Nel capitalismo la corruzione è la continuazione, con altri metodi, del furto di plusvalore sottratto ai lavoratori

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

 

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

il bilancio 2017/2018 della Guardia di Finanza sulla corruzione la dice lunga sulla deriva criminale del sistema capitalistico nel nostro paese: 425 milioni il valore delle condotte corruttive e di peculato da gennaio 2017 a maggio 2018. 419 milioni sequestrati a seguito di indagini nel settore degli appalti pubblici. 2,9 miliardi il valore degli appalti irregolari assegnati in soli 15 mesi.

Tutto questo accade nella seconda/terza Repubblica delle banane italiana, quella che ha consegnato nelle mani dei massocapitalisti l’egemonia politico-economico-culturale del nostro paese. Ovviamente dopo la Trattativa, a suon di bombe tra lo Stato, gestito dei democristiani del dopo Moro, con la mafia.

Tutto questo avviene dopo l’avvento in politica del campione dei massocapitalisti nostrani il plurinquisito Silvio Berlusconi, sceso in politica su mandato della P1/P2 e la fuga dall’Italia degli Elkann-Agnelli, ma col malloppo. Chissà quanto sarà costato il silenzio stampa sulla loro fuga nei paradisi fiscali.

Tutto questo accade grazie al fuoco di sbarramento mediatico che circonda il proletariato e gli impedisce di capire esattamente come stanno le cose sul cosiddetto debito pubblico e su cosa deve fare per ribaltare la situazione di degrado in cui ci stanno cacciando.

Tutto questo accade perché in Italia non esiste più il P.C.I. e quindi una vera opposizione di classe allo strapotere dei massocapitalisti.

Tutto questo accade perché gli attuali artificiali partiti altro non sono che il comitato d’affari dei massocapitalisti, che hanno il solo compito di legiferare negli interessi dei loro padroni.

Tutto questo accade perché la Costituzione antifascista, basata sul lavoro e non sulla proprietà, è costantemente violata e vilipesa.

Questi ladri e ipocriti in abiti firmati continuano dai loro stucchevoli media a parlare di riduzione delle tasse, naturalmente quelle che li riguardano.

Oggi per uscire da questa tragica situazione dobbiamo rinnovare quel patto dei padri costituenti e iniziare una lotta di Resistenza e Liberazione a questa moderna forma di fascismo che fa della corruzione il suo asse portante, come già aveva fatto il fascismo storico.

Saluti comunisti

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Corruzione Il bilancio 2017/2018 della Gdf

Corruzione, il 2018 è già da record: in cinque mesi più mazzette di tutto il 2017

Corruzione, il 2018 è già da record: in cinque mesi più mazzette di tutto il 2017

di Valeria Pacelli

Dall’inizio dell’anno in Italia sono girate quasi 40 milioni di euro di mazzette. E si tratta solo di quelle scoperte dalla Guardia di Finanza. È questa la fotografia delle condotte corruttive che impressiona ancora di più se si pensa che l’anno scorso, in tutto il 2017, il valore si è assestato a 27 milioni. Cifra abbondantemente superata nei soli primi cinque mesi di quest’anno.

A raccogliere i numeri che raccontano la corruzione nel nostro Paese sono le Fiamme Gialle, al cui interno è stato istituito nel 2015 anche un Nucleo specifico per il contrasto alle mazzette. I report dei finanzieri vengono pubblicati ogni anno, ma Il Fatto è in grado di rivelare i risultati dei primi cinque mesi del 2018, aggiornati quindi fino allo scorso maggio.

In diciassette mesi, da gennaio 2017 a maggio 2018, sono state portate a termine 2.732 operazioni. Un numero crescente rispetto a quello di due anni fa: dal 2016 al 2017 gli interventi sono aumentati del 24 per cento e solo quest’anno ce ne sono stati 642, con 115 arresti per reati contro la pubblica amministrazione, come concussione, corruzione, abuso d’ufficio e peculato.

Il 2017 è stato l’anno di inchieste come quella della Procura di Firenze sulle corruzioni nel settore delle abilitazioni per accedere alla cattedra di diritto tributario (i pm in questo caso non ipotizzavano scambio di denaro ma accordi corruttivi che influenzavano le valutazioni dei candidati da parte dei membri delle commissioni) o anche quella della procura di Matera su un presunto supermarket delle sentenze nelle commissioni tributarie provinciali di Foggia e regionali, con dispositivi venduti anche per mille euro, secondo l’impostazione iniziale dei magistrati.

E non sono più rassicuranti i dati sul peculato, reato che riguarda i pubblici ufficiali. Il valore del peculato è in aumento costante. Negli ultimi 17 mesi ha sfiorato 358 milioni di euro: 323 milioni lo scorso anno, che è comunque il 42 per cento in più rispetto al 2016. E pensare che si tratta di un reato commesso da chi dovrebbe rappresentare lo Stato.

Tasto dolente anche il settore degli appalti pubblici. Secondo i numeri raccolti dalla Guardia di Finanza, il valore complessivo delle procedure sulle quali le fiamme gialle hanno fatto accertamenti, da gennaio 2017 ad oggi, si assesta a circa 7,2 miliardi di euro: di questi su appalti per 2,9 miliardi di euro sono state riscontrate irregolarità, 300 milioni solo nel 2018.

E qui entra in gioco anche la Corte dei Conti. Solo nel 2018 sono stati accertati 605 milioni di danni erariali, con le casse dello Stato in sofferenza, “collegati a procedure contrattuali pubbliche”: praticamente è già stata raggiunta la cifra (695 milioni) dell’interno 2017.

Al di là di intercettazioni e denunce, la corruzione (che ha diverse forme, oltre alla vecchia tangente) viene scoperchiata anche grazie alle segnalazioni di operazioni sospette che spesso danno modo agli investigatori di far emergere forme di riciclaggio e di reimpiego di denaro “sporco”: da inizio 2017, 397 segnalazioni sono confluite in procedimenti penali. In parte si tratta di tesoretti nascosti nei cosiddetti paradisi fiscali, sui quali lo Stato italiano con difficoltà riesce a mettere le mani. E non serve andare troppo lontano: per fare un esempio, da tempo la procura di Roma fa il braccio di ferro con le autorità svizzere per il denaro di due imprenditori che è stato sequestrato o confiscato ma che non si riesce a recuperare.

7 agosto 2018

 

Nel capitalismo la corruzione è la continuazione, con altri metodi, del furto di plusvalore sottratto ai lavoratoriultima modifica: 2018-08-10T06:14:02+02:00da iskra2010
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