JFK ed i segreti

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi e Andrea Montella

Carissime compagne e compagni, a luglio sono stati desecretati 3.810 documenti sul caso JFK, di cui in Italia i media della massoborghesia. non ci hanno informato, e il 26 di ottobre sono stati rilasciati altri 2.891 documenti relativi all’assassinio di John F. Kennedy.

Di questi ultimi solo 53 sono del tutto inediti; mancano comunque all’appello altri 300 files giudicati pericolosi per la sicurezza nazionale, che verranno resi pubblici dopo 180 giorni. 

Visto che dall’omicidio Kennedy sono passati 54 anni non si capisce perché ai servizi servano altri sei mesi per “rendere sicuri” questi documenti. 

Sappiamo che sull’omicidio Kennedy le deviazioni sono cominciate contemporaneamente alla notizia del fatto, a partire da chi, da dove e in quanti gli abbiano sparato. 

Sappiamo che nel giro di poco tempo 22 testimoni del delitto sono morti; che una sola pallottola non può aver seguito le molteplici traiettorie che portano la Commissione Warren a parlare di “pallottola magica” per le deviazioni subite.

Sappiamo che esiste un killer della mafia, James Files, che afferma di essere l’uomo che ha sparato usando proiettili al mercurio, dalla collinetta alla destra del percorso dell’auto del presidente, e ha sfidato il governo Usa a ricercare le tracce indelebili del mercurio sul cranio di JFK; perizia che non è mai stata eseguita. 

Inoltre il primo colpo che John F. Kennedy riceve è alla gola, come si vede dal gesto nella foto qui sotto, cioè è stato sparato frontalmente e non dal palazzo dove era Oswald.

Molti altri elementi sono emersi dall’inchiesta parallela che la famiglia Kennedy ha chiesto alla Francia di De Gaulle e ai servizi segreti sovietici, non fidandosi dell’Fbi, della Cia e della Commissione Warren. I risultati dell’inchiesta parallela sono stati ripubblicati recentemente nel libro di James Hepburn “Il complotto” edito da Beat.

Negli ultimi files desecretati, nonostante i tentativi di sminuirne l’importanza e il tempo passato, ci sono comunque delle notizie che smentiscono la versione ufficiale dei fatti con Oswald come unico ideatore-esecutore. 

Per esempio nel maggio del 1964 una fonte disse all’Fbi di avere “prove fondate” dell’appartenenza al Ku Klux Klan del texano vicepresidente Lyndon B. Johnson (che diventerà presidente alla morte di JFK).

Prove che l’Fbi non ha mai voluto rendere pubbliche, nonostante il KKK fosse una delle organizzazioni che volevano eliminare Kennedy per la sua politica di integrazione razziale.

C’è poi il caso Cambridge News: al piccolo giornale della cittadina universitaria inglese, 25 minuti prima che Kennedy fosse assassinato, è arrivata una misteriosa e anonima telefonata che diceva: “Negli Stati Uniti sta per succedere un grande evento. Avvisate l’Ambasciata Usa”. Questa notizia arrivò immediatamente dai servizi segreti inglesi al direttore dell’Fbi, il controverso Edgar J. Hoover.

Questo tizio che ha telefonato è sicuramente un agente dei servizi britannici, che ben conosce il rapporto esistente tra la zona di Cambridge, università compresa e l’MI5, e in particolare sapeva tutto ciò che stava accadendo a Dallas. Agente sparito nel nulla? Non ci sono altri elementi da acquisire su di lui? Non ha scritto una relazione ai suoi superiori?

Come si vede non mancano elementi per dire che Giulio Cesare e John F. Kennedy non si sono suicidati e che i massocapitalisti vivono di complotti.

Saluti comunisti

Il sito dove è possibile scaricare i documenti:

di Leonardo Coen | 28 ottobre 2017

Chi uccise davvero Kennedy? Dai 2891 documenti desecretati del National Archives di Washington, su input di Donald Trump, emergono dettagli che potrebbero riscrivere la più oscura delle pagine di storia degli Stati Uniti. Cominciando dall’inizio: ad assassinare il presidente Usa non sarebbe stato Lee Harvey Oswald bensì un agente di polizia, J.D. Tippit. Che però non potrà mai difendersi: l’hanno freddato 53 anni e 11 mesi fa a colpi di pistola nella East 10th street di Oak Cliff, periferia di Dallas. Per la precisione, 45 minuti dopo l’attentato a Kennedy sulla Dealy Plaza della capitale texana: era il 22 novembre 1963.

