Come funziona la dittatura capitalistica

 IMG_3551+logoMOWA.jpgfoto MOWA

 

Domenica 27 ottobre, su Rai 3 a Report, è andata in onda una trasmissione magnifica per capire come funziona la dittatura “democratica” capitalistica: una dittatura economica, politica, culturale e militare, che si manifesta con la finzione elettorale del maggioritario, con la farsa ad uso dei loro media delle primarie, create ad arte per coglionare la piccola e media borghesia nelle roccaforti del capitale, con attori che recitano la parte dei politici nei vari talk-show.

Se poi qualcuno si ribella ecco che i vertici del capitalismo mettono in funzione finti tribunali internazionali, killer privati o di agenzie di intelligence Cia MI6 ecc. o eserciti privatizzati per eliminare il problema, vedi casi Lumumba, Kennedy, Allende, Mattei, Moro, Berlinguer, Palme, Sankara, oppure organizzando nuove guerre imperialiste per il controllo delle materie prime e delle fonti energetiche mascherate da guerre umanitarie.   

Chi sono le vittime di questa dittatura? I proletari storici e quelli di nuova generazione, nati con l’attuale crisi. Queste vittime del sistema, in questi giorni, protestano in ogni angolo del pianeta.

Ma come fanno i capitalisti, il 2 per cento della popolazione mondiale, a tenere sotto controllo il 98 per cento?

I capitalisti ci riescono perché la loro classe fa della coesione coercitiva la sua forza. Questa forza gli deriva dall’aver costruito un partito, la massoneria, fatto di regole ferree in cui sono previste, agli affiliati, ritorsioni economiche pesantissime e se non bastasse la pena di morte, per chi dovesse tradire la linea politica concordata e il mandato assegnatogli. Ricordiamoci l’omicidio ritualizzato del banchiere e massone Roberto Calvi.

Altra ragione è dovuta alle enormi risorse impiegate dai capitalisti nel sistema mediatico, dove viene praticata la guerra psicologica, che loro chiamano informazione, utile per dividere quel 98 per cento della popolazione impedendogli di capire da cosa derivano i loro disagi sociali e personali e bloccare di conseguenza l’organizzazione della difesa dei propri interessi. Dopo questo lavoro fatto dai media padronali ecco sorgere come d’incanto decine di partiti e sindacati che si rifanno ai lavoratori.

Ma qual è l’interesse principale della maggioranza della popolazione? La frantumazione?

L’interesse principale della maggioranza degli uomini e delle donne di questo mondo è quello aggregare in un solo Partito i proletari che, grazie alla loro ritrovata autonomia politica, devono lottare per estendere la partecipazione, il controllo e la programmazione economica dell’economia, quindi allargare la democrazia nella società, tramite il proporzionale puro. Un sistema così fatto è ben definito va oggettivamente verso un sistema sociale ben chiaro nella parola: Comunismo. Che è la forma più avanzata di democrazia.

Ma chi ha oggi il controllo dell’economia, della politica e dei media, quel 2 per cento della popolazione mondiale, rema contro e utilizza tutta la forza, la corruzione e la violenza possibile, di ogni tipo e forma, per impedire che mutino i rapporti sociali.

Ribellarsi è giusto ma non basta.

Occorre, per prima cosa, costruire il Partito Comunista. L’organismo che concretamente, in quanto radicato nella società, impedisce al partito dei capitalisti, la massoneria, di agire indisturbato mantenendo in piedi la sua falsa e anglosassone democrazia.

Partiamo dai posti di lavoro, costruiamo comitati che discutano di questa esigenza politica, la rinascita del Partito Comunista e si cominci a richiedere più democrazia nelle fabbriche, riformando i sindacati sulla base dei valori contenuti nella Costituzione sociale e antifascista del 1948, ricostruendo quindi il sindacato di tutti i lavoratori iscritti e non iscritti, quello dei Consigli di Fabbrica.

Se non c’è democrazia in fabbrica non c’è nella società.

Saluti comunisti

Andrea Montella

 

Report – Rai 3

Domenica 27 ottobre 2011

 

EFFETTO VALANGA

di Michele Buono

 

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Controllano il 95% del mercato, le chiamano le 3 sorelle: Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch. Sono le agenzie di rating che informano gli investitori se un’azione o un’obbligazione è sicura, poco sicura, rischiosa, ma votano anche il debito degli Stati.

Tg3

A picco Wall Street dopo il declassamento di Standard & Poor’s trascina al ribasso anche le borse europee. Crollo a Francoforte.

Tg

A sorpresa, a mezzanotte, Standard & Poor’s ha abbassato il voto sulla capacità del nostro paese di far fronte al debito pubblico.

Tg3

Paga duramente il declassamento del debito americano deciso da Standard and Poor’s

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Perché proprio adesso che il Congresso ha autorizzato la federal reserve a stampare più dollari e quindi possono rimborsare i debiti! E perché hanno declassato il debito italiano? Che cosa è cambiato rispetto all’anno scorso o a due anni fa?

Chiedo a Standard & Poor’s un’intervista a New York per sapere quali sono i criteri per declassare il debito di uno Stato. La risposta è: “grazie per la richiesta,ma decliniamo”.

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

Credo che sia stata una mossa politica più che una decisione economica. Si è trattato di un avvertimento! Volevano mettere in riga Obama che spingeva per una legge sulla trasparenza di queste agenzie. Quello che penso è che loro non hanno strumenti per dare dei voti agli Stati.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Ma chi sono i proprietari di queste agenzie? Standard & Poor’s è posseduta da McGraw-Hill, che è un editore, ma dentro ci sono i maggiori fondi di investimento come Capital World Investors, State Street, Blackrock, Vanguard Group, T Rowe Price, e ritroviamo dentro Moody’s quegli stessi fondi di investimento che possono fare soldi se le agenzie che partecipano declassano. Perché togliere una A o un + ad uno Stato scatena un terremoto di vendite di obbligazioni e quello Stato si indebiterà di più per pagare gli interessi sul debito. Eppure, proprio loro hanno dato una tripla A a quei titoli tossici sui mutui americani che hanno mandato in crisi mezzo mondo.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Roma, Madrid, Barcellona, Atene, New York.

Stesse parole, stessi gesti, stessa protesta.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Estate 2011. C’è tanto debito pubblico nelle pance di banche e di fondi in tutto il mondo. Lo vendono, lo ricomprano e poi lo rivendono. Sempre più velocemente. I prezzi scendono, i tassi salgono, in pochi al mondo ci guadagnano mentre gli Stati si indebitano sempre di più e tagliano spesa pubblica insieme ai servizi sociali.

SEN. MAURIZIO GASPARRI – CAPOGRUPPO AL SENATO PDL

Il valore complessivo delle manovre attuate durante l’estate dal governo è attorno ai 100 miliardi di euro. Questa manovra serve anche a far ripartire il motore della crescita e dello sviluppo.

MICHELE GIOVANNINI – SINDACO CASTELLO D’ARGILE (BO)

Abbiamo preso una decisione di cui mi vergogno abbiamo reso urbanizzabile un lotto, un’area verde l’abbiamo messo in vendita.

GABRIELE RIVA – SINDACO DI ARZAGO D’ADDA (BO)

Dovrò sicuramente tagliare dei servizi sociali importanti in un momento così delicato di crisi.

ANNA TERESA VERNIANA – SINDACO DI GALLIERA (BO)

A partire dal nido, dalla materna, assistenza domiciliare agli anziani.

FELICE BELISARIO – SENATORE IDV

Il problema dei lavoratori in una manovra finanziaria, meglio sarebbe stato parlare con le parti sociali. Parliamo di coesione sociale, ma la state facendo saltare.

