagandato e imposto con l’azione combinata terrorismo-guerra d’invasione, quello anglo-americano basato sul sistema maggioritario e sulle primarie.

Da quel giorno i giornalisti dei media ufficiali si sono messi sugli occhi enormi fette di salame e nelle orecchie intere zucchine, e hanno nascosto sistematicamente la verità sull’11 settembre, per chi lavorava Bin Laden, la sua reale data di morte, tentando di zittire tutti coloro che andavano a ricercare la verità su quei tragici fatti e sul loro significato politico.

Ma la cosa più grave successa è il silenzio da parte delle forze politiche che dovrebbero essere in prima fila a ricercare la verità, soprattutto i partiti che si rifanno al proletariato.

Io spero che il mio partito il PRC si faccia promotore di una grossa iniziativa per l’11 settembre. Perché, e sono sicuro di questo, la verità su quei fatti produrrebbe effetti devastanti sull’imperialismo, ma benefici effetti sociali e morali, per tutti i poveri della terra, che non dovrebbero più pagare la crisi.

Saluti comunisti

Andrea Montella

 

grattacielo C7 NY.jpg

Cosa accadde grattacielo C7? Perché è crollato?

Nessun aereo lo aveva colpito. Perché brucia?

 

il manifesto

6 settembre 2011

L’arte della guerra


Demolizione controllata

Manlio Dinucci

Che cosa pensereste se la polizia, dopo una sospetta esplosione che ha fatto crollare una casa uccidendo chi vi abitava, per prima cosa rimovesse e distruggesse tutto ciò che resta? E’ quanto hanno fatto, dieci anni fa, le autorità statunitensi: ordinarono di rimuovere subito le strutture in acciaio delle torri crollate l’11 settembre a New York. Nessun dubbio, nella versione ufficiale, che la causa fosse l’incendio provocato dall’impatto degli aerei dirottati dai terroristi. Le 300mila tonnellate di acciaio delle torri furono riciclate in gran parte in fonderie asiatiche, salvo 24 tonnellate date alla Northrop Grumman (uno dei maggiori contrattisti militari del Pentagono) per costruire una nave-simbolo, la New York: la prima di una nuova generazione di unità da assalto anfibio per la guerra globale al terrorismo, giustificata dall’attacco alle Torri gemelle fatto vedere in diretta mondovisione. Neppure un grammo di acciaio, invece, fu dato agli ingegneri strutturali che avevano chiesto di esaminare le colonne e travature, riassemblandone alcune sezioni, per determinare con certezza la causa del crollo. «Tale decisione – dichiarò Frederick Mowrer dell’Università del Maryland, professore di ingegneria per la protezione contro gli incendi – compromette qualsiasi inchiesta sui crolli. Giudico inquietante la rapidità con cui sono state rimosse e riciclate prove potenzialmente importanti» (The New York Times, 25-12-2001). Nessuna torre di quel tipo, infatti, è mai crollata a causa di un incendio. Il carburante degli aerei non avrebbe potuto sviluppare un calore tale da fondere le massicce colonne di acciaio e, per di più, è bruciato per la maggior parte all’esterno delle torri tanto che, all’interno del punto d’impatto, si vedono persone incolumi. La dinamica del crollo delle Torri gemelle e della torre 7 (neppure colpita dagli aerei) – sostengono diversi esperti – ricorda una demolizione controllata provocata da esplosivi collocati all’interno. Per aver sostenuto questo, il prof. Steven Jones, docente di fisica, è stato espulso dalla Brigham Young University (Utah). Non ha però desistito. Insieme a una équipe di cui fanno parte anche scienziati di altri paesi, ha pubblicato nel 2009, sulla rivista The Open Chemical Physics Journal  (che sottopone a revisione scientifica gli articoli da pubblicare), uno studio basato sull’analisi di campioni di polvere prelevati a Ground Zero. Essi rivelano la presenza di termite, sostanza non esplosiva che produce una reazione chimica con una temperatura di 2.500 gradi Celsius, in grado di fondere l’acciaio, tagliandolo come un coltello caldo taglia il burro. In una foto si vede una colonna di acciaio recisa di netto, in diagonale, con colature simili a quelle di una candela. E, poiché la termite non ha bisogno di aria per bruciare, la reazione continuò per giorni a sviluppare calore sotto le macerie, nonostante che i pompieri le raffreddassero con continui getti d’acqua. Su queste e altre prove scientifiche si basa lo studio del prof. Steven Jones, che ha sfidato gli scienziati sostenitori della versione ufficiale a confutarlo. Essi si sono però rifiutati di leggerlo, dicendo di non avere tempo. Ma la versione ufficiale sta crollando nel modo in cui sono crollate le torri: come un castello di carte.

11 settembre 2001 – Demolizione controllataultima modifica: 2011-09-18T00:30:00+02:00da iskra2010
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