Contro la barbarie e il revisionismo storico di Salvini-Tajani…

…abbiamo un solo compito ricostruire il P.C.I. di Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Compagne e compagni

nella giornata del ricordo dell’esodo delle popolazioni giuliano-dalmate, trasformata dalla destra liberal-fascista, nell’operazione anticomunista sulle foibe, domenica 10 febbraio a Basovizza le falsità dette dal legofascista Matteo Salvini e dal mafioforzista Antonio Tajani, su quelle vicende e che trovate nell’articolo sotto riportato, hanno innescato l’immediata e giusta protesta di Slovenia e Croazia contro l’inaccettabile revisionismo storico del ministro dell’Interno e del presidente dell’Europarlamento.

Come da tempo andiamo documentando questi anticomunisti italiani figli della seconda Repubblica, quella nata dalle bombe del 1992-1993 e della conseguente trattativa Stato-mafia, continuano il loro lavoro, su mandato Usa-Nato, di diffusori d’odio tra i popoli europei e all’interno del proprio paese tra le diverse regioni, con lo scopo di realizzare il progetto criminale di Eurotopia di divisione dell’Europa in macroregioni su basi razziali. In questo modo i loro padroni, gli Usa, si tolgono di mezzo un concorrente sia politico che economico come l’Europa e possono concentrare le loro criminali attenzioni su Cina e Russia.

Questi politici come Salvini, nelle loro operazioni sono sostenuti dalle più reazionarie associazioni e da movimenti fascisti statunitensi, come The National Rifle Association, il Ku Klux Klan e dal nazista Steve Bannon, lo stratega della campagna elettorale del presidente Usa, Donald Trump.

Bannon è seguace e diffusore delle irrazionali teorie del massone esoterico René Guénon e del fascistissimo e massone operativo Julius Evola;, è il coordinatore di tutta la destra mondiale nell’operazione di distruzione del nostro continente.

Ma questa distruzione dell’Europa ha dei complici che facilitano il lavoro di questi reazionari e sono tutti coloro che nel centrosinistra e in alcune realtà associative, sostengono lo stravolgimento storico di ciò che è accaduto realmente sul confine italo-jugoslavo, trasformando le vittime dei fascisti in carnefici. A questo servono le frasi di Salvini dette a Basovizza, in cui paragona le foibe ai campi di sterminio dei nazifascisti. Balle spaziali per ridare così dignità ai criminali fascisti. Giustamente combattuti dai partigiani italiani e jugoslavi e dalle popolazioni di quelle zone perché sono stati la causa con la loro politica di repressione, d’italianizzazione forzata, della guerra e dei crimini nella Jugoslavia.

Oggi grazie ai cedimenti di una sinistra codarda ed eterodiretta dai massocapitalisti che sostengono nei fatti personaggi come Salvini e Tajani tramite i loro media, si possono permettere di rilanciare parole d’ordine ipernazionaliste e fare paragoni inaccettabili.

Siamo in attesa, come comunisti italiani, che il presidente della seconda Repubblica, nata dalla trattativa Stato-mafia, Mattarella, davanti alle giuste proteste della Slovenia e della Croazia ci dica se sta con la verità storica o con le balle sparate da Salvini e Tajani.

Tutto questo schifo revisionista trova spazio perché i compagni si sono ritirati dall’impegno politico di massa e non hanno saputo impedire la distruzione da parte dei massocapitalisti del P.C.I..

Abbiamo lasciato in mano ai peggiori reazionari e criminali le sorti del nostro paese e il futuro dei nostri figli e nipoti.

Solo tornando ad agire in prima persona e con senso di responsabilità verso le generazioni future, possiamo difendere i nostri interessi storici e immediati e rilanciare, capendoli in profondità, i valori della proposta comunista di Marx-Engels, Lenin-Gramsci-Togliatti che hanno nella pace, nel lavoro per tutti, nell’eguaglianza e nella giustizia sociale i loro capisaldi.

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Foibe, le parole di Tajani e Salvini scatenano la protesta di Slovenia e Croazia. “Inaccettabile revisionismo”

In occasione della Giornata del ricordo, il presidente dell’Europarlamento ha omaggiato “Istria e Dalmazia italiane”. “Mi spiace, mal interpretato”, la sua replica. Polemiche in Slovenia anche per l’accostamento delle foibe ai forni di Auschwitz fatto dal vicepremier

Le celebrazioni di domenica in occasione della Giornata del ricordo portano in dote una scia di polemiche che coinvolgono il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il vicepremier Matteo Salvini. “Viva Trieste, viva l’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani, viva gli eredi degli esuli italiani”, “evviva coloro che difendono i valori della nostra Patria“. Queste le frasi pronunciate dal presidente del Parlamento Ue che hanno scatenato l’ira di CroaziaSlovenia.

