Il massone operativo Steve Bannon e Giovanni Tria in missione contro il proletariato d’Europa

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

leggendo l’articolo sotto riportato, che racconta dell’incontro tra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, con l’ultra reazionario Steve Bannon, abbiamo un’ulteriore conferma che l’operazione Usa-Nato, Eurotopia, deve giungere al suo termine, in tempi brevi, con la distruzione di tutti gli Stati d’Europa per arrivare all’eliminazione delle conquiste sociali ottenute in anni di lotta da parte di tutti i lavoratori del nostro continente, contemporaneamente togliere di mezzo un possibile freno alle urgenze belliche Usa di attacco alla Cina. In questo quadro si inserisce anche la vicenda del Venezuela.

Un disegno che vede uniti tutti coloro che hanno come punto di riferimento la visione capitalistica della società, quelli che noi identifichiamo con la P1 e la P2: dai liberali ai nazifascisti che abitano qui da noi e che hanno ramificazioni tramite la massoneria in ogni parte d’Europa e del mondo.

Uno degli artefici di tale progetto è il capo di The Movement, Steve Bannon, che guarda caso, ha la sua sede centrale a Bruxelles, dove c’è la Nato.

Questo agente dell’imperialismo massocapitalista che impunemente gira l’Europa ha l’illegale copertura di reazionari cardinali come Raymond Leo Burke, capofila dell’opposizione a papa Francesco – e insieme hanno messo in piedi una sorta di accademia “teocon” nella Certosa di Trisulti, a Collepardo, provincia di Frosinone in Ciociaria.

Stando alla rivista Wired, questa specie di Toni Negri statunitense, un vero eversore degli anni Duemila al servizio dei disegni delle imperialistiche classi dominanti, si è incontrato lo scorso giugno a Roma con Davide Casaleggio. Secondo le fonti ufficiali i due avrebbero discusso solo del sistema operativo del Movimento. Possiamo credere alle parole di chi distribuisce fake news nella rete e sui social in quantità industriale?

Tempo fa Steve Bannon venne intervistato dal Corriere della Sera e a proposito della sua scuola di formazione disse: Non ragazzi appena laureati, ma studenti più maturi, dai ventisettenni ai quarantenni. Gente che vuol cambiare carriera, passare per esempio dal no-profit ai media, alla politica, all’insegnamento. Ci sarà una fusione di cultura, storia, economia, comprensione di media e social media, per creare agenti di cambiamento più tradizionalisti”.

Non bisogna essere laureati ad Oxford per capire che tipo di agenti formerà quella finta scuola inserita nella Certosa di Trisulti a Collepardo.

Vi ricordate a cosa è servita la finta scuola di lingue di Parigi Hyperion negli anni Settanta? Ad alimentare la strategia della tensione, nella versione brigatista, nel nostro paese. Questa scuola di terrorismo aveva, guarda caso, anche lei una sede a Bruxelles, a Londra e una a Roma, subito chiusa dopo aver realizzato il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta.

Possibile che un pericoloso teorico dell’eversione nazifascista, come Steve Bannon, possa girare tranquillamente in Europa e soprattutto in Italia, il paese più martoriato, grazie a questi cattivi maestri, da stragi e omicidi d’Europa?

Secondo voi, compagne e compagni, i politici statunitensi permetterebbero una cosa simile, a casa loro, a un comunista?

Ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quello del “prima gli italiani” e che ha giurato sulla Costituzione antifascista, ha verificato il permesso di soggiorno di questo extracomunitario formatore di pericolosi agenti?

