Report fondazione Di Vittorio

 

 

 

 

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

Paola Baiocchi

Ogni settimana, tra i titoli dei telegiornali, ce n’è almeno uno sulla “ripresa economica” dell’Italia, e sulla crescita del numero degli occupati. Renzi si vanta addirittura di essere l’artefice di questo mirabolante boom economico e di aver prodotto, con il suo jobs act, un milione di posti di lavoro in più.

Ma la lettura dei dati dà un altro risultato: disoccupazione in crescita e forza lavoro

formata da lavoratori sottoccupati con part-time involontari che non permettono di vivere. 

In aumento anche il precariato con una prevalenza di contratti di lavoro della durata di sei mesi.

Ecco un estratto del report della Fondazione DI Vittorio, pubblicato il 7 ottobre:

“Quella che si evidenzia è una insufficiente offerta di lavoro (soprattutto stabile), che si riverbera su aumento del tempo determinato, del tempo parziale e su un aumento strutturale della disoccupazione, che è passata dagli 1,5-2 milioni del 2005-2008 ai circa 3 milioni dei trimestri più recenti. Alcune imprese utilizzano queste modalità per abbattere il costo complessivo del lavoro e aumentare la competitività. Tale situazione trova un riscontro anche nei dati di Contabilità nazionale, dove alla crescita degli occupati non corrisponde una crescita analoga delle unità di lavoro standard e delle ore lavorate”.

La discrepanza sulla realtà che vediamo e viviamo tutti i giorni, per esempio 

con questa nuova ondata di licenziamenti nel settore alimentare che scattano ad orologeria poco dopo l’Expo basato sulla centralità italiana nella produzione di cibo, per darci il colpo finale dopo il furto delle privatizzazioni delle imprese statali, fa a cazzotti con i dati forniti da un’informazione di regime che continua a parlare di aumento del Pil, di benessere diffuso e di nuove occasioni di occupazione che solo i fannulloni non riescono a cogliere.

Ecco ancora il report della Fondazione Di Vittorio:

“Nella interpretazione dei dati, non va dimenticato che il tasso di occupazione italiano nel secondo trimestre 2017, pari nella fascia 15-64 anni al 58,1% (valore non destagionalizzato4) resta:

  1. a)  inferiorediunpuntopercentualealcorrispondenteperiododel2008,quando era pari al 59,1%;
  2. b)  inferiore di 7 punti percentuali a quello francese (65,1%);
  3. c)  inferioredi8,2puntipercentualiallamediadell’Eurozona(66,3%)
  4. d)  inferiore di 16,7 punti percentuali a quello tedesco (74,8%).

Siamo quindi piuttosto lontani dalla piena (o anche “massima”) occupazione secondo i parametri europei”. 

Questa è l’occupazione che piace alla massoborghesia: poche ore di lavoro, poco pagate e quando servono alle aziende, che in cambio di falsa occupazione ricevono, da questi governi dai quali sono escluse le rappresentanze dei lavoratori organizzate in un forte partito comunista, sconti fiscali che impoveriscono lo stato sociale (meno scuole, meno sanità pubblica, ecc.) e svuotano le casse dell’inps.

 

Report fondazione Di Vittorioultima modifica: 2017-10-10T02:38:11+02:00da iskra2010
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