Il Movimento 5 Stelle una falsa bandiera per mantenere l’Italia un paese a sovranità atlantica

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi e Andrea Montella

Luigi Di Maio figlio di Antonio – imprenditore edile che vanta un percorso tutto all’interno della destra, prima come dirigente del fascista Movimento Sociale Italiano e in seguito della reazionaria Alleanza Nazionale – è andato negli Usa a trovare i vertici del massocapitalismo imperialista, i veri padroni della politica italiana e mandanti delle stragi nel nostro paese, realizzate dai manovali del fascismo nazionale – nella doppia versione ordinovista e brigatista – con la collaborazione della cupola mafiosa e, ovviamente, con la copertura dei servizi segreti eterodiretti dagli Usa/Nato.

Dalla strage di Portella della Ginestra del 1947 alla strage della scorta di Aldo Moro in via Fani e all’uccisione del presidente della Dc, nel 1978, all’uccisione di Enrico Berlinguer, alla Bolognina di Occhetto, al Congresso di spaccatura del P.C.I. Del 1991 e la nascita di Pds e Prc sino alle bombe degli anni 1992-93, è sempre presente la mano dei massocapitalisti atlantici che hanno un unico e costante scopo, descritto con chiarezza assoluta nel Piano di rinascita della loggia massonica Propaganda 2: impedire al Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer di andare al potere, facendo saltare la democrazia e la Costituzione nata dalla Resistenza e il patto sociale e politico in essa contenuta. La seconda repubblica e i partiti che ne derivano, elitari, tutti alle dipendenze di imprenditori e finanzieri, è la realizzazione del progetto della loggia massonica P2.

Con chi si è visto Luigi Di Maio negli Stati Uniti, subito dopo i risultati delle elezioni siciliane? Con gli uomini della P1. I giornali riportano che l’incontro più importante è stato con Conrad Tribble 1], vice assistente del Segretario di Stato con delega su Europa ed Eurasia. Un uomo che ha operato sempre negli scenari geopolitici resi più caldi dall’aggressiva politica estera Usa, arrivando nelle fasi di transizione: in Cile nel 1987, in Germania negli anni della caduta del Muro, a Cipro e nei Paesi baltici, in Iraq dal 2008 al 2009, all’Avana dal 2012 e in gioventù anche in Honduras.

Tribble è una figura di continuità degli interessi dei massocapitalisti nella finta democrazia statunitense, che hanno creato due partiti che però fanno nella sostanza le stesse politiche.

È un profondo conoscitore della realtà europea in tutte le sue sfaccettature: viene invitato come osservatore ai meeting della massonica Trilateral Commission, partecipa agli eventi dell’Aspen Institute in più paesi; ha studiato a fondo la nostra nuova legge elettorale e sta chiaramente selezionando chi dovrà essere il futuro fulcro della politica atlantica in Italia.

«L’Italia confermerà l’alleanza con gli Stati Uniti, mai stata in discussione, peraltro. Il nostro Paese, però, sarà interlocutore anche di altri Stati, come la Russia con cui c’è un dialogo consolidato» ha dichiarato Di Maio, specificando di non essere contrario alla Nato, ma solo di voler destinare a «intelligence e tecnologie» il 2% in più del Pil italiano richiesto dagli Usa/Nato.

Gli incontri di Di Maio sono continuati al Congresso: ha visto sia il capogruppo dei repubblicani alla Camera, Steve Scalise, che Francis Rooney, ex ambasciatore Usa nella Città del Vaticano. Inoltre ha programmato l’incontro con i democratici Eliot Engel e Albio Sires, della Commissione esteri della Camera, con cui ha trovato convergenze sulla riforma delle tasse: «Servirebbe un taglio secco di imposte anche in Italia, in particolare sulle imprese, da finanziare con la riduzione della spesa pubblica e, se occorre, aumentando il deficit». Un ulteriore attacco allo stato sociale, che passa dal contraddire il principio costituzionale della progressività della tassazione, e sposta la spesa pubblica verso le imprese.