Saluti comunisti

Gli strani rapporti fra il ministro Tria e l’ubiquo Bannon

Durante la missione italiana a Washington a fine gennaio, tra i due ci sono stati contatti, forse una cena

di Wanda Marra

Alla fine di gennaio, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, durante la sua missione negli States, non ha incontrato solo figure di alto livello dell’amministrazione americana, come il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, e il capo dei consiglieri economici della Casa Bianca, Kevin Hassett, ma ha avuto “contatti” anche con Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, adesso impegnato a costruire il suo The Movement a Bruxelles. Progetto che molti traducono con la volontà di indebolire l’Europa, a favore sia degli Usa sia della Russia di Trump. In realtà, raccontano che Tria con Bannon ci sarebbe addirittura andato a cena, alla presenza di Armando Varricchio, l’ambasciatore italiano. Cena o no, quel che è certo è che Bannon e Tria si sono parlati. A che titolo? È piuttosto singolare che il ministro dell’Economia italiano senta l’esigenza di conoscere il guru internazionale del sovranismo.

Bannon, comunque, infaticabile, tesse la sua tela. Il mensile Wired ha appena dato la notizia del suo incontro con Davide Casaleggio intorno ai primi di giugno del 2018, mentre stava nascendo il governo di Giuseppe Conte. D’altra parte dopo il 4 marzo disse a caldo, al New York Times, che l’alleanza tra le due forze populiste era “il sogno finale”, suo e di suoi tanti amici. In quei giorni, Bannon era in Italia e in contatto con mezza Lega, da Matteo Salvini a Guglielmo Picchi, il sottosegretario agli Esteri che all’incontro con Casaleggio era presente.

Tra gli altri, incontrò Armando Siri, uno degli economisti di seconda fila del Carroccio, con un valore aggiunto ai suoi occhi: Siri è l’uomo della flat tax, progetto al quale il guru americano crede molto. Tanto che pare si fosse spinto a consigliare al leader della Lega di non partire dall’immigrazione, ma dalla flat tax. Per dire quanto cerchi di dire la sua sull’economia italiana. In Italia, lo stratega è venuto anche a settembre, proprio mentre si giocava la partita del Def, nel momento di massima tensione per i conti pubblici. E in Italia tra i suoi uomini di riferimento, oltre a Benjamin Harnwell, presidente della Fondazione Dignitatis Humanae Institute che ha scelto la Certosa di Trisulti come sede della scuola dei quadri sovranisti, c’è anche Federico Arata, ex banchiere del Credit Suisse.

Ufficialmente dallo stratega americano tutti prendono le distanze, a partire dallo stesso Trump, per arrivare ai vertici leghisti, che ci tengono a sottolineare come il loro progetto e il suo non siano sovrapponibili. Però, Bannon continua di fatto a giocare un ruolo, di raccordo e di raccolta di fondi. Negli States, una serie di diocesi conservatrici, in polemica con Papa Francesco, hanno deciso di non dare l’obolo al Vaticano, ma di destinarlo ad altri. Tra questi, anche a lui. E continua a costruire rapporti con i partiti della destra che crescono: in Europa, non ha fatto mancare i suoi consigli agli spagnoli di Vox. E ora vuole sbarcare in Medio Oriente. A proposito di internazionale sovranista, intrattiene rapporti con il presidente brasiliano Bolsonaro, e soprattutto con Filipe Martins, suo consigliere strategico. Proprio quello che ha incontrato giovedì Picchi, partito per una missione in Brasile, della quale il titolare della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi, non era esattamente entusiasta.

E se i fili si fanno partire dal passato, si capisce come certe reti fossero in costruzione da anni. Da ben prima che il governo giallo-verde e il sovranismo fossero di attualità: Wired racconta che nel gennaio 2015 in visita alla Casaleggio associati a Milano, andarono Nigel Farage, allora leader del partito pro Brexit, Raheem Kassam, storico stratega del partito e oggi editor all’edizione britannica di Breitbart, e soprattutto Liz Bilney che sei mesi dopo sarebbe diventata Ceo del gruppo a favore della Brexit, il Leave. Dietro ai “Bad boys della Brexit” ci stava proprio lui, Steve Bannon.

16 Febbraio 2019

Il massone operativo Steve Bannon e Giovanni Tria in missione contro il proletariato d’Europaultima modifica: 2019-02-19T06:00:08+01:00da iskra2010
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