DERIVATI: PERDITA DI SOVRANITA’ PER TUTTI I CITTADINI EUROPEI…

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

DERIVATI: PERDITA DI SOVRANITA’ PER TUTTI I CITTADINI EUROPEI.

SOLO LA LOTTA PER L’EUROCOMUNISMO CI SALVERA

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

con l’articolo allegato voglio sollevare la questione delle vere ragioni che permettono ai massocapitalisti di scaricare la crisi economica sulle nostre spalle proletarie.

Vediamo di capire i meccanismi che hanno generato l’attuale crisi del sistema capitalistico: la sovrapproduzione di merci, combinata con la speculazione finanziaria basata su strumenti subdoli, come i derivati.

Secondo la Banca dei regolamenti internazionali (BRI) il PIL di tutti i paesi del mondo, al 31 dicembre del 2013, era pari a 73.982 miliardi di dollari. Mentre il valore nominale di tutti i derivati esistenti ammontava a 710.182 miliardi di dollari, con un aumento del 12% rispetto al dicembre 2012. Quindi l’ammontare dei derivati era circa dieci volte il valore del PIL mondiale.

Cosa sono i derivati? Da Wikipedia:

“Lo strumento derivato o semplicemente derivato (in inglese derivative) in finanza è un contratto o titolo il cui prezzo sia basato sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, definito sottostante (come, ad esempio, azioni, indici finanziari, valute, tassi d’interesse o anche materie prime).

Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono la copertura da un rischio finanziario (detta hedging), l’arbitraggio (ossia l’acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato) e la speculazione.

Le variabili alla base della quotazione dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono avere diversa natura: può trattarsi di azioni, di obbligazioni, indici finanziari, di commodity come il petrolio o anche di un altro derivato, ma esistono derivati basati sulle più diverse variabili, perfino sulla quantità di neve caduta in una determinata zona, o sulle precipitazioni in genere.

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari, e soprattutto in mercati al di fuori dei centri borsistici ufficiali, ossia in mercati alternativi alle borse vere e proprie, detti OTC, over the counter: si tratta di mercati creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telematiche e che, di solito, non sono regolamentati”.

Come si nota dalla spiegazione di Wikipedia i derivati hanno tra i loro fini: la copertura da un rischio finanziario e la speculazione. Ed hanno, tra le loro variabili di rischio, perfino la quantità di neve caduta in determinate zone e le precipitazioni piovose in genere. Scommesse rischiose come la roulette dei casinò.

Siamo davanti ad una delle più rischiose forme di investimento speculativo che ha determinato lo spostamento verso un ristretto vertice della piramide sociale, i banchieri e le loro banche d’affari, delle risorse frutto del risparmio delle classi subalterne e, per gli Stati, Regioni, Province e Comuni, che li hanno acquistati, ha comportato la perdita di enormi quote di denaro pubblico derivante dalle tasse a causa del fatto che i derivati, frutto della speculazione e del debito dei privati sono entrati nel debito pubblico, gravando così su ogni cittadino italiano che, per pagare questo debito, ha dovuto cedere le conquiste di anni di lotte: la scuola pubblica, la sanità, le pensioni per le future generazioni, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la sicurezza sul lavoro, il lavoro a tempo indeterminato, le ferrovie, l’industria di Stato, la Telecom, l’Eni, l’acqua, il paesaggio, le autostrade, allontanando con queste misure la possibilità della realizzazione di uno Stato socialista.

Eppure la nostra Costituzione parla chiaro: queste politiche di asservimento alle banche d’affari non sono costituzionalmente possibili.

Quindi ci sorprende che si emettano sentenze dove si afferma, come nel caso Morgan Stanley descritto nell’articolo sotto riportato, che siamo davanti ad un “difetto di giurisdizione” e che le scelte del ministero “non sono sindacabili”.

Cara Corte dei conti chi è il tuo sovrano a cui devi dar conto? Il popolo italiano e la sua Costituzione che afferma: siamo una Repubblica democratica basata sul Lavoro e non sul ladrocinio come la speculazione finanziaria.

