PAGHIAMO E PAGHEREMO SEMPRE DI PIU’ LA SOTTOVALUTAZIONE DEL TRASVERSALISMO MASSONICO

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

condividiamo pienamente le preoccupazioni di Gianni Barbacetto espresse nell’articolo sotto riportato a cui aggiungiamo che dopo le diverse bordate massoniche alla nostra Costituzione con l’introduzione del federalismo per i miliardari legato alla modifica del titolo V, il sistema elettorale maggioritario per favorire i politici legati alle banche e alle multinazionali e il pareggio di bilancio per impedire investimenti nelle spese sociali, Sanità, Scuola, Ricerca, ecc., un vasto fronte trasversale che va da Forza Italia al PD (a cui siamo certi si aggiungeranno i “fratelli” del M5S e Lega) rispolvera ora il vecchio progetto della P2 della “separazione delle carriere dei P.M.”. In sostanza questa separazione serve a mettere la magistratura sotto il controllo di chi governa, togliendogli quella autonomia che fa sì che sia elemento terzo e quindi uguale per tutti.

Nel tempo la questione della pericolosità del trasversalismo massonico in generale e in particolare in Italia quello della loggia massonica P2, è stata sottovalutata nonostante l’evidente avanzamento del piano della P2 nel far degenerare la nostra democrazia e trasformare il nostro paese in uno dei tanti Stati fantoccio dell’imperialismo Usa/Nato.

La causa principale di tanta superficialità è la complicità da parte di politici tutti interni al progetto P2 che ha portato alla Trattativa Stato-mafia e alla distruzione dell’opposizione sociale rappresentata del P.C.I. in Parlamento e poi della prima Repubblica antifascista, tanto che oggi le maggiori formazioni politiche in Parlamento provengono dalla trasformazione della destra fascista e parafascista: Msi, Ordine Nuovo, Avanguardia nazionale, Alleanza nazionale, monarchici, maggioranza silenziosa, CasaPound, Forza Nuova e Democrazia cristiana andreottiana e ciellina.

Politici con sicura esperienza di loggia: da Andreotti a Cossiga, da Craxi a Berlusconi, da Pannella a Napolitano e D’Alema, che nel lontano 1997 proposero, nell’apposita Bicamerale, gli obiettivi della P2 compreso quello della “separazione delle carriere di Pubblico Ministero e magistrato giudicante, responsabilità del Consiglio Superiore della Magistratura nei confronti del parlamento, da operare mediante leggi costituzionali”.

In questi giorni torneranno sull’argomento della “separazione delle carriere dei P.M.” i massoni inseriti in modo trasversale in tutte le formazioni presenti in Parlamento, grazie alla proposta di legge di iniziativa popolare dell’Unione camere penali illustrata in commissione Affari costituzionali della Camera, dall’avvocato di Silvio Berlusconi (tessera P2 n. 1816 ) Francesco Paolo Sisto che, oltre a copiare il piano di Gelli e soci, trova dalla sua parte il PD con alla testa Maurizio Martina che ha affermato: “Il tema della separazione delle carriere appare ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”, gli fanno eco Roberto Giachetti e Matteo Orfini, strumentalizzando la vicenda dei genitori di Matteo Renzi.

Con queste formazioni politiche sarà molto difficile impedire per via parlamentare che questo pezzo del progetto eversivo del Piano di rinascita di Gelli non venga a concludersi come i massoni sperano.

Occorre una forte presa di coscienza da parte del proletariato, la classe che pagherà il prezzo più alto per una giustizia classista, e che deve in tempi rapidi riorganizzarsi in un suo partito, come lo era quando c’era il P.C.I., e far saltare il piano eversivo in tutta la società, compreso il Parlamento, immettendovi i propri rappresentanti, unica garanzia per avere una vera difesa dei propri interessi.

Parlare di questi problemi nel in tutto il paese, soprattutto nelle fabbriche e nei posti di lavoro non è un reato ma un dovere democratico da parte di chi produce la ricchezza e la cultura democratica di questa società.

Facciamo del 25 Aprile una giornata di Liberazione 2.0 contro il tentativo di togliere autonomia alla magistratura e contro il trasversalismo massonico e il loro progetto di spaccare l’Italia e l’Europa in macroregioni.

