Fioroni-Casimirri….

 

 

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

Carissime compagne e compagni

per comprendere meglio l’articolo riportato e chi è la false flag, la falsa bandiera del comunismo, Alessio Casimirri, occorre sapere che il «Camillo», nome di battaglia del brigatista latitante che fece parte del commando che uccise la scorta e sequestrò Aldo Moro, è cresciuto tra i palazzi papalini, dove il padre è stato per trent’anni il potentissimo capo dell’ufficio stampa della Sala Vaticana.

Il brigatista Casimirri ha fatto parte, come i mai stati comunisti Toni Negri, Paolo Mieli, Valerio Morucci, di Potere Operaio formazione extraparlamentare che mutuava le sue teorie e pratiche dai pensatori protonazisti come i tedeschi Ernst Jünger, Carl Schmitt, Martin Heideggerconferma uno dei massimi teorici di Potere Operaio a pagina 40, Mario Tronti, nel libro L’operaismo degli anni Sessanta – Da “Quaderni rossi a “classe operaia” Derive Approdi 2008:

…non con «Quaderni rossi», ma certamente da «classe operaia», abbiamo incrociato e valutato e utilizzato la tradizione del pensiero grande-conservatore, è un tratto fondamentale. Non cogliere, o equivocare, questo tratto impedisce la comprensione di quell’esperienza. Noi siamo stati costretti a riprendere tutta intera la storia del realismo politico dal lato conservatore, perché essa era stata abbandonata dal lato del movimento operaio, soprattutto occidentale”.

Meno male che il movimento operaio aveva giustamente abbandonato la pochezza di certe elaborazioni:

“La guerra non è solamente nostra madre, è anche nostro figlio. Se essa ci ha creati, noi l’abbiamo generata”. da Der Kampf als inneres Erlebnis di Ernst Jünger.

Noi chi? Con questo linguaggio si nasconde che nelle società capitaliste le decisioni politico-economiche per dichiarare guerra ad un’altra nazione è prerogativa della classe dominante e non delle classi subalterne. Il linguaggio di Jünger mette sullo stesso piano vittime e cernefici. A questo servono gli intellettuali borghesi.

Altro che marxisti e comunisti i dirigenti delle Brigate rosse e di Potere Operaio, come continuamente li dipingono i media massocapitalisti, ma anche i ” leader” dei vari movimenti extraparlamentari degli anni Sessanta e Settanta, oggi ai vertici di quei media.

Quindi ben venga l’estradizione di Casimirri, come quella di Cesare Battisti, a patto che non sia la scusa per la loro eliminazione. Come spesso accade nei paesi con una falsa democrazia, com’è diventata l’Italia della seconda Repubblica, ma con efficienti servizi segreti

Saluti comunisti

Andrea Montella

Terrorismo – Rapì il presidente della Dc – Lettera del presidente della commissione Moro al premier e ai ministri Alfano, Minniti e Orlando

Giuseppe Fioroni

Fioroni scrive al governo: “Fate estradare il br Casimirri”

Viterbo – Una lettera al presidente del consiglio Gentiloni e ai ministri Alfano, Minniti e Orlando. Firmata Giuseppe Fioroni, presidente della commissione Moro, per sottoporre nuovamente al governo la necessità di “promuovere l’estradizione del latitante Alessio Casimirri”.

Casimirri, oggi 66enne cittadino nicaraguense, è stato un brigadista rosso, uno dei dieci componenti del commando che rapì il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro in via Fani, il 16 marzo 1978.

Nella lettera, come scrive il Corriere della Sera che ne ha pubblicato degli stralci, “Fioroni ricostruisce la carriera di estremista e brigatista (di Casimirri, ndr), avanza «ampi dubbi sulle protezioni di cui egli poté eventualmente godere», e cita il mistero del fermo per sostenere che «poté sottrarsi alla giustizia grazie al concorso di una rete di complicità che la commissione sta cercando di ricostruire»”.

Alessio Casimirri non avrebbe mai messo piede in una prigione, unico tra i sequestratori di Moro ad aver evitato l’arresto. “Oggi però – come scrive il Corriere della Sera -, dagli archivi del comando provinciale dei carabinieri di Roma, spunta un documento che rappresenta un mistero autentico, e ripropone gli interrogativi sull’ex terrorista ancora uccel di bosco. E’ un cartellino fotodattiloscopico utilizzato per identificare le persone, saltato fuori dalle ricerche ordinate dall’ultima commissione parlamentare d’inchiesta sul sequestro e l’omicidio Moro. La data dell’avvenuto accertamento è il 4 maggio 1982, quando a carico di Casimirri pendevano due mandati di cattura per associazione sovversiva e partecipazione a banda armata, accusa debitamente annotata sul cartellino. E alla voce «motivo del segnalamento» il compilatore tuttora anonimo (c’è una firma illeggibile) scrisse «arresto». Ufficio segnalatore: una serie di abbreviazioni che stanno a significare «Reparto operativo carabinieri Roma»”.

Ma l’ex militante delle Br non sarebbe mai stato arrestato. E il cartellino fotodattiloscopico sarebbe apparentemente autentico. “L’apparenza dell’autenticità – spiega il Corriere della Sera – deriva dal fatto che il cartellino è di quelli effettivamente in uso, nel 1982, alle forze di polizia, ma nella compilazione ci sono alcune anomalie. La più evidente sta nella foto: non è di quelle normalmente scattate negli uffici investigativi, su tre lati (di fronte, fianco destro e fianco sinistro, accanto al misuratore di centimetri che stabilisce l’altezza) bensì è un’unica fototessera, trovata probabilmente a casa di Casimirri durante una perquisizione (senza esito, lui non c’era) effettuata durante i giorni del sequestro Moro, il 3 aprile ’78”.

20 ottobre, 2017

Fioroni-Casimirri….ultima modifica: 2017-10-21T04:23:35+02:00da iskra2010
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