I soldi delle tasse, i beni pubblici e i risparmi dei lavoratori e delle classi subalterne, non devono andare nelle tasche dei banchieri della banche d’affari.

Per queste ragioni occorre nazionalizzare, almeno in tutta Europa, tutte le banche d’affari che costituiscono le banche centrali. Vedrete che dopo la nazionalizzazione delle banche d’affari si scioglieranno come neve al sole, per mancanza di fondi, tutte quelle formazioni politiche che oggi, nei vari Parlamenti, svolgono il ruolo dei cani da guardia dei massocapitalisti.

Saluti comunisti.

 

 

Derivati, la Corte dei conti chiude caso Morgan Stanley

I pm contabili contestavano un danno di 4 miliardi alla banca Usa e a quattro dirigenti del Tesoro per i contratti chiusi alla fine del 2011

Derivati, la Corte dei conti chiude caso Morgan Stanley

di Carlo Di Foggia

La Corte dei conti ha chiuso ieri il caso dei derivati stipulati dal Tesoro con la banca Morgan Stanley dichiarando il suo “difetto di giurisdizione” rispetto a tutte le parti comparse nel processo. I Pm contabili contestavano un danno erariale di 4 miliardi, il 70% alla banca Usa e il restante a quattro massimi dirigenti del Tesoro: gli ex ministri Vittorio Grilli e Domenico Siniscalco, il dg uscente Vincenzo La Via e l’ex responsabile del debito pubblico Maria Cannata. Lo Stato ha ora tre mesi per decidere, se vorrà, di avviare una causa civile contro la banca Usa. La Procura contabile del Lazio è però intenzionata a fare ricorso.

Il processo era iniziato ad aprile scorso. A fine 2011, nel pieno della crisi finanziaria, Morgan Stanley riuscì a farsi pagare 3,4 miliardi dal Tesoro chiedendo la chiusura di 6 contratti in forza di una clausola concessale da un accordo quadro del 1994 di cui la Cannata ha detto di aver appreso l’esistenza solo nel 2007. Per i pm contabili la stipula, la gestione e la chiusura di quei contratti da parte dei dirigenti è stata caratterizzata da “mala gestio, diseconomicità, gravi imprudenze e irregolarità gestionali”. Alcuni sarebbero stati “speculativi”, quindi non idonei alla gestione del debito pubblico. Una sorta di scommessa pagata a caro prezzo.

La sentenza della Corte accoglie invece di fatto la richiesta dei legali dell’istituto Usa e degli altri imputati. Per i giudici non si può contestare un danno erariale alla banca perché non è mai stata un consulente del Tesoro, assimilabile a un soggetto pubblico ma solo una controparte contrattuale. Un rapporto alla pari tra soggetti “competenti” e non squilibrato a vantaggio della banca, come ipotizzavano i pm.

Per i giudici non si può neanche valutare il comportamento dei dirigenti ministeriali perché quei contratti, anche i più rischiosi, e la loro gestione erano legittimi (perché autorizzati dalle norme) rientrando “senza dubbio, nell’esercizio di una scelta discrezionale dell’apparato amministrativo”, che non è sindacabile ai sensi di legge “senza ledere il principio della separazione dei poteri”. Nel chiarirlo i giudici sembrano però anche dare un giudizio di merito: il loro comportamento, si legge nella sentenza, “per le conseguenze che sono derivate dalle strategie di gestione del debito pubblico, non appare irrazionale e immotivato”. Se questa linea verrà confermata anche nel giudizio sul probabile ricorso della Procura contabile, oltre a chiudere un caso che ha avuto vasta eco nell’opinione pubblica, segnerà un passaggio giuridico rilevante blindando la gestione del debito mediante derivati.

Usati inizialmente per abbellire i conti e permettere l’ingresso dell’Italia nell’euro e poi per proteggersi da un rialzo dei tassi (che non si è verificato) i derivati sul debito hanno causato una perdita di oltre 40 miliardi di euro negli ultimi dieci anni, 5,4 nel 2017.

 

16 giugno 2018

DERIVATI: PERDITA DI SOVRANITA’ PER TUTTI I CITTADINI EUROPEI…ultima modifica: 2018-06-19T06:37:02+02:00da iskra2010
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