PAOLO GENTILONI OVVERO L’IPOCRISIA DEL POTERE MASSOCAPITALISTA

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

 

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

in questi giorni ci sono state alcune importanti dichiarazioni a proposito dell’intervento criminale di Usa, Francia, Gran Bretagna in Siria, che hanno dimostrato lo spessore politico del presidente del Consiglio, Gentiloni.

L’Italia non è un Paese neutrale, che sceglie di volta in volta con chi schierarsi tra l’alleanza atlantica e la Russia: è un coerente alleato degli Stati Uniti e non di questa o quella amministrazione americana, di Kennedy o Nixon, di Reagan o Clinton, di Bush o Obama. E’ una scelta di campo, è la nostra scelta di campo”.

Il presidente del Consiglio ha fatto capire in quale quadro di alleanze internazionali colloca il nostro paese e che tipo di democrazia si può avere: ovviamente democrazie a sovranità limitata decise dalla Nato a guida Usa.

Cosa hanno fatto sinora i governi italiani, voluti dal duo Usa/Nato, negli ultimi venticinque anni se non mantenerci nelle condizioni di uno Stato vassallo, manomettere la nostra Costituzione, considerata la più democratica del mondo, tentando di immettervi sistemi elettorali maggioritari come quello alla francese, alla statunitense o il finto proporzionale con sbarramenti alla tedesca? Che dire poi di quella miriade di leggi incostituzionali, e dell’introduzione nella Costituzione dell’articolo 81 sul pareggio di Bilancio.

Gentiloni, che ha appoggiato l’incostituzionale referendum del 4 dicembre 2016, oltre a smantellare la Costituzione, come del resto tutti gli ultimi presidenti del Consiglio e della Repubblica hanno fatto, dall’attacco alla Jugoslavia in poi, si sono altamente fottuti dell’articolo 11 della Costituzione che afferma in modo categorico:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Caro conte Paolo Gentiloni Silveri se al potere negli Usa andasse un seguace di Adolf Hitler, secondo il tuo minuscolo pensiero politico, sarebbe tutto okay, “perché è la nostra scelta di campo”?

Ma dove stanno, caro conte le “condizioni di parità con gli altri Stati” e in questo caso con gli Usa, previste dall’articolo 11 della Costituzione? La parità politica prevede anche la possibilità di dire no alle scelte degli Usa/Nato. Altrimenti che parità è?

Siamo al massimo dell’ipocrisia, per fortuna che Gentiloni è anche un cattolico. Ma per un cattolico l’ipocrisia è un peccato gravissimo. Infatti Gesù disse ai suoi discepoli:

“Guardatevi dal lievito de’ Farisei, che è ipocrisia. Ma non v’è niente di coperto che non abbia ad essere scoperto, né di occulto che non abbia ad esser conosciuto. Perciò tutto quel che avete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce; e quel che avete detto all’orecchio nelle stanze interne, sarà proclamato sui tetti”. Luca 12:1-3.

Per capire meglio che l’ipocrisia di Gentiloni arriva da lontano ed ha origini di classe e culturali ben precise, ecco un breve profilo del presidente del Consiglio tratto da un articolo di Giovanni Rossi per Quotidiano.net:

Nato in ambiente cattolico (il Patto Gentiloni per la discesa dei credenti in politica, un secolo fa, fu parto di famiglia con il tacito accordo di Pio X), cresciuto catechista (assieme ad Agnese Moro), prime occupazioni al ‘Tasso’, per amore della politica il giovane Paolo fugge anche di casa. A Milano i primi contatti con il Movimento studentesco. Poi con Mario Capanna. Anni gruppettari. Anatemi, confluenze, scissioni. Altro che Leopolda. Democrazia Proletaria? No grazie. Resta nel Movimento Lavoratori per il Socialismo (Mls) sino alla sua unificazione con il Partito di unità proletaria per il comunismo (il Pdup di antica memoria).
Compagni di quegli anni sono Ermete Realacci e Chicco Testa. Scatta – per tutti – la folgorazione ambientalista. Il passaggio al giornalismo e la direzione di Nuova Ecologia santificano la svolta.
Nel 1993 riecco la politica: sette anni da portavoce del sindaco di Roma Francesco Rutelli che poi lo promuove assessore al Turismo e al Giubileo: in Vaticano Gentiloni gioca in casa”.

Leggendo il percorso politico e le abiure attuali di Gentiloni, che lo fanno percepire come un uomo che ha perso ogni idealità mi vengono alla mente le parole di Fabrizio De André:“Un uomo senza sogni, senza utopie, senza ideali, sarebbe un mostruoso animale, un cinghiale laureato in matematica pura”.