RENATO SCHIFANI – PRESIDENTE SENATO

Senatori favorevoli 165, senatori contrari 141, astenuti 3. Il Senato approva. La violenza è sempre un gesto contro la democrazia.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E’ una storia uguale dappertutto. Si vive, si lavora, si fa la ricchezza e poi bisogna spartire. C’è chi prende tanto, chi sempre di meno e chi rimane a bocca asciutta.

Può durare? Dipende solo da quanto è capace, chi non fa le parti giuste, a raccontare che la torta non c’è più, e che la tua fetta la devi aspettare dai mercati.

Come in Arizona. Successe qualcosa del genere tanto tempo fa, in un romanzo di fantascienza. Effetto valanga. L’estate del 1974 stava arrivando e tutto cominciò in casa di Marvin e Phoebe Sellers, Camino de Palmas n. 4011, Tucson, Arizona.

Marv Sellers, verso le otto di sera di un venerdì di maggio, stava facendo i conti dei guadagni e delle spese. Ci si arrovellò per più di due ore, prima di arrivare a una conclusione destinata ad avere ripercussioni storiche.

DAL FILM “EFFETTO VALANGA”:

– Phoebe, Non c’è altro modo di venirne fuori. Non c’è altro modo.

– Che cosa vuoi dire Marv?

– Quel nuovo surgelatore bisognerà rimandarlo indietro.

– Ecco, Marv, l’altro surgelatore l’avevamo già da quattro anni. I nuovi hanno tante migliorie. E poi quello vecchio ce lo prendevano indietro e ce lo pagavano pure!

– Ma se non avevamo finito di pagarlo quello vecchio! E che cosa aveva che non andava?

– … Era bianco!… Nessuno ha più un surgelatore bianco!

– Poche chiacchiere! Il surgelatore va rispedito al negozio.

– Chissà come la prenderanno!

– Dovranno ingoiare il rospo.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E fu così che successe un gran casino di dimensioni storiche, solo perché Marvin Sellers di Tucson, Arizona un giorno decise che era arrivato il momento di tirare la cinghia.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Cosa succede se uno, facendosi due conti in tasca, decidesse che il vecchio frigorifero funziona ancora bene? Lo vedremo alla fine, certo è che 35 anni fa qualcosa ha cominciato a scricchiolare. Sappiamo che il meccanismo su cui si regge, si fonda il sistema economico è quello di investire, produrre, vendere, lavorare. Inevitabilmente però ad un certo punto la crescita rallenta, non è che una famiglia media può cambiare frigorifero ogni anno, e allora si comprimono i salari, e i profitti, che devono sempre rimanere alti, si trasferiscono invece di andare in innovazione o produzione di altri beni o servizi, si trasferiscono nella finanza, che oggi supera di 20 volte il pil del mondo. E il debito che è sempre stato uno strumento di sviluppo, ha preso la strada dei circuiti finanziari internazionali, e ha tirato dentro il debito degli stati. La ricchezza quindi non è sparita, non si è bruciata, ha solo preso un’altra direzione, e allora noi per chi ci stiamo sacrificando? Michele Buono Titoli tg su crolli borsa.

 

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E dire che non c’è mai stata tanta ricchezza come nella nostra epoca.

DAVID HARVEY – ECONOMISTA SOCIOLOGO CITY UNIVERSITY OF NEW YORK

Ne può essere certo! E’ solo che non è ben distribuita tra le persone

MICHELE BUONO

E la crisi allora?

DAVID HARVEY – ECONOMISTA SOCIOLOGO CITY UNIVERSITY OF NEW YORK

Diciamo che alcune persone in questo momento stanno molto bene, anzi in questo periodo storico stanno guadagnando molti soldi proprio grazie alla crisi che si distribuisce in maniera differente nelle aree geografiche e tra le classi sociali. Sono le classi medie quelle colpite più duramente.

MICHELE BUONO

Ma le turbolenze finanziarie, come le crisi, e di conseguenza i sacrifici, ci sembrano nell’ordine naturale delle cose. Ci sono sempre state…

DAVID HARVEY – ECONOMISTA SOCIOLOGO CITY UNIVERSITY OF NEW YORK

Proprio per niente! Le crisi sono funzionali al sistema: servono a ristabilire i rapporti di forza. D’altronde – diceva un banchiere negli anni venti – è proprio grazie a una crisi che le ricchezze ritornano ai legittimi proprietari. Servono a questo, appunto.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Dirk Mueller, broker alla borsa di Francoforte. L’appuntamento è all’aeroporto di Tegel Berlino. Tra un volo e l’altro. Lui sa come si fa a fare soldi in borsa.

MICHELE BUONO

Quando vedo la sua faccia in tv, sui giornali che si dispera è preoccupato per le sorti del mondo?

DIRK MUELLER – BROKER BORSA FRANCOFORTE

Beh, in quel momento si stanno facendo solo scommesse!

Guardi che con le azioni, le materie prime e i titoli di stato non è poi tanto diverso dalle corse dei cavalli. Si scommette su un risultato. Io e lei oggi possiamo scommettere sull’aumento o il crollo dell’euro, e possiamo vincere o perdere anche se nessuno di noi ha comprato azioni.

MICHELE BUONO

E qual è il nesso con l’economia reale?

DIRK MUELLER – BROKER BORSA FRANCOFORTE

Le speculazioni o le scommesse, non danno nessun contributo alla creazione di valore, alle imprese, alla produzione reale. Il mondo della finanza si dovrebbe occupare di amministrare e mettere a disposizione denaro per produrre beni e servizi. Ma non è così. Il mondo finanziario pensa solo a se stesso e l’economia reale fa solo da base per delle scommesse.

MICHELE BUONO

Rispetto al finanziamento delle imprese e al debito degli Stati, in percentuale, quanto è la parte di scommesse?

DIRK MUELLER – BROKER BORSA FRANCOFORTE

Le scommesse sono circa dieci volte più grandi del prodotto lordo globale. Si parla di 600 trilioni di dollari americani senza contare che molto si svolge dietro le quinte, senza controllo. E guardi che queste scommesse sono capaci di mettere in ginocchio il mondo!

MICHELE BUONO

E chi è che mette i soldi?

DIRK MUELLER – BROKER BORSA FRANCOFORTE

Tutti noi. Funziona così: la ricchezza si produce dal basso e va verso l’alto nelle mani di pochi che ne traggono vantaggio.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Si vince o si perde anche se nessuno possiede niente. Per esempio, prendo in prestito titoli di debito pubblico che non possiedo nemmeno, li vendo – perché posso vendere pure ciò che non ho – il prezzo si abbassa, se sono in tanti a fare la stessa cosa, e li ricompro dopo a prezzi stracciati. Ho rischiato poco e niente e ho messo in ginocchio il mondo. E così?

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Basta fare dei calcoli: se io shorto un miliardo …

MICHELE BUONO

‘Shorto’ che significa?

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Vendo titoli che non ho e ci guadagno l’un per cento su un miliardo, io, in una giornata ho fatto dieci milioni di euro.

MICHELE BUONO

Questo è il Sole 24 ore: “gli uomini d’oro della finanza-ombra”. Leggo: “L’impresa non è stata solo quella di non perdere soldi con la crisi, ma addirittura di averci guadagnato”. Si dice che questi signori, praticamente, per guadagnare usano le crisi.

Questo fold si chiama Bridgewater, questo signore si chiama Raymond Dalio, che mestiere fa?

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Lui fa il gestore, lo speculatore ed è… un mestiere legittimo.

MICHELE BUONO

Legittimo nel senso che non si va in galera siamo d’accordo? La situazione a livello mondiale è questa. Allora io voglio sapere questo signore, questo, questo e questo.

Che mestiere fanno? Che utilità sociale hanno? Dal punto di vista economico, che cosa producono?