Con questa bivalenza il M5S dimostra di essere il partito più funzionale agli attuali vertici della politica degli Stati Uniti e della Russia, che non è più un paese socialista ma un capitalismo tra i più potenti al mondo che potrebbe – grazie alla politica di Trump – svolgere una funzione anticinese sul medio-lungo periodo.

Per capire meglio i 5 Stelle-atlantiche è necessario andare a vedere come sono nati e quali interessi economici rappresentano i suoi fondatori, come Enrico Sassoon 2], una figura molto ingombrante che ha dovuto eclissarsi:

«Dal maggio 1998 è amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy. È, inoltre, presidente di Global Trends-Studi, Ricerche e Comunicazione, fondata nel 1996.

Dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole 24 Ore, ha ricoperto numerosi incarichi con elevate responsabilità. E’ stato inoltre direttore responsabile de L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente, di cui è anche fondatore, della rivista settimanale Mondo Economico ed è stato Direttore Scientifico del gruppo Il Sole 24 Ore.

Si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi (1972) e in Scienze Politiche presso l’Università Statale di Milano (1980).

Ha pubblicato oltre duemila articoli su Il Sole 24 Ore, Mondo Economico e altre testate, oltre 50 saggi su riviste accademiche e numerosi libri. Tra questi ultimi: America oltre il boom (1986); La sfida high-tech (1990); The New Protectionist Wave (1990); Management dell’ambiente (1993), Regionalismo e multilateralismo negli scambi mondiali (1997), Protagonisti del cambiamento (2002).

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi giornalistici, tra cui il Premio Brizio per il giornalismo economico e il Premio Federchimica.

Il fondatore della dinastia, David Sassoon nacque a Bagdad nel 1792 da Saleh Sassoon, un ricco banchiere che svolgeva la mansione di tesoriere del governatore di Bagdad, Ahmet Pasha.

Nel 1829 Ahmet fu accusato di corruzione e destituito, i Sassoon si trasferirono in India nella città di Bombay (oggi Mumbai) e ottennero dai colonizzatori inglesi i diritti di monopolio sulla manifattura di seta e cotone.

Ma la sete di ricchezza e di potere nei borghesi è sempre molto forte e quindi eccoli occuparsi con i banchieri Rothschild della produzione e del traffico dell’oppio. Un’attività che rendeva cifre da capogiro grazie alla diffusione della droga soprattutto in Cina e Giappone.

Il primogenito di David Sassoon, Albert, creò grandi fabbriche tessili a Bombay ma pagava una miseria i suoi operai costringendoli a vivere in estrema povertà. Giocando sul basso costo del lavoro le industrie tessili dei Sassoon fecero fallire sia le piccole imprese artigiane indiane che le fabbriche tessili del Lancashire.

Possiamo dire quindi che la fortuna dei Sassoon derivò dal traffico di droga e dalla destabilizzazione dell’industria tessile inglese e indiana.

Per queste nobili imprese nel 1872 la regina Vittoria nominò Albert Sassoon baronetto».

Quali altre prove servono ai sostenitori dei 5 Stelle-atlantiche o ai cittadini incerti su cosa fare e chi votare per convincersi che questo movimento è l’ennesima truffa massocapitalista funzionale, come sta avvenendo in tutta Europa, allo spostamento a destra delle masse proletarie che, invece, hanno bisogno di un vero Partito Comunista, come è stato quello di Berlinguer che rimetta al centro la questione dell’applicazione integrale della nostra Costituzione e della sua espansione a livello europeo tramite la battaglia per l’Eurocomunismo.

Saluti comunisti

Il Movimento 5 Stelle una falsa bandiera per mantenere l’Italia un paese a sovranità atlanticaultima modifica: 2017-11-19T04:21:17+01:00da iskra2010
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