Un’altra falsa bandiera

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

 

 

di Paola BaiocchiAndrea Montella

È stato pubblicato da Pandora.tv il video della canzone Soldat de l’OTAN (Soldato della Nato) cantato dal gruppo musicale Les brigandes.

Nel video tre seducenti ragazze, con mascherina sado-maso, intonano una serie di critiche affilate sul soldato della Nato: inglese, belga o francese che sia, non sa contro chi combatte; potrebbero essere i russi – perché gli hanno detto che sono cattivi – così come i cinesi, i pigmei o gli irochesi. Senza fede, telecomandato da un satellite, marcia sotto false bandiere, pronto a uccidere della gente che non gli ha fatto niente.
L’insieme è molto convincente e fa pensare che si sia tornati alle ballate contro la guerra che facevano da sottofondo alle manifestazioni degli anni ’60/’70, organizzate dai partiti comunisti o dai movimenti più genericamente di sinistra.

Sbagliato! Le cantanti sono di ultra destra, di una destra identitaria che pesca nelle sanguinose guerre della Vandea il loro nome, facendo riferimento a come venivano chiamati dai repubblicani gli insorti monarchi e cattolici vandeani 1.
Nelle loro canzoni Les brigandes attaccano di volta in volta gli omosessuali, i magrebini, i musulmani, gli ebrei, i giornalisti e i gesuiti 2.
Vivono in una comunità sui Pirenei fondata da Joël Labruyère, non risparmiando nelle loro canzoni critiche ai sindaci socialisti del Sud della Francia che avrebbero fatto affari sugli immigrati e sul cemento.

Gestiscono un proprio canale youtube, un blog 3 (Il blog del clan des brigandes) e una contro pagina di wiki 4 (L’anti pagina di wiki de Les brigandes) perché puntano molto a fare quelle censurate e oscurate dalla falsa informazione: argomenti falsissimi, come dimostra tutto lo spazio internet che gestiscono. Alcuni elementi de Les brigandes suonano anche in un altro gruppo, Ultra Sixties, che non ha una connotazione apertamente politica e viene chiamato a esibirsi nelle feste locali.
Attraverso il loro blog vendono libri, dischi e pubblicazioni dove, per esempio, l’Unabomber statunitense viene considerato il portatore di un messaggio positivo “di rivoluzione antisistema indispensabile a tutti quelli che si oppongono alla globalizzazione industriale”.
Oggetto di attacco politico, invece, tanto da essere considerati “elementi di condizionamento maggiore” ci sono le realtà organizzate in movimenti sociali: il femminismo, il pacifismo, l’internazionalismo, ma anche la democrazia, la rivoluzione e il progresso scientifico. Tanto che Les brigandes si esprimono ferocemente contro l’obbligo vaccinale.

Alcune de Les brigandes appaiono come coriste in una canzone 5 (La canzone contro Bergoglio, in cui viene definito “gemello di Giuda”), in cui il loro mentore Labruyère minaccia di morte papa Bergoglio per le sue aperture (a suo parere degenerate) verso i musulmani.
Leggendo il profilo del fondatore della comunità Joël Labruyère 6, autore, compositore e scrittore, si capisce meglio di quale tipo di operazione culturale fa parte questo gruppo di ragazze, che “svecchiano” l’immagine del rock identitario di destra, cupo e molto apertamente machista.
Figlio di un auto-imprenditore monarchico, Labruyère si dichiara “allergico all’ordine mondiale e alla cultura materialista”. Dice di aver studiato per venti anni etimologia ebraica, “cosa che gli ha dato un punto di vista critico sulle religioni e le culture nate dal monoteismo”. Si riconosce “nel vero cristianesimo”, “che promuove la ricerca della liberazione per un ritorno al Regno che non è di questo mondo”.
Ha fondato nel 1996 l’associazione L’Omnium des libertés “per opporsi alla caccia alle streghe che si vive in Francia contro tutti quelli che non si conformano sul piano politico, religioso e terapeutico”.

Sempre sul suo profilo si legge “che conduce da decine di anni un lavoro di investigazione e di informazione sugli aspetti occulti della politica mondiale. Il suo punto di attacco centrale è la messa in luce dei legami tra le logge anglosassoni, il Vaticano e le logge dei «maestri orientali» all’origine del movimento new age”. Ha anche mostrato “la connivenza tra l’Ordine dei gesuiti, le lobby sioniste e le famiglie più ricche in un progetto di governo internazionale accompagnato da una religione materialista, teorizzata dal gesuita Teilhard de Chardin, di cui l’islam sarebbe la sua punta di lancia”.

La sua comunità del futuro 7 è basata sul clan che viene definito: “l’organizzazione sociale che si situa tra la famiglia e la nazione. […] È la terra dove germinano la cultura e l’identità che abbiamo perso” ma anche “L’inizio di una vera civilizzazione, che mira a elevare l’intelligenza umana al di sopra della paura animalesca per la sopravvivenza o l’incoscienza del robot”.