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Per la loro funzione nei mercati finanziari e non sociale, loro devono comportarsi in maniera speculativa. Certo che possono cavalcare, aggravare una situazione di costo del debito di un Paese, ottenendone dei grandi lucri.

MICHELE BUONO

Succhiati da dove?

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Ah… dai mercati … dall’economia… dai mercati finanziari.

MICHELE BUONO

Quindi questi signori vanno ad incidere anche sulle nostre vite!

ALFONSO SCARANO – ANALISTA FINANZIARIO INDIPENDENTE

Una manovra finanziaria come quella a cui abbiamo assistito incide ineluttabilmente.

Devi pagare il ticket. È ovvio. Se quella manovra finanziaria è stata fatta perché I mercati finanziari avevano bisogno di un messaggio.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Un messaggio di tagli di spesa pubblica e sociale per placare banche, assicurazioni, fondi stranieri. Gli investitori istituzionali che hanno in pancia un bel po’ di debito sovrano dell’Italia. Ma la politica di un Paese, se invece di rispondere agli elettori risponde ai mercati, rimane sempre sovrana? Liegi, CADTM, un’organizzazione internazionale di economisti che studia il debito degli Stati.

MICHELE BUONO

E’ così secondo lei?

ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTM – LIEGI

Effettivamente, nel quadro della crisi economica, questi Stati abbandonano la propria sovranità. Ed è la Commissione europea, il Fondo Monetario Internazionale che prendono le decisioni, così come i banchieri privati che cercano di ottenere profitti sempre più alti.

MICHELE BUONO

Con quali mezzi?

ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTM – LIEGI

Tutto l’affare sta nel gioco tra la Banca Centrale Europea, che è un’istituzione pubblica, e i banchieri privati che la mettono sotto pressione dicendo: “o ci aiutate o falliamo”.

MICHELE BUONO

E qual è il gioco?

ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTM – LIEGI

A un Paese indebitato gli investitori istituzionali dicono: non vi prestiamo più danaro se non ci pagate interessi più alti. E la BCE è costretta a ricomprargli i titoli al di sotto del prezzo di mercato. Se smette di comprare, loro aumentano il ricatto nei confronti di quel Paese. E’ quello che è successo all’Italia fra fine luglio/primi di agosto 2011.

Per 2 settimane i tassi si sono abbassati ma poi si sono rialzati e il gioco è ricominciato.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Se il prodotto interno lordo del mondo nel 2010 è stato di 74 mila miliardi di dollari, la finanza non lo guarda manco in faccia: solo il mercato obbligazionario vale 95 mila miliardi, le borse 50 mila, i titoli derivati 466 mila miliardi di dollari. Un movimento 8 volte più grande di agricoltura, industrie e servizi messi insieme. Perché? Per una coincidenza: le economie mature non possono più espandersi a ritmi sostenuti ma il capitale non può smettere di crescere. Allora, sposta il suo centro di valorizzazione nella finanza. La nuova linfa? Il debito degli Stati, che da un certo momento è cominciato ad aumentare sempre di più. Perché?

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

Le politiche neoliberali, le politiche di finanziarizzazione dell’economia hanno avuto come risvolto, l’impegno della politica a ridurre drasticamente le entrate fiscali. Sono state ridotte sostanzialmente le imposte alle imprese in Europa di circa 10 punti. Sono state fortemente ridotte le imposte ai ricchi e ai super ricchi. Sono state eliminate o drasticamente ridotte le imposte sul patrimonio, sono state drasticamente ridotte le imposte di successione e questo ha cominciato a scavare nei bilanci enormi buchi.

MICHELE BUONO

E da noi in Italia?

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

Per quanto riguarda le imprese, le aliquote nominali sono state abbassate di circa 10 punti nell’arco di una ventina d’anni, ma, per di più, l’Italia si distingue per la forte quota di evasione fiscale.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Se fino a venti anni fa solo il 5 percento del debito pubblico italiano era nelle mani di investitori stranieri, oggi è più del 55 percento di quel debito che è entrato nel circuito internazionale della finanza. Quindi deve fruttare al massimo. Qual è il sistema?

ANTONELLA STIRATI – DOCENTE DI ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ ROMA TRE

La peculiarità del comportamento degli speculatori qual è: è quella di guadagnare non dai dividendi o dagli interessi a cui nel tempo darà luogo il titolo che si comprano, ma è di voler guadagnare dallo scommettere sui cambiamenti di valore del titolo stesso, in rialzo o in ribasso. Li venda sul mercato sapendo che può venderne in quantità abbastanza grandi da determinare un effetto di caduta del prezzo che indurrà anche altri operatori a vendere. Quindi scommettendo sul fatto che il prezzo nelle prossime ore o nei prossimi giorni continuerà a scendere. Quando il prezzo è caduto abbastanza vengono ricomprati, a un prezzo più basso e a quel punto si è venduto qualcosa ad un valore iniziale di cento, poniamo, lo si ricompra ad un prezzo diminuito magari 90 e la differenza è il guadagno di chi ha fatto questo gioco di speculazione al ribasso.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Risultato? Chi ha giocato al ribasso ha incassato bei soldi. Lo Stato che ha emesso I titoli deve pagare interessi più alti e il suo debito cresce. Primavera 2011. La Deutsche Bank possiede una grande quantità di titoli del debito italiano e comincia a sbarazzarsene. Più di 8 miliardi di euro.

MICHELE BUONO

Dove voleva andare a parare la Deutsche Bank?

ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA

Da un lato, alcuni dicono che è stato fatto per consentire un aumento dello spread, del differenziale dei rendimenti, fra titoli di Stato italiani e titoli di Stato tedeschi. È da 15 anni a questa parte che queste grosse società multinazionali della finanza sono in grado di condizionare le politiche monetarie delle banche centrali.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Berlino.

MICHELE BUONO

Temeva che l’Italia stesse fallendo?

SAHRA WAGENKNECHT – DEPUTATA E PORTAVOCE ECONOMICO DIE LINKE

Nient’affatto, è stata una strategia speculativa.

Le banche d’investimento – tra l’altro – scommettono anche sul fallimento di uno Stato.

La Deutsche Bank è un player importante in questo gioco con cui si decide se un Paese ce la fa o meno a sostenere il suo debito.

E io penso che questa sia una situazione pazzesca, che interi Paesi dipendano dal pollice dritto o verso di qualche banca d’investimento o di un’agenzia di rating.

MICHELE BUONO

… andiamo avanti, vediamo l’effetto pratico…

ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA

Apparentemente questo discorso dice: la Deutsche Bank ha anticipato e ha venduto I titoli italiani quando questi valevano ancora cento. In seguito alla sua vendita, dopo che ha incassato la liquidità pari di otto miliardi di titoli, i titoli da cento hanno iniziato a perdere valore a 95, 90 e 85. Quindi, a un certo punto le altre banche che non son state le prime a partire con una attività speculativa di questo tipo, si trovano in difficoltà perché si trovano ad avere un patrimonio, un portafoglio titoli, per quanto riguarda i titoli italiani, di minor valore e allora si sentono in sofferenza e allora chiedono un intervento di supporto, o chiedono che lo Stato interessato, in questo caso l’Italia, prenda dei provvedimenti tali che riducendo il debito, aumenti di nuovo il valore dei titoli. Ma questo è soltanto la parte che viene comunemente detta, dalla quale appare che le banche siano le prime vittime venendo a calare il valore dei titoli che loro posseggono. Queste grandi società finanziarie, nel momento stesso in cui si liberano dei titoli di stato innescando un meccanismo di speculazione al ribasso, con la liquidità guadagnata alla vendita, cosa fanno: acquistano i prodotti derivati che assicurano il rischio di default su quegli stessi titoli di stato che loro hanno contribuito a far perdere di valore.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

A questo punto aumenta la percezione di rischio-Paese e aumenta pure il valore dell’assicurazione sul fallimento di un Paese, un derivato: il CDS, Credit Default Swap.

