Illegittima difesa dei massocapitalisti contro i lavoratori in sciopero?

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer

per la ricostruzione del P.C.I.

 

di Andrea Montella

Carissime compagne e compagni

leggendo l’articolo sulla modifica dell’articolo 52 del Codice penale sulla legittima difesa, scritto dal sostituto procuratore di Napoli, Henry John Woodcock, si comprendono meglio le vere finalità della riforma proposta dai padroni di Salvini/Lega e quali sono i soggetti che saranno colpiti dall’applicazione di quella norma, che noi consideriamo anticostituzionale, in quanto mette la proprietà privata al di sopra di tutto e di tutti e, per salvaguardarla, legittima l’assassinio.

La nostra Costituzione, la più avanzata e civile del mondo occidentale, non prevede la pena di morte: infatti è basata sul lavoro e mette in subordine la proprietà privata, che può esistere solo se svolge una funzione utile alla società (articoli 414243).

Ma le attuali forze politiche di governo e di opposizione, che l’hanno votata, sorte per distruggere la prima Repubblica nata dalla Resistenza e la sua Costituzione, essendo formazioni interne alla trattativa massoneria-Stato-mafia hanno come modello il paese dell’ingiustizia sociale e della sopraffazione fatta sistema: i massonici Stati Uniti. Un paese in cui l’uso privato e abominevole delle armi produce ogni anno 30 mila morti.

Le preoccupazioni del sostituto procuratore devono diventare le nostre e di tutti i lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali perché la deriva reazionaria dei fascioleghisti sta raggiungendo livelli estremi. Dobbiamo ricordare ai nostri lavoratori cosa ha significato per i lavoratori degli Stati Uniti avere certe leggi a favore della proprietà privata e qui riportiamo solo alcuni esempi:

Il massacro di Ludlow avvenuto nella contea di Las Animas in Colorado, il 20 aprile 1914; a seguito della feroce repressione degli scioperi dei minatori da parte delle guardie private dei padroni delle miniere, guidati dalla Colorado Fuel and Iron Company della famiglia Rockefeller, spalleggiati dalla Guardia Nazionale che si astenne dall’intervenire, vennero uccise ventuno persone, fra cui donne e bambini.

Tra il 1936 e il 1937 i lavoratori in lotta della General Motors scioperarono per migliorare le loro pessime condizioni salariali. Il 1 febbraio 1937 occuparono la fabbrica di motori Chevrolet n°4. L’immediata reazione padronale fu di chiamare la guardia nazionale, che circondò la fabbrica puntando mitragliatrici e obici sugli scioperanti che la occupavano.

La prevista strage fu bloccata solo grazie alla solidarietà delle masse popolari e lavoratori che, in 20 mila, circondarono la guardia nazionale facendola desistere dai suoi criminali propositi.

Non bisogna dimenticare che anche il neonato monarchico Stato italiano si è molto dato da fare nell’uso delle armi contro i suoi lavoratori, basta ricordare il ruolo avuto dal generale Fiorenzo Bava Beccaris nei moti di Milano: i lavoratori scesero in strada contro la polizia e i militari per protestare contro le condizioni di lavoro e l’aumento del prezzo del pane dei mesi precedenti, come era avvenuto anche in altre città italiane.

Il governo reazionario dell’epoca rispose alla protesta dichiarando lo stato d’assedio e conferendo il comando al generale Bava Beccaris, che agì con la massima durezza per soffocare ogni forma di protesta; ci fu un utilizzo indiscriminato delle armi da fuoco e, in particolare, dei cannoni all’interno della città. Ufficialmente vennero uccise più di 80 persone e centinaia furono ferite.

Indovinate in tutte queste tragiche vicende da che parte sarebbero stati Matteo Salvini e i suoi fascioleghisti e sodali di Casa Pound.

Saluti comunisti

pallottole su chi occupa le fabbriche?

