Matteo Salvini forte con i manovali dell’eversione ma debole con i mandanti miliardari

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

leggendo l’articolo de il Fatto Quotidiano qui riportato, si ha l’impressione di un ritorno ad un tragico passato, quello della complicità di miliardari Usa e vertici del Vaticano con i nazifascisti. Nell’articolo si racconta dell’incontro avvenuto a New York tra il sottosegretario agli Esteri della Lega Nord, Guglielmo Picchi, con prelati anti Bergoglio, come il cardinale Raymond Leo Burke, e miliardari di industrie militari e confraternite Usa come: Legatus, fondata nel 1987 da Thomas Monaghan padrone della catena Domino’s Pizza, l’Heritage Foundation, il Center for New American Security e l’Atlantic Council, la Lockheed Martin, quella degli F-35. Questi signori grazie a Bannon e a prelati reazionari in Vaticano, hanno in Italia un centro presso la Certosa di Trisulti a Collepardo, in provincia di Frosinone, sede della Fondazione Dignitatis Humanae, dove si propagandano e si forgiano i reazionari del XXI secolo. E Salvini che ci dovrebbe difendere da queste invasioni extracomunitarie che fa? Nulla. Perché le invasioni degli statunitensi gli vanno bene.

Siamo alla riedizione di metodiche politiche che gli Usa hanno già sperimentato in altre epoche, esattamente quando hanno sostenuto finanziariamente e politicamente sia il fascismo che il nazismo. Vediamo alcuni nomi dei collusi con il nazi-fascismo: Prescott Bush (il nonno di George W. Bush) al vertice della Union Banking Company (UBC), William Averell Harriman delle società Union Pacific Railroad, Illinois Central Railroad e del National Recovery Administration, oltre ad essere membro del potentissimo Council on Foreign Relations.

Averell Harriman, viaggiò spesso in Germania e a Berlino incontrò i Thyssen ai quali propose di fondare una banca tedesco-statunitense, che avrebbe potenziato i trasferimenti di denaro dalla Germania in Olanda e poi negli USA. Queste banche erano: l’August Thyssen Bank con sede a Berlino, il Bank voor Handel (Paesi Bassi) e l’Union Banking Corporation (New York). Thyssen era al vertice del German Steel Trust, un consorzio dell’industria dell’acciaio fondato da Clarence Dillon, uno degli uomini forti di Wall Street. L’uomo di massima fiducia di Dillon era Samuel Bush, il padre di Prescott, il nonno di George senior e il bisnonno di George junior, diventati, gli ultimi due grazie ai precedenti favori fatti a Hitler, presidenti degli Usa, mentre Prescott divenne capo della Union Banking Corporation del duo Harriman-Thyssen. Poi venne creata la Brown Brothers Harriman che con la UBC permetteva ai Thyssen di inviare il loro denaro dalla Germania agli USA, via Olanda.

Altre note società aiutarono i nazi-fascisti come la Standard Oil, la Chase Manhattan Bank dei Rockefeller, i grandi costruttori di automobili nordamericani come Ford e General Motors. Altre industrie collaborazioniste furono: Ibm, Dupont, la Banca J.P. Morgan, la Holland-America Trading Corporation (La società del commercio olandese-nordamericana) e la Seamless Steel Equipment Corporation (La società delle Attrezzature dell’Acciaio), la General Elettric. Non va dimenticato che dietro ai pacchetti azionari poi stavano i banchieri delle più potenti banche d’affari come i Rothschild e i Warburg, che avevano le mani su molte società tedesche come la I. G. Farben da molti anni controllata dai sionisti Rothschild.

Vista l’abbondante documentazione storica su questi criminali in doppiopetto credo che il ministro degli Interni, della Repubblica democratica nata dalla Resistenza, Matteo Salvini, non possa e non debba mandare in avanscoperta il sottosegretario agli Esteri Picchi per operazioni eversive come quelle messe in essere dagli eredi di quei signori come il nazista Steve Bannon. Ma dovrebbe difenderci da questi ben pagati eversori/terroristi al servizio dei massocapitalisti.

