Emiliano Brancaccio intervista


Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

Carissime compagne e compagni
finalmente dopo anni di battaglie ideologico-politiche-organizzative sull’autonomia che devono avere i comunisti da tutte le posizioni ideologico-politico-organizzative dei massocapitalisti, un po’ di chiarezza sui nostri compiti, fatta dal compagno Emliano Brancaccio.

Una riflessione nata della comprensione che senza questa assoluta distinzione dalle varie teste-partiti-leader con cui si presenta l’Idra capitalistica e nel caso specifico la situazione francese, i padroni de L’Espresso, i Rothschild-Caracciolo-De Benedetti, tentando di mettere in difficoltà Emiliano Brancaccio sottoponendogli il quesito: con Macron o la Le Pen?

Emiliano Brancaccio con estrema chiarezza spiega che esiste una terza alternativa, quella Comunista.
Macron e le Pen sono le due gambe, con cui il capitale da decenni prende in giro le masse occidentali.
E’ finalmente giunto il momento di far vedere nella concretezza dei fatti che un conto sono le menzogne che i rappresentanti dei padroni dicono durante le campagne elettorali, un’altra sono le scelte obbligate di tutte le formazioni filocapitaliste a fronte della crisi di sovrapproduzione e del bisogno che esse hanno di farcela pagare anche con una guerra mondiale.

Finalmente una voce in più, quella di Brancaccio, che ci fa uscire dal vicolo cieco in cui molti si erano cacciati durante la campagna elettorale statunitense, che inneggiavano a Trump contro la Clinton, dimenticandosi di quale classe i due erano i rappresentanti e quali erano gli interessi generali della borghesia statunitense che è al vertice dell’imperialismo e della massoneria e della loro capacità di fare sintesi; scordandosi, parallelamente, di quelli del proletariato compreso quello Usa e della loro totale antiteticità con quelli dei loro padroni. Proletari, con un estremo bisogno quello di dotarsi di un loro autonomo, dalla massoborghesia, Partito Comunista.

Saluti comunisti
Andrea Montella

 

«È il “meno peggio” a creare il peggio. Scegliere uno per contrastare l’altro è un controsenso. I cui unici esiti stanno nello spostamento sempre più a destra del quadro politico». La posizione controcorrente dell’economista Emiliano Brancaccio

di Giacomo Russo Spena

Ha festeggiato il 25 aprile, da convinto antifascista. Eppure l’economista Emiliano Brancaccio, una delle voci più autorevoli nella sinistra italiana, ideatore della proposta di “standard retributivo europeo”, se stesse in Francia non voterebbe per Emmanuel Macron: «L’avanzata del Fronte nazionale è una pessima notizia, l’ennesimo segno funesto di un’epoca dominata dall’irrazionalismo politico. Ma…»

Professore, veramente al ballottaggio in Francia non voterebbe Macron per impedire l’affermazione di Marine Le Pen? Dice sul serio?
«Certo, se fossi un elettore francese al ballottaggio non andrei a votare».

Nel giorno del 25 aprile la sua risposta sorprenderà molti lettori. In questi anni lei ha spesso paventato il rischio di nuovi fascismi in Europa, ed è stato tra i più irriducibili oppositori delle destre xenofobe….
«Io festeggio il 25 aprile non semplicemente per celebrare una ricorrenza, ma perché reputo l’ascesa di nuove forme surrettizie di fascismo la minaccia principale di questo tempo. In questi anni ho trovato patetici gli argomenti di quegli intellettuali sedicenti “di sinistra” che hanno lavorato per sdoganare Le Pen in Francia o Salvini in Italia».

Però adesso che un partito di origini fasciste è a un passo dal conquistare l’Eliseo, lei sceglie di non appoggiare il candidato alternativo. Come mai?
«Chi a sinistra invita a votare il “meno peggio” non sembra comprendere che nelle condizioni in cui siamo il “meno peggio” è la causa del “peggio”. Le Pen e i suoi epigoni sono sintomi funesti, ma è Macron la malattia politica dell’Europa. Scegliere uno per contrastare l’altra è un controsenso».

Può spiegarci meglio?
«Macron incarna l’estremo tentativo del capitalismo francese di aumentare la competitività, accrescere i profitti e ridurre i debiti per riequilibrare i rapporti di forza con la Germania e stabilizzare il patto tra i due paesi sul quale si basa l’Unione europea. Al di là degli slogan di facciata, se vincerà le elezioni Macron cercherà di sfruttare il crollo dei socialisti e lo spostamento a destra dell’asse della maggioranza parlamentare per promuovere le riforme che gli imprenditori francesi invocano e che, a loro avviso, Hollande ha portato avanti con troppa timidezza. Per citare un esempio, Macron non ha mai nascosto che uno degli elementi della sua politica presidenziale sarà una nuova legge sul lavoro, ancora più precarizzante della “Loi Travail” di Hollande. La sua svolta graverà dunque in primo luogo sui lavoratori e sui soggetti sociali più deboli. La beffa è che alla fine questa politica alimenterà anche in Francia i meccanismi deflazionistici che hanno distrutto domanda e base produttiva nel resto del Sud Europa. Alla fine Macron non raggiungerà nemmeno il suo obiettivo di fondo, di riequilibrare i rapporti economici con la Germania e stabilizzare il quadro politico europeo. Chi oggi decide di votare Macron sarà ricordato per avere aderito a una politica anti-sociale, che per giunta si rivelerà fallimentare rispetto ai suoi stessi scopi. Non dovremo meravigliarci se poi si apriranno ulteriori praterie di consenso operaio a favore di ipotesi politiche con caratteristiche ancora più marcatamente nazionaliste, e al limite neo-fasciste»… (continua)

Emiliano Brancaccio intervistaultima modifica: 2017-04-30T07:47:48+02:00da iskra2010
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