Andrea Montella consiglia due libri da leggere per capire meglio cosa c’è accaduto

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

si va, per chi se le può permettere, verso le vacanze o comunque, anche per chi non ci va, verso una maggiore quota di tempo libero che possiamo, in parte, dedicare ad approfondimenti, attraverso buone letture, per giungere agli appuntamenti autunnali più preparati e con una maggiore capacità di elaborazione sulle ragioni che rendono il nostro presente politico e personale così gravido di incognite e di difficoltà.

Mi permetto quindi di segnalarvi due libri appena usciti utili alla nostra lotta per il socialismo-comunismo.

Il primo dal titolo COUP D’ÉTAT IN VIA FANI – LA NATO CONTRO MORO E IOZZINO di Carlo D’Adamo e James Hepburn Jr. – Pendragon

A partire dalle targhe delle auto presenti in via Fani la mattina del 16 marzo 1978, gli autori portano avanti nella loro controinchiesta l’indagine iniziata con “Chi ha ammazzato l’agente Iozzino? Lo Stato in via Fani”, dimostrando che l’azione militare delle 9.02, programmata dal mese di gennaio, vede la presenza di ufficiali della Decima MAS, di reparti del Comsubin, di fiduciari del Sisde, di istruttori di Gladio, di ordinovisti, di Piduisti e di brigatisti. Dal punto di vista militare il blitz segue lo schema suggerito da Luttwak (“Coup d’Etat. A practical handbook – A brilliant guide to taking over a nation” – Fawcett Publications, Greenwich, Connecticut, USA, 1969) di cui ricalca le tecniche per isolare un quartiere e modulare la tempistica delle diverse squadre convergenti nel teatro dell’azione. Dal punto di vista politico il network che programma, coordina, esegue la strage e protegge gli assassini, depistando immediatamente da quel 16 marzo e poi, con continuità, nei giorni e negli anni successivi, fino ad oggi, obbedisce gerarchicamente alle strutture NATO, centrali dell’eversione nel nostro Paese e mandanti della strategia del terrore. Ma questa verità consolidata, di cui non si può parlare, spiega anche il fallimento dell’inchiesta dell’ultima Commissione Moro, il cui compito era quello di tacere sui mandanti della strage di via Fani e dell’omicidio di Aldo Moro. Le prove pubblicate in questa contro inchiesta sono agghiaccianti.

Carlo D’Adamo è nato a Collesalvetti (LI) nel 1949, si è laureato in lettere moderne a Bologna nel 1971 e dopo aver esercitato la professione di insegnante nelle scuole superiori delle province di Modena e Bologna, si occupa di storia e di storia dell’arte.

Nel 1985 e 1986 con Fabio Fantuzzi e Fabrizio Bizzarri produce una serie di documentari (“Voci di dentro”) sull’assistenza domiciliare nel Comune di San Giovanni in Persiceto, sulla organizzazione del locale ricovero per “alienati mentali” e sulla vicenda del partigiano sordomuto Federico Siena.

Nel 1988 organizza la mostra “Etruschi di pianura” presso la Biblioteca Comunale di San Giovanni in Persiceto.

Nel 2004 pubblica “Il dio Grabo, il divino Augusto e le Tavole Iguvine”, una nuova traduzione delle famose Tavole di Gubbio. Nel 2007 pubblica “I Sardi nella guerra di Troia”, un volumetto scritto per l’Associazione “Insieme per conoscere”, affiliata alla Primo Levi, in cui si affronta il problema della formazione di alcune civiltà italiche nell’età del Bronzo.

Nel 2009 pubblica “Tutti zitti. Una rimozione collettiva”, nel quale ricostruisce il contesto in cui si colloca il silenzio assordante intorno alla data sbagliata di ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale, che il monumento inaugurato a Persiceto nel 1927 anticipa di un anno.

Nel 2011 escono “Sardi, Etruschi e Italici nella guerra di Troia” e “Disavventure dell’archeologia. I comunisti delle terremare”.

Nel 2012 pubblica, insieme a William Pedrini, “Un passato che non passa. Il documentario fotografico di D’Aiutolo e Parisi” e “I 34 scheletri del Poggio”.

Nel novembre 2014 esce “Chi ha ammazzato l’agente Iozzino? Lo Stato in via Fani”.

Il secondo libro consigliato è:

Massoni, politicanti e affaristi: la grande truffa della bancarotta Etruria

La Banca popolare dell’Etruria, piccolo istituto di credito con sede a Arezzo, sale alla ribalta delle cronache nazionali nella primavera del 1981, a causa dello scandalo della Loggia massonica segreta P2. Una coincidenza per niente casuale: all’origine di Banca Etruria c’è infatti la Banca mutua popolare aretina fondata nel 1888 dalla Massoneria toscana; dal 1980 l’Etruria è presieduta dal massone Elio Faralli, e sul conto corrente del capo della P2 Licio Gelli presso la banca aretina finiscono le quote di affiliazione alla Loggia segreta.

Fra lotte di potere e maneggi finanziari, un consigliere suicida e un ragioniere suicidato, acquisizioni pilotate e sperperi, massoni affaristi e politicanti vecchi e nuovi, fino allo scandalo governativo Boschi-Renzi con l’approdo in Parlamento (Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario), la trentennale parabola di Banca dell’Etruria con l’epilogo del crac pagato da decine di migliaia di risparmiatori truffati.

Gli autori che si firmano Lucio Giunio Bruto hanno scritto tra l’altro: Cicciobello del potere (1997), Vespaio (2005), Bassezza reale (2006), Volo basso (2012), Attacco alla Costituzione (2014), Televergine Maria (2015), Checco cialtrone (2016). Tutti pubblicati da Kaos edizioni.

In allegato alcune pagine del libro e il documento citato nel testo.

Estratto-Banda-Etruria Scalfari De Benedetti la P1 e la P2

 

COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2 CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA IX LEGISLATURA Doc. XXIII D. 2-quater_3_XIII Scalfari De Benedetti P1 e P2

Andrea Montella consiglia due libri da leggere per capire meglio cosa c’è accadutoultima modifica: 2018-06-23T07:30:20+02:00da iskra2010
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