Trapani e il mondo capitalista pullulano di logge massoniche segrete

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

ancora una volta le indagini svolte dai magistrati siciliani, in linea con la Costituzione antifascista e quindi anti società segrete (articolo 18), ci da ragione: il capitalismo, le società segrete e le mafie sono un unico sistema di potere e l’articolo sotto riportato conferma ciò che avevamo scritto nelle nostre tesi congressuali nel 2016:

Tutto questo è avvenuto e avviene solo in ragione del fatto che i capitalisti e i loro alleati si muovono nella società attraverso formazioni elitarie ed autoritarie come la massoneria e suoi derivati – il Bilderberg, la Trilateral, l’Aspen, ecc. – che fanno del trasversalismo occulto la prassi sociale che consente loro di occupare tutti i partiti, i media pubblici e privati, le istituzioni, gli apparati militari e civili dello Stato, in dispregio dell’articolo 18 della Costituzione sulle società segrete.

Creando in questo modo le condizioni politiche per l’avvento di quello che Karl Marx chiama dittatura della borghesia”.

La magistratura fa il suo dovere e con le sue inchieste dimostra in modo oggettivo come il massocapitalismo funzioni. Ma le attuali formazioni politiche – espressione della Trattativa Stato-massoneria-mafia e del Piano di rinascita della loggia massonica P2 – cosa fanno? Si coprono vicendevolmente impedendo di perseguire i parlamentari o i ministri che si macchiano di reati contro il popolo sovrano, vedi caso Salvini-Diciotti.

Per quale ragione i politici seduti in Parlamento si coprono a vicenda? Perché sono l’espressione di un golpe che ha esautorato il popolo della sua sovranità con l’introduzione, nel 1993, del sistema maggioritario con sbarramenti. I partiti sono diventati realtà senza seguito di massa ma espressione di ristretti vertici e della manipolazione dei media privati, che hanno indirizzato tutta la politica del nostro paese verso gli interessi economici di una sola classe sociale, i massocapitalisti sia di casa nostra che internazionalizzati.

In Parlamento, dopo la morte sospetta di Enrico Berlinguer e la distruzione del P.C.I. da parte di Napolitano, Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino e company, non esiste più una formazione politica che faccia gli interessi della maggioranza dei cittadini italiani, che è composta da proletari e

classi subalterne. Un Partito che lotti, Costituzione alla mano, contro la dilagante corruzione del sistema massocapitalista.

Questo ritardo nella comprensione della necessità della ricostruzione del P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer e i voti donati ad ogni tornata elettorale alle attuali formazioni politiche di governo e di finta opposizione non fa che favorire il nascere di leggi che progressivamente ribaltano il programma politico e sociale contenuto nella nostra Costituzione antifascista e quindi un nostro arretramento a tutti i livelli della società.

Per queste ragioni ribadiamo che non si deve lasciare sola la magistratura in questa lotta contro le deviazioni che i massocapitalisti sistematicamente tentano di introdurre nella nostra società e invitiamo tutti a riflettere sulle nostre tesi politiche e a lavorare per la ricostruzione del Partito Comunista partendo da quel processo democratico, da noi individuato, che deve vedere nella costruzione delle Sezioni comuniste su tutto il territorio nazionale, il primo passo per la nascita anche del nuovo gruppo dirigente, formato da persone che devono essere svincolate dalle pressioni dei media capitalistici su chi dobbiamo scegliere.

Saluti comunisti

Trapani, loggia massonica segreta: 27 arresti, tra loro l’ex presidente Ars Cascio e l’ex deputato regionale di Fi Lo Sciuto

Trapani, loggia massonica segreta: 27 arresti, tra loro l’ex presidente Ars Cascio e l’ex deputato regionale di Fi Lo Sciuto

