MATTEO SALVINI E IL SIONISMO UNA COMUNE “FRATELLANZA” POLITICO-SIMBOLICA

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

come abbiamo scritto nei precedenti articoli la Lega Nord, oggi solo apparentemente Lega, per catturare i voti di sprovveduti cittadini anche nel resto d’Italia, è sorta grazie a uomini come Gianfranco Miglio che affermava: «Io sono per il mantenimento anche della mafia e della ’Ndrangheta». Uomo legatissimo e ispiratore politico del capo della Montedison, quell’Eugenio Cefis creatore della loggia massonica P2 e quindi del Piano di rinascita dei capitalisti, servito per la distruzione della prima Repubblica nata dalla lotta di Liberazione e dalla Resistenza al nazifascismo, grazie alla quale eravamo diventati la quarta potenza mondiale e tra le prime nazioni come crescita politica, sociale e culturale, prima che Craxi ne iniziasse la distruzione.

Questo era lo stato di salute dell’Italia e delle sue banche pubbliche e private private nel 1975: nonostante fosse in corso la crisi petrolifera, i depositi erano cresciuti mediamente del 25% e si può calcolare che gli utili di esercizio erano aumentati secondo una media generale del 25%, cosicché negli ultimi mesi del 1974 e nel corso del 1975 quasi tutte le banche si erano trovate nella necessità di aumentare cospicuamente il proprio capitale sociale.

Il Banco Ambrosiano aveva visto salire i depositi del 34% (utile + 0,5), la Banca cattolica del 38%, il Credito italiano del 23,2% (utile + 7,8%); l’Istituto Bancario S.Paolo del 46%: la Banca Commerciale del 17% (utile +9,2%): il Banco di Roma del 7% (utile +5,9%); la Banca Nazionale del Lavoro del 25,5%; la Cassa di Risparmio delle Prov. Lombarde del 15,63%; il Banco di Napoli del 15,48%; il Monte dei Paschi del 26,22%; il Banco di Sicilia del 17%; il Banco di S.Spirito del 23%; la Banca Popolare di Novara del 28,45%; la Popolare di Milano del 38,32%; la Cassa di risparmio di Torino del 25,6%; il Credito Commerciale del 25% (utile +25%); il Banco di Sardegna del 27%; la Banca d’America e d’Italia del 22,5% (utile +50%); la Banca Provinciale Lombarda del 21% (utile +20%); la Banca Popolare Commercio e Industria del 34,31% e la Cassa Centrale di Risparmio delle Province Siciliane del 19,41%; la Banca Nazionale dell’Agricoltura, depositi + 28,6% (utile da 4,4 a 6,5 miliardi di lire, aumento di capitale da 16 a 24 miliardi); l’Istituto Bancario Italiano, depositi +31,4%, utile da 2 a 3 miliardi; la Banca d’America e d’Italia, depositi 1.415 milioni, +22,5% (utile di gestione quasi raddoppiato: da 2.238 a 4.275 milioni); il Credito Romagnolo, depositi 1.225 miliardi, +33% (utile da 2 a 3 miliardi, aumento di capitale da 8 a 12 miliardi); Il Credito Varesino, depositi da 745 miliardi, +28,8% (utile da 1,6 a 2,4 miliardi, aumento di capitale da 8 a 12 miliardi); la Banca S.Paolo , depositi +39,7% (utile da 766 milioni ad oltre un miliardo, aumento di capitale da 1,5 a 4 miliardi); il Banco di San Geminiano, depositi 661 miliardi, +27,31% (utile da 873 milioni a 1.158 milioni, raddoppio del capitale da 1,8 a 3,6 miliardi); il Banco Lariano, depositi 9,4 miliardi, +25,15% (utile da 1,5 a 2,4, aumento di capitale da 5,7 a 11,5 miliardi); la Banca Credito Agrario Bresciano, depositi +30% (utile da 1,3 a 1,6 miliardi, aumento di capitale da 2 a 4 miliardi); la Banca Agricola Milanese, depositi da 366 a 464 miliardi (utile da 928 milioni a 1,934 miliardi); il Credito Bergamasco, depositi e mezzi +35,2% (utile da 1 a 2,4 miliardi, aumento di capitale da 2 a 8 miliardi); la Banca Toscana, depositi +26,4% (utile da 1,6 a 2 miliardi) [*].

