PERSEVERARE NEL CADERE DALLA PALELLA ALLA BRACE NON E’ SEGNO D’INTELLIGENZA POLITICA

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

quello che è successo nel PD con l’elezione di Nicola Zingaretti a segretario del partito, è solo la manifestazione di una protesta di massa contro Matteo Renzi, basta vedere i pochi consensi avuti dal suo fedelissimo Roberto Giachetti, un “ex” del Partito radicale.

Ma da quello che Zingaretti ha fatto capire, tramite le sue immediate dichiarazioni, sembra che nulla sia cambiato, forse anche negli elementi di corruzione,visto che è stato subito indagato per finanziamento illecito.

La domanda da porsi urgentemente oggi è: ma questi partiti della seconda/terza Repubblica, nata dalla resistenza dei padroni contro i lavoratori e dalla Trattativa Stato-massoneria-mafia, sono veramente dei partiti che difendono gli interessi sociali, politici, economici, culturali, ecc., del popolo italiano? O difendono una élite nazionale e internazionale di cui loro sono i guardiani?

La risposta, anche se parziale, la trovate leggendo, nell’articolo sotto riportato, cosa dice, Zingaretti, sulla vittoria dei NO al referendum contro la Costituzione, indetto dal sodale Matteo Renzi.

E questa sarebbe la sinistra? Ma di che…? Forse di un paio di scarpe.

L’unica alternativa a questo schifo è la ricostruzione del P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer di cui i dirigenti del PDS, DS, PD sono i principali assassini.

Saluti comunisti


REFERENDUM: INACCETTABILE ACCUSARE CHI VOTÒ NO


di Massimo Villone, Alfiero Grandi, Silvia Manderino, Domenico Gallo

Abbiamo guardato con interesse al cambiamento di Zingaretti, soprattutto di fronte alla forte partecipazione alle primarie. Purtroppo domenica siamo rimasti delusi dalle parole di Zingaretti sul referendum costituzionale.

Non solo ha ignorato che se si è arrivati al referendum lo si deve a Renzi, che prima ha imposto la sua modifica della Costituzione e poi ha chiesto la firma ai suoi parlamentari cercando un plebiscito sulla sua persona, infine sconfitto dalla vittoria del No.

È inaccettabile l’affermazione che se l’Italia non funziona la colpa sarebbe dei No al referendum: questa affermazione ricorda quelli che quando hanno la febbre rompono l’incolpevole termometro. (…).

Ma soprattutto Zingaretti non ci spiega come gli può piacere il Paese che avrebbe voluto Renzi: in cui la sola Camera elettiva (essendo previsto un Senato composto solo da nominati) sarebbe stata consegnata ai voleri del capo di un solo partito attraverso una maggioranza parlamentare artificialmente costruita da un sistema elettorale come l’Italicum, cui la riforma costituzionale strettamente si legava.

Se è questa l’inclusione a cui pensa Zingaretti è destinata all’insuccesso perché a sinistra lo schieramento per il no è stato massiccio, più o meno i voti che ha preso il Pd il 4 marzo scorso. Inoltre l’intenzione manifestata di riaprire questo capitolo non aiuta a ricostruire uno schieramento ampio come sarebbe necessario per contrastare una destra sempre più agguerrita, che per di più in questa fase propone una autonomia differenziata che è nella sostanza la secessione delle regioni più ricche.

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, erede del Comitato per il No, non ha cambiato opinione ed è pronto a riprendere l’iniziativa anche se l’auspicio è che si tratti solo di una tattica, per quanto discutibile, ad uso interno al partito.

20 marzo 2019

PERSEVERARE NEL CADERE DALLA PALELLA ALLA BRACE NON E’ SEGNO D’INTELLIGENZA POLITICAultima modifica: 2019-03-24T06:27:59+01:00da iskra2010
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