Petrolio – 25 anni dopo – (Bio)politica, eros e verità nell’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

 

 

di Paola Baiocchi

Il 9 e 10 novembre scorsi nello storico Palazzo della Carovana, sede della Scuola Normale Superiore di Pisa, un convegno su Petrolio – l’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini – ha riacceso il dibattito sulla figura del grande intellettuale, sulla sua crudelissima uccisione a Ostia nel 1975 e sullo studio di questa opera pubblicata postuma con un larghissimo ritardo che ha sottratto alla società la possibilità di viverne la contemporaneità.

Petrolio è stato infatti pubblicato 17 anni dopo l’omicidio di Pasolini, nel 1992 e la sua pubblicazione è stata accompagnata da violente critiche: «Molte violenze sono state compiute su Pasolini e sul suo libro – ha detto nella sua relazione Carla Benedetti, docente della Normale e autrice con Giovanni Giovannetti di Frocio e basta1 – . La critica giornalistica alla sua uscita centra tutto sul tema dell’omosessualità di Pasolini, come se Petrolio fosse un “documento” un libro autobiografico; c’è chi lo definisce di carattere “sottopornografico”. Più tardi nel 2012 Citati scrive che ormai Pasolini ha virato alla violenza, ha lasciato la dolcezza “vuole essere violentato”. Insomma Pasolini si è cercato quella morte, perché andava cercandosi dei guai (come ha affermato Andreotti2) e il fatto che sia stato assassinato è assolutamente estraneo a Petrolio».

«Ma – ha continuato Carla Benedetti – è stata una violenza anche il tempo impiegato per pubblicarlo, 17 anni dopo la morte ed è un’altra violenza averlo fatto uscire mutilato dei tre articoli di Cefis che avrebbero dovuto fare da cerniera tra le due parti del romanzo. E non sono stati pubblicati neppure nelle edizioni successive e nemmeno in appendice al romanzo. Eppure Pasolini li indica chiaramente nello schema riassuntivo intitolato Appunti 20-30. Storia del petrolio e retroscena3, sono conservati nella cartella di Petrolio che si trova al Gabinetto Vieusseux di Firenze. L’impero economico di Cefis in Petrolio viene descritto per 18 pagine. Pasolini considera La mia patria si chiama multinazionale4, il discorso che Cefis tiene agli allievi dell’Accademia militare di Modena, una mutazione della classe dirigente, e a quell’epoca non si parlava molto di multinazionali».

Dalla tavola rotonda conclusiva del convegno, intitolata I capitoli mancanti di Petrolio5, di cui pubblichiamo le riprese, è evidente quanto ancora ci sia da portare alla luce per arrivare a una verità giudiziaria sulla sua morte e quanto ci sia da aggiungere dal punto di vista della ricerca letteraria sull’opera di Pasolini.

Una ricerca quest’ultima non aiutata dall’atteggiamento degli eredi di Pasolini che non permettono nemmeno un’edizione critica dell’opera e considerano una proprietà privata la documentazione raccolta da Pasolini per Petrolio. Che invece meriterebbe di essere interamente digitalizzata e pubblicata in forma di archivio online, aperto alla ricerca e alla lettura, che renderebbe appieno la complessa struttura “a brulichio” del romanzo.

A distanza di 42 anni dall’omicidio di Pasolini i “files” restano secretati, come per l’assassinio di John F. Kennedy.

Partecipanti alla tavola rotonda:
Silva de Laude
Stefano Maccioni
Riccardo Antoniani
David Grieco
Giovanni Giovannetti

Petrolio – 25 anni dopo – (Bio)politica, eros e verità nell’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasoliniultima modifica: 2017-11-16T04:54:13+01:00da iskra2010
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