Adesso nell’affare sta anche chi opera sul mercato dei CDS.

ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA

5 banche controllano il 95 % del mercato dei CDS.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E i CDS sono assicurazioni che si possono comprare anche se non si possiedono i titoli di debito.

ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTM – LIEGI

Le banche giocano su molti tavoli, ma attenzione al paragone con un premio di assicurazione. Faccio un esempio: lei fa un’assicurazione sul rischio incendio di casa sua e paga un premio. Si tratta di casa sua. Con i Credit Default Swaps funziona così: lei può comprare un’assicurazione sull’incendio della casa del suo vicino. Paga 500 euro l’anno ma quella casa ne vale per esempio 400.000. A questo punto lei ha tutto l’interesse che la casa del suo vicino prenda fuoco per incassare 400.000 euro.

Succede la stessa cosa con i banchieri o altri investitori istituzionali. Comprano CDS sul rischio fallimento Italia senza possedere i titoli italiani. E’ chiaro che hanno tutto l’interesse che l’Italia sia in difficoltà per fare buoni profitti. E’ un sistema viziato, sono comportamenti che destabilizzano completamente le economie.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Questo è un rapporto della banca d’affari americana Goldman Sachs. Lo pubblica il Wall Street Journal nel mese di Agosto. Offre una strategia di speculazione al ribasso investendo in Credit Default Swap che aumentano di valore se crollano le azioni delle banche europee. Insomma un attacco all’euro. Ma Goldman Sachs è anche consulente di molti Stati europei, custodisce tanto debito spagnolo e ha avuto un ruolo nella sistemazione dei conti della Grecia. Come la mettiamo?

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

E’ vero. Circa 10 anni fa Goldman Sachs ha consigliato il Governo greco su come creare un titolo molto complicato che ha aiutato il precedente Governo a nascondere il fatto che il debito stava aumentando più del livello concesso dall’Unione Europea.

MICHELE BUONO

E’ questo il conflitto di interesse di un banca?

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

Credo che in banche di investimento di questo tipo, il conflitto di interesse sia proprio sul modo di fare i soldi: usano con una mano il mercato per i propri profitti e con l’altra danno consigli ai propri clienti. E questo è proprio il motivo per cui le grandi banche come Goldman Sachs devono essere divise, perché se vuoi speculare devi farlo con i tuoi soldi, e se vuoi dare consigli onesti lo fai senza conflitto di interesse.

MICHELE BUONO– FUORI CAMPO

In effetti era così una volta. Una legge bancaria – il Glass Steagall Act – dopo la crisi del ’29 regolamentava l’attività bancaria: da una parte le banche commerciali con attività tradizionali e garantite dallo Stato, dall’altra le banche d’affari con attività speculative. L’industria bancaria poi fece pressione per abolire questa distinzione.

Troppi lacci e lacciuoli – si diceva – sarà solo il mercato a regolare tutto.

SALVATORE BRAGANTINI – ECONOMISTA

Il mercato non può regolarsi da solo e, diciamo, la cosa è evidente perché gli effetti di un mercato che si autoregola sono quelli che abbiamo sotto gli occhi. E questa crisi l’abbiamo avuta come effetto di questo totale abbandono delle regole nella convinzione che è meglio così. Questa è, diciamo, stata una grande ubriacatura che ha contagiato tutti perché nessuno ne è stato immune.

MICHELE BUONO

E’ la risposta politica?

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

Labour britannico con la social democrazia tedesca, i socialisti francesi, il PD in Italia, I socialisti in Spagna, essi hanno in fondo adottato la stessa prospettiva dell’avversario con una buona intenzione in più, e cioè l’intenzione di raccogliere i feriti lungo la strada e di soccorrerli, ma la strada percorsa è sostanzialmente la medesima.

MICHELE BUONO

E questo è pensiero neoliberista.

MARCO REVELLI – DOCENTE SCIENZA DELLA POLITICA UNIVERSITA’ PIEMONTE ORIENTALE

E’ un’altra variante del pensiero neoliberista nel cui alveo le sinistre si accomodano. E’, in qualche modo, un adattarsi a quello che viene presentato come un dato di natura, un processo inevitabile ed è un’altra forma del suicidio della politica.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Tant’è che proprio sotto l’amministrazione Clinton – era il 1999 – il Glass Steagal Act fu abolito.

SALVATORE BRAGANTINI – ECONOMISTA

Il problema è che le banche avevano una funzione storica, hanno una funzione storica che hanno gradualmente abbandonato. E’ assurdo un sistema nel quale la banca che, diciamo, gode dell’assicurazione pubblica sui depositi e quindi paga ai suoi depositanti un prezzo più basso perché questi sono tranquillizzati dell’esistenza dell’assicurazione pubblica, possa poi usare questo capitale per investimenti ad alto rischio e con la logica che se va bene guadagno ed il guadagno è mio, se perdo, avete perso voi, perché voi contribuenti dello Stato che mi ospita sarete quelli che sarete chiamati a fare l’aumento di capitale alla banca reso necessario dalle perdite.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E fu così che – rotti gli argini – le banche di tutto il mondo si sono messe a fare tutto: raccolta del risparmio, speculazione, costruzione e vendita di titoli di debito. A chiudere il cerchio le agenzie di rating a dare i voti a quei titoli: sicuri, poco sicuri, per niente sicuri.

MICHELE BUONO

Quindi, è un sistema per stare tranquilli?

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

Proprio per niente! Prenda il caso dei mutui sub-prime e consideri tutte le fasi del processo!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Mutui per tutti per comprarsi casa negli Stati Uniti, praticamente senza copertura, e le banche che costruiscono titoli giudicati affidabili dalle agenzie di rating vendendo il debito a mezzo mondo. Ma alle prime rate che gli acquirenti di quelle case non pagano, comincia l’effetto valanga: crolla il mercato immobiliare Usa. Quei titoli erano tossici. Anno 2008, Lehman Brothers fallisce, e il sistema bancario internazionale trema.

MICHELE BUONO

Con quali soldi sono state salvate queste banche?

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

In parte, con i soldi dei contribuenti, in parte creando denaro, perché il denaro le banche centrali lo creano con un click del mouse.

MICHELE BUONO

Con questa operazione gli Stati si sono ulteriormente indebitati, cioè è aumentato il deficit.

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

Certamente.

MICHELE BUONO

A quel punto le banche si sono rafforzate e forti di questo denaro che hanno fatto nei confronti dei mercati?

LUCIANO GALLINO – SOCIOLOGO ECONOMISTA

Passata la paura del 2008, inizio del 2009 hanno cercato in tutti i modi di tornare alle pratiche finanziarie di prima, inventandone magari di nuove per aggirare le disposizioni che imporrebbero maggiore oculatezza nella gestione dei gruppi finanziari.

MICHELE BUONO

qual è il nesso tra le crisi cicliche e le agenzie di rating?

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

Il punto è che gli investitori bancari pagano le agenzie di rating per farsi dare il voto di affidabilità necessario per vendere quei titoli. Quindi c’è un conflitto di interesse. Se le agenzie avessero fatto bene il loro lavoro, nel caso dei mutui sub prime, non avrebbero mai dato a quei titoli voti alti, nessuno li avrebbe comprati e non ci sarebbe stata crisi. Ed è proprio là che nasce la crisi di oggi! queste agenzie di rating non sono arbitri indipendenti, sono parte dello stesso sistema. L’intera situazione è incestuosa.

MICHELE BUONO

Ma su questo non esiste una legge sulla trasparenza?

