Il sistema online di voto dei 5 Stelle non è sicuro e nemmeno democratico

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi

La piattaforma Rousseau, quella che dovrebbe essere il cuore pulsante della democrazia interna dei Cinque Stelle, ha subito l’ennesimo attacco hacker che ne dimostra la vulnerabilità.

Nella notte tra il 4 e il 5 settembre, durante lo svolgimento delle “consultazioni” per la scelta dei candidati alle elezioni regionali di Abruzzo e Sardegna e per la scelta di tre nuovi probiviri, l’hacker rogue0 (o r0gue_0) ha violato la piattaforma e ha pubblicato una serie di dati riservati.

Non è la prima volta che questo hacker entra durante le consultazioni del Movimento: lo aveva già fatto quando in ballo c’era la scelta del candidato che ha poi visto Di Maio vincitore. Rogue0 aveva votato più volte per Di Maio pubblicando come prova le foto dei voti. 

Nonostante la piattaforma si fosse miseramente bloccata durante le votazioni, impedendo a molti di esprimersi e nonostante la prova delle manomissioni al voto, il risultato delle votazioni online era stato validato dal Movimento.

Insomma, la piattaforma Rousseau, il sistema che Davide Casaleggio ha indicato in un’intervista come un modello di democrazia diretta da utilizzare anche al di fuori del M5S, fa acqua da tutte le parti e non può assolutamente sostituire il ruolo svolto dalle sezioni, che si appoggiano a partiti di massa e al centralismo democratico.

Così come le “primarie” all’italiana, per la scelta del candidato alla segreteria di un partito, sono un’altra buffonata, funzionale solo alle manipolazioni antidemocratiche. Con tanto di mafia e camorra che brindano per la permeabilità di questi simulacri di democrazia.

Il sistema online di voto dei 5 Stelle non è sicuro e nemmeno democraticoultima modifica: 2018-09-08T06:33:09+02:00da iskra2010
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