Gheddafi, Mussolini media e revisionismo storico

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Le Tv e i giornali capitalistici, hanno teso a mettere sullo stesso piano la morte di Mussolini e quella di Gheddafi.

Certi paragoni non si possono fare. 


Queste operazioni di revisionismo storico cercano di creare le condizioni psicologiche per una rivalutazione politica di Mussolini e del fascismo, cercando di approfittare del disappunto suscitato nelle masse dalla giustizia sommaria fatta nei confronti del dittatore libico.


La barbara uccisione di Gheddafi è figlia di una cultura distante anni luce dalla cultura giuridica di cui erano portatori i partigiani e gli esponenti politici del CLNAI, che faceva del diritto uno dei prìncipi base del loro agire politico. L’esercizio della giustizia come elemento di avanzamento sociale, politico e culturale di un popolo, contro visioni legate a retrograde logiche, da quella del taglione a quelle della giustizia sommaria. La nostra cultura giuridica è figlia anche del Beccaria. Tant’è che nella nostra Costituzione, nata da quelle lotte che portarono alla liberazione da culture reazionarie, non è prevista la pena di morte. E la pena di morte non può essere praticata né dal singolo cittadino, né da organizzazioni politiche, né dallo Stato. Questa è civiltà! Questo era il portato soprattutto dei comunisti e dei cattolici dossettiani in ambito resistenziale. Valori che sono sopravvissuti sino a quando non è arrivato Bettino Craxi portatore di quei valori liberal-socialisti tanto cari alle imprese e in antitesi a quelli antifascisti, comunisti e costituzionali.



Primaria differenza: Gheddafi non stava invadendo nessun Paese. Mentre Mussolini oltre ad aver perseguitato e ucciso chi gli si opponeva ha invaso: la Libia, l’Etiopia, ha aiutato i falangisti di Franco ad abbattere la Repubblica democratica di Spagna, facendo centinaia di migliaia di morti. Mussolini insieme ad Hitler e ai giapponesi, appoggiati inizialmente economicamente e politicamente da Inghilterra, Francia e Usa in funzione anticomunista, hanno invaso mezza Europa, l’Africa e l’Asia, provocando con quel conflitto 55 milioni di morti di cui 40 milioni nella sola Europa, di cui la Russia sovietica pagò il prezzo più alto con 21 milioni e 600 mila morti così suddivisi: 13 milioni e 600 mila militari e 8 milioni di civili, che il revisionismo storico imperante rimuove costantemente.


Seconda differenza: Mussolini è stato regolarmente processato per i suoi crimini dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia che operò come organismo clandestino durante la Resistenza ed ebbe per delega poteri di governo nei giorni di insurrezione nazionale.
Il 16 ottobre 1943 viene votata la mozione che si può riassumere in tre punti base:


assumere tutti i poteri costituzionali dello Stato evitando ogni atteggiamento che possa compromettere la concordia della nazione e pregiudicare la futura decisione popolare;

condurre la guerra di liberazione a fianco degli alleati angloamericani; 


convocare il popolo al cessare delle ostilità per decidere sulla forma istituzionale dello Stato. Gheddafi non ha avuto nessun processo per i suoi crimini. Crimini compiuti non solo per i suoi interessi ma anche per favorire quelle nazioni che oggi lo stavano bombardando ed eliminando dalla scena politica ed in questo è simile a Mussolini che fu appoggiato dai capitalisti inglesi, francesi e americani in funzione anticomunista e poi scaricato.
Gheddafi processato, avrebbe potuto raccontare fatti spiacevoli per i principali Paesi imperialisti, compresa l’Italia. Per questo è stato ucciso. Intanto in Libia arriva al potere l’integralismo islamico… Mentre i libici litigheranno i vari imperialismi ruberanno petrolio e gas in tutta tranquillità.


Attenzione però, anche noi rischiamo di fare la stessa fine, il nostro petrolio sono le opere d’arte, il paesaggio, la cultura millenaria che verranno regalate ai privati, insieme ai soldi depositati all’INPS, furti che servono ai Paesi imperialisti più forti, per competere sull’altare del mercato globale. Gli appetiti dei vari capitalismi posso ridisegnare la mappa geopolitica dell’Italia, come hanno già fatto della Jugoslavia, della Libia, della Palestina e dei Paesi dell’Est.


