A PISA ANCORA CATTIVI MAESTRI

 

 

 

 

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

Se in questa fase di crisi di sovrapproduzione del capitale si diffonde l’irrazionalità e il revisionismo storico, soprattutto tra i giovani, i pericoli di una terza guerra mondiale sono più vicini

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

il Dalai Lama, dopo aver fatto tappa in varie città della Sicilia – Taormina, Messina, Palermo – la mattina di martedì 19 settembre Tenzin Gyatso è stato a Firenze per il festival delle religioni, poi è giunto nella città della Torre pendente, dove è stato ospite dell’Università di Pisa al simposio “Midscience of Reality”.

Il monaco-re tibetano è stato in seguito portato in Piazza dei Cavalieri per pontificare alle folle le sue massime “democratiche”. Nella città della Normale la popolazione è accorsa in massa, spero ignara di chi è nella realtà il XIV Dalai Lama (altrimenti ne sarebbero complici) e quale compito i massocapitalisti con le loro università e centri di ricerca gli hanno assegnato: quello di diffusore a livello planetario dell’irrazionalità.

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Piazza dei Cavalieri piena di giovani ignari in attesa dell’”illuminazione” da un monaco legato alla CIA

Certo questo schifoso lavoro non è tutto sulle sue spalle, ma è ben coadiuvato, come si è visto a Pisa, dai centri di potere massonici della città e delle Università, dei media e tra i propugnatori del revisionismo storico, ma soprattutto tra i servizi segreti e i padroni di Camp Darby.

Infatti è stato insignito dall’Università di Pisa – famosa per aver prodotto e sdoganato a getto continuo molti di quei personaggi funzionali agli interessi del capitale in quanto abili spacciatori di paradigmi anticomunisti sia di estrema destra che di estrema sinistra – di una laurea honoris causa in psicologia clinica e neuroscienze. Studi molto usati per finalità belliche, ma di guerre particolari, dove l’arma principale è la psicologia combinata con le neuroscienze, utili nello sparare menzogneri proiettili nella nostra mente, strumentalizzando le nostre naturali prerogative come la paura, la rabbia, l’eccitazione sessuale, la cura, la pena della solitudine, il gioco e la ricerca/voglia di fare.

Il Dalai Lama è stato uno dei più importanti e abili diffusori di paradigmi anticomunisti a livello planetario, in perfetta sinergia con la Cia e il mondo di Hollywood a libro paga del Pentagono.

Per avere un profilo il più preciso possibile del Dalai Lama riportiamo le pagine 185 e 186 del libro dello scrittore statunitense Michael Zezima SALVATE IL SOLDATO POTERE il Saggiatore 2004:

… In un articolo del 25 gennaio 1997 intitolato “La guerra segreta della CIA in Tibet”, il Chicago Tribune dichiarava con rara sincerità che

«quasi nulla della corrotta strategia della CIA nelle regioni himalayane è più un segreto, tranne forse per i contribuenti americani che l’hanno finanziata»

compresi i ricchi personaggi del mondo dello spettacolo. Ciononostante, la propaganda mediatica oscura il fatto che il Dalai Lama, prima dell’aggressione cinese, governava con il proverbiale pugno di ferro un popolo sottoposto a una condizione di servitù feudale. Come riferisce Gary Wilson

«mentre gran parte della popolazione viveva in estrema povertà, il Dalai Lama abitava nel Potala, un ricchissimo palazzo a 14 piani con mille stanze».

Peraltro, lo stesso sant’uomo ammette di avere posseduto schiavi durante il suo regno, come narra Wilson.

Nel 1959, quando il Dalai Lama raccolse i suoi preziosi beni per rifugiarsi in India, la CIA organizzò e addestrò un esercito di guerriglieri tibetani. Secondo il Chicago Tribune, ” i piloti dell’Aviazione (inviati dalla CIA) ponevano alle potenziali reclute solo una domanda (assai poco buddista): «Volete uccidere i cinesi?». I guerriglieri venivano poi portati in Colorado per l’addestramento e infine recapitati di nuovo in Tibet da «aviatori statunitensi diretti in Laos e Cambogia per svolgere il loro “lavoro” nella Guerra del Vietnam». Il New York Times venne a conoscenza di queste trame nel 1961, ma decise di soprassedere, su diretta richiesta del Pentagono.

Come hanno fatto allora il Dalai Lama e i suoi seguaci a guadagnarsi la simpatia del mondo per quattro decenni? Jamyang Norbu, uno dei principali intellettuali tibetani ha dichiarato al Chicago Tribune“:

Per anni, l’unico modo in cui il nostro popolo poteva trovare ascolto nelle capitali internazionali

consisteva nel sottolineare la nostra spiritualità e situazione di impotenza. I tibetani che imbracciano

il fucile non rientrano nell’immagine romantica con cui abbiamo nutrito la mente degli occidentali.

