Oxfam, rapporto-choc sulla diseguaglianza nel mondo: “L’1% più ricco possiede più del restante 99%”

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

osservate questi dati, divulgati da RaiNews, sulla diseguaglianza nel mondo, dati ovviamente che riguardano anche l’Italia, e prestate attenzione alle misure che verranno prese, sia a livello nazionale dall’attuale governo del protofascista Salvini, sia a livello europeo dalla Bce.

Vedremo a gennaio dell’anno prossimo, quindi tra pochi mesi, con il prossimo rapporto Oxfam, quanti sono gli italiani e i proletari di tutto il mondo usciti realmente dalla povertà assoluta o relativa.

La ricchezza prodotta è in costante aumento ma finisce nelle tasche di ristrette oligarchie.

Tutto questo può terminare solo con due atti politici e uno culturale: l’autogestione delle fabbriche, la fine della circolazione monetaria da sostituire con l’orario di lavoro come parametro universale per ottenere beni e servizi. L’operazione culturale è quella di smettere di pensare con le idee dei massocapitalisti, veicolate dai partiti dei padroni e dai loro media.

Per realizzare questi obiettivi, come proletari europei, ci serve avere lo strumento per ricostruire la nostra coesione di classe: il Partito Comunista di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer e il suo internazionalismo.

Saluti comunisti

Oxfam, rapporto -choc sulla diseguaglianza nel mondo: “L’1% più ricco possiede più del restante 99%”

Dal rapporto emerge inoltre che i 2/3 della ricchezza dei più facoltosi miliardi del mondo non è frutto del loro lavoro ma è ereditato o è frutto di rendita monopolistica ovvero il risultato di rapporti clientelari. E questo è ancora più significativo se si considera che nel 2016 erano 40 milioni le persone schiavizzate nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini Tweet

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L’1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%. è uno degli allarmanti risultati che emergono dal rapporto Oxfam “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, riferiti al primo semestre del 2017 e diramato alla vigilia dell’Annual Meeting del World Economic Forum e che fotografa un mondo in cui le crescenti disuguaglianze socio-economiche stanno diventando sempre di più il tema centrale del nostro tempo.

I dati sono inquietanti: l’82% dell’incremento della ricchezza globale, che è stata registrata nel 2017, è stata appannaggio dell’1% più ricco mentre il 50% più povero della popolazione mondiale non ha beneficiato di alcuna porzione di tale incremento.

Dal rapporto emerge inoltre che i 2/3 della ricchezza dei più facoltosi miliardari del mondo non è frutto del loro lavoro ma è ereditato o è frutto di rendita monopolistica ovvero il risultato di rapporti clientelari. E questo è ancora più significativo se si considera che nel 2016 erano 40 milioni le persone schiavizzate nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.

https://twitter.com/Oxfam/status/955231667391737857

Sempre peggio

Il rapporto evidenzia inoltre che siamo ben lontani dal colmare queste disuguaglianze e anzi il trend è in peggioramento visto che 7 cittadini au 10 vivono in un paese in cui la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 30 anni.

Se si considera poi il reddito, Oxfam riferendosi al World Inequality Report 2018, riferisce che tra il 1980 e il 2016 circa il 27% dell’incremento del reddito globale sia stato appannaggio dell’1% più ricco in termini di reddito della popolazione mondiale. Il 50% più povero ha beneficiato di una porzione del 12%, inferiore alla metà di quanto è fluito verso il vertice della piramide globale dei redditi. In termini assoluti, nei 24 anni intercorsi tra il 1988 e il 2013 il 10% dei percettori più poveri di reddito ha visto le proprie entrate aumentare in media di 217 dollari contro i ben 4.887 dollari del 10% più ricco.

Le disuguaglianze sono ben percepite: in un sondaggio che ha visto coinvolte 70 mila persone in 10 paesi di 5 continenti, Oxfam ha rilevato che oltre il 75% ritiene che il gap tra ricchi e poveri nel proprio Paese sia eccessivo. Oxfam chiede quindi alle istituzioni nazionali di porsi come obiettivo che entro il 2030 il reddito complessivo del 10% più ricco non sia superiore al reddito del 40% più povero e che per far questo bisogna agire su numerosi fronti, dal garantire dei salari dignitosi all’incremento della spesa per i servizi essenziali passando ovviamente ad una maggiore equità e progressività delle politiche fiscali nazionali.

22 gennaio 2018

Oxfam, rapporto-choc sulla diseguaglianza nel mondo: “L’1% più ricco possiede più del restante 99%”ultima modifica: 2018-06-29T06:04:05+02:00da iskra2010
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