Il Piano di rinascita della P2 era un progetto eversivo, un colpo di Stato a tappe, che doveva servire ad eliminare tutti gli alleati del P.C.I. di Berlinguer, come Aldo Moro, per poi togliere di mezzo il nostro paese come modello politico-sociale dall’Europa e anche lo stesso Partito Comunista Italiano con una accurata infiltrazione da parte dei massoni. Un obiettivo ottenuto anche tramite “la tempestiva morte”, nel 1984, del suo segretario.

I due alleati, Moro e Berlinguer, erano concordi nel contenere il ruolo degli Usa, della Gran Bretagna e della Francia nel Mediterraneo e di Israele, il loro principale bastione in quest’area.

Oggi, dopo la fine della politica di Moro e Berlinguer, qual è il paese più armato nel Mediterraneo? Chi può fregarsene di ogni delibera dell’ONU? Di invadere chi vuole? Di eliminare ogni personalità a lui sgradita tramite il potentissimo Mossad e di aver trasformato la Palestina nel più grande campo di concentramento mai costruito? Lo Stato teocratico di Israele.

Il Piano di rinascita della P2, specifico per l’Italia, era però una parte di un progetto ancora più esteso, Eurotopia che prevedeva una modificazione dell’assetto dell’intera Europa che doveva essere divisa, dopo la prevista caduta del Muro, in macroregioni su basi ideologiche nazional-razziste e in conflitto tra loro, smettendo così di essere un potenziale competitore dell’imperialismo Usa. Tanto che il leghista Gianfranco Miglio in linea con Eurotopia elaborò un progetto di riforma federale fondato sulle macroregioni o cantoni: del Nord o Padania, del Centro o Etruria, del Sud o Mediterranea, oltre alle cinque regioni a statuto speciale.

Il piano Eurotopia è stato elaborato da un gruppo di capitalisti e professori sceso in politica negli anni Novanta, legato sia alla P2 che al suo vertice, la P1, con la comune caratteristica di appartenere a formazioni politiche espressioni dirette della massoneria: Berlusconi, padrone di Forza Italia, ha la tessera della loggia P2 n.1816; Carlo De Benedetti, “vicino” al PD, brevetto n. 21272 di maestro, dal 18 marzo 1975, della loggia Cavour del Grande Oriente di Torino; Giorgio Napolitano, PD, della ur-lodge Three Eyes; Massimo D’Alema, PD, della ur-lodge Pan-Europa; tutti anticomunisti, filosionisti pro Israele e al servizio dei progetti dei banchieri come Rothschild, Warburg, Morgan, Rockefeller, Goldman-Sachs, Lazard, Kuhln Loeb, Israel Moses Seif, che hanno finanziato il fascismo, il nazismo, il franchismo, lo Stato sionista, il golpe in Cile, quello in Argentina e tutte le guerre imperialiste del XX secolo, Vietnam in testa.

Nemici giurati della nostra Costituzione antifascista fin dalla sua nascita, dal 1993 cominciano ad assestargli colpi che la modificano notevolmente. Il primo colpo fu quello di introdurre l’incostituzionale sistema elettorale maggioritario a cui ha fatto seguito la modifica del Titolo V; poi ci fu quello di snaturare il ruolo democratico dei partiti e dei sindacati; poi la politica di privatizzazioni delle industrie di Stato; poi modificare a favore degli evasori il sistema fiscale detassando i profitti delle multinazionali ma peggiorando quelle sul proletariato e le classi subalterne; per ultimo l’introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione.