ROBERT KUTTNER – GIORNALISTA E COEDITORE THE AMERICAN PROSPECT

No! non sappiamo come prendano le proprie decisioni, perché è considerato un segreto commerciale. La legge che è passata l’anno scorso contiene delle regole per le agenzie di rating, ma è molto debole, perché i repubblicani e metà dei democratici sostengono lo stesso modello di capitalismo. Quindi anche dopo una crisi come questa non c’è nessuna volontà politica di riformare radicalmente il sistema.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

In pratica, a dettare legge a livello mondiale sono 3 agenzie di rating e 10 soggetti, tra banche e società di intermediazione immobiliare. Oggi, avendo speculato al ribasso, per loro il mercato è buono, i prezzi sono bassi e si può ricominciare a comprare.

MICHELE BUONO

Quindi quando i cittadini dei vari Stati, Italia compresa devono tirare la cinghia nei confronti di chi tirano la cinghia?

ANDREA FUMAGALLI – DOCENTE ECONOMIA POLITICA UNIVERSITA’ PAVIA

Delle 10 società che governano i mercati finanziari.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Quindi la speculazione attacca il mercato dei debiti degli Stati, i governi fanno manovre lacrime e sangue e lo sviluppo del paese?

RINO MERCURIO – OPERAIO FIAT

Il mio stipendio attuale al netto della cassa integrazione gira intorno ai mille euro se lavoro 15 giorni al mese. Sono mesi che io e la mia famiglia non ci prendiamo una serata per andarci a mangiare una pizza.

VINCENZO CHIARELLO – OPERAIO FIAT

E’ diventato vivere proprio al di sopra delle proprie possibilità adesso mangiare una pizza, una semplice pizza.

GIUSEPPE VALLARELLI – OPERAIO FIAT

Mio padre lavorava da solo, mia madre era casalinga e in famiglia eravamo in due.

Con tutto ciò mio padre è riuscito a comprarsi la casa e con tutto ciò riusciva a mettersi qualcosa da parte.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Se c’è il lavoro non dovrebbe esserci la povertà. Istat: Istituto Nazionale di Statistica.

LINDA LAURA SABADINI – CAPO DIPARTIMENTO ISTAT

Quello che sta succedendo invece rispetto ad altri settori è che sta crescendo il numero di Working Poor, cioè di persone che sono povere pur avendo un lavoro e che magari hanno un lavoro operaio e devono mantenere tutta la famiglia.

RINO MERCURIO – OPERAIO FIAT

Cioè una volta vigeva la frase “non riesco arrivare a fine mese” adesso da noi gira la frase che non riusciamo neanche ad iniziarlo il mese.

VINCENZO CHIARELLO – OPERAIO FIAT

All’incirca è un paio d’anni che stiamo andando avanti con la cassa a singhiozzo diciamo. Adesso c’è proprio quella a zero ore… siamo proprio a casa.. significa che proprio non lavoriamo, abbiamo questo stipendio che è base 750, 800 euro.

MICHELE BUONO

In quanti siete a casa?

VINCENZO CHIARELLO – OPERAIO FIAT

Siamo in cinque, ho tre figli.

GIUSEPPE VALLARELLI – OPERAIO FIAT

Più andiamo avanti più andiamo a precarizzare la vita.

MICHELE BUONO

Si sente classe media?

RINO MERCURIO – OPERAIO FIAT

C’è ancora la classe media?

MICHELE BUONO

Non sono in contraddizione questi due termini? Lavoro e povertà.

MARCO REVELLI – DOCENTE SCIENZA DELLA POLITICA UNIVERSITA’ PIEMONTE

ORIENTALE

Lo erano. Lavoro e povertà erano in contraddizione nel famigerato, secondo la cultura prevalente, modello fordista quello che ha caratterizzato la parte centrale del 900, quello basato sulle grandi fabbriche, quello basato sul welfare, su politiche redistributive e così via… dal 1980 in poi la politica globale ha lavorato a destabilizzare il salario operaio e c’è riuscito. Un bel po’ di punti percentuali di PIL globale si sono trasferiti dal monte salario al monte profitti e trasferirsi al monte profitti significa ai flussi finanziari.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Adriana fa l’impiegata. E’ un tecnico informatico.

ADRIANA GEPPERT – IMPIEGATA ALCATEL

Abbiamo un settore, un mercato delle telecomunicazioni in Italia che è praticamente fermo. Per ridurre i costi per quindi cercare di creare profitti, l’azienda ha delocalizzato nel passato tutte le attività manifatturiere e adesso sta delocalizzando le attività intellettuali per cui noi abbiamo un trasferimento di attività di sviluppo, ad esempio dall’Italia verso i paesi a basso costo.

MICHELE BUONO

Quindi le conseguenze?

ADRIANA GEPPERT – IMPIEGATA ALCATEL

Noi è da quasi 15 anni che subiamo piani di ristrutturazione. Per l’azienda i piani di ristrutturazione sono i licenziamenti, le delocalizzazioni, oppure le esternalizzazioni di pezzi di attività.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Quindi le imprese non si sviluppano, gli stipendi non crescono, la disoccupazione aumenta ed entrano meno tasse. Risultato? Aumenta il rapporto debito/pil.

PATRIZIO BIANCHI – DOCENTE ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE UNIVERSITA’

FERRARA

Perché in un processo del genere, se io taglio i consumi, i consumi si riducono, non ci sono investimenti, non c’è produzione e questo scende, dall’altra parte se io devo spendere per pagare il debito non spendo per fare nuove domande per lo sviluppo.

MICHELE BUONO

E però è un ciclo perverso che una parte comprime, dall’altra fa aumentare il debito e aumentano gli interessi sul debito.

PATRIZIO BIANCHI – DOCENTE ECONOMIA E POLITICA INDUSTRIALE UNIVERSITA’

FERRARA

Questo è quello che noi vediamo, alla fine di tre anni di tagli il debito è aumentato.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Non sono andate sempre così le cose nel mondo. Finché tutto più o meno coincideva e cresceva insieme – capitale, produzione, lavoro e le banche che finanziavano le imprese per produrre – tutto si teneva. E’ durato una trentina d’anni, dal dopoguerra agli anni ’70.

DAVID HARVEY – ECONOMISTA SOCIOLOGO CITY UNIVERSITY OF NEW YORK

Poi il capitale ebbe la necessità di recuperare quote di profitto che stava perdendo dalla produzione, a causa dei salari che crescevano e delle merci che non si riusciva più a vendere ai ritmi del dopoguerra. La strategia? Bloccare i salari, inserire quei soldi nei circuiti finanziari per farli fruttare e, nello stesso tempo, far spendere i soldi ai lavoratori per non fermare la crescita .

La via d’uscita allora fu il debito. Ma dei lavoratori, che furono sempre più incoraggiati a chiedere prestiti. Tant’è che il livello di indebitamento della gente comune si è triplicato negli ultimi trent’anni. Insomma l’economia del debito – soprattutto negli Stati Uniti – divenne la grande risposta che è finita oggi per far esplodere il mondo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

E come è esploso il mondo? Le banche, indisturbate, per anni si sono fatte gli affari loro e adesso, per salvarle, interviene lo Stato, aumentando il suo debito, che pagano i cittadini con le loro tasse, ma siccome l’occupazione è bassa, le entrate degli stati diminuiscono e allora, quel debito viene declassato perché considerato poco solvibile, come è il caso di Italia e Grecia. E per ripagarsi quegli stati, devono emettere nuovi titoli sui quali pagheranno interessi molto alti altrimenti nessuno se li compra, e così si indebitano sempre di più e il debito ricade sulla classe media che fa fatica a trovare lavoro perché in questo avvitamento, lo stato non ha soldi da investire e le imprese difficoltà di accesso al credito. Come se ne esce, dopo la pubblicità.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Allora. Adesso ci stiamo sacrificando per l’economia. Ma perché l’economia non si sacrifica per noi? Le parole usate sono sempre: terremoto, turbolenza, bufera, tempesta, come se si trattasse di fenomeni naturali e imprevisti davanti ai quali tu misero ti puoi solo piegare e aspettare la risposta dei mercati, come se fosse l’oracolo.