Insomma una “compagine” musicale multiforme, dai ballabili ai canti forcaioli, adattabile sia alle fiere paesane che in modo informato o no le chiamano a suonare finanziandole, che alla comunicazione più reazionaria e incendiaria; passando per messaggi contro “i poteri forti” veicolati con abilità in formati che a prima vista sono difficilmente catalogabili come di destra, perché occupano territori di critica lasciati vuoti dalla sinistra o apertamente traditi da essa nei casi in cui ha mutuato comportamenti capitalistici, come la corruzione.
Ma che si rivelano per i nazisti che sono ad un esame appena più attento: non a caso il loro logo rappresenta il simbolo runico dello sciamano.


Le rune vengono largamente utilizzate in tutta la simbologia nazi-fascista: Stefano Delle Chiaie per Avanguardia nazionale prende Odal, la ventitreesima runa che simboleggia il recinto che delimita la proprietà privata, l’appartenenza a un gruppo sociale e le eredità tramandate di generazione in generazione e poste sotto la protezione di Odino.

In un gioco di specchi l’estrema destra si camuffa anche da sinistra, come nel caso di Renato Curcio, uno dei fondatori delle Brigate rosse, che in realtà proveniva da una formazione di estrema destra come Jeune Europe, movimento europeista-nazionalista fondato da Jean Thiriart in Belgio. Curcio ancora oggi utilizza per la sua casa editrice Sensibili alle foglie la stessa runa de Les brigandes.


Nel simbolismo runico l’uomo con le braccia alzate corrisponde anche ad Algiz la runa della vita

la stessa se è rovesciata rappresenta la runa YR, la morte e le Waffen SS la usavano simbolicamente nel loro giuramento utilizzando tre dita della mano destra: il pollice, l’indice e il medio aperti 8.

Siamo negli ambienti della massoborghesia che sfruttano l’irrazionalità delle masse, ricorrendo a un misto di mitologie buone per ogni guerra, superstizione e magia.
Evidentemente dietro quanto abbiamo appena descritto c’è un’operazione culturale interna a una nuova strategia della tensione dell’estrema destra internazionale che vuole far saltare quel poco di unità europea che è stato realizzato, per la paura che si trasformi in un reale processo di unificazione proletaria.
Quello che abbiamo visto fa parte dell’operazione francese di cui bisogna cercare i finanziatori, ma di cui abbiamo un assaggio leggendo i “collegamenti internazionali” sul blog de Les brigandes: tra i siti “amici” c’è quello di Týr Mórríghan 9, assistente di Benjamin A. Gilman repubblicano e filosionista membro del Congresso statunitense, premiato dal Dalai Lama per le sue battaglie contro la Cina comunista e per riportare il Tibet al precedente sistema feudale. Týr Mórríghan, che ha un nome e cognome che si rifanno a divinità guerresche della mitologia norrenica, è stato responsabile dell’Ufficio di New York dell’Organizzazione nazionale del turismo della Corea del Sud, un paese letteralmente bombardato dalla guerra psicologica dell’imperialismo angloamericano e dalla Nato 10, che per tenerlo sotto scacco l’ha riempito di sette millenariste e nazionaliste, di cui la più famosa è quella del reverendo Moon.
Ma la lista degli amici de Les brigandes continua con il sito European Civil War, Guerra civile europea, un conflitto che indicano come unica via di uscita possibile dall’islamizzazione di cui l’Europa è “vittima” a causa della classe dirigente marxista.

Questi gruppi sono tutti interni al progetto Eurotopia di cui abbiamo già parlato 11, che prevede la frammentazione in macroregioni dell’Europa su base etnica, per creare le condizioni di un conflitto permanente tra queste macroregioni (vedi il caso della Jugoslavia, dell’Ucraina o della Catalogna) e che nel nostro paese si sta profilando per azione dei leghisti al governo delle Regioni del Nord. Un’operazione che la Lega Nord ha lanciato nel 1994 con un progetto di Costituzione che prevedeva 9 macroregioni, Stato del Vaticano compreso (mentre Eurotopia non lo prevedeva), riferibili agli Stati preesistenti all’unità d’Italia.

Siamo stupiti che Pandora.tv abbia preso un abbaglio così vistoso pubblicando il video di questo gruppo di nazi-fascisti e ci aspettiamo che lo rimuova.
Non basta essere filo Putin per scongiurare il pericolo di un riemergere dell’estrema destra in Europa: tanto che Les brigandes si schierano con Putin.
Occorre una politica per l’unificazione in senso comunista dell’Europa, che noi chiamiamo Eurocomunismo richiamando la teorizzazione berlingueriana, per superare i limiti insiti nelle formazioni nazionaliste e socialdemocratiche per creare una società basata sulla pace, la cooperazione tra i popoli e la giustizia sociale, in cui il proletariato è la forza trainante.

Un’altra falsa bandieraultima modifica: 2017-10-30T04:27:55+01:00da iskra2010
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