Questo gruppo di uomini ha un’altra caratteristica in comune: sono tutti in ottimi rapporti con quel massone piduista e sionista di Giancarlo Elia Valori, un massone con straordinari rapporti sia nella Cina comunista, che negli Usa, in Corea del Nord e in Francia, così come nella patria della massoneria – la Gran Bretagna con il suo impero – e anche in molti paesi dell’America Latina.

Infatti così si esprime Giancarlo Elia Valori sulla nostra Costituzione e su Gianfranco Miglio nel suo scritto Il rifiuto del declino Italiano – Giancarlo Elia Valori: «Era semplice: fine della Costituzione scritta da nemici che si guardano in cagnesco ma sono intenti unicamente a bloccarsi l’un l’altro, e infatti un analista americano ha definito la nostra Carta “la più disfunzionale del mondo”, revisione delle autonomie e della specifica autonomia del CSM, una diversa e più cogente organizzazione della finanza pubblica.
Ne riparleremo in seguito, ricordandoci anche di un bellissimo progetto che fu elaborato da Gianfranco Miglio e da alcuni suoi colleghi, riuniti nel “Club di Milano”».

Paolo VI con Giancarlo Elia Valori

il presidente israeliano Shimon Peres con Giancarlo Elia Valori

Giancarlo Elia Valori abbraccia Abraham Henry Foxman al Congresso della Anti-Defamation League

Giancarlo Elia Valori con rappresentanti della Corea del Nord

Il presidente Giorgio Napolitano che brinda con Giancarlo Elia Valori

Giancarlo Elia Valori mentre sovrasta Massimo D’Alema e Francesco Cossiga

Nella foto scattata al Tempio di Adriano per la presentazione dell’ultimo libro di Valori erano presenti dal centro della foto: Gianni Letta, Paolo Savona, Giancarlo Elia Valori inoltre hanno partecipato: l’ambasciatore di Israele in Italia Ofer Sachs, il comunista? Oliviero Diliberto, il banchiere (già Ceo di BancaIntesa San Paolo) Enrico Tommaso Cucchiani,l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, il generale Luigi Federici, L’evento è stato moderato da Stefano Coen. [**]

In perfetta linea con la potentissima Banca JP Morgan, ai vertici della P1, che affermava nel giugno del 2013: «I sistemi politici della periferia meridionale (dell’Europa) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori».

Tutta questa strategia eversiva e antidemocratica della P1, così venne esplicitata da David Rockefeller per la prima volta a cavallo tra la strage di Capaci, del 23 maggio 1992 e quella di via D’Amelio, del 19 luglio 1992, in Germania dal 6 al 9 giugno durante la riunione svoltasi a Baden-Baden tra i membri del Club Bilderberg, il vertice mondiale dei massocapitalisti: “Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una élite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati”.

Da quell’incontro in poi non ci fu più pace in Italia e neppure in Europa, con il conseguente decadimento politico-sociale e culturale di tutto il continente, pervicacemente praticato da tutti i governi e politici di ogni schieramento, ma eterodiretti dai massocapitalisti.

Tutto questo si sarebbe potuto evitare se fossimo stati più attenti all’uso di particolari forme espressive usate dai massocapitalisti facenti riferimento alla numerologia cabalistica, a simboli o a bandiere e stendardi usati per manifestare ai fratelli di loggia, delle varie nazioni, i loro reali intendimenti e chi di loro è giunto ai vertici di formazioni politiche, banche centrali o di interi Stati.

Se non prestiamo attenzione a queste cose rischiamo di cadere continuamente, come proletariato, in quanto enunciato dal massone Nicholas Murray Butler, ai vertici del potere mondiale durante la prima e seconda guerra mondiale: “Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto”. [***]

Quindi, per non essere nell’ultima categoria di persone citate dal massone Butler, vediamo a cosa rimanda il simbolo contenuto nella bandiera della Lega Nord, che loro in modo volutamente erroneo chiamano Sole delle Alpi. Spiegando il significato esoterico di questo simbolo riusciamo a capire quelle frasi contro gli hezbollah e così apertamente filo-sioniste dette da Matteo Salvini, ministro dell’Interno del nostro paese, durante la sua sua recente visita in quelle zone.