Ma fare finanza e pianificare la redistribuzione della ricchezza sono decisioni umane, che dovrebbe affrontare la politica.. dagli Stati Uniti all’ Europa disunita:

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Strade della Pennsylvania.

AVIDEN

I primi due anni di università a Boston li pagarono i miei genitori. A quel tempo mio padre aveva una sua attività e le cose andavano bene finché un giorno ricevo una telefonata. Erano i miei che mi dicono che non erano più in grado di pagarmi la retta.

Dovevo prendere una decisione: tornare a casa o continuare gli studi. Mi indebitai personalmente per 60.000 dollari e continuai gli studi.

Quando mi sono sposato mia moglie ha voluto prima sapere se avevo dei debiti, ed io “si ho un prestito per studenti”… e lei “ ah sì e quanto? 20 – 25 mila…” ed io “mmmh no circa 100mila…” stava per cadere dalla sedia. Quel debito era arrivato a 100.000 dollari e ha cambiato profondamente la mia vita.

Oggi non abbiamo nessun dollaro da parte e non ci concediamo nessun lusso ovviamente, usciamo solo una volta a settimana, o al cinema o a cena fuori, mai in una steakhouse costosa, giusto hamburger e una birra.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

New Jersey.

ETON

Quando abbiamo comprato questa casa, avevo un lavoro che me lo permetteva; mi occupavo di concessioni di gestioni del patrimonio e sono stato licenziato. Prendevo 62mila dollari l’anno; ora percepisco solo 1/3 di quella cifra e le cose non vanno bene.

Anche mia moglie avrà una diminuzione del salario: sta entrando in vigore una legge, firmata a luglio, sui tagli agli stipendi e alla pensioni nel New Jersey e il suo stipendio verrà ridotto ancora del 2%

MOGLIE ETON

E lo sa che adesso dobbiamo spendere ancora di più per la copertura sanitaria?

Questi sono tutti pesi che hanno colpito non solo noi ma tante altre persone della classe media. E non siamo stati noi a creare questi problemi!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Stream Valley. Stato di New York. Audrey Ellis con i risparmi di una vita ha comprato una casa. Audrey le rate le aveva pagate, ma la sua banca, piena di mutui subprime è fallita e casa sua se la sono portata via per mille dollari. Deciderà la Corte Suprema.

AUDREY ELLIS

Quando dalla Jamaica sono arrivata a New York, negli anni ’50, volevo avere una vita migliore, una buona educazione, e vivere quella che noi chiamavamo una vita americana. Ho lavorato duro, ho contribuito ad arricchire questo paese, sono riuscita a risparmiare e ho comprato una casa, ma adesso mi è crollato il mondo addosso. E vivere in questo paese sta diventando sempre più difficile… il sogno? Sta diventando un incubo.

Rep Usa Manifestazioni

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Berlino, esterno di un ufficio del lavoro.

UOMO VOX

Ti offrono solo lavoretti, se si calcola quanto si guadagna all’ora non vale proprio la pena farli.

MICHELE BUONO

Si trova lavoro?

UOMO VOX

Lavori tipo aprire buste o cose del genere. Giusto per guadagnare qualche soldo. Un lavoro fisso mai!

DONNA VOX

Si prendono questi lavori perché almeno, hai qualcosa da fare. Purtroppo però non basta.

UOMO VOX – AIUTO INFERMIERE

Da circa due settimane e mezzo ho perso di nuovo il mio lavoro.

MICHELE BUONO

Che lavoro facevi?

UOMO VOX – AIUTO INFERMIERE

Aiuto infermiere all’ospedale.

MICHELE BUONO

E non si trovano posti fissi?

UOMO VOX – AIUTO INFERMIERE

No. Solo lavoro interinale.

MICHELE BUONO

Come si guadagna?

UOMO VOX – AIUTO INFERMIERE

Credo che tutti i salari sotto i dieci euro l’ora non vadano per niente bene. Io lavoro sempre, ma i soldi non mi bastano…anche se vivo in un appartamento di 10 metri quadri. No, proprio non va!

MICHELE BUONO

Però in Germania la disoccupazione è al 9 percento!

UOMO VOX – AIUTO INFERMIERE

Buona parte dei salari sono così bassi che tutti devono venire qui a chiedere aiuti economici. Il miracolo viene pagato dallo Stato e non dai datori di lavoro!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E qual è il nesso con la locomotiva tedesca che perlomeno fino a un anno fa correva veloce?

KLAUS ABEL – DIRIGENTE SINDACATO IG METALL

Il 50 percento del nostro prodotto dipende dalle esportazioni. Ma è un modello molto fragile. In Germania, per rendere competitivi i prodotti, è aumentato il lavoro interinale, i bassi salari e la precarietà.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Finché – estate 2011 – la locomotiva rallenta e la borsa di Francoforte comincia ad andare giù.

DIER HlERSCHEL – ESPERTO ECONOMICO SINDACATO SERVIZI VERDI

Il sistema ha retto finché gli Stati Uniti continuavano a comprare in abbondanza merci dal mercato asiatico, e grazie alla loro domanda, la Germania ha potuto esportare in Oriente. Tutto il modello dipendeva dall’indebitamento degli Stati Uniti.

Ma ora è finita. La bolla del debito è scoppiata e gli investitori temono che le manovre finanziare dell’Europa meridionale e degli Stati Uniti possano portare a una diminuzione delle esportazioni tedesche.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E la Germania esporta circa 100 miliardi di euro ogni anno nel sud dell’Europa dove vuole che siano applicate manovre restrittive. Ma se le manovre sono troppo restrittive si compra di meno dall’estero!

DIER HlERSCHEL – ESPERTO ECONOMICO SINDACATO SERVIZI VERDI

La Germania si scava la propria fossa se costringe i partner commerciali dell’Europa del sud a consolidare i propri bilanci durante una situazione economica così difficile!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E nello stesso tempo la Germania, vende armi alla Grecia e le chiede pure politiche restrittive. E come farà la Grecia a pagare queste armi?

SAHRA WAGENKNECHT – DEPUTATA E PORTAVOCE ECONOMICO DIE LINKE

Da una parte si dice: “la Grecia deve risparmiare, deve diminuire le prestazioni sociali, deve pagare peggio i dipendenti pubblici, ma per piacere per le armi deve pagare molto come sempre, soprattutto per quelle armi che comprano dalla Germania”.

Questa è l’ipocrisia di questa politica. Sarebbe più sensato dire: “vi concediamo dei crediti solo se iniziate a tassare coloro che hanno i soldi in Grecia”, ma questo non accade. Anzi così come in Germania, anche in Grecia si accetta che ci sia una politica che obbedisca agli interessi economici e quindi che alla fine il conto lo devono pagare I più svantaggiati.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E ci facciamo concorrenza pure tra di noi in Europa! Come se il Texas mettesse in difficoltà la California! Certo, noi abbiamo l’euro, ma non abbiamo uno Stato che lo governi veramente. Abbiamo una Banca Centrale Europea, ma non può prestare soldi agli Stati e diamo così le chiavi del nostro debito in mano alla speculazione privata.