Facciamo applicare l’articolo 18 della Costituzione.

Via i massoni dal Parlamento italiano ed europeo.

Torniamo alla Costituzione del 1948 e portiamola come modello di Costituzione europea.

No al federalismo differenziato.

Saluti comunisti

Quell’idea di Gelli da attuare dopo un golpe, poi adottata dal Psi di Craxi e da Berlusconi

Il documento – I dieci punti delle “riforme” scritti dalla loggia deviata del Venerabile

di Gianni Barbacetto

A volte ritornano. Ci sono proposte che s’inabissano nel ventre carsico della Repubblica, ma poi riaffiorano, periodicamente, tenacemente, insistentemente. La separazione delle carriere, per esempio, tra magistrati d’accusa e giudici. Piaceva a Bettino Craxi. I Radicali l’hanno proposta in un referendum. Silvio Berlusconi l’amava quasi più delle “cene eleganti”. La Bicamerale di Massimo D’Alema l’aveva tra i suoi punti qualificanti. Oggi torna di moda, a destra e a sinistra, dopo che la magistratura ha osato mettere addirittura agli arresti il babbo e la mamma di Matteo Renzi. È una riforma che trova il suo primo modello ideale in quel grande magazzino sotterraneo di idee a disposizione dei cattivi riformatori d’ogni risma e d’ogni fase politica che è il Piano di rinascita democratica di Licio Gelli, Maestro Venerabile della loggia massonica segreta P2. Era un piano segreto elaborato tra l’autunno 1975 e l’inverno 1976 e sanciva il passaggio dell’Italia dalla fase golpista (quella delle stragi e dei tentati colpi di Stato tra il 1969 e il 1974) a quella più propriamente piduista. Dopo il 1974, cambia lo scenario internazionale, tramonta in Usa l’amministrazione Nixon e i centri sotterranei in Italia si attrezzano a una più complessa e raffinata occupazione dei gangli di potere. Una strategia di conquista dall’interno della politica, della magistratura, dell’informazione. Il Piano indica fin dalla prima pagina sei obiettivi da realizzare: nei partiti, nella stampa, nei sindacati, nel governo, nel Parlamento. Il quinto punto riguarda appunto “la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della corretta e scrupolosa applicazione delle leggi”. Come? Realizzando una serie di riforme. Eccole.

Introdurre “la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati; il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari; la normativa per l’accesso in carriera (esami psico-attitudinali preliminari); la modifica delle norme in tema di facoltà di libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione – anche tentata – nei confronti dello Stato e della Costituzione, nonché di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di sequestro di persona e di violenza in generale”. Seguono sei punti che indicano sei riforme concrete. La prima riguarda la separazione delle carriere, con il pubblico ministero diviso dai giudici: eccola, la “riforma” che torna anche oggi e che tanto piace alla politica, di destra e di sinistra, che vuole tagliare le unghie a un pm indipendente, libero di indagare sui politici, di destra e di sinistra. La seconda delle “riforme” proposte dal piano di Gelli riguarda la “responsabilità del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del pm (modifica costituzionale)”. E sottolinea, per chi non avesse capito, che l’obiettivo è proprio il controllo dei magistrati d’accusa da parte della politica, attraverso la “responsabilità” del ministro della Giustizia. Il terzo punto indica la “istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi d’istruzione”. Al quarto punto si toglie autonomia al Csm: “Riforma del Consiglio superiore della magistratura che deve essere responsabile verso il Parlamento”.

Il quinto punto insiste sulla separazione delle carriere: “Riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di età per le funzioni di accusa, separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile”. Il Piano di rinascita democratica è il manifesto della nuova fase storica che si apre nel 1974. Ma sempre buono, in seguito, a offrire cattive idee a chi voglia ridurre la democrazia. Fino a oggi.

24 febbraio 2019

PAGHIAMO E PAGHEREMO SEMPRE DI PIU’ LA SOTTOVALUTAZIONE DEL TRASVERSALISMO MASSONICOultima modifica: 2019-02-27T05:37:27+01:00da iskra2010
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