L’operazione dei carabinieri ha colpito un sistema corrutivo “capace di condizionare la politica e la burocrazia” che ruotava attorno alla figura dell’ex alfaniano Lo Sciuto, capace di ampliare la sua base elettorale tramite la concessione di circa 70 pensioni d’invalidità e assunzioni. “Un gruppo occulto che si annidava all’interno della loggia”, spiegano gli inquirenti. L’ex numero uno dell’Assemblea accusato di violazione di segreto istruttorio: per l’accusa rilevò l’indagine dopo averlo saputo dall’allora segretario di Alfano

di F. Q. | 21 Marzo 2019Un “gruppo occulto“, un’associazione segreta che si annidava all’interno di una loggia massonica e di cui facevano parte politici, professionisti e alcuni massoni stessi, con sede a Castelvetrano, il paese natale del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il blitz dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trapani, ha portato questa mattina all’arresto di 27 persone, mentre altre dieci sono indagate a piede libero. Un’operazione, chiamata in codice “Artemisia“, che nasce dalle indagini avviate nel 2015 e che ruota attorno alla figura di Giovanni Lo Sciuto, alfaniano ed ex deputato regionale di Forza Italia fino al 2017, già membro della commissione regionale Antimafia. Secondo le indagini, la sua associazione era in grado di condizionare nomine, bandi, aveva infiltrazioni nella politica, nell’imprenditoria e nelle forze dell’ordine, si assicurava potere e voti tramite la concessione di pensioni di invalidità e assunzioni. È ai domiciliari l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante, così come l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio(sempre di Forza Italia), accusato di aver rivelato a Lo Sciuto l’esistenza delle intercettazioni di Trapani dopo averlo saputo – questa l’accusa – dall’allora segretario del ministro dell’Interno Angelino Alfano, Giovannantonio Macchiarola, oggi dirigente Eni, che è indagato per rivelazione di notizie riservate. Indagato per corruzione invece l’assessore regionale siciliano alla Pubblica istruzione, Roberto Lagalla.

Le 27 persone arrestate devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della cosiddetta legge Anselmi). Per gli stessi reati sono stati notificati anche cinque obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché notificate altre quattro informazioni di garanzia. “Non viene addebitata alcuna responsabilità al maestro venerabile della Loggia, in quanto è emerso chiaramente come il ‘gruppo occulto’, facente capo a Lo Sciuto, prendesse le decisioni a prescindere dalle direttive della loggia palese e si avvalesse degli aiuti degli appartenenti occulti più che di quelli palesi in caso di bisogno”, sottolineano gli investigatori.

Un sistema capace di condizionare politica e burocrazia
L’inchiesta, coordinata dal procuratore
Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani, ha permesso di scoprire una “loggia segreta capace di condizionare la politica e la burocrazia”, usando le parole degli inquirenti. Un sistema orchestrato per orientare le scelte del Comune di Castelvetrano, nomine e finanziamenti a livello regionale e per ottenere notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura. Ma anche un vasto sistema corruttivo negli enti locali, come il comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani. Il tutto, secondo gli investigatori, ruotava attorno alla figura di Lo Sciuto, a carico del quale sono emersi gravi indizi in ordine alla commissione di numerosi reati contro la pubblica amministrazione con l’obiettivo di ampliare la sua base elettorale e il suo potere politico  “Tutte le condotte ideate e poste in essere dall’ex deputato e dai suoi sodali” erano “finalizzate all’ampliamento sempre maggiore del potere di influenza del consesso criminoso nei settori nevralgici della politica, della pubblica amministrazione e della sanità“, spiegano gli inquirenti.

La “macchina del potere” di Lo Sciuto
Lo Sciuto “gestiva una macchina di potere”, dicono gli inquirenti. Le indagini hanno accertato infatti l’esistenza di una associazione a delinquere promossa e capeggiata sempre da Lo Sciuto con la collaborazione del massone Giuseppe Berlino, composta anche dall’ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante Jr., dall’ex vicesindaco Vincenzo Chiofalo e dal commercialista massone Gaspare Magro che aveva come obiettivo il condizionamento dell’attività di organi costituzionali e della pubblica amministrazione. La loggia massonica segreta sarebbe stata collusa con esponenti di rilievo del mondo politico, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli enti di governo del territorio, del comparto sanità e dell’imprenditoria. Tra gli arrestati c’è anche il candidato sindaco di Castelvetrano, Luciano Perricone. “Lo Sciuto ed i suoi sodali, dopo aver ‘governato’ tramite il sindaco Felice Errante ed il vice Sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017, raggiungevano un accordo con l’ex rivale politico Luciano Perricone, finalizzato – dice il gip – alla elezione del predetto alla carica di Sindaco”. Castelvetrano andrà al voto dopo due anni di commissariamento in seguito allo scioglimento per mafia.