ERIC TOUSSAINT – ECONOMISTA CADTW – LIEGI

La Banca Centrale Europea, presta alle banche private al tasso dell’1 percento, inferiore al tasso di inflazione. Queste banche poi prestano questo denaro alla Grecia, all’Irlanda, al Portogallo al 4, 4,5 o al 5 percento. Verrebbe da dire perché la BCE non presta direttamente agli Stati all’1 per cento? Questa è la dimostrazione che la Banca Centrale Europea è al servizio dei banchieri privati. D’altronde le soluzioni che si discutono per la crisi greca e italiana, sono negoziate con le grandi banche che sono creditrici della Grecia, del Portogallo, dell’Italia e della Spagna.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Intanto la Banca Centrale Europea ad agosto, in piena crisi, scrive al Governo italiano per sollecitare un’ azione per ristabilire la fiducia degli investitori: ritagliare i salari alle esigenze delle aziende, intervenire ulteriormente sul sistema pensionistico, sul pubblico impiego e, se necessario, ridurre gli stipendi. Il consiglio, poi, è di intervenire il prima possibile con decreto legge.

Con la migliore considerazione, Mario Draghi e Jean Claude Trichet

MICHELE BUONO

E’ questo il compito della Bce?

GIANNI PITTELLA – VICE PRESIDENTE PARLAMENTO EUROPEO

No, è un intervento irrituale, naturalmente avviene perché c’è un vuoto, c’ è un vuoto di governance economica a livello europeo e c’è un vuoto di direzione politica a livello nazionale, ecco perché la Bce scrive. Il problema di fondo è: la Bce ha altre missioni ,

interviene lì dove c’è un vuoto di governance economica è questo il punto politico.

MICHELE BUONO

C’è comunque una situazione paradossale: nel momento in cui è stata creata la Bce si è fatta anche attenzione di non interferire con la Bce, cioè a fare attenzione che I governi nazionali non interferissero

GIANNI PITTELLA – VICE PRESIDENTE PARLAMENTO EUROPEO

Ora siamo al contrario, diciamo, è la Bce che interviene, che interferisce.

Ma la domanda è: la politica economica la deve fare la Banca Centrale Europea o la deve fare l’Unione Europea? Questo è il punto fondamentale.

MICHELE BUONO

Cioè, che manca?

Andiamo con ordine

GIANNI PITTELLA – VICE PRESIDENTE PARLAMENTO EUROPEO

Manca un’Unione Europea che fa la politica economica, cioè il governo europeo dell’economia e manca una vera unione fiscale.

I governi nazionali nella paura di cedere sovranità, si stanno facendo mettere i piedi addosso.

MICHELE BUONO

Se un governo nazionale ad un certo momento segue questo tipo di prescrizioni, chi fa a quel punto la politica, ma non solo la politica economica, cioè la politica in generale?

La fa quello Stato o …?

GIANNI PITTELLA – VICE PRESIDENTE PARLAMENTO EUROPEO

No assolutamente, è questo che dovrebbero capire i nostri governanti e devono capirlo anche i cittadini. Occorre più Europa, più potere alle istituzioni democraticamente elette, non alla BCE che non è una istituzione eletta.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

La speculazione internazionale ha buon gioco ad attaccare l’Europa perché è fragile e ogni paese, non governando la moneta, ha delle difficoltà ad aggiustare il suo debito.

Ora, se l’Europa fosse un soggetto politico vero, con un unico bilancio, un’unica politica fiscale, un’unica politica economica, estera, un unico esercito avrebbe un indicatore economico superiore a quello degli Stati Uniti. Invece abbiamo un’unica moneta, ma non uno stato… e allora, strada spianata all’avidità dei più forti.

Le storie che adesso vedremo sono 3: un americano che convinceva i paesi poveri ad indebitarsi, un presidente africano assassinato e un cantante islandese che ha provato a cambiare le carte in tavola.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Stati Uniti. Strade del New Hampshire. Qui abita un ex sicario dell’economia. E’ lui che si definisce così. John Perkins, economista al servizio del governo del suo paese.

JOHN PERKINS

Prima erano le organizzazioni religiose a guidare il mondo, poi i governi. Ora è il momento delle grandi corporations: controllano gli affari di tutto il mondo, hanno relazioni con i cinesi, i taiwanesi, i palestinesi, pakistani, indiani… non importa chi siano o no i politici o cosa fanno, loro vogliono risorse e mercati e faranno di tutto per controllarli.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Parigi. Fidel Toe. Un tempo era ministro. Germaine Nassouri, alto commissario. Erano i primi anni ‘80 e lavoravano in Burkina Faso con il presidente Thomas Sankara.

THOMAS SANKARA

Le origini del nostro debito risalgono al colonialismo. Quelli che ci hanno prestato denaro, sono gli stessi che ci avevano colonizzato. Sono gli stessi che gestivano I nostri stati e le nostre economie. Noi non centriamo niente con questo debito, quindi non possiamo pagarlo.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E ancora un altro obiettivo: farcela da soli, bastare a se stessi e non prendere soldi dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale.

GERMAINE NASSOURI – ALTO COMMISSARIO (1983-1987) BURKINA FASO

Se si dipende economicamente da qualcuno la tua parola non è più libera. Thomas non voleva indebitarsi perché con quei tassi di interesse alla fine non sarebbe stato possibile nemmeno pagare gli stipendi agli statali.

FIDEL TOE – MINISTRO DEL LAVORO (1983-1987) BURKINA FASO

Degli economisti ci spiegarono che non è mai successo che un paese si sia sviluppato con i soldi del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Non appena vi finanziano – ci spiegarono – vi presentano le condizioni: privatizzate questo, privatizzate quello. E alla fine privatizzare vuol dire gettare tante persone sul lastrico: si tagliano posti di lavoro, crescono i prezzi e il paese decade.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Parecchio più su nel mondo, quasi vicino al circolo polare artico, L’Islanda. Reykjavik.

Hordur Torfa, il cantante.

HORDUR TORFA – LEADER MOVIMENTO DI PROTESTA CITTADINI ISLANDESI

Non ricordo bene se era lunedì o martedì, ma le banche erano chiuse. Alle 4 del pomeriggio il Primo Ministro comparve alla tv nazionale, pronunciò uno strano discorso e alla fine disse: “Dio benedica l’Islanda”. La maggior parte delle persone non capì.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Ma capirono subito. Era il 2008 e il sistema finanziario islandese collassò. Fino a quel momento sembrava che non dovesse mai finire di espandersi il settore generato da tre grandi banche: credito facile, incrocio di azioni per aumentare il valore, conti online in Inghilterra e Olanda a rendimenti altissimi.

HORDUR TORFA – LEADER MOVIMENTO DI PROTESTA CITTADINI ISLANDESI

Non potevamo starci. Ho preso una macchina e degli altoparlanti; ho chiesto a tutti di aiutarmi per diffondere i messaggi attraverso la rete e facebook. Ci siamo ritrovati in tanti a chiedere le dimissioni del Governo, del Consiglio della Banca Nazionale e le dimissioni del Presidente dell’Authority finanziaria.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Il Presidente Sankara non volle indebitarsi e ci riuscì. Il Burkina Faso cominciò a camminare sulle sue gambe facendosi bastare quello che aveva.

GERMAINE NASSOURI – ALTO COMMISSARIO (1983-1987) BURKINA FASO

Abbiamo organizzato i contadini in cooperative per renderli più forti a livello di produzione e i commercianti in gruppi di consumo per realizzare al massimo il settore e, contemporaneamente, abbiamo incitato la popolazione a consumare prodotti locali. Con questo siamo riusciti a creare delle risorse.

MICHELE BUONO

E che ci avete fatto?

GERMAINE NASSOURI – ALTO COMMISSARIO (1983-1987) BURKINA FASO

Queste risorse le abbiamo investite nella scuola: la scolarizzazione è salita dal 16 al 28 percento. Abbiamo vaccinato 2 milioni di bambini e in 3 anni la speranza di vita è passata da 47 a 50 anni. Abbiamo fatto delle economie e ci siamo riusciti.

