Matteo Renzi e la questione morale

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni,

come potrete leggere dall’articolo allegato, siamo al cospetto di un chiaro esempio di uno di quei comportamenti stigmatizzati da Enrico Berlinguer ne La questione morale: “I partiti non fanno più politica… Politica si faceva nel 1945, nel 1948 e ancora negli anni Cinquanta e sin verso la fine dei Sessanta. Grandi dibattiti, grandi scontri di idee e, certo, anche di interessi corposi, ma illuminati da prospettive chiare, anche se diverse, e dal proposito di assicurare il bene comune. Che passione c’era allora, quanto entusiasmo, quante rabbie sacrosante! Soprattutto c’era lo sforzo di capire la realtà del Paese e di interpretarla. E tra avversari ci si stimava. De Gasperi stimava Togliatti e Nenni e, al di là delle asprezze polemiche, n’era ricambiato… i partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia…

I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela; scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss…

Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura dei vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti”

I partiti della seconda Repubblica hanno costituzionalizzato quel metodo criminale di governo, scoperchiato da coraggiosi magistrati e denunciato dagli ultimi comunisti alla direzione del P.C.I..

Noi comunisti delle Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer per la ricostruzione del P.C.I. non ci stancheremo mai di denunciare che gli attuali partiti, partendo da Forza Italia e dalla Lega, passando dal Pd e giungendo ai 5 stelle, fino alle formazioni minori, sono gli eredi della degenerazione della prima Repubblica e non potevano e non possono essere la soluzione dei mali emersi dalle inchieste di Tangentopoli, perché ne erano la causa.

Per curare i mali di quel periodo occorreva tornare alla lotta di Liberazione per imporre i valori della Costituzione e dei padri costituenti e realizzare il programma contenuto nella Carta.

Invece si è preferito dare, con il referendum del 1993, ai corruttori, i massocapitalisti piduisti e ai loro amici mafiosi, la gestione dello Stato e della società. A questo è servito l’introduzione del sistema elettorale maggioritario. Permettere ai criminali massocapitalisti di fare politica in prima persona e di conformare, tramite i media asserviti, l’intera società ai loro disvalori.

E’ quello che emerge nell’articolo sotto riportato ne è l’ennesima prova.

Saluti comunisti.

 

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Renzi compra una villa a Firenze da 1,3 milioni. Lui: ‘Nessun acquisto concluso’. Aveva detto: ‘Sul conto 15mila euro’

 

Renzi compra una villa a Firenze da 1,3 milioni. Lui: ‘Nessun acquisto concluso’. Aveva detto: ‘Sul conto 15mila euro’

Il quotidiano La Verità racconta come l’ex segretario abbia firmato un preliminare d’acquisto per una casa da 1.230.000 più altri 70.000 per un terreno agricolo di 1.580 metri quadrati adiacente al giardino. Due settimane fa ha versato una caparra da 400mila euro con 4 assegni circolari da 100mila euro. Solo sei mesi fa, invece, aveva mostrato a Matrix il suo conto corrente. L’ufficio stampa dell’ex premier: “Non ha concluso né l’acquisto di un’abitazione a Firenze né la vendita dell’abitazione di Pontassieve”

di F. Q.

Una villa in via Tacca a Firenze, 276 metri di superficie catastale, 11,5 vani, due livelli con salotto triplo, grande cucina abitabile, studio, tre camere e tre bagni, terrazza. Costo: un milione e trecentomila euro. Acquirenti: il senatore Matteo Renzi e la moglie Agnese Landini. L’ex presidente del consiglio ha comprato una nuova casa. O meglio sta per comprare: lo scrive il quotidiano La Verità che racconta come Renzi abbia firmato un preliminare d’acquisto nello studio fiorentino del notaio Michele Santoro per una villa da 1.230.000 più altri 70.000 per un terreno agricolo di 1.580 metri quadrati adiacente al giardino. Due settimane fa – ricostruisce il giornalista Giacomo Amadori  – l’ex segretario del Pd ha versato una caparra da 400mila euro con quattro assegni circolari da 100mila euro l’uno, emessi il 12 giugno scorso dal Banco di Napoli, l’istituto a cui si affidano i parlamentari. Il resto, e cioè circa 900mila euro, Renzi proverà a trovarli con un mutuo, il quarto che si andrebbe a sommare alla rata mensile da 4.250 euro che paga del 2012.

Insomma, un’uscita fissa pesante anche per un senatore. Soprattutto perché, come ricorda sempre il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, solo pochi mesi fa Renzi aveva assicurato in televisione di avere un conto corrente molto più modesto. “Non ho niente da nascondere, da premier non mi sono arricchito. Ecco il mio conto corrente. Il 30 giugno 2014, quando ho cominciato a fare il presidente, avevo 21.895 euro e oggi ho 15.859 euro. Sempre se mia moglie nel frattempo non ha fatto qualche spesa. C’è l’ idea che chi fa politica magari sia un po’ traffichino, uno che mette il naso in tante vicende”, aveva detto a Matrix il 18 gennaio del 2018.