Giudicando da quanto dichiarato l’11 febbraio 1997 al New York Post dal cantante dei REM, Michael Stipe, la strategia funziona:

«[I tibetani] hanno lottato in modo pacifico senza usare spade» pontificava la stella del rock. «Indipendentemente dalle sofferenze subite, questo popolo non avrebbe mai alzato la mano sul nemico».

Gary Wilson vede le cose in una prospettiva diversa:

«L’anticomunismo americano, che assume i tratti di una sorta di ossessione religiosa, ha permesso di trasformare senza eccessivi problemi uno schiavista in difensore dei diritti umani. Il Dalai Lama non è molto diverso dai proprietari di schiavi degli Stati confederati al tempo della Guerra civile».

Il Chicago Tribune sostiene che l’appoggio fornito dal governo statunitense ai guerriglieri tibetani è terminato negli anni settanta. L’ex agente della CIA Ralph McGehee, da parte sua, afferma che

«la principale animatrice della campagna a favore del Dalai Lama e della causa tibetana degli anni novanta è stata la CIA stessa».

McGehee cita Gyalo Thondup, il fratello maggiore del Dalai Lama, un uomo d’affari che svolgerebbe un importante ruolo nella nuova operazione. Evidentemente, perfino Sua Santità deve attivarsi senza potersi permettere il lusso dell’altruismo…

 

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Foto di terroristi tibetani addestrati dalla Cia a campo-Mustang zona nepalese del

Tibet nel 1961

Ma le frequentazioni dei monaci tibetani e del loro Dalai Lama non si sono fermate ai servizi segreti Usa, ma hanno compreso, in momenti diversi, i nazisti al potere in Germania o di altri paesi in particolare dell’America Latina governati dai vari Pinochet di turno.

Foto della spedizione effettuata dal maggio 1938 all’agosto 1939, guidata dal nazista Ernst Schäfer, al centro della foto, sotto il gagliardetto con la svastica

Il Dalai Lama con il segretario del reazionario FPÖ l’austriaco Jörg Haider

Dalai Lama con il nazista cileno Miguel Serrano

Il nazista Miguel Serrano intervistato da Marco Dolcetta

Un esempio concreto di come il pensiero reazionario possa penetrare, ben mimetizzato dalle tecniche linguistiche della moderna propaganda, nelle menti di persone che mai avrebbero aderito a tali idee, è significativo come Jack Kerouac presentò, ad un incontro, una specie di programma politico culturale della Beat Generation. In esso si parlava della “volontà che unisce i nostri gruppi e che ci fa comprendere che gli uomini e le donne devono apprendere il sentimento comunitario al fine di difendersi contro lo spirito di classe, la lotta delle classi, l’odio di classe! E si concludeva con l’auspicio “Noi andiamo a vivere presto in comune la nostra vita e la nostra rivoluzione! Una vita comunitaria per la pace, per la prosperità spirituale, per il socialismo”.

Il pubblico composto da “alternativi” di sinistra ne fu entusiasta ma si raggelò subito apprendendo di aver applaudito un discorso pronunciato da Adolf Hitler al Reichstag nel 1937.

Come compagni delle Sezioni Gramsci-Berlinguer ci domandiamo come mai in Toscana, ex regione rossa, quindi dovrebbe essere colta, laica e razionale, sono giunti questi monaci, ma anche sette religiose o pseudo religioni di ogni tipo.

Da alcuni dati forniti dall’Osservatorio abusi psicologici in Italia risultano esserci circa 1200 movimenti esoterici, neopagani o occultisti satanisti, di questi, ben 500 sarebbero presenti in Toscana.

Noi pensiamo che questi deleteri fenomeni, ben lontani da una vera religiosità, non siano casuali, ma frutto di scelte politiche ben precise tese all’arretramento culturale e politico del nostro popolo, con lo scopo di governarlo/strumentalizzandolo a proprio piacimento.

Se a piegarci, come popolo, non è bastata la strategia atlantica delle stragi, oggi i massocapitalisti ci provano con i derivati dell’oppio e della coca, ma anche con le sette religiose di ogni tipo.

Per questo, noi comunisti, siamo contro ogni forma di dipendenza perché chi dipende non è libero.

Saluti comunisti

A PISA ANCORA CATTIVI MAESTRIultima modifica: 2017-09-28T03:10:40+02:00da iskra2010
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