Furono 12 i testimoni del delitto Tippit. Vennero identificati e rilasciarono le loro testimonianze: 8 riconobbero o credettero di riconoscere Oswald nel killer, sia durante i confronti sia con l’ausilio di foto segnaletiche. Questo era risaputo. Ma non che Oswald e Tippit si fossero incontrati in un night-club di Jack Ruby, giusto una settimana prima dell’assassinio di Kennedy. Ruby, legato alla mafia locale, avrebbe poi ucciso Oswald nei sotterranei della polizia di Dallas: ora pare sempre più probabile che Ruby gli voleva tappare la bocca. Altro dettaglio significativo: fu John Edgar Hoover, l’onnipotente direttore dell’Fbi, ad interrogare personalmente Ruby che negò ogni legame con gruppi organizzati.

In un altro file della Cia, si segnala che l’MI-5, il servizio di sicurezza britannico, avrebbe registrato alle 18 e 05 Gmt del 22 novembre “una telefonata anonima fatta a Cambridge, Inghilterra, al senior reporter del Cambridge News. La persona al telefono disse solo che il giornalista avrebbe dovuto chiamare subito l’ambasciata Usa a Londra per alcune grosse notizie, e attendere”. Il documento è stato stilato da residenti londinesi della Cia e inviato come informativa al direttore dell’Fbi. 25 minuti dopo quella misteriosa telefonata, Kennedy viene sparato a Dallas.

Le coincidenze sono troppe, e troppo inquietanti. La stessa Cia aveva seguito i movimenti di Oswald e le sue attività. Era stato in Messico e lì aveva incontrato intermediari sovietici e cubani. L’avevano persino intercettato – lo riporta uno dei tanti “memo” a lui dedicati e scritti a mano – mentre tentava di parlare “in un russo stentato” con Valerij Vladimorovich Kostikov, console ma soprattutto spia del Kgb.

Quanto a Oswald, l’Fbi aveva ricevuto soffiate sulla possibilità che il presunto assassino del presidente sarebbe stato messo a tacere per sempre. Il capo della polizia di Dallas fece finta di nulla. In una trascrizione, Hoover riferisce che la sera prima all’ufficio dell’Fbi di Dallas arrivò una telefonata: un uomo, dalla voce calma, aveva detto di far parte di un gruppo organizzato per uccidere Oswald. L’Fbi allertò la polizia. Inutilmente.

Si capisce perché Mike Pompeo, il direttore della Cia, abbia dichiarato di essere “furiosamente” contrario a rendere pubblici questi file (e ne restano in cassaforte altri 300). Perché, comunque, svelano l’altra faccia dell’America: dalle indagini su Marilyn Monroe e il suo flirt con Kennedy, al piano Mangusta per far fuori Fidel Castro, agli intrighi di potere. La Guerra Fredda è il fondale dell’inchiesta. In un rapporto di 7 pagine (2 dicembre 1966) Hoover, capo dell’Fbi, sottolinea come l’Urss ipotizzasse una cospirazione “organizzata dall’ultradestra Usa per fare un colpo di Stato”. Lo pensava anche la stragrande maggioranza degli americani che all’origine dell’assassinio di Kennedy ci fosse stato un complotto e che Oswald non fosse l’unico responsabile, contrariamente alla conclusione della Commissione Warren. Chi l’ha ucciso, secondo Mosca, spiega Hoover, vuole “utilizzare l’assassinio e lo spirito anticomunista per fermare i negoziati con l’Urss, attaccare Cuba e avviare una guerra”.

Ipotesi ragionevole. Ma avrebbe sconquassato il Paese e il mondo. Meglio dare la colpa a un uomo solo. I documenti dimostrano quanto Hoover abbia giocato il ruolo del burattinaio nell’inchiesta: “Ciò che preoccupa è scovare qualcosa in grado di convincere il pubblico che Oswald è il vero assassino”. Lo scrive il 24 novembre del 1963, nemmeno un’ora dopo la morte di Oswald, così agevolmente ucciso da Ruby. Chi erano i mandanti? I documenti non lo spiegano.

JFK ed i segretiultima modifica: 2017-10-31T05:29:40+01:00da iskra2010
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