In particolare avrebbe condizionato scelte politiche ed amministrative, come la nomina di quattro assessori a Castelvetrano, l’assegnazione di pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento e l’assunzione in strutture pubbliche e private. I magistrati parlano di un “controllo generalizzato e penetrante delle scelte politiche ed amministrative, al condizionamento delle scelte inerenti le nomine in enti pubblici o di interesse pubblico (come nel caso dell’Ipab Infranca e del Parco Archeologico di Selinunte e della nomina di Berlino all’interno della segreteria dell’assessorato regionale), la predisposizione di bandi e l’assegnazione di finanziamenti regionali, all’assegnazione di pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento ed all’assunzione in strutture pubbliche e privata (una fra tutte l’Anfe) di soggetti scelti da Lo Sciuto sulla base di interessi clientelari, affaristici o personali”.

L’ex presidente Ars e la violazione del segreto istruttorio
L’indagine, infatti, ha infine portato alla luce diversi episodi di
violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento nei confronti l’ex deputato regionale siciliano di Forza Italia arrestato oggi dai Carabinieri da parte di appartenenti alle forze dell’Ordine e di esponenti politici regionali come l’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio, arrestato. Così come sono finiti in carcere tre poliziotti: uno presta servizio alla questura di Palermo, uno a Castelvetrano e uno alla Dia di Trapani. Lo Sciuto, eletto deputato alle regionali del 2012 in provincia di Trapani nella lista Mpa-Partito dei Siciliani, aveva così spiegato la scelta di far parte della Commissione antimafia: “Cercherò di essere la sentinella alla Regione per l’intera provincia di Trapani e per Castelvetrano in particolare”. Ma in passato Lo Sciuto era finito più volte nei rapporti antimafia della provincia di Trapani. Era finito anche sotto processo per un giro nel campo del cablaggio ma assolto.

I voti tramite pensioni d’invalidità e assunzioni
Lo Sciuto è accusato di aver creato un
accordo corruttivo con Rosario Orlando – già responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili”. L’ex deputato regionale azzurro avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di circa 70 pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il medico dell’Inps sarebbe stato corrotto attraverso regali ed altre utilità e anche attraverso l’intercessione con l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di un’informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’università di Palermo. Proprio per questo l’assessore Lagalla è indagato per corruzione. “Ogni pensione di invalidità fatta concedere, in forza del consolidato accordo corruttivo, rappresentava per l’ex onorevole regionale un cospicuo pacchetto di voti certi”, dicono gli inquirenti.

Lo Sciuto, inoltre, “godeva del rapporto privilegiato con il presidente dell’ente di formazione professionale Anfe(Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), Paolo Genco, anch’egli tratto in arresto, con il quale creava uno stabile accordo corruttivo. Genco infatti gli garantiva sostegno economico e raccolta di voti per le sue candidature, così da rafforzare la sua posizione politica, nonché il suo consenso popolare, strettamente connesso alle assunzioni presso l’Anfe”, come dicono gli inquirenti. Lo Sciuto “riusciva infatti ad ottenere assunzioni per persone da lui segnalate oltre che appoggio elettorale, anche finanziario – dicono gli investigatori – In cambio intercedeva al fine di agevolare la concessione dei finanziamenti a favore dell’ente. Inoltre in qualità di deputato regionale e membro della commissione cultura, lavoro e formazione si prodigava per l’approvazione di delibere e progetti di leggi regionali a favore dell’Anfe”.

Trapani e il mondo capitalista pullulano di logge massoniche segreteultima modifica: 2019-03-23T06:03:08+01:00da iskra2010
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