Anche in Ciociaria massoneria, mafia e impresa sono inscindibili

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni
come si evince dall’articolo allegato, i compagni delle Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer hanno ragione quando sostengono che la triade massoneria, mafia e impresa capitalistica, è inscindibile e che sono incompatibili con la democrazia.

Questo rapporto determina a cascata il controllo della politica, tramite l’eterodirezione dei partiti; si arriva al controllo dello Stato con l’immissione di loro uomini tra i pubblici dipendenti e gli alti funzionari. Si mettono le mani sulle Forze Armate, sulla Magistratura, sulle Università, sulla cultura e sui media, tramite giornalisti sponsorizzati dalla triade che veicolano le balle spaziali su come funziona l’economia, la corruzione, la mafia, il terrorismo, il comunismo, la storia, la politica estera, le migrazioni, la scienza, il sistema elettorale maggioritario…

E’ in questo modo che i massocapitalisti ci fanno accettare, nei fatti, una dittatura: la dittatura della borghesia.

Per questa ragione i comunisti sono i più coerenti avversari del sistema massonico, essendo difensori delle libertà democratiche sancite dalla nostra Costituzione che vieta, con l’articolo 18 voluto dal comunista Togliatti, le associazioni segrete come la massoneria, ben sapendo che la società socialista-comunista, proponendo le più alte libertà di associazione e di trasparenza possibili, non è compatibile con le società segrete.

Per questo abbiamo fatto nostra la posizione dei bolscevichi nel IV Congresso dell’Internazionale comunista del 1922: “È assolutamente necessario che gli organi direttivi del partito rompano tutti i ponti che portano alla borghesia e quindi effettuino una netta rottura con la massoneria. L’abisso, che separa il proletariato dalla borghesia, deve venir portato a conoscenza del Partito comunista. Una parte degli elementi guida del partito (il riferimento è alla situazione francese) ha voluto provare a gettare oltre questo abisso dei ponti mascherati ed a servirsi delle logge massoniche. La massoneria è la più disonesta ed infame truffa per il proletariato da parte di una borghesia indirizzata verso posizioni radicali. Noi ci vediamo costretti a combatterla fino ai limiti estremi ”.

Saluti comunisti

________________________________________

 

Dal boss mafioso la raccomandazione per la massoneria, coinvolta una ciociara

Raffaele “Cinuzzo” Urso

Frosinone – La donna non è indagata, ma è stata intercettata in compagnia di un uomo, Raffaele “Cinuzzo” Urso, ritenuto dagli investigatori molto vicino a Messina Denaro

L’ambasciatore del boss della mafia e superlatitante Messina Denaro, le intercettazioni dei carabinieri che sono sulle sue tracce, la massoneria e…Frosinone. C’è un’inchiesta, partita dalla Sicilia che, suo malgrado, tocca, seppur di striscio, un’imprenditrice di Frosinone. La donna a scanso di equivoci non è indagata, ma è stata intercettata e fotografata in compagnia di un uomo, Raffaele “Cinuzzo” Urso, ritenuto dagli investigatori dell’Arma molto vicino a Matteo Messina Denaro. A Urso, stando a quanto raccolto finora dagli investigatori, si sarebbe rivolta per una “raccomandazione”, ovvero per entrare in una loggia massonica. La “spintarella”, secondo quanto riporta il quotidiano la Repubblica, sull’edizione di Palermo, sarebbe andata a buon fine. L’incontro tra i due sarebbe avvenuto al ristorante Pescatore, a Roma.
Lei, S.M., contattata telefonicamente, ha negato categoricamente: «Non so di cosa si stia parlando». Ma è lei? «Non confermo nulla, Non so di cosa si parli». Chi la conosce ne parla come una professionista esemplare, molto attenta e riservata.

Secondo le informazioni pubblicate da Repubblica che si concentra sulla figura di Urso, arrestato ad aprile in un mega blitz delle forze dell’ordine contro la rete di Messina Denaro, questi si sarebbe speso per aiutare l’amica frusinate a raggiungere il suo sogno. Nell’informativa inviata alla procura di Palermo dai carabinieri si fa riferimento, per capire i rapporti tra i due, a «una serie di dinamiche di natura finanziaria e immobiliare non meglio individuabili». Urso, in sostanza, avrebbe utilizzato delle sue amicizie nella loggia “Domizio Torrigiani” per esaudire il desiderio dell’amica di entrare nella “Stella d’Oriente”, un’organizzazione affine alla massoneria di origine americano, secondo quanto hanno osservato gli investigatori. A riprova di ciò viene citata un’intercettazione dove la donna afferma al massone che ha avallato la pratica: «La cerimonia solo per me è stata fatta».

Il massone di Campobello di Mazara, che l’avrebbe raccomandata, avrebbe spacciato l’amica di Urso per sua nipote.
Quindi, con lei, avrebbe così commentato la vicenda: «Ti sembra poco questo?». I carabinieri, poi, per conferma del buon fine dell’operazione, avrebbero fotografato la donna, il 19 maggio dello scorso anno, nella sede romana della Stella d’Oriente. Dal canto suo, Cinuzzo avrebbe commentato all’amica: «Stanno facendo miracoli per te». A testimonianza di un intervento importante. Una storia che ha suscitato grande curiosità anche a Frosinone dopo che la notizia si è diffusa su internet. La donna, comunque, risulta nelle intercettazioni esclusivamente per la sua richiesta inoltrata a Urso. E questo perché Cinuzzo, secondo quanto accertato dai carabinieri di Trapani e del Ros, era in rapporti con il massone che avrebbe poi raccomandato l’imprenditrice.

Raffaele Calcabrina

01/07/2018

Anche in Ciociaria massoneria, mafia e impresa sono inscindibiliultima modifica: 2018-07-05T05:24:44+02:00da iskra2010
Reposta per primo quest’articolo