Putin è per noi una necessità tattica contro la guerra mentre Salvini non serve a nulla

 

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

 

di Andrea Montella

 

Carissime compagne e compagni

il demagogo della Lega, Matteo Salvini, vuole togliere la legge Fornero, mentre il suo modello politico, Putin, la propone in salsa massocapitalista russa.

Inoltre il “Putin” di casa nostra vuole fondare l’euroleghismo una versione reazionaria dell’eurocomunismo per permettere ai suoi padroni d’Europa, di continuare ad esportare aziende dove i lavoratori costano meno. Infatti Salvini non propone la nascita di una riforma egualitaria delle paghe e dei contributi per tutti i lavoratori d’Europa.

Hanno una paura folle che nei lavoratori italiani ed europei rinasca la voglia di Eurocomunismo.

Come potete leggere nell’articolo allegato, il capitalismo dovunque spunti ha sempre le stesse regole: sfruttare i lavoratori e togliergli i diritti acquisiti. Questo succede in Occidente, così come nei paesi dell’ex Patto di Varsavia tornati al capitalismo, dove la pensione sta diventando come da noi un miraggio.

Ma com’era il sistema lavorativo e pensionistico introdotto dalla Rivoluzione comunista?

Il sistema sociale sovietico garantiva: la giornata lavorativa di 7 ore, 6 per gli specialisti. Pensioni per anziani e disabili. Pensionamento a 60 anni per gli uomini, a 55 per le donne. Per i lavori usuranti (miniere, industria pesante…) l’età era abbassata a 50 anni. Per avere la pensione completa bisognava lavorare tra i 20 e i 25 anni. Il congedo di maternità partiva dall’inizio della gravidanza, e un anno dopo la nascita, circa 20 mesi in totale. La malattia era pagata al 100% dello stipendio. Si aveva diritto a un mese di ferie retribuite da parte dello Stato.

La lotta contro il capitalismo globalizzato è una necessità di sopravvivenza per i proletari di tutto il mondo e deve obbligatoriamente passare dall’Eurocomunismo e dalla rinascita dell’Internazionale proletaria e di un programma comunista che veda il superamento dello sfruttamento capitalistico, tramite l’autogestione delle fabbriche e la fine della circolazione monetaria, sostituita dall’orario di lavoro come parametro universale per avere beni e servizi.

Un’ora di lavoro di un essere umano, qualsiasi lavoro faccia, essendo un’ora di vita non può avere valori diversificati, perché altrimenti ci sarebbero vite che valgono di più e altre che valgono di meno, e questo non è eticamente accettabile perché è la causa principe di ogni forma di diseguaglianza, discriminazione e razzismo.

Saluti comunisti

________________________________________

 

La riforma delle pensioni penalizza Putin: crolla il tasso di popolarità

Il governo russo ha proposto di aumentare l’età pensionabile per la prima volta in novant’anni. Sempre più persone pronte a manifestare
La riforma delle pensioni penalizza Putin: crolla il tasso di popolarità

Il presidente brinda con i diplomati dell’accademia militare russa (ap)

dalla nostra corrispondente ROSALBA CASTELLETTI

MOSCA – Aver detto di non aver nulla a che fare con la riforma delle pensioni annunciata dal governo non è bastato a risparmiare a Vladimir Putin le ire della popolazione. Il suo tasso di popolarità è in caduta libera. Secondo l’istituto di sondaggi indipendente, è crollato al 65% contro il 79% dello scorso aprile. Anche il centro di ricerche governativo Vtsiom, solitamente più prudente, aveva segnalato nei giorni scorsi il calo dell’indice di gradimento da 77,1% a 72,1%, il primo dall’annessione della penisola di Crimea nel 2014. Non era sceso così tanto neppure dopo il contestatissimo “arrocco”, lo scambio di poltrone con Dmitrij Medvedev, che aveva portato a un inverno di proteste in piazza Bolotnaja tra il 2011 e il 2012. Il 43% della popolazione si dice pronto a scendere nuovamente in strada. Tre partiti avevano chiesto l’autorizzazione a manifestare a Mosca contro la riforma delle pensioni, ma è stata respinta. Un decreto vieta qualsiasi corteo durante i Mondiali. Non a caso, Aleksej Navalnyj ha indetto cortei domani 1° luglio in 20 città, escluse le 11 che ospitano la World Cup. E intanto il malcontento corre su Internet dove due petizioni online hanno raccolto già milioni di firme.

La riforma annunciata dal governo Medvedev prevede l’aumento dell’età pensionabile, il primo in novant’anni, da 60 a 65 per gli uomini entro il 2028 e da 55 a 63 per le donne entro il 2034. Ma la Scuola superiore di economia ha calcolato che, in base alle aspettative di vita e ai tassi di mortalità in Russia, il 17,4% degli uomini e il 6,5% delle donne non vivrebbe abbastanza a lungo da godere la pensione, il 40% degli uomini e il 20% delle donne secondo altre stime più pessimistiche. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitrij Peskov, nei giorni scorsi aveva detto che il leader del Cremlino “non si occupa del processo di riforma delle pensioni: è una questione di competenza del governo”.
30 giugno 2018

Putin è per noi una necessità tattica contro la guerra mentre Salvini non serve a nullaultima modifica: 2018-07-03T08:04:29+02:00da iskra2010
Reposta per primo quest’articolo