Le affermazioni di Tajani, in visita alla foiba di Basovizza, non sono piaciute al premier croato Andrej Plenkovic per il riferimento a “Istria e Dalmazia italiane”: “Esprimo la mia ferma condanna e respingo con forza le dichiarazioni di Tajani che contengono elementi di rivendicazioni territoriali e di revisionismo storico“. Il primo ministro di Zagabria ha detto di aver già espresso la propria insoddisfazione per il discorso allo stesso Tajani, chiedendogli chiarimenti pubblici.

Anche il premier sloveno Marjan Šarec ha condannato con forza le parole del presidente del Parlamento europeo, definendole espressione di un “revisionismo storico senza precedenti”: “Il fascismo era un fatto, e aveva lo scopo di distruggere il popolo sloveno”, ha scritto il premier sul suo account Twitter. Il ministero degli esteri sloveno, Karl Erjavec, in una breve nota, in cui non fa riferimento diretto a Tajani, ha scritto che “dichiarazioni che tendono verso il revisionismo storico sono contrarie all’ordinamento europeo”.

Critiche, condanne e sdegno sono state espressi anche dal presidente del Parlamento di Lubiana, Dejan Zidan, da quasi tutti gli eurodeputati sloveni, alcuni dei quali hanno già scritto lettere di protesta a Tajani, e da decine di politici di Lubiana. Stesse critiche sono piovute da parte croata: dagli eurodeputati ai parlamentari, da destra a sinistra, fino ai media, che hanno dato molta rilevanza alle esternazioni incriminate. Anche il deputato della minoranza italiana al Parlamento di Zagabria, Furio Radin, si è detto “completamente sorpreso” dalle dichiarazioni di Tajani. “Lo conosco e sono convinto che non rappresentano le sue vere convinzioni”, ha detto riferendosi al presidente dell’Europarlamento.

“Istria e Dalmazia sanno bene cosa è stato il terrore italiano”, è il pensiero comune ribadito dai politici croati. Sono in molti a ricordare che le due regioni, in particolare l’Istria, “hanno sofferto sotto il fascismo e sono state liberate e integrate alla madre patria Croazia alla fine della Seconda guerra mondiale”.

A distanza di 24 ore, lo stesso Tajani è tornato sulle frasi contestate provando a smorzare le polemiche: “Mi spiace se il senso delle mie parole è stato mal interpretato. Non era mia intenzione offendere nessuno. Volevo solo inviare un messaggio di pace tra i popoli, affinché ciò che è accaduto allora non si ripeta mai più”. “Nel corso del mio intervento di ieri – ha continuato – ho voluto sottolineare il percorso di pace e di riconciliazione tra i popoli italiani, croati e sloveni e il loro contributo al progetto europeo. Il mio riferimento all’Istria e alla Dalmazia italiane non era in alcun modo una rivendicazione territoriale. Mi riferivo agli esuli istriani e dalmati di lingua italiana, ai loro figli e nipoti, molti dei quali presenti alla cerimonia”. “Mi riconosco nelle parole pronunciate dal presidente della Repubblica italiana sabato scorso nel suo discorso al Quirinale – ha detto ancora Tajani – ‘Celebrare la Giornata del ricordo significa rivivere un capitolo buio della storia nazionale e internazionale. Non si trattò di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni”.

A far discutere anche un passaggio del discorso del vicepremier Matteo Salvini, secondo cui “i bimbi morti nelle foibe e i bimbi di Auschwitz sono uguali“. “Dichiarazioni inaccettabili che danno l’impressione che gli eventi legati alle foibe siano stati una forma di pulizia etnica“, ha detto il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor, che ha scritto una lettera a Sergio Mattarella, esprimendo “preoccupazione”. È l’agenzia croata Hina a legare la lettera di Pahor alla frase del ministro dell’Interno Salvini.

11 Febbraio 2019

Contro la barbarie e il revisionismo storico di Salvini-Tajani…ultima modifica: 2019-02-13T06:39:45+01:00da iskra2010
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