La dittatura dei massocapitalisti passa dall’infiltrazione massonica

 

 

 

 

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

L’infiltrazione che si risolve in dominio è l’essenza della massoneria

di Andrea Montella

Carissime/i compagne e compagni
nell’articolo sotto riportato si parla di una sospensione dal lavoro di due dipendenti comunali di Sanremo – a cui non si è dato il solito e interessato risalto mediatico – Mirco Norberti,impiegato dell’Anagrafe, in precedenza coordinatore dei messi notificatori e Antonio Cardarelli, geometra del servizio Fabbricati, per non avere dichiarato di appartenere alla massoneria come richiesto nel questionario relativo al Codice di comportamento.

Per quale ragione i due pubblici dipendenti non hanno dichiarato di essere massoni e perché è così importante per i massoni muoversi nella società all’insaputa di tutti gli altri cittadini?

Un comportamento omertoso che ricorda quello di organizzazioni criminali come Cosa nostra, ‘ndrangheta, camorra, ecc.

La scoperta dell’iscrizione alla massoneria di Norberti e Caldarelli è stata fatta dalla Finanza, a casa del primo durante le indagini sui furbetti.

Dal comportamento dei due, collocati in due posti assai delicati della Pubblica Amministrazione, Anagrafe e Fabbricati, si evince che l’omertà è stata imposta dall’organizzazione massonica a cui si deve obbedienza assoluta, come afferma il loro giuramento:

«Prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in pol­vere, questa sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la superficie della terra».

Un comportamento del genere, basato sui principi che guidano il giuramento alla massoneria, si scontra con i principi della nostra Costituzione che fa della trasparenza nell’agire dei cittadini uno dei suoi pilastri programmatici. Infatti nella nostra Carta costituzionale è vietato appartenere a società segrete, come afferma l’articolo 18.

Questa vicenda dimostra che i gran maestri quando fanno dichiarazioni pubbliche sulla democraticità e sulla trasparenza della loro organizzazione non vanno presi sul serio, e che dobbiamo osservare con molta attenzione la prassi dei loro affiliati, e dove sono collocati nella società, perché ne va, come cittadini, della nostra sicurezza democratica.

Dobbiamo sapere che costoro sono mossi da un odio viscerale nei confronti della nostra Costituzione antifascista, sociale e anticapitalista perché da ai cittadini la possibilità di smascherare i loro programmi e la loro antidemocraticità, permettendoci di lottare per costruire una società basata sui valori dell’eguaglianza, del lavoro, della solidarietà e della giustizia sociale, mentre i massoni, stanno sempre dalla parte dei vertici del capitalismo, come la criminale vicenda della loggia massonica P2 ha dimostrato.

Sono 70 anni che i massoni infiltrano la nostra Repubblica democratica, i partiti, le organizzazioni sindacali, la Pubblica Amministrazione e le varie istituzioni della nostra società, con l’obiettivo di cambiare la Costituzione per rendere i lavoratori non più i protagonisti dello sviluppo sociale del nostro Paese, relegandoli a semplici appendici del processo produttivo, come avviene in tutte le false democrazie sorte dalle rivoluzioni borghesi.

Da quanto accaduto a Sanremo si compre lo spessore il significato della parole di Karl Marx sulle democrazia borghesi che altro non sono che delle dittature mascherate dal velo dell’ipocrisia della formalità elettoralistica ma prive di sostanza sociale.

Saluti comunisti

 

Sanremo: dopo il “caso-furbetti”, quello dei massoni

Paolo Isaia

Imperia – «In questo momento ritengo che il Comune di Sanremo abbia bisogno di distensione ed equilibrio, sono già stati dati dei segnali importanti per quanto riguarda i casi di assenteismo. Non conosco nel dettaglio i termini della questione, ma da quello che so mi sembra più legata alla mancata trasparenza…»: dal Trentino, dove si trova in ferie per qualche giorno, il sindaco Alberto Biancheri risponde così alla richiesta di un commento sulla sospensione per un mese di due dipendenti comunali, Mirco Norberti, ora impiegato dell’Anagrafe, in precedenza coordinatore dei messi notificatori, e Antonio Cardarelli, geometra del servizio Fabbricati, per non avere dichiarato di appartenere alla massoneria al momento di compilare il questionario relativo al Codice di comportamento, inviato dal segretario generale Concetta Orlando a tutti i circa 500 (all’epoca) lavoratori di Palazzo Bellevue nel 2014. La documentazione sull’iscrizione alla massoneria di Norberti e Caldarelli è stata scopera dalla Finanza, durante le indagini sui furbetti, a casa del primo.

Dopo l’inchiesta, 32 sono stati licenziati, tra cui lo stesso Norberti, che però è stato reintegrato dal giudice del lavoro per un vizio di forma, unico tra tutti. Il suo futuro da dipendente è legato al ricorso in appello del Comune contro il reintegro. Caldarelli, invece, non era stato coinvolto nell’indagine. Al momento di rispondere al quesito legato alla trasparenza, Norberti era il maestro venerabile di una loggia massonica del Principato di Monaco, Caldarelli un affiliato. Il primo, interpellato in merito dal segretario generale, ha spiegato di essersi dimesso dalla carica, il secondo di essere un frequentatore “occasionale” della loggia. Negando tutti e due che la loro appartenenza alla massoneria, oltretutto a Monaco, avesse mai influito sul loro lavoro.

In municipio, la notizia del provvedimento, non ancora esecutivo perché si attendono le indicazioni dei dirigenti dei due lavoratori sulle modalità della sospensione (che potrebbe inoltre essere impugnata), ha destato qualche inevitabile malumore. I sindacati preferiscono non intervenire, ma tra i corridoi di palazzo, come accaduto all’epoca del questionario, si sente chiedere perché i politici, a differenza dei dipendenti, non siano tenuti a dire di essere massoni o meno.

«Non sono io a determinare questo aspetto – dice ancora Biancheri – e mi risulta che per gli amministratori non vi sia una norma in merito. Credo, piuttosto, che sia una questione di sensibilità personale dichiarare di far parte della massoneria o di altre associazioni. E comunque ci sono già, per i politici, norme stringenti sull’eventuale incompatibilità». Il sindaco chiude con un commento tranciante: «Se qualcuno si dedica al malaffare, lo fa indipendentemente dall’appartenenza a un’associazione».

12 agosto 2017

La dittatura dei massocapitalisti passa dall’infiltrazione massonicaultima modifica: 2017-08-16T04:28:14+02:00da iskra2010
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