Questo scenario non si realizza solo se rapidamente prendiamo coscienza di ciò e operiamo in senso nettamente opposto, in senso comunista. Coniugando la difesa delle conquiste sociali dei proletari con la difesa dalle ingerenze dei Paesi imperialisti. Le politiche di centrodestra e di centrosinistra svendono le nostre conquiste sociali insieme all’intero Paese e le chiamano riforme.


Saluti comunisti 


Andrea Montella

 


 

Ultimatum 19 aprile 1945 CLNAI 


Sia ben chiaro per tutti che chi non si arrende sarà sterminato.



Sia ben chiaro per i componenti delle forze armate del cosiddetto governo fascista repubblicano che chi sarà colto con le armi in mano sarà fucilato.



Solo chi abbandona oggi, subito, prima che sia troppo tardi, volontariamente, le file del tradimento, solo chi si arrende al Comitato di Liberazione Nazionale, consegna le armi – quante armi può – ai patrioti avrà salva la vita, se non si sarà macchiato personalmente di più gravi delitti.



Il Comitato di Liberazione Nazionale e le formazioni armate del Corpo dei Volontari della Libertà non accettano e non accetteranno mai – in armonia con le decisioni dei capi responsabili delle Nazioni Unite – altra forma di resa dei nazifascisti che non sia la resa incondizionata.



Che nessuno possa dire che, sull’orlo della tomba, non è stato avvertito e non gli è stata offerta un’estrema ed ultima via di salvezza.



 

Il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia.



 

Achille Marazza per la Democrazia Cristiana



Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana



Ferruccio Parri per il Partito d’Azione



Leo Valiani per il Partito d’Azione



Luigi Longo per il Partito Comunista Italiano



Emilio Sereni per il Partito Comunista Italiano



Giustino Arpesani per il Partito Liberale Italiano



Filippo Jacini per il Partito Liberale Italiano



Rodolfo Morandi per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria



Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria





 

Comunicato 29 aprile 1945 CLNAI  


 

Il CLNAI dichiara che la fucilazione di Mussolini e complici, da esso ordinata, è la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il nostro Paese ancora coperto di macerie materiali e morali, è la conclusione di una lotta insurrezionale che segna per la Patria la premessa della rinascita e della ricostruzione.

Il popolo italiano non potrebbe iniziare una vita libera e normale – che il fascismo per venti anni gli ha negato – se il CLNAI non avesse tempestivamente dimostrato la sua ferrea decisione di saper fare suo un giudizio già pronunciato dalla storia.

Solo a prezzo di questo taglio netto con un passato di vergogna e di delitti, il popolo italiano poteva avere l’assicurazione che il CLNAI è deciso a proseguire con fermezza il rinnovamento democratico del Paese.

Solo a questo prezzo la necessaria epurazione dei residui fascisti può e deve avvenire, con la conclusione della fase insurrezionale, nelle forme della più stretta legalità.



Dell’esplosione di odio popolare che è trascesa in quest’unica occasione a eccessi comprensibili soltanto nel clima voluto e creato da Mussolini, il fascismo stesso è l’unico responsabile.



Il CLNAI, come ha saputo condurre l’insurrezione, mirabile per disciplina democratica, trasfondendo in tutti gli insorti il senso della responsabilità di questa grande ora storica, e come ha saputo fare, senza esitazioni, giustizia dei responsabili della rovina della Patria, intende che nella nuova epoca che si apre al libero popolo italiano, tali eccessi non abbiano più a ripetersi. Nulla potrebbe giustificarli nel nuovo clima di libertà e di stretta legalità democratica, che il CLNAI è deciso a ristabilire, conclusa ormai la lotta insurrezionale.



 

Il Comitato di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia.



 

Achille Marazza per la Democrazia Cristiana



Augusto De Gasperi per la Democrazia Cristiana



Ferruccio Parri per il Partito d’Azione



Leo Valiani per il Partito d’Azione



Luigi Longo per il Partito Comunista Italiano



Emilio Sereni per il Partito Comunista Italiano



Giustino Arpesani per il Partito Liberale Italiano



Filippo Jacini per il Partito Liberale Italiano



Rodolfo Morandi per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria



Sandro Pertini per il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria

Gheddafi, Mussolini media e revisionismo storicoultima modifica: 2011-10-29T08:08:00+02:00da iskra2010
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