A cosa servono i miliardi di euro scomparsi dai conti libici congelati in Belgio?

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Paola Baiocchi e Andrea Montella

Secondo il sito jeuneafrique (1) la giustizia belga è alla ricerca di una cifra da tre a cinque miliardi di euro appartenenti al Libyan Investment Authority (Lia), il fondo sovrano libico oggi controllato da Fayez al-Sarraj, presidente del Consiglio di presidenza e primo ministro del governo di Accordo nazionale, gradito all’Italia dell’Eni.

La storia parte dal febbraio 2011, quando il Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite ordina di congelare tutti i fondi libici depositati all’estero.

In Belgio i beni sono stati bloccati in quattro banche: BNP Paribas Fortis (43 milioni di euro), ING (376 milioni di euro), KBC (869 milioni di euro) e Euroclear Bank (12,8 miliardi di euro), tuttavia il pagamento di interessi e dividendi non viene congelato.

C’è da notare che a metà 2011 le Nazioni Unite hanno autorizzato uno scongelamento parziale dei fondi libici, al fine di sostenere i ribelli del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) presieduto dal generale Haftar, molto gradito alla Francia della Total.

Dal 2012 da tre a cinque miliardi di euro sono spariti da questi conti, ma secondo altre fonti ne sarebbero scomparsi almeno altri dieci, anche se la Libyan Investment Authority, secondo il sito Libya Herald (2), ha negato l’ammanco di fondi dai conti congelati in Belgio.

Sulla pelle del popolo libico si stanno consumando scontri condotti dalle varie milizie del territorio, ma eterodiretti dagli interessi delle compagnie petrolifere presenti in Libia.

Il 50% del petrolio in Libia è controllato dalla Noc, la compagnia nazionale libica che racchiude altre realtà più piccole, ma la sua posizione viene messa in discussione dalle multinazionali petrolifere come le già citate Eni e Total, ma anche la spagnola Repsol, la russa Gazprom in partnership con la tedesca Wintershall; e poi le statunitensi Conoco Philips, Marathon, Hess e la Occidental in società con l’austriaca OMV.

Sono presenti anche le canadesi Suncor e PetroCanada.

Questi gruppi cercano di arrivare a una Libia confacente alle loro necessità: unitaria o frammentata in più realtà geografiche.

Tutte queste guerre di rapina possono terminare solo con un progetto di unificazione del continente africano su base comunista, dove la pace tra i popoli e la cooperazione economica paritaria vengano messe al primo posto a discapito delle perverse logiche del profitto capitalistico, che hanno introdotto divisioni su base etnica e religiosa che hanno prodotto milioni di morti e di profughi.

I popoli africani, così come quelli europei, si devono ribellare a questa ingerenza criminale e pretendere il controllo totale delle loro ricchezze, sia umane che naturali.

Saluti comunisti

A cosa servono i miliardi di euro scomparsi dai conti libici congelati in Belgio?ultima modifica: 2018-11-12T06:32:38+01:00da iskra2010
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