Stiamo ancora aspettando, come italiani, di sapere chi sono i mandanti delle stragi anticomuniste avvenute in Italia dal 1947 sino al 1993.

Credo che a sbafare, con il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi, a quei tavoli, di mandanti di quelle stragi e probabilmente di quelle future, ce ne siano sicuramente.

Saluti comunisti

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Ricconi e alti prelati Usa, la cassaforte sovranista

Il sottosegretario leghista agli Esteri, Picchi, negli States per preparare la visita di Salvini

Ricconi e alti prelati Usa, la cassaforte sovranista

di Wanda Marra 

Lunedì sera, Guglielmo Picchi ha cenato a New York con Steve Bannon e alcuni miliardari americani. L’evento si inserisce in un tour che il sottosegretario agli Esteri leghista sta facendo negli States per preparare la visita di Matteo Salvini, a fine febbraio. Ma anche all’interno di un “nuovo corso” che mette insieme politica americana e movimenti nella Chiesa anti Papa- Francesco. D’altra parte il cardinale Raymond Leo Burke, legato all’ex guru di Trump, è tra i capofila di quella parte di Chiesa critica verso tutte le aperture e le riforme di Bergoglio. In America, la cosa sta montando da mesi: tanto è vero che una serie di Diocesi conservatrici hanno deciso di non dare l’obolo al Vaticano, ma di destinarlo ad altri. Tra questi, anche Bannon.
Già qualche mese fa Legatus, un’associazione di uomini d’affari creata nel 1987 da Thomas Monaghan, il fondatore della catena Domino’s Pizza, ha congelato in un fondo le donazioni annuali dei suoi affiliati anziché inviarle a Roma come in passato, dopo il dossier Viganò (che chiede le dimissioni del Papa).
Ma la rete si allarga. Alcuni di questi fondi arrivano direttamente in Italia, ovvero alla Certosa di Trisulti, sede della Fondazione Dignitatis Humanae, che si pone come punto di riferimento del sovranismo europeo, con tanto di scuola di formazione. “Abbiamo dei miliardari americani che ci finanziano. Ma no, mi dispiace, non posso dire i nomi”, conferma il presidente Benjamin Harnwell.
Tornando alla cena americana, dunque, Picchi tesse le reti non solo politiche, ma anche economiche con gli Stati Uniti. Tanto è vero che nel suo tour sta facendo incontri sia istituzionali che non. Tra gli incontri quelli con i think tank, come l’Heritage Foundation, il Center for New American Security e l’Atlantic Council; con Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e capo degli avvocati personali del presidente Trump; con David Tessler, vice direttore dell’ufficio di pianificazione politica del dipartimento di Stato di Mike Pompeo, e curatore anche delle questioni connesse all’Iran; incontri al Pentagono; con il senatore repubblicano, Wicker. E poi, c’è stata la cena con i rappresentanti della Lockheed Martin, l’azienda dell’avio-spazio che produce gli F-35 e con gli investitori di Wall Street. Picchi è arrivato in America il 13 e riparte il 17.
Salvini in America arriverà a fine febbraio al Cpac 2019, la grande convention annuale dei conservatori americani (Conservative political action conference). Al Gaylord National Resort in Maryland, dovrebbe pure Trump. Incontrarlo è il vero obiettivo del ministro dell’Interno.
Quella di Picchi è una missione individuale: il viaggio se l’è pagato da solo. Tanto per confermare che alla Farnesina ci sono due linee: quella ufficiale di Moavero Milanesi e quella parallela, che porta avanti il Sottosegretario.
Intanto, a fine gennaio, è atteso negli Stati Uniti anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

16 Gennaio 2019

Matteo Salvini forte con i manovali dell’eversione ma debole con i mandanti miliardariultima modifica: 2019-01-19T05:21:51+01:00da iskra2010
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