Sei mesi dopo, però, ecco che l’ex sindaco di Firenze ha comprato casa dalla signora Natalia Gajo, classe 1928, e dai suoi due figli: Giusto Puccini, 68 anni, docente di Istituzioni di diritto pubblico, tra i giuristi favorevoli al al referendum costituzionale, e la sorella Oretta, 61 anni, dal 1987 dipendente dell’ex Provincia di Firenze, guidata da Renzi tra il 2004 e il 2009. La villa di via Tacca era stata messa in vendita originariamente a un milione e mezzo ma l’ex premier è riuscita a ottenerla offrendo duecentomila euro in meno. Non è l’unico colpo di fortuna di questa storia.

Il 23 aprile del 1986  (dopo l’entrata in vigore della legge sui condoni edilizi del 1985 ) i proprietari presentano domanda di sanatoria edilizia per “alcuni ampliamenti e modifiche interne ed esterne”. Quando arriva la risposta del comune di Firenze? Più di trent’anni dopo. Alla richiesta, infatti, “ha fatto seguito il rilascio da parte del sindaco della concessione edilizia in sanatoria numero 3150/2017”. “Come mai ci sono voluti 31 anni e l’ attuale giunta per ottenere risposta?”, attacca Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d’Italia al consiglio comunale. “A Firenze evidentemente esiste un metodo infallibile per uscire dalle sabbie mobili della burocrazia: avere Matteo Renzi come prossimo acquirente. Di tutto questo, ovviamente, chiederemo spiegazioni al sindaco Nardella”. Ma non solo. Perché il consigliere comunale del partito di Giorgia Meloni racconta anche altro. “Pochi giorni fa i residenti della zona mi hanno chiamato per ringraziarmi per la battaglia condotta negli ultimi 4 anni per consentire che questa “strada privata” fosse dotata di una sbarra – dice Torselli – Dal 2014 a oggi si erano rivolti senza fortuna ai vari assessori alla Mobilità e avevano persino presentato esposti in Tribunale. Ma ora sembra che l’ autorizzazione alla chiusura da parte del Comune sia arrivata. Purtroppo, visto il nome del nuovo residente, temo di non potermene intestare il merito”.

E visto che adesso Renzi è a caccia di un mutuo da 900mila euro, La Verità ne approfitta per fare i conti in tasca all’ex premier, già titolare di tre finanziamenti. Uno è del 2004: 300mila euro restituibili in vent’anni a 1.600 euro al mese per la villa comprata dall’allora presidente della provincia di Firenze a Pontassieve e mai venduta. Un altro è del 2009, da 160mila euro – 800 euro ogni trenta giorni – sempre per lo stesso immobile. Il terzo era arrivato nel 2012 quando il padre e la madre di Renzi avevano venduto la loro casa a Rignano sull’Arno ai quattro figli. Che per comprarla avevano dovuto accendere un mutuo da 1,3 milioni di euro: all’allora primo cittadino del capoluogo toscano era toccata una rata da 325mila euro, cioè 1.850 euro al mese. In totale sono 4.250 euro di mutui che dal 2012 escono ogni trenta giorni dal conto corrente di Renzi per estinguere i vari finanziamenti. A questi si andrebbe a sommare una nuova, sostanziosa, rata se alla fine il mutuo per la villa di via Tacca dovesse essere concesso.

Nel pomeriggio, sulla vicenda raccontata da La Verità, è arrivata una nota dell’ufficio stampa dell’ex presidente del consiglio.”Matteo Renzi e la sua famiglia – si legge – stanno da tempo cercando un’abitazione a Firenze. Al momento Renzi non ha concluso né l’acquisto di un’abitazione a Firenze né la vendita dell’abitazione di Pontassieve. Quando il percorso sarà concluso tutte le informazioni saranno rese pubbliche, come peraltro prevede la normativa per la trasparenza dei parlamentari. In caso di acquisto di una casa e di vendita dell’altra saranno come già fatto in passato resi pubblici anche i mutui, passati, presenti e futuri. Nessun mediatore immobiliare (men che mai internazionale) ha un incarico dalla famiglia. I Renzi al momento si sono rivolti a possibili acquirenti con le modalità tradizionali: annuncio sui giornali e richiesta di appuntamento all’agenzia”.

29 giugno 2018

Matteo Renzi e la questione moraleultima modifica: 2018-07-01T05:57:48+02:00da iskra2010
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