Fiore della Vita

Nella realtà esoterico massonica questo simbolo è il Fiore della Vita ripreso dal simbolismo ebraico: raffigurato all’interno del Tempio di Gerusalemme, veniva inciso sulle cassapanche nuziali, sugli ossari e sulle lapidi commemorative. La massoneria lo ha associato all’Albero Sephirotico o Albero della Vita, ma prendendolo dal Talmud ebraico.

Albero Sephirotico o Albero della Vita

Secondo i diffusori e cultori dell’irrazionalità, il Fiore della Vita nella sua forma estesa, riveste una notevole importanza perché viene riconosciuta nella sua struttura una matematica perfetta, con la presenza del “numero aureo” che è esotericamente considerato sacro, poiché in natura esso è presente in moltissime forme, nella materia visibile. Gli antichi e proto-massoni lo hanno sapientemente inserito in ogni struttura da loro costruita, i pittori rinascimentali ne facevano un modello di perfezione nelle scene rappresentate con proporzioni, appunto, auree. Il Fiore della Vita veniva considerato dai simbolisti, dai primi iniziati e dalle scuole misteriche quale punto di partenza per la costruzione dei solidi platonici, secondo un meccanismo che consente di passare dalla bidimensionalità alla tridimensionalità.

Fiore della Vita e Scudo o Stella di Davide

Molteplici sono le variazioni della forma dell’esagramma o Scudo-Stella di Davide; una certamente è il Fiore della Vita i cui sei petali costituiscono, secondo le culture irrazionalistiche, lo schema della creazione; lo stesso disegno è detto stella della fortuna, è diffuso in tutto l’arco alpino ed è stato strumentalizzato dalla Lega Nord che lo ha rinominato Sole delle Alpi, il simbolo dell’inesistente Padania.

Evidentemente il sistema massocapitalistico non disdegna di fare un abbondante uso politico di pratiche irrazionali, frutto di indimostrabili teorie ma utili per diffondere nelle masse popolari false credenze – come già fecero in passato i suoi politici fascisti e nazisti – capaci se sapientemente diffuse dai loro media di creare divisioni tra i proletari, i popoli e quindi generare guerre, odi razziali, terrorismo, sino a giungere ai traffici più tremendi come quello di organi di esseri umani. Tutto questo gli è servito in passato e gli serve ancora oggi per il mantenimento del suo potere.

Un potere di una classe estremamente minoritaria e che vive nel costante terrore di esser scoperta per quello che realmente è: una classe di criminali e sfruttatori del genere umano che ovunque si diffonda crea solo distruzione, barriere, muri e ghetti.

Per tornare a Salvini in visita dai suoi “fratelli” sionisti, egli è il megafono di teorie e politiche che producono la ghettizzazione degli esseri umani. Forse per questa ragione si è trovato tanto bene nel paese che sta costruendo un muro che sarà lungo 764 chilometri, di cui 570 già realizzati e che serve per rubare ai palestinesi la maggior parte dei terreni agricoli, delle risorse naturali e delle terre disponibili che di fatto diventano uso esclusivo degli israeliani.

Continua, nei territori palestinesi, l’espansione degli insediamenti sionisti, nonostante siano dichiarati dalla comunità internazionale, illegittimi.

Ma Salvini, della sionistica Lega Nord, tutto questo non l’ha visto… forse perché Netanyahu l’ha tenuto sempre con la testa ben pigiata in un tunnel degli hezbollah?

 

[*] Dati ricavati dal libro Banca Padrona, di Angiolo Silvio Ori, SugarCo Edizioni, 1976

[***] (Elizabeth, New Jersey 1862 – New York 1947) Presidente dell’Università di Columbia, della Carnegie Endowment for International Peace, della Pilgrims Society e membro del CFR

MATTEO SALVINI E IL SIONISMO UNA COMUNE “FRATELLANZA” POLITICO-SIMBOLICAultima modifica: 2018-12-20T06:34:37+01:00da iskra2010
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