MICHELE BUONO

Che significa “sicario dell’economia”? É questo il suo mestiere?

JOHN PERKINS

Fui arruolato come economista dall’Agenzia della Sicurezza Nazionale. Il mio compito era quello di far indebitare i paesi che puntavamo- in Africa e in America Latinaproponendo impianti industriali, o autostrade e poi, predisponendo una richiesta di prestito alla Banca Mondiale. Soldi che prendevano le nostre organizzazioni per iniziare i lavori. Ai paesi in questioni rimaneva solo un grande debito che non riuscivano a ripagare. A questo punto ritornavo in quei paesi e dicevo “ ehi, non puoi riparare il tuo debito? Allora vendi alle nostre Corporations a poco prezzo, il tuo petrolio senza restrizioni sociali o ambientali o vota per noi nelle prossime elezioni alle nazioni unite”.

MICHELE BUONO

Come faceva a convincere i suoi interlocutori?

JOHN PERKINS

La prima mossa è sempre quella della persuasione dei leader.

Dicevo “ehi Mr President … vedi … in questa tasca ho un paio di milioni di dollari per te e la tua famiglia, ma se scegli di non partecipare, in quest’ altra tasca ho una pistola e ti posso far fuori!”. I presidenti capivano molto bene.

MICHELE BUONO

E se non volevano capire?

JOHN PERKINS

Diversamente, entravano in azione gli agenti della CIA per rovesciare il governo o assassinare i loro leader. E se andava male anche questa, tipo Saddam Hussein in Iraq, entravano in azione i militari. Sono strategie legate più agli interessi delle Corporations che non della Nazione.

MICHELE BUONO

E allora quando muoiono i soldati per chi muoiono?

JOHN PERKINS

I nostri soldati in Afghanistan, in Iraq o in altri posti, non stanno combattendo o morendo per patriottismo; molti ci credono ma in realtà, servono gli interessi delle Corporations.

THOMAS SANKARA (DISCORSO)

Signor Presidente, vorrei che fosse la conferenza a dire che non possiamo pagare il debito per consacrare le nostre magre risorse a progetti di sviluppo. Se è solo il Burkina Faso a dirlo, non sarò qui alla prossima conferenza!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Tre mesi dopo il Presidente Sankara fu assassinato.

Fine del sogno di un paese che poteva bastare a se stesso.

MICHELE BUONO

Fu una coincidenza?

FIDEL TOE – MINISTRO DEL LAVORO (1983-1987) BURKINA FASO

Non credo che si sia trattato di una coincidenza, anche i francesi lo dicevano: Sankara disturbava.

MICHELE BUONO

Qual è la sua opinione?

JOHN PERKINS

Si oppose pubblicamente al Fondo Monetario Internazionale, alle banche e ai sicari dell’economia, quindi non mi sorprende che fu assassinato.

Sono esempi che servono a far capire a tutti gli altri che non la scamperanno se si comporteranno nello stesso modo.

MICHELE BUONO

Fa ancora questo mestiere?

JOHN PERKINS

Ho capito di essere io stesso uno schiavo del sistema. Il mio mestiere, in giro per il mondo, era di ridurre persone e Stati in schiavitù. Quando mi sono reso conto di questo, sono tornato a Boston al mio quartier generale e mi sono dimesso.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

Intanto in Islanda a Reykjavik, i cittadini continuavano la protesta. Non volevano assolutamente accettare di pagare di tasca propria quasi 6 miliardi di dollari a investitori inglesi e olandesi per il crack bancario, come aveva stabilito il governo.

HORDUR TORFA – LEADER MOVIMENTO DI PROTESTA CITTADINI ISLANDESI

Noi non pagheremo per loro. É molto semplice.

È stato dimostrato che i responsabili svuotavano le banche e privatizzavano favorendo i loro amici. Esigiamo che queste persone vengano giudicate in un tribunale e che ridiano al Paese quello che gli hanno tolto nel più breve tempo possibile.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E così i cittadini islandesi, sono riusciti a far cadere il governo e ottenere 2 referendum in cui ribadiscono di non voler essere loro a ripagare il debito.

MICHELE BUONO

Alla fine chi pagherà ?

ROBERT MARSHALL – DEPUTATO E PRES. COMMISSIONE GENERALE PARLAMENTO ISLANDESE

Abbiamo negoziato con la proprietà della banca e abbiamo scoperto che ci sono risorse sufficienti per pagare il debito. Quindi alla fine non sarà la Nazione a pagare, ma le banche con le proprie risorse.

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E i cittadini ottennero anche di partecipare direttamente alla riscrittura della Costituzione del Paese. Furono eletti 25 cittadini nell’Assemblea Costituente e il resto del paese seguì e partecipò ai lavori attraverso la rete internet.

MICHELE BUONO

Avete trattato l’argomento banche nella Costituzione?

ASTROS SIGNYARDOTTIR – MEMBRO ASSEMBLEA COSTITUENTE ISLANDA

Sì, in un articolo si chiede al Parlamento di nominare una commissione che si occupi di controllare e sorvegliare le banche e il sistema finanziario. E inoltre che il denaro dello Stato non deve essere usato per salvarle.

DAVID HARVEY – ECONOMISTA SOCIOLOGO CITY UNIVERSITY OF NEW YORK

Non possiamo fare affidamento sul mercato che si regola da solo per uscire dal caos in cui ci troviamo perché il mercato lavora in un modo egualitario, ma è il mondo che è disuguale e quello che fa, è rendere i ricchi ancora più ricchi e tutti gli altri più poveri.

Non c’è nulla di più ingiusto di un trattamento egualitario, ma dei disuguali.

Effetto valanga fantascienza

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E Marvin Sellers di Tucson, Arizona?

Nel romanzo di fantascienza aveva perso il lavoro. Il frigorifero l’aveva restituito al negozio. Intanto il negozio aveva chiuso, il paese era in recessione, ed era in recessione tutto il mondo.

BRANO TRATTO DAL LIBRO “EFFETTO VALANGA” DI MACK REYNOLDS:

E’ colpa sua signor Sellers!

Lei due anni fa, e precisamente il 12 maggio, ha telefonato al negozio di elettrodomestici Wilkins per restituire un surgelatore nuovo che aveva comprato da poco. Signor Sellers, con quell’azione ha scatenato l’attuale crisi economica. E’ una missione top secret questa!

MICHELE BUONO – FUORI CAMPO

E gli consegnò un fascio di banconote con l’ordine di andarsi a riprendere il surgelatore.

… E fu così che il negozio riaprì, riaprirono le fabbriche, il Signor Sellers ritornò a lavorare e l’economia americana finalmente ripartì. Il mondo fu salvo.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Come spesso accade, i romanzi di fantascienza anticipano i tempi. Dal frigo siamo passati alla casa: non hai soldi? C’è la tua banca! Poi non ce la fai a pagare? Stavolta però, non c’è lo stato a darti un rabbocco. Sul debito è cresciuta un’economia vigorosa, i profitti sono finiti poi nelle mani di pochi ingordi, che si stanno mangiando anche gli stati, grazie ad una politica o incapace o collusa.

L’esempio dell’Islanda è illuminante, anche se è un paese piccolo. Dimostra che I cittadini, volendo, possono innescare un cambio di modello. Si può e si deve pretendere di sapere tutto di colui a cui consegniamo le chiavi di casa: se è capace, se è in conflitto, qual è il programma, altrimenti lui te la svaligia, e ti poi dice “aspetta la ripresa dei mercati”.

Come funziona la dittatura capitalisticaultima modifica: 2011-11-08T09:00:00+01:00da iskra2010
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