Legittima difesa – Se la “proporzionalità” è presunta, ogni intrusione potrà essere respinta con la forza

pallottole su chi occupa le fabbriche?

di Henry John Woodcock | 7 Maggio 2019

Non vorrei fosse un’esagerazione, ma temo che vi sia un aspetto, anche se certamente estremo, che è stato trascurato nel dibattito sulla riforma appena varata della legittima difesa. Si tratta dei riflessi che essa potrebbe avere anche nelle vertenze operaie.

C’è infatti una forma di lotta sindacale, efficace quanto simbolica, cui è spesso ricorso il movimento operaio. Si tratta dell’occupazione delle fabbriche, una misura la cui liceità è stata oggetto di un tormentato dibattito, tra chi la colloca a tutti gli effetti tra le espressioni legittime del diritto di sciopero e chi la considera tout court illegale. Ma essa è comunque rimasta nella pratica sindacale e mantiene ancora oggi intatta la sua forza.

Ebbene, leggendo la nuova formulazione dell’articolo 52 del codice penale, laddove si allarga per così dire la sfera di operatività della legittima difesa, non solo alla tutela della incolumità fisica di un essere umano, ma anche alla difesa dei beni, parrebbe proprio che, di fronte a un gruppo di operai armati di cesoie e bastoni, che forzino i cancelli della fabbrica e entrino per occuparla, sia legittimo sparare, e anche ucciderli. La proporzionalità è “presunta” per legge. E non c’è dubbio che sarebbe un atto compiuto “per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

Non è certo una novità, nella storia del movimento sindacale, che operai in lotta vengano falciati dal fuoco di fucili e mitraglie durante gli scioperi e le manifestazioni. Si sperava, però dovesse restare un ricordo del passato. Quello del generale Bava Beccaris, “il feroce monarchico Bava”, del massacro degli spartachisti, o del Cile di Pinochet. Qui poi c’è l’ulteriore novità che il fuoco non verrebbe dalla forza pubblica, ma da vigilantes privati, qualcosa che fino a oggi sembrava appannaggio esclusivo delle grandi fazendas

centroamericane, e dei feroci impiegati delle multinazionali della frutta.

E che cosa possiamo dire di questa delega che lo Stato fa dell’uso della forza ai privati cittadini? Che si tratta di una forma esasperata di federalismo? Un federalismo spinto oltre ogni limite conosciuto? Ognuno “padrone a casa sua”, letteralmente, con diritto di vita o di morte su chi entra. Ricorda certi romanzi apocalittici di fantascienza o i castelli che provvedevano da sé alla propria difesa nei periodi più oscuri della nostra storia.

Una sorta di pena di morte, comminata ed eseguita senza altra procedura che non sia quella di premere il grilletto, una specie di esecuzione extragiudiziaria, come quella che certi Stati condividono con Cosa Nostra e le gang latino-americane della droga.

Ho paura che questa riforma della legittima difesa non sia stata una buona idea. E credo che non servirà nemmeno a dissuadere troppo i criminali. I dati storici forniti dallo Fbi dimostrano che, negli Stati Uniti, il tasso di omicidi è stato, negli Stati che hanno mantenuto la pena capitale, superiore a quello registrato negli Stati che l’hanno abolita. Dunque, altro che dissuasione!

D’altronde la criminologia e il pensiero scientifico, fin dai tempi di Cesare Beccaria, lo hanno sempre saputo.

Un effetto però la pena di morte lo ha sicuramente, quello di imbarbarire ancor più i delinquenti. Non vorrei – ma lo temo – che ciò accadesse anche con questa pena di morte “privata” appena introdotta nel nostro ordinamento.

Non vorrei, per dire, che chi decidesse di rubare in casa altrui (e non si lasciasse dissuadere dalle nuove norme), ci andasse bene armato, sapendo che lo è probabilmente anche il proprietario. E state certi che sarà lui a sparare per primo…

È così che si faceva nel Far West, in quella idilliaca – per qualcuno – stagione in cui ognuno era “padrone in casa sua” e provvedeva da sé alla propria difesa.

Illegittima difesa dei massocapitalisti contro i lavoratori in sciopero?ultima modifica: 2019-05-09T06:07:29+02:00da iskra2010
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