Siamo davanti all’ennesimo politico “cinghiale” della seconda Repubblica che è funzionale agli interessi di Stati esteri: Usa e Vaticano. Ma così facendo si dimostra la codardia che ha caratterizzato tutti i presidenti della Repubblica e i presidenti del Consiglio e le migliaia di politici che si sono succeduti dopo l’assassinio di Aldo Moro per mano degli Usa/Nato, dopo la sospetta morte di Enrico Berlinguer e la spaccatura del P.C.I.; fatti tragici che hanno portato alla fine della nostra autonomia e libertà come Stato e alla fine della prima Repubblica, quella nata dalla lotta di Liberazione dal nazifascismo e che non aveva mai partecipato a guerre promosse dall’imperialismo Usa/Nato, prima del 1991 aderendo alla prima guerra del Golfo contro l’Iraq.

E Gentiloni dopo tutte le stragi atlantiche avvenute in Italia, cominciando da Portella della Ginestra, passando dalle bombe di Piazza Fontana a Milano a quelle di Piazza della Loggia a Brescia, ai treni Italicus e 904, all’abbattimento del DC9 Itavia, alla strage alla Stazione di Bologna, ai legami tra criminalità mafiosa e Usa/Nato, continua a fare il “palo” a una forma di potere che non ha niente di diverso dalla criminalità organizzata, se non quello di essersi fatta Stato e internazionalizzata.

Questi comportamenti subalterni agli Usa/Nato, da parte dei vertici dei nostri governi e istituzioni, fanno emergere che esiste un problema di reale autonomia e di piena libertà politica per il nostro proletariato, ma anche per tutte le classi subalterne. Autonomia e libertà che possono esistere solo se le formazioni politiche presenti oggi nel nostro paese sono realmente autonome dai meccanismi di eterodirezione che il vertice dell’economia mondiale, rappresentato dalle banche d’affari e multinazionali, coadiuvate dal FMI, Banca Mondiale e BCE sono in grado di mettere in essere.

Da quello che fanno e propongono, M5S, Lega, FI e PD non mi sembra che vadano verso un rafforzamento della nostra maggiore autonomia e libertà.

Tutti i partiti operano per squalificare la politica e fanno di tutto per impedire che risorgano nel nostro paese partiti radicati nella fabbriche, nei territori. Oggi i massocapitalisti puntano su formazioni politiche esistenti solo nelle reti informatiche e nel loro mondo virtuale, dove società create ad hoc come facebook, ecc., possono grazie ai loro spin doctors e alle loro balle spaziali, condizionare il pensiero politico-sociale delle persone, tentando di privarli dell’ultima libertà che è loro rimasta quella di scegliere per chi votare.

La politica dei “cinghiali” senza ideali sta comprimendo il bisogno di libertà e di eguaglianza insita nei moderni cittadini, costruendo attorno a loro formazioni politiche fasulle, tutte uguali nei contenuti: sono tutti a favore dei massocapitalisti e delle loro imprese sia nazionali che internazionali, a cui vogliono far pagare meno tasse e aumentare i privilegi; diffondono irrazionalità politica e paura nella popolazione, utili però per rinchiudere le varie popolazioni d’Europa in recinti mentali reazionari.

Il vero scopo di queste scelte politiche dei “cinghiali” è impedire che la crisi di sovrapproduzione faccia sorgere nei cittadini europei il bisogno di un radicale cambiamento, il bisogno di Comunismo.

Questo gioco perverso, che mandò al massacro dal 1914 al 1918 i proletari di tutto il mondo, i “cinghiali” lo fecero approfittando della crisi economica del 1907. In quella guerra morirono sui vari fronti decine di milioni di proletari, buona parte di loro era socialista. Fu un vero sterminio di classe che terminò prima solo grazie alla Rivoluzione comunista in Russia del 1917.

I “cinghiali” senza ideali fecero questo gioco al massacro di proletari, per la seconda volta, dopo la crisi economica del 1929, ma in due tappe. La prima tappa fu la guerra di Spagna, 1936-1939, dove sperimentarono le nuove armi di distruzione di massa contro il governo legittimo, guidato dal Fronte Popolare di ispirazione marxista e poi con la seconda guerra mondiale del 1939-1945, dove il vero obiettivo di tutti i “cinghiali” senza ideali era la Russia comunista.

Stiano attenti i “cinghiali” senza ideali che se vogliono uscire dalla crisi del 2008 facendo lo stesso gioco al massacro contro i proletari, la storia è lì a dimostrare che i comunisti sono usciti, come nei casi precedenti, più forti e con le idee più chiare.

PAOLO GENTILONI OVVERO L’IPOCRISIA DEL POTERE MASSOCAPITALISTAultima modifica: 2018-04-20T05:06:11+02:00da iskra2010
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